Come creare una startup
È già un bel po' di tempo che ti frulla nella testa un'idea imprenditoriale brillante, nella quale vorresti proporre un prodotto o un servizio originale e, per certi versi, all'avanguardia, capace ossia di cambiare le abitudini e lo stile di vita delle persone a cui sono rivolti. Il momento di realizzare questo progetto è finalmente arrivato, ma ci sono ancora diversi aspetti da chiarire: hai quindi bisogno di qualche informazione più precisa su come creare una startup, ovvero un'azienda “neonata” che, però, ha l'obiettivo di crescere velocemente.
In particolare, vorresti capire cosa offrono le istituzioni in Italia per supportare la nascita delle nuove imprese, anche quelle innovative basate sull'uso di tecnologie avanzate e modelli digitali che, proprio per questo, necessitano di strumenti di sostegno specifici per progredire e affermarsi sul mercato. Beh, se le cose stanno così, credo proprio che troverai la lettura dei prossimi capitoli piuttosto utile e illuminante!
Ho realizzato questo approfondimento, infatti, proprio per consentire ai neo-imprenditori di orientarsi meglio sia nella parte normativa, sia in quella di sostegno economico. Oltre a ciò, ho alcuni preziosi consigli da darti per reperire i fondi necessari a partire con il piede giusto e per evitare di commettere errori che, soprattutto in questa fase, potrebbero compromettere tutti gli sforzi. Allora, sei pronto? Sì? Perfetto, in tal caso ti auguro una buona lettura e ti faccio un grosso in bocca al lupo per tutto!
Indice
Come creare una startup in Italia

Prima di vedere come creare una startup in Italia, credo sia utile fare un passo indietro e chiarire cosa si intende con questo termine. In senso generale, con startup si indica semplicemente un'azienda di recente costituzione. In un'accezione più moderna, invece, viene utilizzato per descrivere nuove imprese caratterizzate da un modello di business innovativo, scalabile, cioè con un forte potenziale di crescita, e replicabile, che può essere riprodotto più volte senza dover essere “reinventato” ogni volta.
La maggior parte di questa operano in ambito tecnologico, ma non tutte. Nel panorama imprenditoriale è infatti possibile distinguere diverse tipologie di startup, in base agli obiettivi, al modello di crescita e al settore di attività. Si può, ad esempio, avviare una startup in ambiti tradizionali come marketing e pubblicità, sanitario, formazione, ambiente ed energia, commerciale e finanziario, anche senza un elevato grado di innovazione tecnologica.
Le startup innovative, invece, puntano in maniera specifica su tecnologia, ricerca e sviluppo per introdurre soluzioni nuove o significativamente migliorative rispetto al mercato esistente. In Italia esiste un quadro normativo dedicato a questa categoria, di cui ti parlerò nel dettaglio nel prossimo capitolo.
Si distinguono, inoltre, le startup sociali, che perseguono obiettivi di impatto sociale o ambientale oltre al profitto, e le startup corporate, sviluppate all'interno o con il supporto di grandi aziende per innovare prodotti o processi.
Un'altra differenza rispetto alle imprese tradizionali riguarda il modo in cui si finanziano. Mentre queste ultime si basano spesso su risorse proprie e su una crescita graduale, le startup – soprattutto nelle fasi iniziali – fanno ricorso al capitale di rischio per sostenere uno sviluppo più rapido.
Questo capitale può provenire da investitori privati (Business Angel), da fondi di Venture Capital o da operazioni di autofinanziamento (bootstrapping). A questi si aggiungono strumenti come il crowdfunding, incubatori e acceleratori, oltre a prestiti bancari e finanziamenti pubblici, spesso erogati tramite bandi regionali sotto forma di agevolazioni o contributi a fondo perduto.
Un'altra caratteristica tipica delle startup è la temporaneità: non rappresentano una condizione permanente, ma una fase iniziale del ciclo di vita di un'impresa. Con il tempo, se il progetto ha successo, l'azienda evolve verso una struttura più stabile e organizzata, trasformandosi in un'impresa consolidata.
L'avvio di una startup, sia essa tradizionale o innovativa, richiede un percorso che coinvolge aspetti giuridici, organizzativi, operativi e finanziari. Sebbene le modalità possano variare in base al settore e al modello di business, è possibile individuare alcune fasi fondamentali comuni alla maggior parte dei casi, tra cui la definizione dell'idea, la scelta della forma giuridica, il reperimento delle risorse finanziarie e l'avvio operativo dell'attività.
Un passaggio fondamentale è la scelta della forma giuridica. In Italia, la più utilizzata per le startup è la società a responsabilità limitata (S.r.l.), anche nella versione semplificata, che consente di partire con costi iniziali ridotti e offre una buona flessibilità gestionale. In alternativa, è possibile costituire una Società per Azioni (S.p.A.), per la quale è però richiesto un capitale sociale minimo di 50.000 euro.
La costituzione avviene mediante atto notarile e si completa con l'iscrizione della società nel Registro delle Imprese. Tutti gli adempimenti vengono effettuati in modalità telematica, tramite firma digitale, inviando la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio competente.
Come potrai capire si tratta di una tematica abbastanza complessa e di natura tecnica, il mio consiglio è dunque di farti seguire da un professionista nella preparazione della domanda e nella sua successiva presentazione. Non mi assumo alcuna responsabilità in merito a eventuali modifiche della disciplina e questa guida non vuole sostituirsi alla consultazione dei documenti ufficiali rilasciati da InfoCamere.
Come creare una startup innovativa

In Italia è stato introdotto un quadro normativo specifico per le startup innovative, per le quali sono previsti incentivi dedicati di vario genere. Si tratta di società di capitali, anche in forma cooperativa, residenti in Italia (oppure in un altro Paese dell'Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo, purché con una sede produttiva o una filiale in Italia), che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Se vuoi sapere come creare una startup innovativa, il primo passo che ti consiglio di compiere consiste nel verificare il possesso dei requisiti necessari per essere qualificati in tale categoria. Tali requisiti si applicano sia alle nuove imprese, sia a quelle già esistenti che intendono ottenere questa qualifica.
- Anzianità dell'impresa — la società deve essere costituita e operativa da non più di 5 anni.
- Sede — la sede principale deve trovarsi in Italia, oppure in un altro Paese UE/SEE con almeno una sede produttiva o una filiale in Italia.
- Limite di fatturato — a partire dal secondo anno di attività, il valore della produzione annua non deve superare i 5 milioni di euro.
- Divieto di distribuzione degli utili — la società non deve distribuire utili e non deve averli distribuiti in passato.
- Oggetto sociale innovativo — l'attività deve riguardare lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
- Origine della società — non deve derivare da fusione, scissione o cessione di azienda o di ramo d'azienda.
Oltre ai requisiti sopra indicati, è necessario soddisfare almeno una delle seguenti condizioni.
- Investimenti in ricerca e sviluppo — la società deve sostenere spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzione.
- Personale qualificato — almeno 1/3 della forza lavoro deve essere composto da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 devono essere in possesso di laurea magistrale.
- Proprietà intellettuale — la startup deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o di un software registrato, pertinente all'attività svolta.
Per ulteriori informazioni, ti consiglio di consultare le [linee guida ufficiali](Per ulteriori informazioni, ti consiglio di consultare le linee guida ufficiali di Registro Imprese e del sito Startup innovative del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Una volta iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese, la startup innovativa può accedere a diverse agevolazioni. Tra queste rientrano gli incentivi fiscali per chi investe nel capitale sociale, pari al 30% dell'importo investito, non soggetti al regime “de minimis”, e quelli fino al 65%, più elevati ma rientranti negli aiuti di Stato e quindi soggetti alle relative limitazioni. Entrambi consentono di recuperare una parte dell'investimento sotto forma di beneficio fiscale.
Le imprese che sostengono spese in ricerca e sviluppo possono inoltre beneficiare di un credito d'imposta, generalmente pari al 10% delle spese ammissibili, entro i limiti previsti dalla normativa vigente e soggetto a possibili aggiornamenti nel tempo.
Per favorire la nascita e la crescita delle startup, esistono inoltre numerosi strumenti di finanziamento pubblici. Tra i principali ti segnalo Smart&Start Italia, incentivo gestito da Invitalia (l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze) che finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. A questo si affianca il Fondo impresa femminile, anch'esso gestito da Invitalia, il quale sostiene le imprese guidate da donne, sebbene l'accesso avvenga tramite bandi periodici non sempre attivi.
Dal punto di vista operativo, l'avvio della startup innovativa si formalizza con l'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese. A tal fine è necessario compilare il modello informatico S5, indicando una serie di informazioni rilevanti, tra cui l'elenco dei soci, l'attività svolta, le spese in ricerca e sviluppo, i titoli di studio e le esperienze professionali dei fondatori e dei collaboratori, eventuali collaborazioni con incubatori certificati, università o centri di ricerca, nonché i diritti di proprietà industriale e intellettuale.
Tali informazioni devono essere aggiornate periodicamente tramite autocertificazione, pena la cancellazione dalla sezione speciale del Registro delle Imprese e la perdita dei benefici previsti per le startup innovative. I modelli da compilare e le relative istruzioni sono disponibili nell'area dedicata del Registro delle Imprese sui siti ufficiali delle Camere di Commercio.
Come creare una startup da zero
Se vuoi capire come creare una startup da zero, partendo quindi dalle fasi “embrionali” del progetto, in questa sezione troverai alcune informazioni utili per organizzare le idee, reperire fondi e aumentare le probabilità di successo.
Come creare un business plan per una startup

Di seguito ti spiego come creare un business plan per una startup: si tratta, questo, di uno strumento fondamentale che consente di trasformare un'idea imprenditoriale in un progetto concreto e strutturato, da utilizzare sia come guida operativa, sia come documento da presentare a potenziali investitori.
Il primo passo consiste nel descrivere l'idea imprenditoriale e verificarne la validità, definendo quindi il problema che si intende risolvere e il valore che si vuole offrire ai clienti. In questa fase è necessario analizzare il mercato di riferimento, il target, i principali concorrenti ed eventuali trend di settore. In questo modo è possibile capire se esiste una reale domanda e quali sono le opportunità di sviluppo.
Una volta definita l'idea, è necessario strutturare il modello di business e chiarire la proposta di valore, ovvero il motivo per cui un cliente dovrebbe scegliere la tua soluzione rispetto alle alternative già presenti sul mercato. Oltre a descrivere i prodotti o servizi offerti, è importante indicare i canali di vendita, le fonti di ricavo e la struttura dei costi, cioè tutte le spese necessarie per avviare e gestire la startup.
Per le startup è fondamentale che il modello sia scalabile, cioè in grado di crescere rapidamente senza un aumento proporzionale dei costi: dunque, occorre prevedere una sezione dedicata alle strategie di marketing, nella quale indicare come acquisire i primi utenti e quali canali utilizzare per la promozione. È inoltre utile indicare eventuali strategie di crescita, ad esempio attraverso partnership.
Va poi descritto il funzionamento operativo della startup, illustrando l'organizzazione del team, i ruoli e le competenze, i processi interni e gli eventuali fornitori o partner coinvolti.
Per dimostrare la sostenibilità del progetto, è necessario integrare un piano economico-finanziario, che rappresenta una delle parti più rilevanti del business plan, soprattutto in ottica di investimento. In questa sezione vanno inclusi la stima dei costi iniziali, le previsioni di ricavi, il fabbisogno finanziario e una proiezione del punto di pareggio (break-even), ovvero il momento in cui i ricavi andranno a coprire esattamente i costi.
Infine, il business plan deve essere necessariamente accompagnato da una sintesi del progetto (Executive Summary), che riassuma i punti chiave in modo chiaro e immediato. Si tratta spesso della prima parte letta da investitori o finanziatori, ed è quindi fondamentale che sia efficace e facilmente comprensibile.
Come creare una startup senza soldi

Se stai cercando informazioni su come creare una startup senza soldi, perché hai un'ottima idea che risponde a una domanda reale, ma ti mancano i fondi iniziali per metterla in pratica, il consiglio è di adottare fin da sùbito un approccio molto concreto: l'obiettivo deve essere arrivare il prima possibile a generare ricavi e rendere il progetto sostenibile. Per farlo, è fondamentale scegliere un modello di business ad hoc, ad esempio prevedendo cicli di vendita rapidi e termini di pagamento contenuti.
Allo stesso tempo, è importante individuare e ridurre al minimo le spese superflue. Mantieni quindi una struttura snella: evita uffici costosi e utilizza strumenti gratuiti o a basso costo. In questo modo potrai contenere l'investimento iniziale e avviare il progetto con maggiore tranquillità.
Se hai comunque bisogno di reperire fondi, uno dei metodi più concreti è il crowdfunding: esistono diverse piattaforme online che permettono di presentare il proprio progetto e raccogliere capitale direttamente dagli utenti. In alcuni casi si tratta di pre-vendite (chi contribuisce riceve il prodotto), in altri di vere e proprie campagne di finanziamento. Questo consente non solo di ottenere risorse, ma anche di validare l'idea.
Esistono inoltre strumenti pubblici e privati che possono supportarti nelle fasi iniziali, come bandi regionali, incubatori certificati (qui trovi l'elenco aggiornato) e programmi di accelerazione, spesso promossi anche da università. È comunque consigliabile verificare la presenza di queste opportunità nel proprio territorio, eventualmente anche con una ricerca online.
Un'altra strada è il bootstrapping, che consiste nel finanziare la startup con i risparmi o con le prime entrate. Ad esempio, puoi iniziare offrendo servizi collegati alla tua idea (consulenze, versioni base del prodotto) e reinvestire i guadagni nello sviluppo del progetto principale.
A tal proposito, diventano fondamentali le collaborazioni: puoi coinvolgere co-founder o collaboratori offrendo una quota societaria (equity) al posto di un compenso immediato, costruendo così il team anche in assenza di capitali iniziali.
Come creare una startup di successo

Ora che ti sei fatto un'idea più chiara dell'argomento, ti stai chiedendo come creare una startup di successo? Ebbene, il primo suggerimento che voglio darti è di partire da un problema reale: un'idea funziona davvero solo quando risolve un bisogno concreto. Prima di investire tempo e risorse, è quindi essenziale verificare che esista una domanda effettiva, con potenziali clienti disposti a pagare per la soluzione proposta.
Potresti, ad esempio, utilizzare sondaggi per esplorare il mercato e lanciare il prima possibile una versione base del prodotto, anche se imperfetta. Testare l'idea sul campo ti permetterà di raccogliere feedback reali e migliorare progressivamente il progetto, riducendo il rischio di investire su qualcosa che non funziona.
È inoltre importante costruire un team solido, con competenze complementari: avere al proprio fianco persone motivate, affidabili e allineate al progetto è spesso più importante delle risorse economiche, soprattutto nelle fasi iniziali.
Mi raccomando, monitora costantemente i risultati e prendi decisioni basate sui dati ottenuti: per crescere nel tempo, una startup deve essere pronta a cambiare direzione e ad adattarsi rapidamente se il mercato lo richiede.
Se vuoi prendere spunto da esempi concreti, presta attenzione a non affidarti alla “fuffa” spesso proposta da sedicenti esperti. Meglio seguire contenuti di professionisti seri, ad esempio su YouTube, oppure approfondire attraverso libri dedicati all'imprenditorialità.

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Un altro strumento utile nelle fasi iniziali è rappresentato dai corsi online, che permettono di acquisire rapidamente competenze pratiche su business plan, marketing e sviluppo d'impresa. Piattaforme come Udemy offrono corsi accessibili e immediati, mentre Coursera propone percorsi più strutturati in collaborazione con università e aziende.
Infine, può essere utile analizzare casi reali di successo: per questo ti invito a consultare anche la mia guida sulle migliori startup italiane, così da prendere spunto da esperienze concrete.
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Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
