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Come verificare il funzionamento di un condensatore

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La tua lavatrice o un altro elettrodomestico non funziona più e ti è stato suggerito che il problema potrebbe essere legato a un condensatore guasto. Si tratta di un componente presente in numerosi apparecchi elettrici ed elettronici e, in alcuni casi, un suo malfunzionamento può compromettere il corretto funzionamento dell'elettrodomestico. Se il prodotto non è più in garanzia e vuoi effettuare alcune verifiche prima di rivolgerti a un tecnico, potresti quindi essere interessato a capire come verificare il funzionamento di un condensatore.

Se ti trovi in questa situazione, ora ti spiegherò come effettuare alcune verifiche utilizzando un capacimetro e, in alternativa, un multimetro. Vedremo quali sono le principali operazioni da eseguire e come interpretare i risultati delle misurazioni, così da poter valutare le condizioni del condensatore.

ATTENZIONE: ti consiglio vivamente di eseguire le operazioni descritte di seguito solo se sai esattamente ciò che stai facendo o se sei affiancato da una persona competente. Alcune procedure, se eseguite in modo scorretto, possono causare ulteriori danni all'elettrodomestico o comportare il rischio di scosse elettriche. Prima di intervenire, assicurati quindi di adottare tutte le necessarie precauzioni di sicurezza. Non mi ritengo in alcun modo responsabile di eventuali danni derivanti da interventi eseguiti in modo improprio.

Indice

Come si verifica il funzionamento di un condensatore: informazioni preliminari

Condensatore lavatrice

Prima di vedere nel dettaglio come si verifica il funzionamento di un condensatore, è utile capire in quali apparecchi può essere presente e quali sintomi possono far pensare a un suo possibile malfunzionamento. I condensatori, infatti, sono utilizzati in numerosi elettrodomestici e apparecchi dotati di motori elettrici, tra cui lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, ventilatorii e alcuni condizionatori e climatizzatori. A seconda dell'apparecchio e del tipo di condensatore, un suo guasto può manifestarsi, per esempio, con difficoltà di avviamento del motore, funzionamento irregolare o una velocità inferiore a quella prevista. Questi sintomi, tuttavia, non indicano necessariamente un problema al condensatore, poiché possono dipendere anche da altri componenti.

Per effettuare il controllo puoi servirti di un capacimetro, cioè uno strumento specifico per misurare la capacità elettrica, oppure di un multimetro dotato di una funzione per la misurazione della capacità. Se il tuo multimetro non dispone di questa funzione, puoi comunque effettuare una prova in modalità ohm (Ω), ma tieni presente che si tratta soltanto di un controllo indicativo e non di una verifica completa dello stato del condensatore. Prima della misurazione è inoltre opportuno controllare il valore di capacità e la tolleranza riportati sul condensatore e, nel caso di un componente polarizzato, prestare attenzione alla polarità.

Prima di procedere, scollega il condensatore dall'alimentazione e assicurati che sia completamente scarico. Un condensatore può infatti conservare una carica elettrica anche dopo che l'elettrodomestico è stato scollegato dalla rete. Per scaricarlo non devi mettere direttamente in contatto i due terminali, per esempio utilizzando un cacciavite. In linea generale, la scarica viene effettuata collegando ai terminali una resistenza di valore e potenza adeguati al tipo di condensatore, utilizzando strumenti isolati e verificando successivamente l'assenza di tensione con un apposito strumento di misura. Se non sai quale procedura o quale resistenza utilizzare, evita di intervenire direttamente e rivolgiti a un tecnico qualificato. Un cortocircuito, infatti, potrebbe provocare una scarica improvvisa, scintille, danneggiare il componente e comportare un rischio per la tua sicurezza.

In alcuni casi, tieni presente che anche una semplice ispezione visiva può già fornire indicazioni sul possibile guasto: rigonfiamenti, perdite di materiale, deformazioni, crepe, segni di bruciatura o altri danni evidenti possono infatti indicare che il condensatore non è in buone condizioni.

Prima della misurazione, inoltre, è utile controllare il valore nominale della capacità e la relativa tolleranza, generalmente riportati sul corpo del componente, e verificare se si tratta di un condensatore polarizzato.

La misurazione della capacità rimane tuttavia il metodo più diretto per verificarne il funzionamento quando il capacimetro o il multimetro dispone dell'apposita funzione. La semplice prova in ohm può invece aiutarti a individuare alcuni comportamenti anomali, ma ricorda che da sola non permette di stabilire con certezza se il condensatore rispetta il valore di capacità previsto o se funziona correttamente in tutte le condizioni.

Come verificare funzionamento di un condensatore

Verificare condensatore lavatrice

Ora andremo a scoprire come verificare funzionamento di un condensatore con un tester, vedendo in particolare come effettuare la misurazione con un capacimetro e, successivamente, come eseguire un controllo con un multimetro. Se il tuo multimetro dispone della funzione per misurare la capacità, puoi utilizzarla per confrontare il valore rilevato con quello nominale indicato sul condensatore.

Come ti ho già annunciato prima, in assenza di questa funzione, la prova in modalità ohm può fornire soltanto alcune indicazioni sul comportamento del componente, ma non consente di verificarne in modo completo la capacità. Buona continuazione.

Come verificare funzionamento condensatore con capacimetro

Capacimetro

Anzitutto, andiamo a vedere come verificare il funzionamento di un condensatore con un capacimetro. Si tratta di uno strumento che serve a misurare la capacità dei condensatori, generalmente espressa in microfarad (μF), nanofarad (nF) o picofarad (pF). Puoi reperire un capacimetro in un negozio di elettronica specializzato oppure online, come ad esempio su Amazon.

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Tieni presente, però, che non è sempre necessario acquistare uno strumento separato: molti multimetri digitali dispongono infatti di una funzione per la misurazione della capacità e possono essere utilizzati anche per questo tipo di verifica. La procedura può variare a seconda del modello di strumento, quindi, se necessario, consulta il relativo manuale.

Come prima cosa, spegni e scollega dall'alimentazione elettrica l'elettrodomestico di tuo interesse e assicurati che non sia presente tensione nel circuito. Fatto questo, individua il condensatore e fai anzitutto un'ispezione visiva del componente, come ti accennavo in precedenza. Se, per esempio, sono presenti rigonfiamenti, perdite di materiale, bruciature, crepe o altri danni evidenti, si tratta di forti indizi di un possibile guasto e, in genere, non è opportuno procedere con la misurazione prima di aver valutato la sostituzione del componente.

Al contrario, un condensatore che appare integro non è necessariamente funzionante, quindi l'assenza di danni visibili non permette di escludere un problema.

Adesso controlla sul condensatore se è presente una scritta che indica il valore nominale della capacità e, quando indicata, la relativa tolleranza. Potresti, per esempio, leggere 50 μF ±5%: significa che il valore nominale è di 50 microfarad e che, in base alla tolleranza dichiarata, il valore può rientrare tra 47,5 μF e 52,5 μF. È questo l'intervallo con cui dovrai confrontare il risultato della misurazione.

Prima di effettuare la misurazione, il condensatore deve essere scarico e, per ottenere un risultato attendibile, deve essere isolato dal circuito. A seconda del circuito e del tipo di componente, può quindi essere necessario scollegare almeno uno dei suoi terminali oppure rimuoverlo completamente. Non è sempre indispensabile dissaldarlo completamente: se non hai dimestichezza con i circuiti elettronici e con le operazioni di saldatura e dissaldatura, è preferibile non intervenire sul circuito stampato e rivolgersi a un tecnico qualificato.

Per scaricare il condensatore, ricorda di non creare un cortocircuito mettendo direttamente in contatto i suoi terminali e non utilizzare i puntali del capacimetro a questo scopo. La scarica deve essere effettuata in modo controllato, utilizzando una resistenza di valore e potenza adeguati al tipo di condensatore.

Successivamente, è opportuno verificare con un multimetro che non sia rimasta tensione. La procedura e i valori da utilizzare possono variare in base al componente e alla tensione presente, quindi, se non sai come effettuare questa operazione in sicurezza, non procedere autonomamente. Le indicazioni dei produttori di strumenti di misura raccomandano infatti di scollegare l'alimentazione, scaricare il condensatore attraverso una resistenza e verificare l'assenza di tensione residua prima della misurazione.

A questo punto, seleziona sul capacimetro la modalità di misurazione della capacità e, se necessario, l'intervallo adatto al valore del condensatore.

Collega quindi i puntali ai suoi terminali. Nei condensatori polarizzati, come molti condensatori elettrolitici, è importante rispettare la polarità indicata sul componente quando lo si collega a una sorgente di alimentazione o a uno strumento che richiede un collegamento polarizzato. Per una semplice prova in modalità resistenza, invece, l'orientamento dei puntali non è generalmente determinante. Nei condensatori non polarizzati, naturalmente, l'orientamento dei puntali non è normalmente rilevante. Non fare affidamento sulla lunghezza dei terminali per stabilire la polarità, ma sulle indicazioni riportate sul componente.

Fatto ciò, attendi che il valore visualizzato sul display si stabilizzi e confrontalo con il valore nominale e con la tolleranza indicati sul condensatore. Se, per esempio, il componente è da 50 μF ±5% e lo strumento rileva un valore compreso tra 47,5 μF e 52,5 μF, la capacità misurata rientra nella tolleranza dichiarata dal produttore. Se il valore è molto diverso da quello nominale oppure lo strumento non riesce a rilevare correttamente la capacità, il condensatore potrebbe essere guasto e dovrebbe essere sottoposto a ulteriori verifiche o sostituito. Prima di concludere che il componente sia guasto, verifica comunque di aver selezionato la modalità e l'intervallo di misura corretti e di aver collegato correttamente i puntali.

Infine, considera che una capacità misurata entro la tolleranza non dimostra necessariamente che il condensatore sia perfettamente efficiente sotto ogni aspetto: la misurazione della capacità verifica principalmente questo parametro e altri problemi del componente possono richiedere controlli differenti. Se il condensatore risulta invece chiaramente danneggiato o presenta valori anomali, la sostituzione dovrebbe essere effettuata con un componente compatibile per capacità, tensione nominale, tipologia e, quando necessario, altre caratteristiche specificate dal produttore. Se non hai esperienza con questo tipo di interventi, ti consiglio sempre di rivolgerti a un tecnico specializzato.

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Come verificare funzionamento condensatore con multimetro

Multimetro

Se disponi di un multimetro che non è in grado di misurare la capacità, allora andiamo a vedere come verificare il funzionamento di un condensatore con un multimetro, effettuando una prova in modalità resistenza. Tieni presente, però, che questo metodo permette di effettuare soltanto un controllo indicativo del componente e non di verificarne direttamente la capacità, come già ti ho spiegato prima.

Anzitutto, spegni e scollega il dispositivo elettronico di tuo interesse dall'alimentazione elettrica. Prima di procedere con qualsiasi misurazione della resistenza, assicurati che il circuito sia privo di tensione e che il condensatore sia stato scaricato in maniera controllata, come spiegato nel capitolo precedente.

Fatto questo, individua il condensatore all'interno del circuito e ispezionalo per verificare se presenta bruciature, rigonfiamenti, perdite di materiale, crepe o altri danni evidenti. Se sono presenti anomalie di questo tipo, si tratta di forti indizi di un guasto e, in genere, non è necessario procedere con la prova in Ω per stabilire che il componente richiede ulteriori verifiche o la sostituzione. Al contrario, come ti ho già spiegato prima, se non ci sono danni visibili ciò non significa necessariamente che il condensatore funzioni correttamente.

Per ottenere una misurazione più attendibile, ti ribadisco che il condensatore dovrebbe essere isolato dal resto del circuito. A seconda del circuito e del componente, può essere sufficiente scollegare uno dei suoi terminali oppure può essere necessario rimuoverlo interamente. Non è quindi sempre indispensabile dissaldarlo, e se non hai esperienza con i circuiti elettronici, è preferibile non eseguire autonomamente operazioni di dissaldatura.

A questo punto, imposta il multimetro per rilevare la resistenza. In genere questa modalità è indicata con la parola OHM oppure con il simbolo Ω. Collega quindi i terminali del multimetro ai terminali del condensatore. Se si tratta di un condensatore polarizzato, come molti condensatori elettrolitici, rispetta la polarità indicata sul componente, mente nei condensatori non polarizzati, l'orientamento dei puntali in genere non è rilevante.

Adesso presta attenzione ai valori che appaiono sul display del multimetro. Quando il test viene effettuato su un condensatore funzionante, la piccola tensione di prova applicata dallo strumento può iniziare a caricarlo. Per questo motivo, su molti multimetri digitali puoi osservare una resistenza inizialmente bassa che aumenta progressivamente fino a raggiungere un valore molto elevato oppure l'indicazione OL, a seconda dello strumento e del condensatore. Questo comportamento è compatibile con la carica del condensatore durante la misurazione.

Se, invece, la resistenza rimane molto bassa e non aumenta, il condensatore potrebbe essere in cortocircuito.

Se, poi, la resistenza risulta immediatamente molto elevata o compare OL senza mostrare il comportamento descritto prima, ciò non significa necessariamente che il condensatore sia guasto. Questo risultato può infatti dipendere dalla capacità del componente, dalla tensione di prova e dalle caratteristiche del multimetro. La sola prova in modalità Ω non è quindi sufficiente per stabilire che il condensatore sia rotto.

Ci tengo a sottolineare, però, che questi risultati, tuttavia, non sono sufficienti da soli per stabilire con certezza che il condensatore sia guasto: il comportamento può dipendere anche dal tipo e dalle caratteristiche del componente e dal multimetro utilizzato.

È importante, inoltre, non confondere il valore della resistenza rilevato con la capacità del condensatore. La prova in Ω non permette infatti di determinare in modo affidabile quanti microfarad (μF), nanofarad (nF) o picofarad (pF) abbia il componente. Per una verifica più attendibile è quindi preferibile misurare direttamente la capacità utilizzando un capacimetro come ti ho spiegato prima, oppure un multimetro dotato della relativa funzione

Il motivo per cui la resistenza può cambiare durante il test è piuttosto semplice: il multimetro applica una piccola tensione ai terminali del condensatore, che inizia a caricarsi. Man mano che la carica aumenta, la corrente che attraversa il componente diminuisce e la resistenza apparente rilevata dallo strumento aumenta. Non si tratta quindi di una normale misurazione della resistenza del condensatore, ma della risposta del componente alla tensione di prova applicata dal multimetro.

Per maggiori informazioni ti rimando alla mia guida su come usare un tester digitale nella quale ti ho parlato in modo più dettagliato di come usare il multimetro per effettuare vari tipi di misurazioni.

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Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.