Aruba AI Site Manager: cos’è, prezzi e come funziona
Gestire un sito Web ogni giorno significa occuparsi di tantissime piccole cose: aggiornare i contenuti, controllare che tutto funzioni, tenere d'occhio la sicurezza, rispondere alle richieste che arrivano dai clienti. Se segui il tuo sito da solo, senza un team alle spalle, sai bene quanto sia difficile stare dietro a tutto questo, soprattutto quando il tempo libero è poco e le competenze tecniche non sono il tuo forte.
Aruba ha pensato a questa esigenza con AI Site Manager, uno strumento che ti permette di affidare la gestione operativa del sito a un agente basato sull'intelligenza artificiale, disponibile direttamente all'interno del tuo hosting. In questa guida ti spiego cos'è di preciso, quanto costa, come si attiva passo dopo passo e come puoi iniziare a usarlo fin da subito.
Non serve essere programmatori per metterlo in funzione: la configurazione avviene tramite pochi passaggi guidati dal pannello di controllo Aruba, e una volta impostato potrai dare istruzioni al tuo agente semplicemente scrivendogli un messaggio, un po' come faresti con un collaboratore.
Indice
- Cos'è Aruba AI Site Manager
- Prezzi di Aruba AI Site Manager
- Come funziona Aruba AI Site Manager
- Per saperne di più
Cos'è Aruba AI Site Manager

AI Site Manager è l'agente intelligente integrato nell'hosting Aruba, pensato per eseguire operazioni, aggiornamenti e attività sul tuo sito al posto tuo, ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, anche mentre sei in riunione, offline o impegnato con altro.
A differenza di un semplice chatbot, che si limita a risponderti, AI Site Manager è quello che viene definito un AI Agent: un assistente autonomo capace di compiere azioni concrete per tuo conto, interagendo direttamente con applicazioni, servizi e strumenti esterni. Puoi chiedergli, ad esempio, di leggere e gestire la posta elettronica, automatizzare attività ripetitive, dialogare con servizi di messaggistica come WhatsApp, Telegram e Slack, oppure semplicemente delegare un'operazione con una richiesta scritta in chat.
L'agente è già incluso all'interno del piano Hyper Hosting Gestito per WordPress, quindi non devi installare nulla da zero: ti basta configurarlo, scegliere il canale di comunicazione che preferisci e iniziare a dargli istruzioni. Può inoltre gestire più flussi di lavoro contemporaneamente, coordinando strumenti diversi per portare a termine attività anche complesse, e resta sempre operativo, senza tempi di attesa o interruzioni.
Alla base di tutto questo c'è OpenClaw, la tecnologia che permette ad AI Site Manager di eseguire le tue richieste in autonomia, senza bisogno di ulteriori interventi manuali da parte tua.
Prezzi di Aruba AI Site Manager

AI Site Manager di per sé non ha un costo aggiuntivo: la funzionalità è compresa nel servizio Hyper Hosting Gestito per WordPress, che è però il piano che devi avere attivo per poterlo utilizzare. I prezzi di riferimento li trovi sempre aggiornati sulla pagina ufficiale hosting.aruba.it/ai-site-manager, dove il piano parte da 199 euro + IVA per il 1°anno.
Con questo abbonamento hai a disposizione risorse dedicate, con 8 core di CPU e 16 GB di RAM, un dominio incluso, spazio Web e traffico illimitati, due database MariaDB con spazio illimitato e il backup automatico di spazio Web e database. Sono comprese anche caselle email illimitate, la cache HiSpeed, la CDN, l'accesso SSH e una coda di assistenza prioritaria. Oltre ad AI Site Manager trovi anche l'AI Assistant, WordPress già preinstallato, un ambiente di staging per testare le modifiche prima di renderle pubbliche, gli aggiornamenti automatici e il rilevamento dei malware.
C'è però una voce di spesa separata di cui tenere conto: i crediti AI. Per far funzionare l'agente devi collegare un provider di intelligenza artificiale a tua scelta, e il relativo utilizzo ha un costo che varia in base al modello scelto. Ne parlo meglio più avanti, nella parte dedicata all'uso del servizio.
Come funziona Aruba AI Site Manager
Adesso andiamo più nel dettaglio e scopriamo insieme come funziona Aruba AI Site Manager.
Acquistare il servizio

Per acquistare AI Site Manager vai sulla pagina dedicata al servizio e premi il tasto di acquisto. Ti verrà chiesto se vuoi attivare il servizio con un nuovo dominio oppure collegarlo a un dominio che possiedi già: scegli l'opzione più adatta alla tua situazione e prosegui con l'ordine.
Per il pagamento hai diverse alternative: puoi usare carta, PayPal, bonifico bancario o bollettino postale. Scegli il metodo che preferisci e completa l'acquisto.
Attivare il servizio

Una volta completato l'acquisto, devi installare e configurare l'agente prima di poterlo usare. Accedi al pannello di controllo del tuo dominio, poi dal menu laterale sinistro vai su Aruba AI e seleziona AI Site Manager.
A questo punto premi il pulsante Installa: comparirà un popup che ti chiede di autorizzare l'installazione, specificando che AI Site Manager otterrà i permessi di amministratore sia sull'accesso SSH sia sul tuo sito WordPress. Nello stesso popup trovi anche una nota sul trattamento dei dati, che chiarisce come i dati inseriti nei sistemi di intelligenza artificiale non vengano utilizzati da Aruba per addestrare i propri modelli, mentre l'eventuale utilizzo da parte di servizi AI di terze parti dipende dalle configurazioni che sceglierai tu stesso. Se sei d'accordo, premi Autorizzo per confermare.
Terminata l'installazione, vai sul pulsante Configura. Il primo passaggio è scegliere il provider di intelligenza artificiale che vuoi usare, tra cui OpenAI, Anthropic, Google Gemini oppure una Custom API key. Tieni presente che la qualità dei contenuti generati dipende molto dal modello che scegli: i modelli più avanzati tendono a produrre risultati più accurati e completi, mentre quelli meno evoluti possono dare risultati più limitati.
Dopo aver selezionato il provider, inserisci nel campo dedicato la chiave che ti ha fornito, quindi premi Verifica per controllare che sia corretta. Se il controllo va a buon fine, potrai scegliere il modello AI specifico tra quelli disponibili per quel provider e passare avanti con Prosegui.
Il passaggio successivo riguarda il canale di comunicazione con cui vuoi chattare con il tuo agente: puoi scegliere tra Telegram, Discord, Slack e altri canali disponibili. Se scegli Telegram, dovrai inserire nel campo dedicato il Bot Token, cioè la chiave di autenticazione univoca che la piattaforma di messaggistica genera quando crei un nuovo bot: nel caso di Telegram te la fornisce il bot ufficiale BotFather al termine della creazione, e ha un formato simile a questo: 123456789:AAExampleToken1234567890abcdef. Puoi aprire BotFather direttamente dal link presente nella schermata, e usare il pulsante Verifica per controllare che le credenziali siano corrette prima di andare avanti.
Se scegli Discord, dovrai incollare nel campo Bot token il token generato dal portale per sviluppatori di Discord, verificarlo e poi salvarlo. Se invece preferisci Slack, ti serviranno due parametri: il Bot token, cioè il token di autenticazione del bot, e l'App token, il token dell'app usato per la connessione; per recuperarli puoi fare riferimento alla guida ufficiale su come collegare un account con Slack. In ogni caso, prima di salvare, usa sempre il pulsante Verifica per assicurarti che le credenziali inserite siano valide. Se in questo momento non vuoi ancora impostare un canale di comunicazione, puoi premere Salta e completare la configurazione più avanti.
Dopo aver verificato il Bot Token, AI Site Manager genera un Pairing Code univoco, ad esempio nel formato ABC-123. Se hai scelto Telegram, apri la chat con il bot appena configurato e invia un messaggio qualsiasi: il bot ti risponderà fornendoti un codice di abbinamento oppure chiedendoti di inserire il codice che vedi a schermo. Inserisci il codice ottenuto nel campo Pairing Code e premi Abbina: a questo punto AI Site Manager verifica che tutto corrisponda e completa il collegamento tra il bot e l'istanza che hai configurato.
Fatto questo, puoi premere Accedi per entrare nel pannello Web del provider AI che hai scelto, e da lì iniziare davvero a usare il tuo assistente.
Come usare Aruba AI Site Manager

Una volta terminata la configurazione, dal pannello hai a disposizione alcuni pulsanti utili per gestire l'agente nel tempo. Con Accedi entri nel pannello Web del provider AI collegato. Con Riavvia arresti e riavvii i processi dell'applicazione: è comodo quando il servizio non risponde correttamente, dopo aver modificato la configurazione, oppure se qualche funzione non sembra operativa come dovrebbe, perché in pratica ricarica le impostazioni e risolve eventuali anomalie temporanee.
Con Sospendi disattivi temporaneamente l'agente senza cancellarne la configurazione: durante la sospensione non puoi interagire con lui, non vengono effettuate chiamate al provider AI collegato e non consumi crediti, mentre tutte le impostazioni restano intatte e puoi riattivarlo in qualsiasi momento con Riavvia, ripartendo esattamente da dove avevi lasciato. Con Reimposta, infine, azzeri credenziali e sessioni attive e ristabilisci la connessione con il provider AI, così da risolvere eventuali problemi legati alla sessione corrente: i file del workspace, come agenti e skill configurate, restano invece invariati.
Da qui in poi, l'unica cosa che devi fare è parlare con il tuo agente come faresti con un collaboratore, spiegandogli cosa vuoi che faccia. Sul fronte della produttività e dei contenuti, per esempio, puoi chiedergli di correggere automaticamente i problemi SEO del sito e inviarti un riepilogo delle modifiche effettuate, di scrivere e pubblicare un articolo partendo da un titolo e una descrizione che gli fornisci, mantenendo il tono di voce già usato sul sito, oppure di proporti un piano editoriale calendarizzato sulle parole chiave che ti interessano per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.
Sul lato marketing e vendite, l'agente può collegarsi a Google Analytics per monitorare le conversioni e avvisarti quando una campagna raggiunge gli obiettivi che ti sei posto, analizzare il catalogo prodotti per segnalarti opportunità di cross-selling o upselling, oppure individuare i prodotti che vendono meno e pianificare in autonomia una promozione dedicata. Per quanto riguarda ricerca e analisi, puoi chiedergli di monitorare lo stato del sito e inviarti un riepilogo delle attività prioritarie, preparare un report sulle variazioni di prezzo dei competitor, oppure analizzare i visitatori del sito e gli orari di maggiore affluenza.
Ci sono poi attività più avanzate, in cui l'agente lavora quasi come un vero responsabile operativo: individua problemi, propone soluzioni e applica in autonomia quelle a basso rischio, effettua controlli periodici mantenendo aggiornati contenuti, plugin e configurazioni secondo le buone pratiche, e ti coinvolge solo quando serve davvero una decisione strategica da parte tua.
Sul fronte della sicurezza, può controllare ogni giorno la presenza di plugin vulnerabili e proporti gli aggiornamenti necessari, segnalarti eventuali accessi sospetti e tenerti informato sullo stato di plugin e temi. Infine, per la business intelligence, puoi chiedergli di confrontare le performance del sito con il trimestre precedente, analizzare le sorgenti di traffico per capire dove conviene investire il budget marketing, oppure generare un report esecutivo periodico con KPI, criticità e opportunità, intervenendo direttamente dove necessario.
Vale la pena ricordare che AI Site Manager esegue modifiche al tuo sito solo su tua richiesta, non di sua iniziativa, e puoi sempre chiedergli un resoconto delle attività svolte, come faresti con un collaboratore in carne e ossa. Se dovessi impartire un comando sbagliato, puoi ripristinare la configurazione precedente in qualsiasi momento oppure chiedere direttamente all'agente di correggere l'errore.
La piattaforma OpenClaw e i crediti AI

Come accennato, AI Site Manager si basa su OpenClaw, un software open source sviluppato dalla OpenClaw Foundation e distribuito con licenza MIT, la cui documentazione ufficiale è consultabile su GitHub. Trattandosi di un progetto open source, come qualsiasi altro software può essere soggetto alla pubblicazione di vulnerabilità di sicurezza e ai relativi aggiornamenti correttivi.
Per funzionare, il servizio richiede il collegamento a uno o più modelli di intelligenza artificiale scelti da te: salvo diverse condizioni contrattuali, questi servizi non sono forniti né gestiti direttamente da Aruba, che resta responsabile solo dell'infrastruttura e dei servizi previsti dal contratto, mentre lo sviluppo di OpenClaw e il funzionamento dei sistemi AI di terze parti restano di competenza dei rispettivi fornitori.
Qui entrano in gioco i crediti AI, l'unità di misura con cui viene calcolato l'utilizzo dell'intelligenza artificiale sulla piattaforma. Il loro consumo dipende dal modello LLM che hai scelto: ogni modello ha un costo di elaborazione diverso, in base alle proprie caratteristiche, e più crediti hai a disposizione, più richieste l'intelligenza artificiale potrà elaborare per te.
Ogni volta che l'agente elabora una richiesta viene consumata una piccola quantità di crediti, e la stessa cosa vale anche per l'heartbeat, il meccanismo che, quando non stai chattando con l'agente, esegue comunque un controllo automatico periodico per restare proattivo: verifica attività in sospeso, monitora le fonti collegate, controlla eventuali promemoria e valuta se servono nuove azioni.
Anche questi controlli, proprio perché possono richiedere l'uso dell'intelligenza artificiale, contribuiscono al consumo dei crediti, che varia comunque in base alla lunghezza e alla complessità delle richieste che invii.
Per saperne di più

Se vuoi consultare la documentazione ufficiale con tutti i dettagli tecnici, puoi fare riferimento alla guida Aruba su AI Site Manager. Se invece hai bisogno di contattare direttamente un operatore, ti invito a consultare la pagina di assistenza Aruba per ricevere un aiuto diretto e personalizzato.

Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
