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Come fare crowdfunding

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Ultimamente, insieme ai tuoi amici, ti è venuta un'idea creativa che, ridendo e scherzando, stai adesso valutando di realizzare veramente. Certo, di mezzo ci sono tantissime questioni da risolvere, ma ti stai interessando a questa possibilità.

Stai dunque cercando indicazioni di base in merito a come fare crowdfunding, visto che hai saputo che al giorno d'oggi è possibile mostrare direttamente al pubblico la propria idea, facendo poi scegliere a quest'ultimo se effettivamente è valida o meno.

Ovviamente ci sono molti passaggi, anche a livello fiscale, in cui bisogna informarsi con professionisti, ma capisco che un ragazzo alle prime armi possa avere bisogno innanzitutto di conoscere in modo generale quali sono le piattaforme che consentono di mettere in atto quest'operazione. Di seguito puoi trovare tali dettagli: detto questo, a me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per i tuoi progetti!

Indice

Come fare crowdfunding in Italia

Come fare crowdfunding in Italia

Dato che ti stai chiedendo come fare crowdfunding (o meglio, probabilmente come fare crowdfunding di successo, ma su quello è molto difficile dare dritte), ritengo sia giusto fornirti alcune indicazioni di base in merito al contesto generale.

Cosa si intende per crowdfunding? Ebbene, il termine significa letteralmente finanziamento collettivo. In parole povere, non si fa riferimento a grandi nomi che decidono di investire su un progetto, bensì di persone comuni che scelgono di supportare un progetto coi propri soldi. Nella concezione di crowdfunding che ha preso piede negli ultimi anni, i benefici che ottiene chi decidere di mettere mani al portafogli in questo caso sono usualmente beni e servizi in anticipo, magari anche in esclusiva. Insomma, non si guadagnano soldi, ma si ha un accesso prioritario al bene/servizio derivante dal progetto sostenuto.

Non è un caso che il crowdfunding venga definito come microfinanziamento dal basso, atto più che altro a mobilitare il mondo creativo. Dal lato di chi crea i progetti, infatti, il poter mostrare al pubblico le proprie idee e ottenere finanziamenti da quest'ultimo può rappresentare una manna dal cielo, in quanto consente anche di dimostrare, senza intermediari, la potenza di un'idea che magari non riuscirebbe a ottenere finanziamenti in “modo classico”.

Insomma, romanticamente parlando il crowdfunding è un volante per la creatività, ma chiaramente non è tutto rose e fiori. Innanzitutto, spesso a inizio campagna si prefissa un obiettivo in termini monetari per poter realizzare il progetto, ma un ampio numero di idee purtroppo non riesce a raggiungere il successo. Ci sono infatti tantissimi progetti là fuori e il contendere l'attenzione del pubblico è uno dei lavori più complessi che ci siano, specialmente nell'epoca di Internet, in cui tutto si muove rapidamente e la soglia di attenzione non è sempre delle più elevate.

Certo, una giusta idea potrebbe funzionare anche senza troppo marketing, ma capisci bene che quest'ultimo risulta quasi sempre di fondamentale importanza, soprattutto per chi non ha progetti importanti alle spalle e non dispone dunque di una community di base. Per intenderci, di certo non basta pubblicare la propria idea su un portale per riuscire a ottenere effettivamente un supporto importante dalle persone.

Rappresentazione Crowdfunding

Ci sono poi molte altre questioni, ad esempio l'impegno preso col pubblico. Infatti, è sempre bene indicare una data stimata per la consegna del servizio/prodotto coinvolto, che se non rispettata o comunque comunicata per bene potrebbe tenere alla larga le persone dai futuri progetti. Questo senza contare i rischi che può comportare il crowdfunding, visto che comunque già solo per presentare l'idea e trovare il modo per realizzarla potresti dover spendere molti soldi senza alcuna certezza in merito al fatto che questi rientrino. Insomma, quello del crowdfunding è un mondo complesso, che racchiude tutte le difficoltà del commercio in generale (e probabilmente di più, visto che si parte da zero e con un progetto originale).

Fatta questa dovuta premessa e spiegato che i guadagni facili non esistono (ricordati anche che le piattaforme, di solito, trattengono una percentuale) e che se intendi procedere dovrai approfondire per bene le questioni fiscali e così via con professionisti, va fatta una distinzione di base relativa al tipo di campagna. Esistono essenzialmente due possibilità: All-or-nothing (ovvero Tutto o niente) e Keep-it-all (essenzialmente Tieni tutto).

Come si evince dai nomi, nel primo caso i soldi arrivano a chi ha realizzato il progetto solamente nel caso in cui l'obiettivo venga raggiunto, visto che se non si arriva alla cifra fissata semplicemente l'attività non verrà svolta e i soldi non verranno prelevati dai portafogli di chi aveva deciso di sostenere il progetto. Nel caso, invece, della tipologia Keep-it-all, i soldi ricevuti nell'arco della campagna restano comunque al creatore anche nel caso in cui non venga raggiunto l'obiettivo fissato inizialmente.

Tuttavia, le variabili in gioco sono molte, quindi posso scendere nel dettaglio solamente fino a un certo punto (d'altronde, questa guida è pensata solamente per metterti a conoscenza di alcune indicazioni di base su questo mondo, ma poi dovrai ovviamente essere tu a informarti per bene sul tutto). In ogni caso, nei capitoli che seguono mi appresto a metterti a conoscenza di quelle che rappresentano le principali piattaforme di crowdfunding (anche se chiaramente non esistono solamente queste ultime).

Kickstarter

Kickstarter Come fare un sito di crowdfunding

Kickstarter è sicuramente la prima soluzione che consiglierei a chi si sta chiedendo come fare un sito di crowdfunding (nel senso di pagina per la propria campagna). Prima infatti di pensare a come fare soldi col crowdfunding, potrebbe interessarti approfondire l'effettivo funzionamento di questa piattaforma.

Ebbene, innanzitutto sul portale ufficiale di Kickstarter viene spiegato che in questo contesto viene utilizzata la tipologia di campagna All-or-nothing, a cui ho già accennato nel capitolo preliminare (quella in cui i soldi arrivano solo se si raggiunge l'obiettivo). Kickstarter spiega che questa decisione, attiva già dal lancio del portale nel lontano 2009, è stata presa per proteggere i creatori e cercare di ridurre i rischi per tutti. Insomma, la piattaforma ha una posizione chiara in merito alla tipologia di campagna che si dovrebbe utilizzare in ambito di crowdfunding.

Detto questo, ti consiglio di consultare l'home page di Kickstarter. In quest'ultima vengono infatti indicate le categorie di progetti disponibili sulla piattaforma. Certo, c'è un po' di tutto, dalla sezione Arti a quella Giochi, ma probabilmente sai bene quanto studiare la concorrenza e cercare di comprendere quali tipologie di campagne vanno per la maggiore risulti importante. Questo chiaramente non dovrebbe frenare la tua creatività, ma conoscere la piattaforma su cui intendi procedere è sicuramente una cosa da tenere bene a mente.

In ogni caso, quando ti sentirai pronto a creare una campagna, cosa che ti consiglio però di prendere bene in considerazione (informandoti anche con professionisti in merito alle questioni fiscali e tutto quel che ruota attorno al mondo del crowdfunding), potrai approfondire tale possibilità mediante la mia guida specifica su come funziona Kickstarter.

In ogni caso, la percentuale trattenuta da Kickstarter per l'Italia è generalmente pari al 5% dei fondi totali raccolti, ma di mezzo ci sono anche delle commissioni per l'elaborazione del pagamento (generalmente del 3% + 0,20 euro per contributo, ma ti consiglio di approfondire la questione personalmente, in quanto soggetta a cambiamenti).

Indiegogo

Indiegogo Crowdfunding

Un'altra piattaforma ben nota in quest'ambito è Indiegogo, fondata nel 2008. Una delle sue peculiarità, rispetto alla già citata Kickstarter, è il fatto che viene consentito di scegliere tra più tipologie di campagne.

Come puoi infatti approfondire mediante il sito Web ufficiale di Indiegogo, le due opzioni sono Flexible Funding e Fixed Funding. La prima è essenzialmente il Keep-it-all a cui facevo riferimento nel capitolo preliminare, ovvero è possibile tenere i soldi anche se non si raggiunge l'obiettivo. Il Fixed Funding è invece molto simile al funzionamento di Kickstarter, ovvero quell'All-or-nothing che richiede una campagna di successo per riuscire a portare a casa anche solamente il minimo risultato.

Insomma, a livello generale si fa riferimento a una piattaforma più “flessibile”. Per il resto, collegandoti al portale ufficiale di Indiegogo noterai che anche in questo caso ci sono prodotti e servizi di tutti i tipi. Chiaramente dovrai informarti di tuo pugno sul resto, visto che oltre a ricordarti che ovviamente anche Indiegogo trattiene percentuali (maggiori dettagli nelle linee guida ufficiali), non posso fare molto altro.

In ogni caso, la procedura per creare una campagna in questi portali è più o meno sempre la solita, dunque non dovresti avere troppi problemi una volta giunto a quel punto (ma in prima linea il consiglio è sempre quello di informarti per bene su tutto quello che ruota attorno alla piattaforma in oggetto). Se proprio hai bisogno di indicazioni o comunque vuoi procedere nel modo più oculato possibile, leggi la documentazione ufficiale di Indiegogo (in inglese).

GoFundMe

GoFundMe Crowdfunding

L'ultimo portale, ma non per questo meno importante, a cui intendo fare riferimento in questa sede è GoFundMe, una piattaforma di crowdfunding un po' diversa rispetto a Kickstarter e Indiegogo, visto che il focus non è posto tanto sui progetti, bensì sulle evenienze della vita.

Su GoFundMe si trovano raccolte fondi per spese mediche, emergenze, commemorazioni, istruzione e così via, quindi si tratta più che altro di un crowdfunding rivolto al sostegno delle persone. Per maggiori indicazioni, puoi in ogni caso fare riferimento alla mia guida su come funziona GoFundMe. Sì, lo so: potrebbe non essere questo il tipo di crowdfunding che stai cercando, ma ho ritenuto giusto metterti a conoscenza di questa possibilità anche per farti comprendere quanto ampio può essere questo mondo.

Per il resto, se ti interessa approfondire maggiormente il crowdfunding, anche relativamente alla questione donazioni, puoi dare un'occhiata al mio approfondimento sui portali per raccolta fondi.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.