Come funziona go-e Charger CORE per ricaricare l’auto elettrica a casa
Hai da poco un'auto elettrica, oppure stai pensando seriamente di prenderne una, e per ora la ricarichi collegandola a una normale presa di casa con il cavetto fornito insieme alla vettura? È una situazione comunissima: all'inizio sembra la soluzione più comoda, ma dopo qualche settimana ti accorgi che servono tantissime ore per fare il pieno, che devi stare attento a non far scattare il contatore quando accendi il forno e che, alla fine, la ricarica è diventata un pensiero fisso.
In questa guida ti spiego cosa cambia quando passi a una wallbox, cioè una stazione di ricarica da fissare al muro del box o del posto auto, prendendo come esempio go-e Charger CORE, la wallbox intelligente del marchio austriaco go-e. Vedremo insieme come funziona, cosa puoi fare dallo smartphone con l'app gratuita, come sfruttare l'energia dei pannelli solari e le fasce orarie più convenienti e in che modo si integra con l'impianto elettrico di casa.
Non preoccuparti se non hai competenze tecniche: non dovrai fare nulla di complicato. L'installazione la esegue un elettricista qualificato e, una volta configurata, la wallbox lavora praticamente da sola, senza chiederti attenzione continua. Mettiti comodo e prosegui con la lettura: scoprirai che ricaricare l'auto a casa può darti molta più libertà di quanto pensi.
Indice
- Perché passare dalla presa di casa a una wallbox
- Cos'è go-e Charger CORE
- L'integrazione con l'app go-e
- Come si integra con la casa e la smart home
- Ricaricare quando conviene: tariffe e fotovoltaico
- Come avere go-e Charger CORE a casa tua
Perché passare dalla presa di casa a una wallbox

Il cavo che trovi nel bagagliaio di molte auto elettriche, quello che in tanti chiamano scherzosamente “carichino”, nasce soprattutto come soluzione d'emergenza. Collegato a una presa domestica eroga una potenza molto bassa, di solito poco più di 2 kW: per riempire la batteria di un'auto di taglia media possono servire anche più di 20 ore.
C'è poi un altro aspetto da considerare. Le prese di casa non sono pensate per lavorare a pieno carico per ore e ore, tutti i giorni. Inoltre, se in casa hai un contratto con potenza limitata (in Italia spesso è di 3 kW), basta accendere la lavatrice e il forno mentre l'auto è in carica per restare al buio.
Una wallbox risolve questi problemi alla radice. Prima di tutto ricarica molto più in fretta: la potenza erogata è nettamente superiore a quella di una presa, quindi l'auto è pronta in poche ore (i tempi reali dipendono dalla tua vettura e dalla potenza del tuo contratto). È anche più sicura, perché si tratta di un apparecchio progettato apposta per caricare un'auto ogni giorno, collegato all'impianto da un elettricista con tutte le protezioni del caso.
Una wallbox smart come quella di cui ti parlo, inoltre, ti permette di decidere quando e come ricaricare direttamente dallo smartphone. Ed è un investimento che si ripaga nel tempo: caricando nelle ore più convenienti, o con l'energia dei tuoi pannelli solari, abbassi il costo di ogni “pieno” giorno dopo giorno.
In pratica, il “carichino” resta utile da tenere in macchina per le emergenze, ma per l'uso quotidiano una wallbox è tutta un'altra storia.
Cos'è go-e Charger CORE

go-e Charger CORE è la wallbox intelligente pensata da go-e, nota azienda austriaca nata nel 2017, con sede e stabilimento produttivo a Feldkirchen, in Carinzia. Le sue wallbox sono progettate e prodotte in Europa e coperte da garanzia europea.
Dal 2023 è leader della ricarica domestica in Austria e Germania, due dei mercati più maturi per l'auto elettrica, ed è entrata nella top 10 europea dei fornitori di soluzioni di ricarica in corrente alternata secondo la società di ricerca LCP Delta. A settembre 2026 ha superato il traguardo di 500.000 punti di ricarica consegnati, e i suoi prodotti sono stati premiati da enti di valutazione indipendenti come ADAC, Stiftung Warentest e Auto Bild. Per maggiori dettagli puoi consultare la pagina stampa di go-e.
go-e Charger CORE è pensata per il tuo posto auto, il garage o la ricarica all'aperto. Ha dimensioni compatte (circa 19 x 30 cm, poco più di un foglio A4) e funziona con qualsiasi auto elettrica o ibrida plug-in omologata in Europa: non devi quindi preoccuparti di marca e modello della tua vettura.
Il cavo di ricarica è già attaccato alla wallbox, è lungo 6 metri e termina con una spina Tipo 2, lo standard usato dalle auto elettriche in Europa: arrivi, prendi il cavo e colleghi l'auto, senza tirare fuori nulla dal bagagliaio. Grazie alla certificazione IP66, poi, è protetta da polvere, pioggia e getti d'acqua, quindi puoi installarla anche in un posto auto scoperto. Anche il montaggio è flessibile, visto che il cavo di alimentazione può entrare dall'alto, dal basso o da dietro.
Per quanto riguarda la potenza, esce dalla fabbrica impostata a un massimo di 11 kW, ma l'installatore può portarla fino a 22 kW se il tuo impianto lo consente; dall'app, invece, puoi abbassarla per adattarla al contratto di casa. Un piccolo display a LED ti mostra lo stato della ricarica e quanti kWh, cioè quanta energia, sono entrati nella batteria, mentre il riconoscimento RFID (una tessera o un portachiavi da avvicinare alla wallbox) fa sì che solo tu e le persone autorizzate possiate ricaricare.
go-e Charger CORE è anche pronta per il futuro: l'hardware è predisposto per la ricarica bidirezionale, grazie alla quale l'auto potrà restituire energia alla casa, e per il Plug&Charge, che permetterà di avviare la ricarica semplicemente collegando il cavo. Queste funzioni verranno attivate con un aggiornamento software.
L'integrazione con l'app go-e

Il vero “cervello” della wallbox è l'app go-e, gratuita per Android e iPhone. Dopo l'installazione, ti basta scaricarla, aggiungere la tua wallbox seguendo la procedura guidata e collegarla alla rete Wi-Fi di casa.
Da quel momento hai tutto sotto controllo dallo smartphone. Puoi avviare e fermare la ricarica con un tocco, senza scendere in garage, e seguirne l'andamento in tempo reale: vedi quanta energia è entrata nella batteria e a che potenza stai caricando. Nel tempo puoi anche tenere d'occhio i consumi, così sai sempre quanto ti costa “fare il pieno”.
Dall'app imposti inoltre quando ricaricare, con un timer o scegliendo le ore in cui l'energia costa meno (te ne parlo meglio nel prossimo capitolo), e gestisci gli accessi: decidi chi può usare la wallbox con le tessere RFID e vedi quanto ha consumato ciascuno, una funzione comoda in famiglia o se condividi il posto auto.
La wallbox resta raggiungibile in diversi modi: tramite Wi-Fi, con un cavo di rete Ethernet e anche grazie alla rete mobile 4G integrata. In pratica puoi controllarla anche quando sei fuori casa, e se il Wi-Fi del garage è debole non resti tagliato fuori.
Il bello è che, una volta configurate le tue preferenze, non devi più pensarci: colleghi l'auto quando rientri e la wallbox si occupa del resto.
Come si integra con la casa e la smart home

go-e Charger CORE non lavora da sola, isolata nel garage: è pensata per dialogare con il resto dell'impianto elettrico e con i dispositivi intelligenti che magari hai già in casa.
Per farlo usa dei protocolli di comunicazione aperti, cioè dei “linguaggi” comuni che permettono a dispositivi di marche diverse di scambiarsi informazioni. Non devi conoscerli, ma è utile sapere che esistono: grazie a loro la wallbox può collegarsi a sistemi di gestione dell'energia, inverter fotovoltaici, piattaforme di domotica e altri servizi. Se un domani cambierai l'inverter o aggiungerai una batteria di accumulo, non dovrai ricominciare da capo.
C'è poi un vantaggio interessante se in casa ci sono più auto elettriche, oppure se abiti in un condominio con diversi posti auto. Più wallbox go-e possono condividere la stessa linea elettrica suddividendo la potenza disponibile tra loro, senza bisogno di hardware aggiuntivo: in questo modo si evita di sovraccaricare l'impianto. E grazie alle tessere RFID puoi sapere quanta energia ha usato ciascuno, per dividere le spese in modo equo.
Se vuoi farti un'idea dei sistemi compatibili, puoi dare un'occhiata alla pagina dedicata alle integrazioni sul sito ufficiale. In ogni caso, sarà l'installatore a configurare tutto in base all'impianto che hai.
Ricaricare quando conviene: tariffe e fotovoltaico

Uno dei vantaggi più concreti di una wallbox smart è che ti fa risparmiare senza che tu debba stare lì a guardare l'orologio. go-e Charger CORE può infatti avviare la ricarica solo nei momenti più favorevoli.
Se hai un contratto della luce con prezzi diversi a seconda dell'orario, come le classiche fasce serali e notturne o le tariffe dinamiche che cambiano ora per ora, puoi dire alla wallbox di caricare solo quando l'energia costa meno. Nell'app go-e sono già integrate oltre 2.000 tariffe in tutta Europa: la wallbox conosce i prezzi e fa partire la ricarica da sola al momento giusto. Ad esempio, se la sera l'elettricità costa di più, puoi spostare la ricarica alla notte o al mattino presto, e trovare comunque l'auto pronta quando esci.
Se hai un impianto fotovoltaico, durante il giorno capita spesso di produrre più energia di quanta ne consumi in casa. Quell'energia in più si chiama surplus: invece di cederla alla rete, puoi usarla per caricare l'auto praticamente a costo zero.
Per farlo, go-e Charger CORE va abbinato al go-e Controller, un piccolo dispositivo che l'elettricista installa nel quadro elettrico di casa. Con alcuni sensori misura continuamente quanta energia producono i pannelli e quanta ne stai consumando, e regola di conseguenza la potenza della wallbox, indirizzando verso l'auto l'energia che altrimenti andrebbe sprecata. Funziona con tutti i tipi di inverter fotovoltaici e con le batterie di accumulo a corrente alternata: trovi tutti i dettagli nella scheda tecnica del go-e Controller.
Il Controller si occupa anche del bilanciamento dinamico del carico: se in casa accendi forno, lavatrice o piano a induzione, abbassa automaticamente la potenza della wallbox per evitare che salti il contatore, e quando i consumi calano la ricarica riprende a pieno ritmo. Quando il sole è debole e il surplus è poco, inoltre, fa passare la wallbox a una modalità a potenza ridotta (tecnicamente, da trifase a monofase), così da sfruttare anche piccole quantità di energia solare. Infine, evita che tu superi i limiti di potenza che hai fissato, un aiuto prezioso con le tariffe che fanno pagare di più i picchi di consumo.
In pratica, il go-e Controller è il compagno ideale di go-e Charger CORE: è lui a rendere possibile la ricarica con il fotovoltaico e a proteggere l'impianto di casa dai sovraccarichi. Anche il Controller si gestisce dalla stessa app go-e.
Come avere go-e Charger CORE a casa tua

Per installare go-e Charger CORE e il go-e Controller devi affidarti a un elettricista qualificato: si tratta di apparecchi da collegare al quadro elettrico, quindi non è un lavoro da fare da soli. Il primo passo è cercare un professionista nella tua zona con la funzione Trova un installatore del sito go-e.
L'installatore valuterà la potenza del tuo contratto, lo stato dell'impianto e il punto migliore dove fissare la wallbox, poi monterà wallbox e Controller, imposterà la potenza adatta alla tua casa e collegherà tutto alla rete. A te non resterà che scaricare l'app go-e e personalizzare le impostazioni di ricarica secondo le tue abitudini.
Prima di procedere, ti segnalo una possibilità interessante. go-e Charger CORE compare nell'elenco ufficiale del GSE dei dispositivi di ricarica domestica e rientra nel Bonus Colonnine 2026, che prevede un rimborso fino all'80% delle spese di acquisto e installazione, con un tetto di 1.500 euro per le abitazioni private. Requisiti, scadenze e disponibilità dei fondi possono cambiare: ti consiglio di verificarli sul sito del GSE o sulla guida al bonus pubblicata da go-e prima di fare l'acquisto.
Se vuoi saperne di più, puoi scoprire go-e sul sito ufficiale oppure fare subito il primo passo e trovare un installatore vicino a te.
Articolo realizzato in collaborazione con go-e.

Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
