Questo sito contribuisce alla audience di Il Messaggero

Migliori formati audio

di

Hai deciso di digitalizzare i brani musicali presenti nella tua raccolta di CD audio trasferendo il tutto sul tuo computer e nel fare ciò hai iniziato a valutare l’ipotesi di convertirli in un formato per te più congeniale. Tuttavia essendo poco esperto al riguardo ti piacerebbe ricevere qualche consiglio sulla questione in modo tale da poter fare la scelta migliore. Come dici? Le cose stanno esattamente in questo modo e vorresti dunque sapere se posso darti una mano indicandoti quali sono i migliori formati audio? Ma certo che si, era esattamente quello che intendevo fare.

Se mi concedi qualche minuto del tuo tempo libero posso infatti indicarti, per filo e per segno, quali sono i formati audio più diffusi in circolazione, i loro pregi ed i loro difetti e per quali usi possono rivelarsi più o meno convenienti così da mettiti in condizione di optare per quelli che ritieni possano fare effettivamente al caso tuo. Per completezza d’informazione ed al fine di offrirti una panoramica ancora più completa sulla questione, a fine articolo sarà altresì mia premura indicarti quali strumenti puoi sfruttare per effettuare varie ed eventuali operazioni di conversione. Vedrai, dopo aver letto questa questa guida non avrai più neppure un dubbio sul da farsi.

Allora? Che ne diresti di mettere le chiacchiere da parte e di entrare finalmente nel vivo della questione? Si? Grandioso! Suggerisco dunque di non perdere altro tempo e di iniziare immediatamente a concentrarci sull’argomento. Mettiti bello comodo dinanzi il tuo fido computer e leggi tutto quanto riportato qui di seguito. Sono sicuro che potrai poi dirti ben felice e soddisfatto di quanto appreso. Ti auguro, come mio solito, buona lettura.

Indice

Formati audio

Prima di passare in rassegna i vari formati audio andando ad identificare i migliori per te mi sembra doveroso cercare di farti comprendere che cos’è l’audio digitale. Detta in termini spiccioli, altro non è che una rappresentazione dei suoni reali tramite una catena di zeri e uni. Tanti più ce ne saranno in un file tanto più il suono digitale sarà vicino a quello che rappresenta. Per approfondimenti, puoi consultare questa pagina dedicata presene su Wikipedia.

Migliori formati audio

Tutto ha avuto inizio dal Pulse-Code Modulation (PCM), creato nel lontano 1937 e caratterizzato da due proprietà: la frequenza di campionato per misurare l’ampiezza della forma dell’onda e la profondità di bit per misurare possibili valori digitali. È sostanzialmente la conversione fedele dell’audio analogico all’interno di un file digitale su cui non viene effettuata alcuna compressione. Quel che ne consegue è un file audio molto pesante, che occupa parecchio spazio. Per ulteriori info, puoi fare riferimento a quest’altra pagina di Wikipedia.

Per rimediare alla cosa, son stati dunque creati dei formati audio più o meno compressi che, in base alle loro caratteristiche, si suddividono in due differenti tipologie: i formati Lossless, ovvero quando l’informazione contenuta nel file finale è identica a quella contenuta nel file di origine e dunque non vi è perdita di qualità, ed i formati Lossy, per i quali l’informazione contenuta nel file finale è minore di quella contenuta nel file di origine con una conseguente perdita della qualità a vantaggio però dello spazio d’archiviazione richiesto. Per ulteriori dettagli continua pure a leggere, qui di seguito trovi indicati ed esplicati i vari formati audio appartenenti alle categorie in oggetto.

Lossless (WAV, AIFF, FLAC e ALAC)

Come ti dicevo qualche riga più su, i formati audio Lossless sono quelli che non vengono compressi oppure che pur essendo soggetti a questo tipo di trattamento la qualità finale resta pressoché invariata rispetto all’audio d’origine. I principali formati che appartengono a tal categoria sono i seguenti: WAV, AIFF, FLACC, ALAC e APE. Scopriamone in dettaglio le relative caratteristiche.

  • WAV – Acronimo di WAVEform audio file format, è uno standard che è stato sviluppato da Microsoft e IBM nel 1991. Si tratta del formato di file audio apparente alla categoria più diffuso. Non è compresso ed è essenzialmente quello che ottieni quando estrai l’audio da un CD musicale con il computer. Occupa molto spazio (1.411 Kilobit di informazioni ogni secondo di musica stereo a 44.100 Hz/16 bit), ma riproduce i suoni in maniera fedele. In termini di qualità e di quantità di informazioni è assimilabile al formato AIFF, quello che trovi esplicato di seguito.
  • AIFF – Abbreviazione di Audio Interchange File Format, appartiene perlopiù al mondo Mac, è stato sviluppato dalla Apple basandosi sull’Interchange File Format della Electronic Arts ed è particolarmente adatto agli audiofili ed a chi registra musica. Presenta essenzialmente le medesime caratteristiche del formato WAV di cui sopra per cui non è compresso, occupa quindi parecchio spazio (1.411 Kilobit di informazioni ogni secondo di musica stereo a 44.100 Hz/16 bit) ed è in grado di riprodurre i suoni in maniera fedelissima.
  • FLAC – È l’abbreviazione di Free Lossless Audio Codec. Si tratta di un codec d natura open source che viene impiegato spesso per archiviare sul computer i CD musicali senza perdita di qualità e che è supportato dalla maggior parte dei programmi e dei dispositivi. Rispetto ai formati di cui ti ho già parlato, presenta un grado di compressione minimo ma la maggior parte delle persone non riesce a percepire notevoli differenze rispetto ad un WAV o ad un file AIFF.
  • ALAC – Abbreviazione di Apple Lossless Audio Codec, è essenzialmente la controparte del mondo Apple del format FLAC di cui sopra. La qualità è mediamente buona ma il formato non è efficiente quanto il FLAC per quanto riguarda il peso. Vai poi tenuto conto dl fatto che non tutti i riproduttori lo supportano, quindi a meno di non disporre solo ed esclusivamente dispostivi Apple potrebbe non essere la soluzione migliore verso cui optare.

Altri formati audio importanti ma meno diffusi appartenenti sempre alla caloria Lossless sono il Monkey’s Audio (APE) e l’OptimFROG (OFR). Le loro caratteristiche sono bene o male simili a quelle di formati FLAC e ALAC.

Lossy (MP3, AAC, WMA e Ogg Vorbis)

Passiamo ora ai formati audio appartenenti alla categoria Lossy, vale a dire quelli soggetti sempre a compressione che vanno ad occupare pochissimo spazio andando però a “sacrificare” un certo grado di qualità audio. I principali formati parte della categoria in oggetto sono i seguenti: MP3, AAC, WMA e Ogg Vorbis. Per saperne di più continua pure a leggere, trovi maggiori dettagli al riguardo proprio qui di seguito.

  • MP3 – Per esteso Moving Picture Expert Group-1/2 Audio Layer 3, noto anche come MPEG-1 Audio Layer III o MPEG-2 Audio Layer III. È lo standard dell’audio compresso più conosciuto ed utilizzato al momento. Venne pubblicato come standard internazionale nel 1998 ed è stato praticamente l’apripista della categoria. Comprimendo un file WAV in MP3, se ne ottiene uno fino al 90% più leggero in termini di MB. La qualità è variabile in base al bitrate, che va da 32 a 320 Kbit di informazione per ogni secondo di musica. Lo standard è 128 Kb/s.
  • AAC – Acronimo di Advanced Audio Coding. È uno standard di “mamma” Apple impiegato di default da iTunes quando viene importata la musica. Presenta caratteristiche simili all’MP3 ed a parità di bitrate occupa il medesimo spazio. La compressione viene però trattata in maniera diversa. Sicuramente l’ideale per chi è solito ascoltare musica con iPhone, iPad e iPod.
  • WMA – Per esteso Windows Media Audio. Come facilmente deducibile dal nome stesso, è un formato proprietario di Microsoft ed è considerato da più parti come risposta dell’azienda di Redmond all’MP3 di cui sopra. La sostanziale differenza sta però nel fatto che mentre l’MP3 è supportato dalla maggior parte dei dispositivi, il WMA non lo è. In termini di compatibilità non è dunque un formato generalmente consigliabile.
  • Ogg Vorbis – Si tratta di un formato libero ed open source usato di frequente nei giochi per computer. La qualità è paragonabile a quella dll’MP3, forse appena superiore. Non è però molto diffuso.

Ci sono anche altri formati audio importanti appartenenti alla medesima categoria che però riguardano principalmente il mondo del cinema e della televisione come il Dolby Digital e il Digital Theather System (DTS) e loro relative sottocategorie. Il primo utilizza un sistema di compressione chiamato AC3 ed è stato uno dei primi a permettere un codificazione dei canali indipendente tra di loro, il secondo presenta invece una compressione minore che, pur lasciando più o meno inalterate le dimensioni rispetto al Dolby Digital, permette una qualità audio maggiore.

Valutare la qualità audio

Sebbene la qualità audio in linea teorica non sia una cosa soggettiva, nella pratica, invece, lo è eccome! Infatti, nonostante ci siamo file audio superiori “sulla carta”, in realtà ad aggiudicarsi il podio a tutti gli effetti sono quelli che in base al metro di giudizio personale ed all’occorrenza possono essere reputati tali.

Per sentire differenze concrete tra la qualità di un file audio ed un altro è poi necessario utilizzare un set di cuffie o di altoparlanti di alto livello. Inoltre, la cosa dipende anche da quello che si sente e dal tipo di musica che a seconda del formato può presentare notevoli differenze di ascolto o quasi nessuna.

Migliori formati audio

Di conseguenza, potrà sembrarti una banalità, ma per riuscire a trovare i migliori formati audio, vale a dire quelli che offrono il miglior compromesso tra qualità e dimensioni secondo esigenza, dovresti sperimentali tutti cercando di capire con quali riesci ad ottenere un’esperienza audio migliore e con quali invece no.

Convertire i file audio

Possiedi un file audio in un dato formato e vorresti trasformarlo in un altro perché ritieni che sia più congeniale per te? Si può fare! Basta ricorrere all’uso di un apposito strumento per la conversione. Di risorse di questo tipo ce ne sono parecchie in circolazione. Io però ti consiglio di rivolgerti a fre:ac. Si tratta di un programma gratuito, open source e compatibile con Windows, Mac e Linux che, appunto, permette di convertire tutti i principali formati di file audio (oltre che di “rippare” i CD audio).

Per usarlo, provvedi innanzitutto ad effettuarne il download sul tuo computer collegandoti al suo sito Internet ufficial e cliccando sul link Self extracting installer: freac-xx.exe. A download completato, apri il pacchetto d’installazione di fre:ac (freac-xx.exe) e porta a termine il setup del programma cliccando prima su e poi su Avanti, , ancora su Avanti per tre volte di fila e infine su Installa e su Fine.

Se stai usando Mac, scarica il programma facendo clic sul link Binary .dmg image: freac-xx-macosx.dmg dopodiché apri il pacchetto .dmg appena ottenuto e trascina l’icona del programma presente al suo interno nella cartella Applicazioni di macOS. Al primo avvio del software, per evitare la comparsa di errori, potrebbe essere necessario fare clic destro sulla sua icona e selezionare la voce Apri dal menu che compare.

Suasivamente potrai convertire i tuoi file con fre:ac semplicemente selezionando il formato di output che preferisci dall’apposito menu a tendina nella finestra del programma, regolando le impostazioni del codec, cliccando sulla freccia che si trova accanto al pulsante ▶︎ nella barra degli strumenti e scegliendo uno dei formati di output supportati.

In seguito, clicca sull’icona dell’ingranaggio sempre annessa alla barra degli strumenti di free:ac e imposta tutti i parametri relativi alla qualità dei file audio da ottenere. Se hai scelto un formato Lossy ti consiglio di non scendere mai al di sotto dei 192 kbps se vuoi evitare di ottenere dei brani di scarsissima qualità.

Infine, pigia sul pulsante Sfoglia in basso a destra ed indica la cartella in cui intendi salvare i file di output dopodiché trascina i brani da convertire nella finestra del programma ed avvia la procedura di conversione facendo clic sul bottone ▶︎.

Vuoi effettuare la procedura di conversione dei file partendo da brani provenienti da un CD audio? Si può far anche questo. Per riuscirci, devi seguire gli stessi passaggi di cui sopra ma invece che trascinare i file da convertire nella finestra del programma devi fare clic sul bottone Aggiungi brani da CD audio all’elenco situato in alto a sinistra (l’icona del CD audio con il simbolo “+” accanto).

Nel malaugurato caso in cui free:ac non ti avesse soddisfatto, puoi dare un’occhiata al mio articolo dedicato in maniera specifica ai convertitori audio tramite cui ho provveduto ad indicare ulteriori validissimi software (ed anche qualche servizio online) utili allo scopo.