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Amplificatore: guida all’acquisto

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Un impianto audio è composto principalmente da due tipologie di componenti: i diffusori, che come dice lo stesso nome hanno il compito di diffondere il suono nell’ambiente, e gli amplificatori di potenza, che servono a modulare la forza del segnale elettrico che racchiude il messaggio sonoro. Ci sono altre parti che formano l’impianto, ad esempio la sorgente (il lettore CD o DVD), tuttavia per ottenere il miglior risultato possibile sul fronte della qualità del suono è assolutamente indispensabile che diffusori e amplificatori condividano alcune caratteristiche, e soprattutto che siano compatibili in termini di qualità sonore.

Per scegliere un amplificatore bisogna prima stabilire che tipo di impianto vogliamo costruire. Gli amanti della musica apprezzano principalmente il suono stereofonico dal momento che lo standard di registrazione delle tracce musicali prevede l’uso di soli due canali.

Unendo i segnali dei due canali è possibile creare un palcoscenico sonoro realistico in cui ogni componente della scena musicale (voce e strumenti) si posiziona in un punto ben specifico. Ma per avere un posizionamento nello spazio ancora migliore, utile ad esempio con i film registrati con codifiche a più canali (Dolby Digital, DTS), è possibile scegliere un amplificatore multi-canale.

Indice

Amplificatori stereo

Gli amplificatori stereo si caratterizzano per la possibilità di collegare due (o due coppie) di diffusori creando un canale destro e uno sinistro. Come abbiamo già scritto sono utili soprattutto per l’ascolto musicale di CD, DVD, o anche di musica liquida (via file). Con i modelli più moderni possiamo collegare infatti uno smartphone via Bluetooth, oppure una chiavetta USB contenente brani musicali. Inoltre gli amplificatori tradizionali danno la possibilità di collegare i diffusori a più sorgenti, facendo scegliere di volta in volta quale utilizzare in un determinato momento. Possono essere utilizzati anche con i film,dal momento che anche in presenza di una sorgente multi-canale il suono viene combinato per essere ascoltato in stereofonia. Solitamente a parità di prezzo un amplificatore stereo offre una qualità audio superiore rispetto ad un amplificatore multi-canale.

Ci sono varie tipologie di amplificatori stereo, fra valvolari (i preferiti dagli audiofili) e a stato solido (i più comuni), che si suddividono a loro volta in classi. Senza entrare troppo in noiosi tecnicismi gli amplificatori più diffusi sono in classe AB, mentre negli ultimi periodi si stanno diffondendo anche soluzioni molto valide dal costo davvero irrisorio in classe D e T che, grazie ad una parte elettronica estremamente semplificata, permettono di ottenere un’elevata pulizia sonora e un buon volume in uscita. Solitamente gli esperti consigliano di abbinare un amplificatore in classe D o T a diffusori dall’elevata sensibilità (più di 90dB), in modo da ottenere contemporaneamente alti volumi d’uscita e una buona pulizia del suono. Qui di seguito ti propongo alcune definizioni che possono essere utili nella scelta di un buon amplificatore.

  • Potenza in uscita: possiamo semplificare il tutto dicendo che la potenza è direttamente legata al volume che erogheranno i diffusori. Ma come abbiamo segnalato poco sopra il risultato finale è legato anche allo stesso diffusore e alle sue caratteristiche, fra cui la sensibilità. Non fatevi ingannare dai numeri dei compatti da supermercato: una potenza di 10 W RMS corrisponde già ad un buon volume con la stragrande maggioranza dei diffusori, laddove con 100W si rischia letteralmente di impazzire!
  • THD+N: è l’acronimo di Total Harmonic Distorsion + Noise, ed è una misura che stabilisce quanto l’amplificatore “colora” il segnale all’aumentare del volume. Più è alto il valore, minore è la qualità sonora dell’amplificatore dal momento che genera un livello di distorsione superiore. Più è invece basso e più il suono in uscita dall’amplificatore sarà simile a quello proveniente dalla sorgente. È chiaro però che è il diffusore stesso, in tutto l’impianto, ad avere il maggiore impatto sul suono prodotto, quindi il valore numerico può dirci molto poco se non viene abbinato al risultato ottenuto con un determinato diffusore.
  • SNR: questo significa letteralmente Signal to Noise Ratio, e definisce il rumore di fondo che produce l’elettronica e che trasferisce ai diffusori. I produttori puntano a ridurre il più possibile eventuali fruscii e rumori di fondo, in modo che sia impercettibile anche a volumi d’ascolto molto elevati. In questo caso un valore elevato stabilisce un risultato migliore, quindi un volume musicale più elevato in assenza di rumori di fondo.
  • Crosstalk: questo valore identifica quanto il canale di destra sia indipendente da quello di sinistra, e viceversa. Gli amplificatori tradizionali contengono nello stesso involucro l’elettronica di entrambi i finali di potenza, quindi è possibile che ognuno dei canali sia sporcato con i segnali provenienti dall’altro. Un valore basso di crosstalk (attento, -100dB è più basso di -60dB) è quindi la situazione ideale, e si traduce nella maggiore semplicità a distinguere la posizione precisa nello spazio di uno degli strumenti musicali presenti.
  • Connessioni: non stabiliscono la qualità di un prodotto, ma lo rendono più o meno versatile. Un amplificatore che ha solo gli attacchi per i diffusori o gli RCA per le sorgenti ci costringe ad acquistare una sorgente tradizionale, come un lettore CD o DVD Audio. In realtà esistono ormai parecchi modelli che supportano lo standard Bluetooth, integrano porte USB o anche addirittura il connettore Lightning per iPhone e iPad. È chiaro che nella scelta dell’amplificatore le connessioni disponibili sono indispensabili.

Se sei molto attento alla qualità finale del suono in uscita dal tuo amplificatore ti consiglio inoltre di cercare due opzioni: Pure Direct (o Source Direct, non tutti i produttori lo chiamano allo stesso modo), e Loudness. Si tratta di due modalità d’ascolto letteralmente agli antipodi: Pure Direct consente di aggirare gran parte delle componenti elettroniche (ad esempio quella per configurare le tonalità alte e le basse) in modo da offrire un audio in uscita che sia il più pulito possibile; mentre Loudness è una modalità d’ascolto con tonalità esagerate ai due estremi (alti e bassi) in modo da rendere più coinvolgente (ma al tempo stesso falso) il risultato sonoro.

Ci sono infine due importanti caratteristiche da considerare nell’acquisto di un amplificatore audio:

  • Impedenza: è una grandezza elettrica che misura la facilità con cui la corrente alternata passa in un circuito elettrico. Quando si compra un amplificatore è bene verificare che il valore sopportato dai diffusori sia compatibile.
  • Risposta in frequenza: l’uomo può sentire in condizioni ottimali un range di frequenze audio che spazia dai 20Hz (suoni molto gravi) ai 20.000 Hz (suoni molto acuti). L’amplificatore deve quindi cercare di coprire senza forti attenuazioni tutto il range di frequenze udibili, ed è anche meglio se si spinge un po’ oltre.

Amplificatori multicanale e sintoamplificatori

Per i sinto-amplificatori o gli amplificatori multicanale valgono naturalmente tutte le considerazioni che abbiamo mosso fin’ora per quelli votati alla stereofonia. La qualità sonora di un sinto-amplificatore si basa infatti sulle stesse caratteristiche tecniche, ma come abbiamo già detto di solito a parità di prezzo i prodotti sono meno “musicali”. Ma non peggiori, visto che oltre a poter collegare ad una stessa sorgente solitamente più di cinque canali, sono anche parecchio più versatili e possono rispondere a diverse esigenze. Essendo inoltre progettati soprattutto per i film e per l’audio cinematografico, possono essere collegati ad un televisore e gestirne i flussi video.

Anche in questo caso la scelta è da compiere in considerazione dei diffusori che andrai a collegare: se le nostre “casse” sono troppo spinte sugli alti è bene scegliere un amplificatore più morbido e dal suono caldo, e viceversa. Ci sono inoltre sinto-amplificatori che possono collegare da 5 a 7 canali, e non manca la possibilità di collegare uno o due canali LFE, per le basse frequenze, con altrettanti subwoofer. L’audio dei film è infatti più scenografico e meno preciso, ed esplosioni, tuoni, e botti di ogni tipo vengono esagerati grazie all’uso del subwoofer. Da non sottovalutare la compatibilità con i vari supporti, settore in rapida e costante evoluzione.

I sintoamplificatori offrono spesso uscite digitali, proprio perché è il tipo di connessione più sfruttato per gli impianti audio domestici. Con un solo connettore è infatti possibile smistare l’audio a un numero elevato di canali, tuttavia per farlo il sistema deve essere compatibile con il formato previsto dalla sorgente. Moltissimi film utilizzano il formato Dolby Digital o DTS, principalmente con 5 canali più 1 per il subwoofer (LTE), ma ci sono anche varianti più avanzate e con un numero di canali più elevato. Se il tuo obiettivo è guardare tanti film ti consiglio di acquistare un sinto-amplificatore che abbia entrambi i supporti, in modo di godere sempre della qualità audio più alta possibile.

Un sinto-amplificatore è solitamente molto più complesso di un amplificatore stereo tradizionale, e utilizza un’interfaccia utente avanzata per consentire la massima personalizzazione delle opzioni offerte. Alcuni modelli consentono inoltre di configurare automaticamente l’equalizzazione delle frequenze di ogni singolo canale per mezzo di un microfono offerto in dotazione, che consente di “ascoltare” le caratteristiche acustiche dell’ambiente e scegliere le impostazioni migliori. Come avviene ormai con gli amplificatori stereo molti modelli sono forniti di telecomando con cui gestire tutte le opzioni anche a distanza.

Amplificatore, quale acquistare

La fascia bassa degli amplificatori tradizionali si compone da modelli che partono da un prezzo che si aggira fra le 170 e le 200€. Sono prodotti che offrono una pulizia ben maggiore rispetto ai compatti da centro commerciale (gli stereo delle marche più popolari, che probabilmente hai già posseduto quando eri più piccolo) e si caratterizzano per una qualità audio più che soddisfacente per chi non ha molte pretese.

Miglior amplificatore stereo economico (-200€)

Pioneer A-10-K


Fra i modelli più interessanti della categoria ti propongono Pioneer A-10-K, con Source Direct Mode per aumentare la qualità audio, la possibilità di collegare due coppie di diffusori e una potenza in uscita da 30+30 W RMS su 8 Ohms. Sulla parte frontale non mancano i controlli per la tonalità e ovviamente anche per il volume, mentre per quanto riguarda le connessioni troviamo Phono, Tuner, SACD/CD, AUX, Network e Recorder. L’amplificatore riproduce suoni nello spettro sonoro fra i 20Hz e i 20kHz e ha un consumo energetico massimo di picco di 135W.

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Denon PMA-520AE


Non è molto diverso il modello entry-level di Denon che offre una potenza di 45+45 W RMS e opzioni molto simili a quelle della controparte di Pioneer. Grazie al circuito ad alta corrente Single-Push-Pull consente di ottenere potenza abbinata ad un alto controllo, ed è d’aiuto anche il condensatore di grande capacità per il circuito di alimentazione. L’amplificatore integra delle funzionalità di risparmio energetico che consentono di risparmiare sulla bolletta della corrente elettrica, come la funzione di spegnimento automatico e la modalità di stand-by.

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Yamaha A-S201


Yamaha A-S201 è il modello di fascia bassa della gamma del produttore giapponese, e integra la modalità Pure Direct per un’uscita audio più pulita possibile e controlli separati per le tonalità basse e alte. Si tratta di un modello particolarmente essenziale che dà la possibilità di collegare due coppie di diffusori a diverse tipologie di sorgenti, attraverso i consueti cavi con connettori RCA bianco e rosso. Fra gli ingressi anche l’MM Phono per i giradischi, mentre nella confezione troviamo anche un telecomando per gestire da remoto tutte le sue funzionalità.

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Miglior amplificatore in classe T

Gli amplificatori in classe T e D sono modelli estremamente economici che puntano a offrire elevate qualità audio a prezzi molto bassi grazie all’uso di circuiti elettronici senza fronzoli e molto semplificati. Te ne propongo due modelli diversi, entrambi caratterizzati da prezzi estremamente convenienti.

Sure Electronics TA2024


L’amplificatore in classe T della Sure con chipset Tripath TA2024 è fra i più celebri della sua categoria di nicchia. Offre un suono eccellente e si candida per amplificare diffusori di piccole dimensioni ad elevata sensibilità. Nella piccola scatoletta, che può essere inserita davvero in qualsiasi tipologia d’ambiente, troviamo anche un circuito di protezione contro le sovratensioni e il surriscaldamento. La potenza è più bassa rispetto agli amplificatori tradizionali: 15+15 W con impedenze da 4 Ohm, ma con le casse giuste può dire la sua.

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Dynavox CS-PA1


Si tratta di un amplificatore di piccole dimensioni leggermente più potente rispetto alla Sure, con una potenza d’uscita da 25+25 W e una risposta in frequenza da 20 Hz a 30 kHz. È anche più versatile, con la possibilità di collegare i diffusori a più sorgenti diverse. Rispetto alla Sure guadagna anche i controlli per le tonalità e un connettore per un paio di cuffie. L’involucro esterno rimane estremamente compatto: 180 x 140 mm la superficie, con un’altezza limitata a 65 mm e un peso di 2 kg. Può essere abbinato ad un televisore in salotto o a uno stereo tradizionale.

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Miglior amplificatori di fascia media (circa 500€)

Yamaha A-S501


Salendo di prezzo aumenta la potenza, ma soprattutto aumentano le doti qualitative dell’amplificatore. Per offrire queste qualità il modello Yamaha A-S501 utilizza terminali placcati in oro, ingressi digitali per essere collegato anche alla TV o al lettore Bluray, un connettore per adattatore Bluetooth specifico (modello YBA-11). Le specifiche tecniche parlano di una potenza in uscita da 85+85W RMS e una progettazione, definita ToP-ART, diretta e simmetrica per avere meno interferenze possibile nei due canali. In dotazione c’è anche il telecomando.

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Marantz PM6006


Marantz PM6006 è il modello di fascia media del celebre produttore, punto di riferimento fra gli appassionati e gli audiofili. La potenza in uscita è da 45+45 W RMS su impedenza da 8 Ohm, e non mancano gli ingressi digitali, il Phono MM per un giradischi esterno, l’uscita per le cuffie e il telecomando. Si tratta di un modello che consente di iniziare a sentire la musica sul serio e consente di produrre un segnale da 102dB, stando alle caratteristiche tecniche segnalate dalla società. Il consumo energetico massimo indicato è di 155W, gestiti da un trasformatore toroidale.

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Miglior amplificatore di fascia alta (più di 1000€)

Denon PMA-1520AE


Il modello Denon PMA-1520AE è per palati raffinati, per chi non accetta compromessi ma comunque vuole affidarsi ad una soluzione integrata (con amplificatore e pre-amplificatore incluso). Ha una potenza dichiarata di 140+140W su 4Ohm, 70+70 su 8Ohm, ingresso Phono MM/MC per giradischi e amplificatori diretti. Due trasformatori con circuito Leakage Cancelling, componentistica ultra selezionata e controlli di tono escludibili consentono di ricevere un suono estremamente pulito in ogni circostanza.

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Onkyo A-9070


Caratteristiche ricercate anche per il modello Onkyo A-9070, che offre una potenza di 75+75W RMS su 8Ohm e un segnale dichiarato di 107dB. Il prodotto ha anche un amplificatore dedicato e indipendente per le cuffie, due DAC Wolfson separati a 192kHz e 24-bit, e l’energia viene gestita da ben quattro condensatori da 15.000 µF. Con il modello di Onkyo è possibile scegliere quattro modalità di amplificatore diverse: integrato, di potenza, preamplificatore, split preamplificatore/amplificatore di potenza. Anche in questo caso il telecomando è integrato.

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Migliore sintoamplificatore di fascia bassa (fino a 300€)

I sintoamplificatori che costano poco sono pensati soprattutto agli impianti che usano “satelliti”, ovvero casse di piccole dimensioni pensate per essere abbinate ad un subwoofer. Non offrono la migliore qualità audio, ma danno un buon senso di spazialità e di suono direzionale.

Onkyo TX-SR252


Onkyo è una società celebre in fatto di dispositivi audio, e propone il modello TX-SR252 come proposta di fascia bassa. Può gestire un massimo di cinque canali, più subwoofer, e supporta tutti i formati digitali più moderni fra cui Dolby True HD, DTS-HD. Sulla parte posteriore ci sono 4 porte HDMI, una uscita HDMI, connessioni audio digitali ottica e coassiale. Non mancano i controlli di tono, una porta USB, e un telecomando con cui gestire diversi dispositivi dell’impianto.

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Harman/Kardon AVR 151S


Anche Harman/Kardon è un marchio ben noto nell’ambiente degli audiofili, e il modello della società di fascia bassa integra le caratteristiche tipiche di questo segmento di mercato. C’è il telecomando con cui gestire i dispositivi dell’impianto, così come la porta USB dislocata sulla superficie frontale del prodotto. AVR 151S si può collegare a 5 diffusori e un subwoofer, a diverse sorgenti via HDMI e ha anche un cavo Ethernet per la connessione alla rete. La potenza complessiva è di 375W, e non manca il supporto a Dolby TrueHD e DTS-HD Master.

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Pioneer VSX-531


Pioneer propone in questa fascia di prezzo il prodotto più completo fra quelli che abbiamo riportato, grazie al supporto non solo di una chiavetta USB, ma anche di periferiche Bluetooth che sfruttano il protocollo 3.0 A2DP. Il modello supporta una risoluzione 4K per le uscite HDMI, pesa 8 kg e ha una potenza in uscita per canale di 130W con impedenza di 6Ohm. Può collegarsi all’impianto audio anche via ingresso digitale ottico.

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Migliore sintoamplificatore di fascia media (fino a 800€)

Se vuoi comprare casse più grandi sei costretto a spendere di più per l’alimentazione del sistema, ed è consigliata una spesa di almeno 600-800€ per avere una buona resa sonora anche agli alti volumi.

Yamaha RX-V681


Il modello Yamaha RX-V681 offre una buona disponibilità di connessioni (Bluetooth, AirPlay per iPhone, e anche funzioni di rete) ed è compatibile anche con il più recente formato audio Dolby Atmos. Permette di collegare fino ad un massimo di 7 canali più subwoofer e supporta formati video in 4K Ultra HD, HDR Video e BT.2020.

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Pioneer VSX-1130K


Pioneer VSX-1130K permette anch’esso di collegare 7 diffusori (erogando 150W su 6Ohm) e supporta il formato Dolby Atmos. Integra uno scaler per la risoluzione 4K, una porta Ethernet per i controlli di rete e ha un consumo energetico massimo di 550W. Supportati anche i canali Dolby True HD e DTS Neo:6 e grazie al bel frontale in alluminio lo puoi posizionare in salotto integrandolo in maniera gradevole con il mobilio. Il sintoamplificatore può essere collegato a ben due subwoofer, per una risposta alle basse frequenze senza compromessi.

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Migliore sintoamplificatore di fascia alta (più di 1000€)

Denon AVR-X5200W


Se vuoi proprio essere coccolato dal suono e sei disposto a spendere una cifra importante per il tuo sintoamplificatore, il modello Denon AVR-5200W ha tutto quello di cui hai bisogno: Dolby Atmos, DTS HD, gestione di rete con media player dedicato, microfono di taratura con cavalletto. Può erogare un massimo di 730W (dichiarati 205 per canale) e ci sono anche due ingressi digitali ottici. Si tratta di un sintoamplificatore senza compromessi con supporto anche alla tecnologia Bluetooth.

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