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Come attivare la ricarica wireless

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Stai pensando di acquistare una nuova scrivania e, tra le tante visionate finora, ne hai vista qualcuna con base di ricarica wireless integrata. Questa soluzione ti intriga molto, in quanto ti piacerebbe ricaricare il tuo smartphone semplicemente poggiandolo sull’apposito sostegno, senza doverti più districare tra cavi e alimentatori; tuttavia non sai se il tuo telefono è compatibile con la tecnologia di ricarica senza fili, né hai la più pallida idea di come poterne usufruire.

Dunque, in primo luogo, la compatibilità di un dato smartphone (o di qualsiasi altro apparecchio elettronico) con la tecnologia di ricarica senza fili è ben specificata all’interno della sua scheda tecnica; inoltre, usando alcuni particolari adattatori è possibile integrare questa tecnologia anche sugli apparecchi che non ne dispongono nativamente, a patto che essi siano dotati di un connettore USB-C, microUSB oppure Lightning.

Nelle battute successive di questa guida ti spiegherò, per l’appunto, quelle che sono le modalità di funzionamento della tecnologia in questione e ti mostrerò, nel concreto, come attivare la ricarica wireless anche sui dispositivi che non ne sono dotati. Come dici? È proprio quello che volevi sapere? Allora continua a leggere. Trovi spiegato tutto qui sotto.

Indice

Informazioni preliminari

Come attivare la ricarica wireless

Ancor prima di passare alla parte pratica di questa guida e di spiegarti, nel concreto, come attivare la ricarica wireless sui tuoi dispositivi (anche quelli non eventualmente dotati nativamente di questa tecnologia), lascia che ti fornisca qualche informazione in più riguardo la stessa.

Il funzionamento alla base dei sistemi di ricarica senza fili è semplicissimo: il trasferimento di energia avviene mediante contatto, senza usare cavi di connessione tra i dispositivi coinvolti. Bene, ma… in che modo?

Il tutto si basa sulla legge di Faraday, che domina il principio dell’induzione elettromagnetica: l’energia generata dalla base di ricarica senza fili, quando viene in contatto con un dispositivo compatibile con la stessa tecnologia, genera un campo elettromagnetico in grado di trasmettere energia alla batteria, andando ad attivare le sue “particelle” elettroniche.

Nel dettaglio, l’energia erogata dalla base di ricarica (e ricevuta tramite la presa di corrente alla quale è collegata) viene trasferita, mediante degli appositi trasmettitori collocati sulla stessa, alla batteria del dispositivo, che la accumula grazie ai ricevitori posti solitamente sulla scocca posteriore del dispositivo da ricaricare.

L’energia, all’interno del campo elettromagnetico, si sposta grazie alla forza. Per farti un esempio, pensa due persone che tengono una corda tesa (puoi vedere quest’ultima come un campo elettromagnetico): se una delle due persone (che rappresenta, nel nostro esempio, la base di ricarica) imprime una forza alla corda e la muove per generare delle onde, esse arriveranno anche dall’altro lato della corda e, quindi, all’altra persona (nel nostro caso, la batteria da ricaricare), senza che quest’ultima faccia nulla.

Va da sé che più il campo elettromagnetico è grande, più il trasferimento dell’energia è rapido: ciò, però, non significa che una base di ricarica più grande possa ricaricare una batteria più rapidamente! Il motivo è presto detto: onde evitare sovraccarichi o danni fisici provocati da campi magnetici troppo grandi, i produttori di caricabatterie e dispositivi compatibili con la ricarica wireless ne limitano sia il voltaggio massimo che la velocità di trasferimento tramite induzione.

Lo standard più comune secondo il quale viene gestita la ricarica senza fili tramite induzione elettromagnetica è lo standard Qi. Esso, oltre a definire le norme di sicurezza necessarie a preservare l’incolumità di cose e persone, evitando condizioni estreme come cortocircuiti o surriscaldamenti, definisce le modalità di costruzione dei moduli e dei sensori dedicati sia alle basi di ricarica che ai dispositivi.

In particolare, i dispositivi che rispondono allo standard Qi (la maggior parte di quelli in commercio) devono trovarsi a una distanza compresa tra 45 e 400 millimetri. Inoltre, i trasmettitori e i ricevitori presenti sul caricabatterie e sul dispositivo devono essere perfettamente allineati.

Anche la tecnologia PMA sfrutta la legge di Faraday per effettuare la ricarica senza fili, tuttavia i criteri d’impiego e l’hardware sono ben diversi rispetto a quelli in uso sullo standard Qi; va da sé, dunque, che un dispositivo compatibile soltanto con lo standard Qi non possa essere usato con un caricabatterie che segue esclusivamente la tecnologia PMA (meno diffusa in ambito smartphone), e viceversa.

Come attivare la ricarica wireless

Come attivare la ricarica wireless

Ora che disponi delle informazioni teoriche del caso, è arrivato il momento di spiegarti, nel concreto, come attivare la ricarica wireless. La prima cosa che devi fare, in questo caso, è prendere in considerazione sia la scheda tecnica del dispositivo in tuo possesso, sia le caratteristiche del caricabatterie.

Se entrambi i dispositivi sono compatibili con lo stesso standard di ricarica (ad es. Qi), non devi fare altro che far coincidere la parte del device che contiene i ricevitori wireless alla superficie della base di ricarica che, invece, contiene i trasmettitori: dopo alcuni istanti, quest’ultima dovrebbe “accorgersi” della presenza di un dispositivo da ricaricare e creare il campo magnetico, tramite il quale avviare la ricarica a induzione.

Se quello da ricaricare è uno smartphone o un tablet, è sufficiente poggiarlo sul caricabatterie wireless, seguendo le apposite guide, e attendere che la ricarica parta automaticamente; altri dispositivi, come per esempio gli auricolari senza fili, devono invece essere inseriti in maniera appropriata all’interno delle apposite fessure presenti sui relativi caricabatterie. Non sono richiesti interventi o configurazioni aggiuntive.

Se il dispositivo di cui disponi non è compatibile con la ricarica senza fili, puoi far fronte alla cosa acquistando degli appositi ricevitori, che possono essere collegati tramite porta USB-C, microUSB o Lightning (per alcuni device Apple) allo smartphone, al tablet o a qualsiasi altro device tu desideri. Una volta collegati, puoi poggiarli direttamente sul caricabatterie senza fili, per avviare la ricarica del device.

Mi raccomando: prima di acquistare un dispositivo di questo genere, assicurati che questo sia compatibile con il dispositivo che intendi ricaricare e che sia di buona qualità. A tal proposito, ti suggerisco di leggere i commenti e le recensioni degli altri utenti che li hanno acquistati prima di te.

Infine, se non possiedi alcun caricabatterie wireless, ti farà piacere sapere che in commercio sono disponibili diverse basi di ricarica, alcuni in grado addirittura di ricaricare più device contemporaneamente e di fungere da powerbank, fornendo energia anche in assenza di alimentazione da rete elettrica.

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Per saperne di più, ti rimando alla lettura della mia guida su come funzionano i caricabatterie wireless, nella quale ti ho spiegato in maniera dettagliate le caratteristiche degli stessi e ti ho fornito alcuni utili consigli per l’acquisto. Mi raccomando, dalle almeno uno sguardo!

Come attivare la condivisione di ricarica wireless

Come attivare la condivisione di ricarica wireless

Sempre parlando di ricarica senza fili, devi sapere che alcuni smartphone, generalmente di fascia alta, sono compatibili con quello che si definisce reverse charging: essi possono funzionare da vere e proprie “powerbank” senza fili e fornire carica ad altri dispositivi dotati di supporto alla ricarica wireless (o di appositi ricevitori), siano essi altri smartphone, oppure indossabili come smartwatch e auricolari senza fili.

Affinché il tutto vada a buon fine, è indispensabile che entrambi i dispositivi coinvolti siano accesi, che si possa stabilire tra loro un contatto fisico e che gli stessi non si trovino su una superficie metallica. Tieni però presente che, per ragioni di sicurezza, la ricarica tramite reverse charging è molto più lenta rispetto a quella standard.

Sebbene tutti gli smartphone compatibili con la ricarica senza fili siano in grado di ricevere energia, soltanto alcuni precisi modelli possono fornirla, attivando una precisa funzionalità del sistema operativo.

Per esempio, sugli smartphone HUAWEI compatibili questa caratteristica è denominata ricarica inversa wireless e va attivata dal menu Impostazioni > Batteria di Android: giunto in quest’area, se il telefono di cui disponi è in grado di ricaricare altri dispositivi, dovresti vedere l’opzione Caricamento wireless altro dispositivo. Per attivare l’apposita funzione, sposta su ON l’interruttore corrispondente.

La medesima funzionalità sui dispositivi a marchio Samsung è invece denominata Wireless PowerShare: per verificare che il device in tuo possesso la supporti, apri l’area di notifica di Android e cerca l’icona di Wireless PowerShare (la batteria con la freccia verso destra). Se la vedi, allora puoi usare il dispositivo a mo’ di base di ricarica: per attivare l’apposita funzione, tocca il pulsante che ti ho indicato poco fa e attendi la comparsa del messaggio Pronto per la connessione.

Ora, a prescindere dalla tecnologia usata, non devi fare altro che posizionare lo smartphone, lo smartwatch, gli auricolari o qualsiasi altro dispositivo da ricaricare al centro del telefono/tablet che fa da powerbank: all’avvio del trasferimento di energia, dovresti visualizzare una notifica visiva sul dispositivo che invia energia, e un feedback sonoro su quello che la riceve.

Tieni presente che la tecnologia di reverse charging, nella stragrande maggioranza dei casi, non può essere usata se il dispositivo che funziona da caricabatterie ha un livello di carica molto basso (nel caso di HUAWEI e Samsung, la batteria deve avere carica superiore al 20%, altrimenti il trasferimento di energia non si avvierà). Maggiori info qui.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.