Questo sito contribuisce alla audience di Il Messaggero
Scopri le migliori offerte sul canale Telegram ufficiale. Guarda su Telegram

Come attivare la virtualizzazione hardware su Windows

di

Ti piacerebbe provare un nuovo sistema operativo ma, prima di installarlo definitivamente sul computer, vorresti provarlo in un ambiente virtuale? Hai il terrore di pasticciare con delle particolari impostazioni di sistema e, prima di metterle in pratica, saresti ben lieto di provarle in un ambiente separato?

In tal caso, troverai sicuramente utile l’installazione e l’utilizzo di un gestore di macchine virtuali, tramite il quale poter effettuare tutti i test che desideri, senza che le modifiche apportate si riflettano sul sistema operativo installato in maniera residente sul computer. Tuttavia, se hai provato a installare uno dei programmi menzionati poco fa e non ci sei riuscito, poiché veniva mostrato un messaggio indicante il fatto che la virtualizzazione hardware non è attiva, è probabile che tu debba abilitare manualmente la caratteristica in questione.

Ebbene, se ho descritto alla perfezione il problema che stai riscontrando, sappi che ti trovi nel posto giusto, al momento giusto: nelle battute successive di questa guida sarà infatti mia cura spiegarti come attivare la virtualizzazione hardware su Windows, a prescindere dall’edizione del sistema operativo da te in uso. Non temere, il tutto è molto più semplice di ciò che sembra e riuscire nell’impresa è davvero alla portata di tutti, anche di chi non ha grossa esperienza in materia: provare per credere! Ti auguro buona lettura ma, soprattutto, buon lavoro.

Indice

Informazioni preliminari: a cosa serve abilitare la virtualizzazione su Windows

Come attivare la virtualizzazione hardware su Windows

A dispetto di quanto si possa pensare, il concetto di ambiente virtuali ha radici molto profonde, tant’è che la prima macchina virtuale risale all’ormai lontano 1960: si trattava del sistema IBM 370 che, grazie alle componenti VM/CMS, consentiva l’uso di un solo mainframe da parte di più utenti, permettendo a ciascuno di usare una copia differente del sistema operativo.

In passato, i sistemi di virtualizzazione — o meglio, di emulazione — erano basati principalmente sul software: era il sistema operativo (o l’equivalente software di supervisione) residente a creare e gestire, a livello software, i componenti del computer virtuale. Sebbene questa tecnica fosse relativamente semplice da implementare, essa comportava enormi limiti in termini di prestazioni poiché, detta in soldoni, non vi era alcun modo di ottimizzare il comportamento dell’hardware residente (cioè del processore fisicamente presente sul computer) per l’esecuzione di un ambiente virtuale.

Questo scenario è cambiato drasticamente, con l’introduzione della virtualizzazione hardware: senza scendere in tecnicismi complessi, tale sistema mette a disposizione degli sviluppatori una serie di strumenti, i quali permettono di “incorporare” alcuni componenti della virtualizzazione hardware direttamente nel set di istruzioni del processore.

La CPU, quindi, riesce a eseguire in prima persona alcune operazioni standard, andando quindi ad alleggerire il compito dell’emulatore virtuale e/o del sistema operativo residente, con un enorme vantaggio in termini di prestazioni e stabilità.

Nel momento in cui scrivo, i due più grandi produttori di chipset esistenti al mondo — Intel e AMD — dispongono di tecnologie per la virtualizzazione hardware: esse sono presenti sulla stragrande maggioranza dei PC moderni e prendono il nome, rispettivamente, di Intel(R) Virtualization Technology (o Intel VT-x) e AMD(R) Virtualization (o AMD-V).

A oggi, la presenza della virtualizzazione hardware è indispensabile, affinché sia possibile installare su Windows (ma anche su altri sistemi operativi) gestori di macchine virtuali, software di emulazione e, in generale, tutto ciò che prevede la possibilità di operare contemporaneamente e in parallelo su due sistemi operativi diversi.

La caratteristica in questione è disponibile sulla quasi totalità dei processori moderni ma, alle volte, potrebbe dover essere attivata manualmente. Per riuscirci, è sufficiente entrare nel sistema UEFI (o BIOS) del computer e attivare la caratteristica dedicata: nelle battute successive di questo tutorial mi appresto a spiegarti, per l’appunto, come procedere negli scenari più comuni.

Come attivare la virtualizzazione hardware su Windows 11

Come attivare la virtualizzazione hardware su Windows 11

Per iniziare, vediamo come attivare la virtualizzazione hardware su Windows 11. Il sistema operativo di Microsoft, fin dal suo primo rilascio, prevede la possibilità di installare un ambiente virtuale Linux senza usare software di terze parti: di conseguenza, nella maggior parte dei PC commercializzati con Windows 11, la virtualizzazione hardware risulta abilitata “di serie” in UEFI.

Ad ogni modo, se hai difficoltà nell’installare il sistema WSL, oppure qualsiasi altro software dedicato alla creazione di macchine virtuali, ti consiglio di controllare che la tecnologia di virtualizzazione hardware Intel Virtualization Technology (Intel VTx) oppure la tecnologia AMD Virtualization (o AMD-V) risulti attiva nel sistema UEFI del computer.

Per riuscirci, accedi innanzitutto a UEFI: dunque, apri il menu Start, clicca sul pulsante Arresta che si trova in basso a destra e, premendo e tenendo premuto il tasto Shift della tastiera, fai clic sulla voce Riavvia il sistema, residente nel menu che va ad aprirsi. A seguito di questa operazione, il PC dovrebbe riavviarsi e mostrarti le opzioni di boot avanzato di Windows: clicca dunque sul pulsante Risoluzione dei problemi, poi sul bottone Impostazioni avanzate e, in seguito, sui pulsanti Impostazioni firmware UEFI e Riavvia.

Se tutto è filato liscio, dovrebbe essere effettuato un secondo riavvio e, al termine dello stesso, dovresti essere in grado di visualizzare l’interfaccia del sistema UEFI presente a bordo del computer; una volta lì, se necessario, clicca sulla voce per visualizzare Più opzioni (More Options) e accedi alla sezione dedicata alla Configurazione/Configurazione avanzata del computer (Configuration, Advanced Configuration oppure Advanced).

A questo punto, individua eventuali voci relative a Intel(R) Virtualization Tehcnology, Intel VT-x, Intel(R) VT-d Feature (per la gestione diretta dell’I/O virtuale), Intel(R) Hyper-Threading Technology (per i sistemi multi-core virtuali), AMD-V, AMD SMT (per i sistemi multi-core virtuali) o AMD I/O Virtualization (per la gestione diretta dell’I/O virtuale) e attivale, apponendo un segno di spunta in corrispondenza delle rispettive caselle o spostando su Attivato/Enablet/ON i relativi menu a tendina.

Come attivare la virtualizzazione hardware su Windows

Chiaramente, a seconda della tipologia di computer e del sistema di virtualizzazione previsto dal processore, potresti non vedere tutte le voci relative alla virtualizzazione hardware offerta dal produttore; in generale, se impieghi una CPU Intel, la voce relativa a Intel Virtualization Technology/Intel VT-x è sempre presente, mentre per i chipset AMD dovresti riscontrare nella maggior parte dei casi l’opzione AMD-V.

Ad ogni modo, una volta aggiustata la configurazione del computer in accordo con l’obiettivo che vuoi ottenere, ritorna al menu principale, clicca sulla voce per salvare i cambiamenti e uscire e dai conferma, rispondendo in maniera affermativa all’avviso che compare sullo schermo.

Chiaramente, le voci esatte da utilizzare variano, in base al sistema UEFI presente a bordo del computer; se, per esempio, disponi di un PC Lenovo relativamente recente, devi cliccare sulla voce Configuration situata di lato, individuare le voci relative alla virtualizzazione Intel/AMD nella schermata che compare subito dopo e spostare i rispettivi menu a tendina sull’opzione Enabled. Fatto ciò, devi poi cliccare sulla voce Exit, poi sulla dicitura Exit Saving Changes e, infine, sul pulsante Yes.

Per verificare se la virtualizzazione hardware è stata attivata con successo, una volta tornato a Windows, avvia l’utility Gestione attività e clicca sulla scheda Prestazioni, visibile di lato (il simbolo del grafico a linee); ora, apri la sezione CPU (di lato), guarda attentamente le informazioni sottostanti il riquadro dell’attività della CPU e verifica che, in corrispondenza della voce Virtualizzazione, sia presente la dicitura Abilitato.

Come attivare la virtualizzazione hardware su Windows 10

Come attivare la virtualizzazione hardware su Windows 10

Se poi il tuo PC è dotato del sistema operativo Windows 10, vi sono ottime probabilità che i passaggi richiesti per attivare la virtualizzazione hardware siano pressoché identici a quelli visti finora. Tuttavia, potrebbe cambiare l’interfaccia grafica del sistema UEFI del computer: talvolta, infatti, potresti ritrovarti di fronte a una schermata priva di finestre, principalmente testuale e denominata UEFI legacy, la quale può essere controllata esclusivamente mediante la tastiera.

In tal caso, dovrai navigare tra le varie sezioni usando le frecce direzionali della tastiera e usare il tasto Invio sia per accedere alla sezione di interesse (ad es. Advanced o Configuration), sia per modificare l’opzione di menu selezionata. Per applicare o togliere il segno di spunta da una voce, puoi servirti invece della barra spaziatrice. Per il resto, i nomi delle sezioni e delle varie voci relative alla virtualizzazione sono identiche a quelle già viste per l’interfaccia UEFI dotata di sistema a finestre.

Una volta apportate le modifiche necessarie, devi schiacciare il tasto della tastiera che consente di salvare e uscire (save and exit), generalmente indicato nella parte bassa oppure nella barra laterale destra di UEFI; in alternativa, raggiungi la sezione Esci/Exit, seleziona la voce Salva ed esci/Save and Exit, schiaccia il tasto Invio e rispondi in maniera affermativa al messaggio d’avviso che compare in seguito.

Qualora non dovessi essere in grado di accedere a UEFI perché, tra le opzioni d’avvio avanzate di Windows 10, la voce Impostazioni firmware UEFI non è presente, vuol dire che sul PC è disponibile il “vecchio” BIOS, che funziona in maniera molto simile alla schermata testuale di UEFI ma prevede modalità d’accesso differenti, delle quali ti ho parlato nel capitolo immediatamente successivo di questa guida.

Per verificare se la virtualizzazione hardware risulta abilitata, apri l’utility Gestione attività premendo contemporaneamente i tasti Ctrl+Shift+Esc sulla tastiera, fai clic sulla voce Più dettagli posta in basso a sinistra (se necessario) e clicca sulla scheda Prestazioni, visualizzata in alto. Premi in seguito sulla scheda CPU (di lato) e verifica che, in corrispondenza della voce Virtualizzazione (in basso), sia visibile la dicitura Abilitato.

Come attivare la virtualizzazione hardware su edizioni precedenti di Windows

Come attivare la virtualizzazione hardware su edizioni precedenti di Windows

Se, invece, impieghi il sistema operativo Windows 7 o Windows 8.1, vi sono ottime probabilità che sul PC non sia presente il sistema di gestione UEFI, bensì il “vecchio” BIOS. Come già detto in precedenza, l’interfaccia di BIOS è molto simile a quella UEFI legacy (cioè basata sulla grafica testuale) riscontrabile su alcuni PC dotati di Windows 10 e si usa esclusivamente tramite la tastiera, ma prevede modalità d’accesso leggermente più complesse rispetto a quanto accade con UEFI.

Per riuscire a entrare nel BIOS, infatti, devi accendere o riavviare il computer e, subito dopo la comparsa del logo del produttore, premere il tasto specifico per accedervi, che varia a seconda del PC in tuo possesso. Per esempio, se possiedi un computer HP, potresti dover premere il tasto F1 oppure F10 della tastiera; sui computer a marchio ASUS, il tasto da premere è solitamente F2 o Canc.

Ad ogni modo, su diversi modelli di computer, è possibile avere chiare indicazioni circa il tasto esatto da premere in fase d’avvio, dando uno sguardo a quanto compare nella parte bassa della schermata raffigurante il logo del produttore; per maggiori informazioni su come entrare nel BIOS all’avvio del computer, prendi visione del tutorial d’approfondimento disponibile sul mio sito, ricco di utili informazioni circa le azioni da intraprendere su varie marche e modelli di computer.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.