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Migliore fotocamera smartphone: guida all’acquisto

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La migliore macchina fotografica è quella che si ha sempre con sé. Quante volte hai letto questa frase? Scommetto una miriade. E in effetti è vero: la fotocamera più utile ed efficace è proprio quella che abbiamo con noi quando ci troviamo, magari inaspettatamente di fronte a un panorama mozzafiato, siamo insieme ai nostri cari durante un giorno di vacanza o assistiamo a una scena che si rivela essere memorabile. Però chi è che oggigiorno, a parte appassionati e professionisti del settore, va in giro con una macchina fotografica sempre in tasca? Nessuno. Tutti, invece, abbiamo sempre con noi uno smartphone.

Ecco il motivo per il quale oggi sono qui e voglio darti dei consigli su come scegliere uno smartphone dotato di un buon comparto fotografico, quindi una buona dotazione di fotocamere, grazie alle quali realizzare foto e video di buona qualità e poter “immortalare” qualsiasi scena nel migliore dei modi. Migliore dei modi per quel che concerne l’ambito smartphone ovviamente: reflex e mirrorless rimangono ancora su un altro pianeta per quanto concerne la qualità degli scatti.

Purtroppo – te lo dico subito – i camera phone più avanzati sono anche quelli più costosi, ma non ti preoccupare: anche nelle fasce di prezzo intermedie si possono trovare device che garantiscono prestazioni fotografiche più che buone. Inoltre, acquistando modelli precedenti degli attuali smartphone top di gamma è possibile portarsi a casa dei “signori smartphone” spendendo cifre molto più che ragionevoli. Se vuoi approfondire l’argomento e vuoi scoprire qual è la migliore fotocamera smartphone per il tuo budget, continua a leggere.

Indice

Come valutare la fotocamera di uno smartphone

Migliore fotocamera smartphone

Valutare le fotocamere di uno smartphone a distanza è un’operazione piuttosto complessa. L’ideale sarebbe avere il dispositivo tra le mani e testarlo nelle tipiche condizioni in cui si testano smartphone e macchine fotografiche.

  • Foto in condizioni di buona illuminazione
  • Foto in condizioni di scarsa illuminazione
  • Foto con zoom
  • Macro
  • Foto con effetto bokeh
  • Video (standard, movimentati e in condizioni di luce differenti)

In mancanza di questa possibilità, la cosa migliore da fare è affidarsi alle recensioni online e cercare dei focus sui comparti fotografici degli smartphone, in modo da ottenere informazioni dettagliate su parametri quali esposizione, contrasto, resa dei colori, effetto mosso, velocità di messa a fuoco, livello di dettaglio, presenza di rumore e artefatti e prestazioni del flash.

Altra cosa che può aiutare a comprendere la reale qualità fotografica di uno smartphone è andare a guardare le foto e i video di esempio che si possono trovare a corredo delle recensioni online.

Tra i migliori siti che si occupano di smartphone e in particolar modo di fotocamere incluse negli smartphone, ti segnalo DxOMark che pubblica delle classifiche sempre aggiornate dei migliori camera phone e delle recensioni approfondite di questi ultimi. I suoi giudizi non vanno presi come oro colato (come i giudizi di qualsiasi altro sito), ma è sicuramente uno dei principali punti di riferimento del settore: l’ho consultato anche io per realizzare questa guida all’acquisto e confrontare i miei pareri, le mie esperienze sul campo con vari camera phone, con quelli degli esperti più riconosciuti in ambito internazionale.

Sensore e risoluzione (Megapixel)

Per valutare le qualità di una fotocamera occorre analizzare con attenzione la qualità e la grandezza del sensore. Per semplificare al massimo il concetto, possiamo dire che il sensore è un rettangolo di silicio dotato di fotodiodi che comunica con gli altri componenti della fotocamera in modo da rendere possibile la cattura di foto e video. I fotodiodi, che sono disposti come una scacchiera sul sensore, sono dei dispositivi sensibili alla luce che, intercettando la lunghezza d’onda della luce raccolta dall’obiettivo, generano una carica elettrica e trasformano la luce in dati digitali. Sono coperti da una griglia con tanti filtri colorati, ognuno dei quali è relativo a uno dei tre colori primari: rosso, verde e blu. Questo perché i fotodiodi di per sé “vedono” in bianco e nero e quindi non riuscirebbero a generare un’immagine a colori.

Quando il sensore traduce la luce in dati, si ottiene un’immagine composta da tanti punti. Questi punti sono definiti pixel (abbreviazione di Picture Element) e ognuno di essi rappresenta una piccola informazione del grande “mosaico” che compone l’immagine finale. Moltiplicando il numero di pixel che compongono il lato orizzontale dell’immagine per il numero di pixel che ne compongono il lato verticale, si ottiene il numero di Megapixel, cioè di milioni di pixel che compongono l’immagine. Di qui la definizione “fotocamera da X Megapixel” che si trova comunemente nelle pubblicità o nelle schede tecniche degli smartphone. Ma attenzione a non cadere nel tranello del marketing: una fotocamera con un maggior numero di Megapixel non produce per forza immagini migliori di una con meno Megapixel, produce semplicemente immagini più “grandi”.

Migliore fotocamera smartphone

A influire sull’effettiva qualità delle immagini ci sono anche tanti altri elementi, in primis le dimensioni del sensore (che si esprimono in millimetri). Se un sensore di piccole dimensioni contiene molti Megapixel, contiene molti fotodiodi, ma fotodiodi di piccole dimensioni, che sono in grado di catturare solo una piccola quantità di luce. Ciò si traduce in un aumento del rumore, quindi in un aumento degli elementi di disturbo nell’immagine finale. Molto meglio avere un sensore più grande, quindi con fotodiodi più grandi, capace di catturare più luce e ridurre il rumore presente nelle immagini finali.

Tra i principali produttori di sensori fotografici per smartphone ci sono Sony, che produce alcuni dei componenti più avanzati del settore, OmniVision e Samsung. In ogni caso, meglio non dare troppa importanza al “marchio” e concentrarsi sulla qualità di ogni singolo sensore.

Altra cosa da sapere è che i sensori delle fotocamere possono essere di vari tipi. Quelli più diffusi in ambito smartphone sono quelli CMOS che sono molto compatti, consumano poca energia e, sebbene siano potenzialmente più suscettibili al “rumore” rispetto ad altri tipi di sensori (es. i CCD), includono della componentistica extra che permette di ottenere comunque scatti di ottimo livello.

Nelle specifiche di alcuni smartphone, troverai che i loro pixel misurano un tot di µm. Per misura dei pixel, in realtà, si intende la misura del photosite (o fotosito), che è lo spazio del sensore in cui sono contenuti i fotodiodi e l’elettronica che alimenta questi ultimi e permette di convertire la luce in dati digitali. La loro unità di misura è il micrometro (µm), la quale corrisponde a un milionesimo di metro. Pixel, o meglio, fotositi più grandi permettono di catturare più luce e quindi di avere migliori foto e video in condizioni di scarsa illuminazione.

Risoluzione e framerate dei video

Della risoluzione delle foto e dei tanto chiacchierati Megapixel abbiamo già parlato. Per quanto riguarda i video, invece, bisogna tener conto di due parametri: la risoluzione, che è data dal numero di pixel che compongono i fotogrammi del video e il framerate, cioè il numero di fotogrammi riprodotti per ogni secondo di video.

Sulla risoluzione non c’è molto da dire: a patto che il sensore della fotocamera sia sufficientemente grande e di buona qualità, a una maggiore risoluzione del video equivale una maggiore nitidezza e un maggior dettaglio delle immagini contenute in quest’ultimo. Le risoluzioni più diffuse per i video sono quella HD (1280 x 720 pixel), quella Full HD (1920 x 1080 pixel) e quella UltraHD/4K (3840 × 2160 pixel). Come facilmente intuibile, a una maggiore risoluzione equivale anche una maggiore “pesantezza” del video sulla memoria dello smartphone.

Il framerate, come detto, misura il numero di frame, cioè di fotogrammi, che vengono riprodotti per ogni secondo di video. I framerate più diffusi sono 24, 30 e 60 FPS e, come ovvio che sia, a un framerate più alto corrisponde una maggiore fluidità dei video visualizzati. Oltre i 60 FPS, con valori di 120 o 240 FPS, si possono realizzare video in slow motion. Solitamente, i video in 4K vengono realizzati a 30 FPS mentre i video in Full HD e HD a framerate maggiori, ad esempio 60 FPS.

Apertura del diaframma

Ormai dovrebbe essere chiaro: sulla qualità finale di uno scatto influisce in maniera decisiva la quantità di luce che transita nell’obiettivo e impressiona il sensore durante l’esposizione. A tal proposito, è importante conoscere il valore di apertura del diaframma dal quale dipende, per l’appunto, la quantità di luce che riesce a raggiungere l’obiettivo.

Migliore fotocamera smartphone

Per scoprire qual è l’apertura del diaframma di una fotocamera, bisogna guardare al valore degli f/stop. Gli f/stop esprimono il rapporto che c’è tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro di apertura del diaframma. La lunghezza focale, qualora non lo sapessi, è la distanza che intercorre tra la superficie del sensore e il centro della lente dell’obiettivo quando questo è impostato sulla messa a fuoco all’infinito. Si misura in mm e può essere normale, a grandangolo (con una focale inferiore rispetto all’obiettivo normale, permette di immortalare scenari molto ampi) oppure di tipo zoom/teleobiettivo (con una focale maggiore dell’obiettivo normale per ingrandire gli oggetti inquadrati). Purtroppo nelle specifiche degli smartphone non viene quasi mai indicata in maniera chiara.

Tornando agli f/stop: per non andare troppo nel tecnico, possiamo dire che a un minore numero di f/stop (dove al posto di “stop” c’è una cifra variabile) equivale una maggiore quantità di luce che entra nell’obiettivo, quindi una maggiore probabilità di ottenere buoni scatti in condizioni di scarsa illuminazione. Per fare un esempio pratico, con un’apertura di f/2 si riescono ad ottenere scatti più nitidi in condizioni di scarsa illuminazione piuttosto che con un’apertura di f/2.8 (in quanto a un numero minore di f/stop equivale una maggiore apertura del diaframma).

La luce che entra nell’obiettivo, però, non è l’unico parametro su cui influiscono gli f/stop. Gli f/stop influiscono anche sulla profondità di campo, quindi sulla porzione di foto che è a fuoco rispetto al resto. Per questa caratteristica vale il concetto opposto della quantità di luce catturata: più è alto il numero di f/stop e più si riescono a mettere a fuoco zone più ampie della scena inquadrata.

In linea di massima, possiamo dire che gli f/stop fino a f/8 sono adatti a realizzare foto con soggetti in primo piano a fuoco e sfondi leggermente sfocati; gli f/stop f/8 ed f/11 sono adatti per foto generiche in cui deve essere tutto a fuoco, mentre gli f/stop superiori a f/11 sono indicati per le foto più “panoramiche”, in cui ci sono soggetti in primo piano, elementi intermedi e sfondi da mantenere tutti a fuoco contemporaneamente.

Ottica

Prima di acquistare un camera phone, sarebbe bene informarsi anche circa le caratteristiche della sua ottica, quindi sul numero, le dimensioni e la qualità delle lenti con cui è equipaggiato.

Per essere di buona qualità, le lenti di una fotocamera devono essere resistenti ai graffi e non devono presentare problemi come, ad esempio, l’aberrazione cromatica (aloni colorati intorno ai soggetti delle immagini) e il flare (riflessi a forma di poligoni o linee che sono presenti soprattutto all’interno delle foto scattate in controluce).

Per quanto riguarda la resistenza a urti e graffi, gli smartphone più avanzati offrono un rivestimento in vetro zaffiro che permette di mantenere le lenti integre anche in caso di scontro con superfici dure. Quanto agli effetti come il flare o l’aberrazione cromatica, basta cercare lenti dotate di un buon sistema anti-riflesso. Infine, il numero delle lenti presenti in uno smartphone può essere variabile: i top di gamma possono contenerne anche cinque o sei.

Migliore fotocamera smartphone

Messa a fuoco automatica (Autofocus)

Per catturare l’attimo in maniera nitida, senza sfocature, è fondamentale che la fotocamera disponga di un buon sistema di messa a fuoco automatica (il cosiddetto autofocus). Sono tre i sistemi di messa a fuoco più diffusi attualmente in ambito smartphone.

  • Contrast detection (Sistema a ricerca di contrasto) – è il sistema di messa a fuoco più basilare, si trova nella maggior parte degli smartphone. Funziona in questo modo: la fotocamera esamina la scena dai punti più vicini a quelli più lontani, il microprocessore analizza il punto con la massima differenza in contrasto, cioè con la maggiore differenza tra “bianco” e “nero” e da questa analisi capisce qual è il punto dell’inquadratura da mettere a fuoco. Non è molto rapido, inoltre fa fatica in condizioni di scarsa illuminazione e con sfondi troppo uniformi.
  • Phase Detection (Sistema a ricerca di fase) – si tratta di un sistema di messa a fuoco presente sulle macchine fotografiche DSLR. Fa uso di specchi per catturare la luce: la luce entra nell’obiettivo, colpisce lo specchio e viene deviata su una serie di sensori che rappresentano i vari punti di messa a fuoco e sono disposti in coppie, difatti acquisiscono due versioni differenti della stessa immagine, poi le comparano e portano così a una messa a fuoco ottimale in pochi istanti. Negli smartphone è usata una variante del sistema a ricerca di fase che non prevede l’utilizzo di specchi. Prevede invece la comparazione della luce che passa dalle aperture sui lati opposti delle lenti. È più veloce e preciso del sistema a contrasto, ma soffre anch’esso in condizioni di scarsa illuminazione e su sfondi troppo uniformi.
  •  Dual Pixel – si tratta di un’evoluzione del sistema Phase Detection che assicura una maggiore velocità e una maggiore precisione. La differenza sta nel fatto che, mentre la tecnologia Phase Detection prevede l’utilizzo di una percentuale esigua di fotodiodi (quindi di pixel) del sensore per la messa a fuoco, la tecnologia Dual Pixel prevede l’utilizzo di due fotodiodi per ogni singolo pixel. Questo significa che anziché avere una messa a fuoco tramite il 5-10% dei pixel del sensore, si ha una messa a fuco che sfrutta il 100% dei fotodiodi.
  • Messa a fuoco laser – in questo sistema, la messa a fuoco avviene calcolando il tempo di ritorno di un laser (posto solitamente a fianco alla fotocamera) che viene riflesso sui soggetti da inquadrare. È velocissimo, ma può andare in difficoltà se si tenta di inquadrare una superficie trasparente o un soggetto troppo distante.

Flash

Molte fotocamere “soffrono” in condizioni di scarsa illuminazione. Qui entra in gioco il flash, che può dare una grande mano nella realizzazione di scatti e video di buona qualità andando ad illuminare quelle scene che, senza il suo supporto, risulterebbero troppo scure. I flash integrati nelle fotocamere degli smartphone possono essere di vari tipi.

  • LED – è il tipo di flash più diffuso in ambito smartphone. Assicura un’ottima efficienza energetica e un buon grado di illuminazione dei soggetti da inquadrare. Inoltre è molto veloce.
  • Dual LED (o dual tone) – come facilmente intuibile dal nome, si tratta di un sistema che prevede l’utilizzo di due LED al posto di uno. Può emettere il doppio della luce rispetto ai sistemi a singolo LED e può illuminare i soggetti 1.4 volte più lontano. Solitamente i due LED sono di tonalità differenti – uno bianco e uno ambra – per ottenere foto dai colori più naturali (ottimizzate automaticamente in base alla luce ambientale).
  • Quad LED – è un’ulteriore evoluzione dei sistemi LED in cui vengono utilizzati quattro LED per garantire una maggiore illuminazione delle scene inquadrate e un rendering migliore dei colori.
  • Xenon – si tratta di una tipologia di flash contrapposta a quella LED che funziona tramite un piccolo tubo di vetro pieno di gas xeno. Emette luce bianca. Tendenzialmente offre un maggior grado di illuminazione e illumina a maggiore distanza rispetto ai flash a LED, ma richiede molta energia e questo l’ha fatta adottare da pochissimi produttori.

Una menzione particolare, poi, va fatta alla tecnologia Slow Sync degli iPhone 8 (e successivi), tramite la quale si riescono a ottenere colori più naturali grazie a un’apertura prolungata dell’otturatore.

Se sei un fanatico dei selfie, verifica che lo smartphone di tuo interesse abbia un flash frontale o una funzione flash per i selfie inclusa nello schermo (come iPhone, che “spara” un flash dallo schermo quando si effettuano i selfie).

Stabilizzatore

Migliore fotocamera smartphone

Foto e video mossi sono tra i principali incubi degli appassionati di fotografia. Per evitarli, occorre acquistare uno smartphone dotato di un buon sistema di stabilizzazione.

Il miglior sistema di stabilizzazione è quello garantito dallo stabilizzatore ottico (OIS) il quale agisce meccanicamente sull’ottica della fotocamera in modo da bilanciare i movimenti fatti all’utente ed evitare, per l’appunto, l’effetto mosso in foto e video.

Un gradino più sotto, sia in termini di efficacia che di utilità, c’è lo stabilizzatore elettronico (EIS) che agisce a livello software per andare a correggere l’effetto mosso nei video e nelle foto. Il suo funzionamento prevede che una porzione del sensore fotografico venga utilizzata per registrare informazioni utili alla correzione delle scene mosse, ma i risultati non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli dello stabilizzatore ottico.

Zoom

Per lo zoom possiamo fare un po’ lo stesso discorso fatto con lo stabilizzatore. Può essere ottico o digitale. Quello ottico è da preferire a quello digitale in quanto agisce meccanicamente sull’ottica della fotocamera e quindi permette di avere un ingrandimento dell’inquadratura senza sgranature o sfocature. Lo zoom digitale, al contrario, elabora l’immagine a livello software e quindi porta a un ingrandimento pieno di imperfezioni visive e con uno scarso livello di dettaglio.

Alcuni smartphone dispongono di due o più fotocamere posteriori e/o frontali che, a seconda delle scelte dei produttori, permettono di effettuare scatti con vari campi visivi (con zoom ottico o ripresa grandangolare), realizzare scatti con una definizione maggiore e altro ancora.

Fotocamera multipla

Migliore fotocamera smartphone

Come appena accennato, alcuni modelli di smartphone sono equipaggiati con due o più fotocamere posteriori e/o frontali che, a seconda delle scelte effettuate dal produttore, possono offrire funzioni e caratteristiche differenti.

Ad esempio, iPhone Plus (a partire dal modello 7), iPhone Xs e OnePlus 6T usano le fotocamere multiple per fornire uno zoom ottico e creare foto con effetto bokeh (quindi con sfondo sfocato); i terminali LG le usano per creare scatti grandangolari, mentre Huawei P10 e P20 hanno un sensore in bianco e nero e un sensore a colori che, combinati, permettono di catturare un maggiore quantitativo di dettagli e luci nelle scene inquadrate.

Anche qui, comunque, vale il discorso fatto per i Megapixel: non farti ingannare dai numeri, perché uno smartphone con più fotocamere non scatta necessariamente foto migliori di smartphone che hanno una sola fotocamera. Ne sono un esempio i Pixel di Google che, con una sola fotocamera posteriore e la potenza dell’elaborazione software sviluppata dal colosso di Mountain View, se la battono alla pari con smartphone che hanno almeno due fotocamere posteriori.

Funzioni software e altre caratteristiche

Migliore fotocamera smartphone

I camera phone non offrono tutti le stesse funzionalità. Oltre alla “meccanica”, dunque, devi analizzare anche il loro software e individuare quelli che offrono le funzioni che ti sembrano più congeniali per l’uso che fai (o intendi fare) della fotocamera dello smartphone.

Tra le funzioni più importanti che possono offrire i camera phone, troviamo il face/smile detection che permette alla fotocamera di riconoscere automaticamente volti e sorrisi per migliorarne la messa a fuoco; l’HDR (High Dynamic Range) automatico che permette di creare foto con una vasta gamma di luci e ombre tramite la cattura di diverse versioni della stessa scena (una sottoesposta, una ad esposizione media e una sovraesposta); la funzione panorama per creare foto panoramiche in maniera automatica (si scorre lo smartphone e questo “incolla” automaticamente varie foto in modo da ottenere una lunga immagine panoramica) e la funzione ritratto, che è tipica dei device con doppia fotocamera posteriore e permette di creare scatti con soggetti a fuoco e sfondo sfocato (effetto bokeh). Sui modelli più avanzati, ad esempio iPhone X e Samsung Galaxy S8, la fotocamera anteriore può essere utilizzata anche per effettuare lo sblocco del telefono tramite riconoscimento del volto.

Inoltre, ti consiglio di verificare che il software fotocamera presente sullo smartphone consenta di realizzare foto in formato RAW e di modificare manualmente parametri come la sensibilità ISO (la quale permette di regolare il livello di luce degli scatti); la velocità dello scatto; il livello del bianco; le tonalità del colore, la messa a fuoco e altro ancora. Se non sei un amante del “punta-e-scatta” o comunque non ti vuoi precludere la possibilità di regolare in maniera granulare le impostazioni dei tuoi scatti, hai bisogno di un software fotocamera flessibile e potente (anche se, va detto, non mancano app di terze parti che possono sopperire in maniera adeguata ad eventuali mancanze del software fotocamera predefinito installato sul telefono).

Altra caratteristica da verificare è quella relativa alla qualità della registrazione audio nei video. Se il microfono dello smartphone non è di buona qualità, la registrazione audio non avviene in maniera chiara e si ottengono video con una qualità sonora compromessa.

Non dimenticarti, infine, del resto delle caratteristiche hardware e software del telefono come, ad esempio, lo schermo, il processore (che può influire pesantemente sul risultato di uno scatto), la RAM, la memoria interna e il sistema operativo. L’intelligenza artificiale che molti produttori celebrano e che, secondo i loro proclami, dovrebbe aumentare in maniera automatica la qualità degli scatti regolando le impostazioni della fotocamera in base alle scene immortalate, è spesso marginale. Non farti ingannare dal marketing e scegli il tuo prossimo camera phone in base all’insieme delle sue funzioni e caratteristiche, non perché ha una presunta “intelligenza artificiale” in grado di migliorare magicamente le foto (in alcuni casi un po’ aiuta davvero, ma non fa quasi mai la differenza come dicono i produttori).

Se non sai come valutare tutte queste specifiche o comunque vuoi saperne di più, dai un’occhiata al mio tutorial su come scegliere uno smartphone in cui ti ho illustrato, per filo e per segno, quali sono le principali caratteristiche che bisogna analizzare prima di acquistare uno smartphone. Scommetto che troverai molto utile anche quella lettura.

Quale camera phone comprare

A questo punto dovresti avere le idee abbastanza chiare su come valutare le caratteristiche di un camera phone. Ho detto bene? Perfetto, allora non perdiamoci più in chiacchiere e cerchiamo di scoprire, insieme, qual è la migliore fotocamera smartphone per le tue esigenze (nonché per il tuo budget).

Migliore fotocamera smartphone di fascia economica (max 300 euro)

Xiaomi Mi A2 Lite [BEST BUY!]

Sotto i 200 euro, difficile trovare qualcosa di meglio dello Xiaomi Mi A2 Lite che, oltre a fare belle foto, presenta una dotazione tecnica di tutto rispetto. Ha una scocca in metallo, un display IPS con bordi ultra-sottili da 5.84″ e 2280 x 1080 pixel di risoluzione e assicura ottime prestazioni in tutti i contesti. Il suo comparto fotografico è composto da una coppia di fotocamere posteriori: una con sensore da 12MP, apertura f/2.2, pixel da 1.25 μm e PDAF + una con sensore da 5MP, apertura f/2.2, pixel da 1.12 μm, sensore di profondità e supporto a phase detection, modalità ritratto (bokeh), flash dual-LED, HDR, funzione panorama e registrazione di video a 1080p con un framerate di 30 FPS. Foto panoramiche e ritratti vengono molto bene, quelle con zoom meno. I video sono nella media.

La fotocamera frontale è da 5MP con apertura f/2.0 e registrazione video in 1080p a 30FPS. Per il resto, ci sono un processore Qualcomm MSM8953 Snapdragon 625 Octa-core da 2.0 GHz, una RAM da 3/4GB, una memoria interna da 32/64GB (espandibile via microSD), una batteria da 4.000 mAh dall’ottima autonomia e il sistema operativo Android 8.1 in versione “One” che non presenta personalizzazioni e riceve tutti gli aggiornamenti al day one. Misura 149.3 x 71.6 x 8.7 mm per 178 grammi di peso, è dual-SIM e dispone del sensore d’impronte.

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Wiko Wim Lite

Migliore fotocamera smartphone

Anche se non può essere definito propriamente un camera phone, il Wiko Wim Lite è sicuramente uno dei telefoni che offrono il miglior comparto fotografico nella fascia di prezzo al di sotto dei 200 euro. Ha una fotocamera posteriore da 13MP con sensore da 2″, apertura focale f/2.0 e flash LED dual tone. Supporta l’HDR, registra video in Full HD a 30 FPS, ma purtroppo la stabilizzazione è solo elettronica e in condizioni di scarsa illuminazione fa un po’ di fatica. La fotocamera frontale è da ben 16 Megapixel ed è dotata di un flash che permette di realizzare selfie di altissima qualità.

Per il resto, stiamo parlando di un ottimo smartphone da 5” con display IPS Full HD (1920 x 1080 pixel), chipset Qualcomm Snapdragon 435 (4 core Cortex-A53 da 1.4 GHz più 4 core Cortex-A53 da 1.1 GHz), una memoria RAM di 3GB, una memoria interna da 32GB espandibile fino a 128GB con le microSD e una batteria da 3.000 mAh dall’ottima autonomia. Da sottolineare anche la presenza di NFC e sensore d’impronte. Misura 144 x 71.7 x 8.75 mm per 149 grammi di peso e viene fornito con Android 7.0 preinstallato.

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Apple iPhone SE

Migliore fotocamera smartphone

Gli iPhone sono sempre stati famosi per le loro ottime fotocamere. Il piccolo modello SE, che attualmente rappresenta il dispositivo entry-level di casa Apple, non fa eccezione, pur non toccando l’eccellenza come i suoi “fratelli” più grandi e costosi. Dispone di una fotocamera posteriore da 12MP con sensore da 1/3″ e 29mm e apertura f/2.2, phase detection, Flash dual-LED, HDR, funzione panorama, riconoscimento di volti e sorrisi e registrazione video fino a 2160p con un framerate di 30 FPS.

Può anche scattare foto durante la registrazione dei video, creare live photos (foto che si animano per pochi secondi, se toccate) e registrare video in slow motion a 1080p e 120 FPS. La fotocamera frontale è decisamente più deludente: ha un sensore da 1.2MP e 31mm con apertura f/2.4 e registrazione video a 720p.

Il resto delle specifiche tecniche è di ottimo livello, d’altronde parliamo quasi di un iPhone 6S racchiuso nel corpo di un iPhone 5S. Monta un display IPS Retina da 4″ con 1136 × 640 pixel di risoluzione, un processore CPU Apple A9 Dual-core da 1.84GHz, una memoria RAM da 2GB, un memoria interna da 32/128GB non espandibile e una batteria da 1642 mAh dall’ottima autonomia. Misura 123.8 x 58.6 x 7.6 mm per 113 grammi di peso ed è animato dal sistema operativo iOS.

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Lenovo Moto Z2 Play

Migliore fotocamera smartphone

Moto Z2 Play è uno degli smartphone più interessanti di casa Lenovo. Ha un’ottima dotazione tecnica, un ottimo comparto fotografico ed è compatibile con i Mods, i moduli magnetici di Lenovo che permettono di espandere le potenzialità dello smartphone. Sul retro ha una fotocamera da 12 MP con apertura f/1.7, messa a fuoco laser, flash dual-LED, face detection, funzione panorama, HDR e registrazione video fino a 2160p a 30 FPS. La fotocamera frontale è da 5 MP con apertura f/2.2, flash dual-LED e registrazione video a 1080p. Entrambe le fotocamere assicurano una buona stabilizzazione delle immagini (elettronica), una messa a fuoco rapida e si comportano bene anche in condizioni di scarsa illuminazione.

Mettendo da parte il comparto fotografico, abbiamo a che fare con un telefono da 5.5″ con display Super AMOLED Full HD, 4GB di RAM e 64GB di memoria espandibili fino a 256GB con le microSD, batteria da 3.000 mAh e sensore d’impronte. Misura 156.2 x 76.2 x 6 mm per 145 grammi di peso ed è animato da Android 7.1.1.

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Tra i Mods disponibili per Z2 Play c’è anche l’Hasselblad True Zoom che permette di avere uno zoom ottico 10x con flash xenon e otturatore fisico.

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Lenovo Moto G6 Plus

Il Lenovo Moto G6 Plus è uno dei device più interessanti che si possono acquistare per 250 euro. Tra i suoi numerosi pregi c’è anche un comparto fotografico di buon livello, il quale prevede la presenza di due fotocamere posteriori: una da 12MP con tecnologia dual pixel, apertura f/1.7 e PDAF + una da 5 MP con apertura f/2.2 e sensore di profondità. Da sottolineare anche la presenza di flash dual-LED dual-tone, funzione panorama e registrazione video a 2160p/30FPS e 1080p/60FPS.

La camera frontale è da 8MP con apertura f/2.2. Si comporta molto bene nel punta e scatta. La principale criticità, probabilmente, è rappresentata dalla mancanza della stabilizzazione nei video. La sua scheda tecnica prevede, poi, la presenza di un display IPS da 1080 x 2160 pixel e 5.9″, un chipset Qualcomm SDM630 Snapdragon 630 Octa-core da 2.2 GHz, una memoria RAM da 4/6GB, uno storage espandibile da 64/128GB e una batteria da 3.200 mAh. Misura 160 x 75.5 x 8 mm per 167 grammi di peso e viene fornito con Android 8.0 preinstallato (aggiornabile ad Android 9.0).

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Samsung Galaxy A7 (2018)

Il Samsung Galaxy A7 (2018) è un camera phone tra i più interessanti sotto la soglia dei 300 euro. Dispone di ben tre fotocamere posteriori: una da 24MP con sensore da 27mm (wide), apertura f/1.7 e PDAF; una da 8MP con sensore da 18mm (ultrawide) e apertura f/2.4 e una da 5MP con apertura f/2.2 e sensore di profondità. Include il flash a LED, la funzione panorama, il supporto all’HDR e alla registrazione video a 1080p e 30FPS. Manca invece lo zoom. La fotocamera frontale è da 24MP con sensore da 26mm (wide), apertura f/2.0, supporto HDR, flash e registrazione video a 1080p/30FPS.

Passando alle altre specifiche tecniche, abbiamo a che fare con un device con display Super AMOLED da 6″ e 1080 x 2220 pixel (bezel-less), CPU Exynos 7885 Octa-core da 2.2GHz, 4GB di RAM, memoria interna da 64/128GB (espandibili fino a 512GB con le microSD), batteria da 3.300 mAh e sensore d’impronte (laterale). Misura 159.8 x 76.8 x 7.5 mm per 168 grammi di peso ed è animato dal sistema operativo Android 8.0.

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Migliore fotocamera smartphone di fascia media (300-600 euro)

Google Pixel 3a [BEST BUY!]

Il Google Pixel 3a è il miglior camera phone della fascia media. Viene infatti venduto al prezzo consigliato di 399 euro e offre il meglio del comparto fotografico dei Google Pixel. È difatti equipaggiato con una fotocamera posteriore da 12.2 MP con sensore da 28mm (wide) e 1/2.55″, apertura f/1.8, pixel da 1.4µm, stabilizzatore ottico, PDAF dual pixel e flash dual-LED + una fotocamera frontale da 8MP con sensore da 24mm (wide), apertura f/2.0 e pixel da apertura f/1.8. Permette di  realizzare video a 2160p e 30fps e 1080p a 30/60/120fps (con la frontale video di massimo 1080p a 30fps). Supporta la modalità ritratto con profondità regolabile, la modalità notturna per realizzare scatti chiari anche in condizioni di scarsa illuminazione e la funzione time lapse. Lo zoom arriva a 8x.

Il resto delle specifiche sono altresì interessanti. Abbiamo infatti a che fare con un dispositivo equipaggiato con un display OLED da 5.6″ e 1080 x 2220 pixel (con supporto all’always on), un chipset Qualcomm SDM670 Snapdragon 670 Octa-Core (di cui 2 core Kryo 360 Gold a 2.0 GHz e 6 core Kryo 360 Silver a 1.7 GHz), 64GB di memoria interna (non espandibile), 4GB di RAM e batteria da 3.000 mAh dall’ottima autonomia. C’è il sensore d’impronte (posteriore), mentre manca lo sblocco facciale. Da sottolineare anche la presenza del jack per le cuffie. La ricarica avviene via USB-C. Il telefono misura 151.3 x 70.1 x 8.2 mm per 147 grammi di peso. È disponibile anche in variante XL da 6″ con retro in vetro anziché in policarbonato e medesima dotazione fotografica, dove però il rapporto prestazioni-prezzo si fa meno interessante. Il sistema operativo è sempre Android in versione “pura”. Maggiori info qui.

Honor 10

Honor è un’azienda controllata da Huawei che propone smartphone dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. L’Honor 10 non fa eccezione: pur non essendo oltremodo costoso, ha una dotazione tecnica di primissimo livello, fotocamere comprese (ottime per le foto, un po’ meno per i video, che sono comunque buoni ma non al livello di quelli girati dai top di gamma). Sul retro ha una coppia di fotocamere: una da 16MP con sensore a colori (RGB), apertura f/1.8 e PDAF e una da 24MP con sensore monocromatico, apertura f/1.8 e PDAF. Registrano video a 2160p/30FPS o 1080p/30-60FPS, supportano l’HDR, la funzione panorama e l’effetto bokeh. La fotocamera frontale, invece, è da 24MP con apertura f/2.0 e registrazione video a 1080p/30FPS.

Il resto delle specifiche è altresì valido: lo schermo è un IPS LCD da 5.84″ con rapporto di forma 19:9 e risoluzione da 1080 x 2280 pixel, mentre sotto la scocca – in metallo con eleganti effetti di riflesso sul retro – ci sono un chipset HiSilicon Kirin 970 Octa-core composto da 4 core Cortex-A73 da 2.4 GHz e 4 core Cortex-A53 da 1.8 GHz, una memoria RAM da 4/6GB, 64/128GB di storage (non espandibili), batteria da 3.400 mAh e sensore d’impronte posteriore. Misura 149.6 x 71.2 x 7.7 mm, pesa 153 grammi ed è animato da Android 8.1.

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Asus ZenFone 5

Asus ZenFone 5 è uno degli attuali smartphone top di gamma di casa Asus. Uno dei suoi principali punti di forza è proprio il comparto fotografico, che prevede la presenza di una doppia fotocamera posteriore e di una fotocamera frontale di ottimo livello. Entrando più in dettaglio, sul retro ci sono una fotocamera da 12MP con sensore da 1/2.55″ e 24mm (wide), apertura f/1.8, stabilizzatore ottico a 4 assi, pixel di grandi dimensioni a 1.4 μm e autofocus PDAF più una fotocamera da 8MP con sensore da 1/4″ e 12mm con pixel da 1.12 μm (senza autofocus).

Naturalmente non mancano face detection, HDR, panorama, supporto RAW e registrazione video fino a 2160p a 30FPS. Sul lato frontale del telefono, invece, c’è una fotocamera da 8MP con sensore da 24mm, apertura f/2.0 (wide) e registrazione video a 1080p/30FPS. Nel complesso, un ottimo comprato fotografico per il prezzo, anche se visibilmente un gradino sotto quello dei top camera phone. Fotocamere a parte, abbiamo a che fare con un “signor telefono” equipaggiato con un display LCD IPS da 6.2″ avente 1080 x 2246 pixel di risoluzione e un rapporto di forma di 18.7:9, un chipset Qualcomm SDM636 Snapdragon 636 Octa-core, 4/6GB di RAM, 64GB di storage (espandibili fino a 512GB con le microSD) e una batteria da 3300 mAh. Include un sensore d’impronte sul retro ed è animato dal sistema operativo Android 8.0 personalizzato con la ZenUI di Asus. Le sue misure sono pari a 153 x 75.7 x 7.7 mm per 165 grammi di peso.

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LG G7 ThinQ

LG G7 ThinQ è un altro smartphone di fascia medio-alta caratterizzato da un display quasi senza cornici (6.1″ OLED con 1440 x 3120 pixel di risoluzione e supporto alle tecnologie Dolby Vision e HDR10) e una dotazione fotografica a dir poco ottima. Dispone di due fotocamere posteriori da 16MP: una con sensore da 30mm (wide) e 1/3.1″ con apertura f/1.6, stabilizzatore ottico, pixel da 1 µm, PDAF e autofocus laser + una con sensore da 16mm (ultrawide) e 1/3.1″ con apertura f/1.9 (senza autofocus) e grandangolo a 107°. Possono registrare video a 2160p/60FPS o 1080p/60FPS e realizzare foto in condizioni di scarsa luminosità grazie alla modalità Super Brite, che combina 4 pixel in 1 per ottenere immagini sempre chiare.

La fotocamera frontale, invece, è da 8MP con grandangolo, sensore da 26mm e apertura f/1.9. Da sottolineare anche la possibilità di registrare video Full HD a 60 FPS. Una menzione va anche al comparto audio, che prevede la presenza di un DAC a 32 bit. Per il resto, il telefono ha specifiche da assoluto top di gamma: chipset Qualcomm Snapdragon 845 Octa-core (4 core Kryo da 2.8 GHz + 4 core Kryo da 1.7 GHz), 4/6GB di RAM, 64 o 128GB di memoria interna espandibile fino a 512GB con le microSD, batteria da 3.000 mAh, sensore d’impronte posteriore, impermeabilità (IP68) e sistema operativo Android 8.0 aggiornabile ad Android 9.0. Le sue misure sono pari a 153.2 x 71.9 x 7.9 mm per 162 grammi di peso.

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Samsung Galaxy A9 (2018)

Il Samsung Galaxy A9 (2018) si pone un gradino sotto i top di gamma S9, S9+ e Note 9, ma si tratta di un altro smartphone di fascia alta e il suo punto forte è proprio il comparto fotografico, che può contare sulla presenza di ben quattro fotocamere posteriori: una da 24MP con apertura f/1.7 e PDAF; una da 10MP con obiettivo telescopico, apertura f/2.4 e zoom ottico 2x; una da 8MP ultrawide con sensore da 12mm e apertura f/2.4 e una da 5MP con apertura f/2.2 e sensore di profondità. Supporta HDR funzione panorama, effetto bokeh e registrazione video a 2160p/30FPS, 1080p/30FPS.

La fotocamera anteriore è da 24MP con apertura f/2.0, HDR e registrazione video a 1080p e 30FPS. Le altre caratteristiche tecniche del telefono sono altresì di rilievo. Parliamo, infatti, di un dispositivo bezel-less equipaggiato con un display Super AMOLED da 6.3″ (1080 x 2220 pixel), un chipset Qualcomm SDM660 Snapdragon 660 Octa-core (4 core Kryo da 2.2GHz + 4 core Kryo da 1.8GHz), 6GB di RAM, 128GB di storage (espandibile fino a 512GB con le microSD), una batteria da e sensore d’impronte. Misura 162.5 x 77 x 7.8 mm per 183 grammi di peso ed è animato dal sistema operativo Android 8.0.

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Xiaomi Mi 9

Xiaomi Mi9

Xiaomi Mi 9 è un altro terminale Xiaomi dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Il suo comparto fotografico, che ha ottenuto un ottimo punteggio nei test di DxOMark, è composto da tre fotocamere posteriori: una da 48MP con sensore da 27 mm (wide) e 1/2″, apertura f/1.8 e pixel da 0.8µm; una da 16MP con sensore da 13 mm (ultrawide) e 1/3.0″, apertura f/2.2 e pixel da 1.0µm e una da 12MP con sensore da 54 mm (teleobiettivo) e 1/3.6″, apertura f/2.2, pixel da 1.0µm e zoom ottico 2x. Da sottolineare la presenza di flash dual-LED, HDR, funzione panorama e registrazione video a 2160p/60FPS e 1080p/240FPS.

La fotocamera anteriore è da 20MP con apertura f/2.0, pixel da 0.9µm e registrazione video a 1080p/30FPS. Il resto della sua scheda tecnica prevede la presenza di un display Super AMOLED da 6.30″ con 1080 x 2340 pixel di risoluzione (bezel-less, con goccia frontale), chipset Snapdragon 855 Octa-Core (1 core Kryo 485 da 2.84 GHz, 3 core Kryo 485 da 2.42 GHz e 4 core Kryo 485 da 1.8 GHz), una batteria da 3.300 mAh, 64 GB di storage interno con 6GB di RAM o 128GB di storage con 8GB di RAM. Supporta lo sblocco facciale e ha un sensore d’impronte posteriore. Misura 157.5 x 74.7 x 7.6 mm per 173 grammi di peso. È animato da Android 9 personalizzato con MIUI 10. Purtroppo la memoria interna non è espandibile.

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Sony Xperia XZ Premium

Migliore fotocamera smartphone

In un post dedicato ai migliori camera phone non poteva di certo mancare un device Sony, che come detto è una delle principali aziende produttrici di sensori per fotocamere (nonché di macchine fotografiche stesse). Tra i modelli che attualmente sono presenti nel catalogo dell’azienda giapponese e che offrono i migliori risultati in termini fotografici c’è il Sony Xperia XZ Premium, il quale, non essendo più recentissimo, viene venduto a prezzi abbastanza accessibili. Può contare su una fotocamera posteriore da 19MP con sensore da 1/2.3″ e 25mm, apertura f/2.0, stabilizzatore elettronico, autofocus phase detection + laser, flash a LED, face detection, HDR, panorama e registrazione video fino a 2160p/30FPS e slow motion 720p a 960 FPS più una fotocamera frontale da 13 MP con sensore da 1/3″ e 22mm, apertura f/2.0, pixel di 1.12 µm e registrazione video a 1080p.

Nel complesso offre ottime prestazioni, anche se un pelino al di sotto di altri camera phone che andremo ad analizzare a breve. Misura 156 x 77 x 7.9 mm per 195 grammi di peso, è animato dal sistema operativo Android 7.1 e ha una dotazione tecnica davvero di ottimo livello: il display è un IPS da 5.5″ con risoluzione 4K (2160 x 3840 pixel) e supporto HDR. Sotto la scocca, invece, custodisce un processore Qualcomm MSM8998 Snapdragon 835 Octa-core (4 core Kryo da 2.45 GHz più 4 core Kryo da 1.9 GHz), 4GB di RAM, 64GB di storage (espandibile con le microSD) e una batteria da 3.230 mAh. Ha anche il sensore d’impronte, laterale.

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HTC U12+

Dopo un periodo di “stanca” in cui ha prodotto device non particolarmente memorabili, HTC ha saputo catturare di nuovo l’attenzione del pubblico con dei top di gamma dall’interessante rapporto qualità-prezzo e, soprattutto, dall’ottimo comparto fotografico, come l’ultimo HTC U12+: uno smartphone dall’ottima dotazione tecnica che merita sicuramente di essere preso in considerazione. Partiamo subito dal suo comparto fotografico, che è composto da due fotocamere posteriori: una da 12MP e 1/2.55″ con apertura f/1.8, autofocus laser, PDAF, stabilizzatore ottico, flash dual-LED e pixel da 1.4µm + una da 16MP (12MP effettivi) con apertura f/2.6, pixel da 1.0µm, zoom ottico da 2x e autofocus. C’è da segnalare il supporto a HDR, cattura audio stereo, flash dual-LED dual-tone e registrazione video fino a 2160p/60FPS oppure 1080p a 60/340 FPS. Sul lato frontale ci sono altresì due fotocamere, entrambe da 8MP e 1/4″ con apertura f/2.0 e pixel da 1.12µm, supporto HDR, funzione panorama e registrazione video in Full HD.

I risultati sono ottimi anche in condizioni di scarsa illuminazione e i video vengono stabilizzati molto bene. Anche il resto della dotazione tecnica non è niente male: lo schermo è un Super LCD Quad HD (1440 x 2880 pixel) da 6″, il processore è un Qualcomm Snapdragon 845 Octa-core (4 core Kryo a 2.8GHz + 4 core Kryo a 1.7GHz), la RAM è da 6GB, la memoria interna è da 64/128GB (espandibile fino a 512GB con le microSD), mentre la batteria è da 3.500 mAh.

È impermeabile (IP68) e monta un sensore d’impronte. Le misure del device sono pari a 156.6 x 73.9 x 8.7 mm per 188 grammi di peso. Il sistema operativo con cui viene fornito è Android 8.0 personalizzato con l’interfaccia di HTC.

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Huawei P20 Pro

P20 Pro

Huawei P20 Pro è stata la punta di diamante della gamma “P” di Huawei (quella destinata al pubblico più generalista) del 2018. Secondo i test di DxOMark è uno dei migliori camera phone attualmente in commercio, insieme a Mate 20 Pro (l’altro top di gamma Huawei di cui ti parlerò a breve). Il suo comparto fotografico, realizzato in collaborazione con Leica, conta ben tre fotocamere posteriori: una RGB con sensore da 40MP e 1/1.7″, apertura f/1.8, focale da 27mm, struttura Quad Bayer e stabilizzazione ottica; una monocromatica con sensore da 20MP e 1/2.78″, apertura f/1.6 e focale da 27mm e una tele con sensore da 8MP e 1/4.4″, apertura f/2.4 e focale da 80mm. Ciò permette di avere foto e video di ottimo livello anche in scarse condizioni di illuminazione, di avere uno zoom ottico a 3x, uno zoom ibrido a 5x, di registrare video in 4K e di creare slow-motion a 720p e 960fps. A completare il quadro c’è un’ottima fotocamera frontale da 24MP con apertura f/2.0 e registrazione video in Full HD. Viene usato anche un sistema di intelligenza artificiale che ottimizza automaticamente i parametri di scatto in base alle condizioni di luce e movimento delle scene da “immortalare”.

Come facilmente intuibile, non solo il comparto fotografico è da top di gamma in P20 Pro: la scheda tecnica del device, infatti, annovera un display AMOLED da 6.1″ con 1080 x 2244 pixel di risoluzione e rapporto di forma 18.7:9 (lo schermo ricopre gran parte della superficie frontale del device, con un notch in alto al centro), un chipset Hisilicon Kirin 970 composto da 4 core Cortex-A73 da 2.4GHz e 4 core Cortex-A53 da 1.8GHz, 6GB di RAM e una memoria interna da 128GB non espandibile. La batteria è da 4.000 mAh, si può sbloccare tramite riconoscimento facciale o sensore d’impronte (frontale) e supporta tutte le reti wireless più avanzate, compreso il 4G+. È impermeabile (dispone della certificazione IP67), dual-SIM con supporto 4G su entrambi gli slot e misura 155 x 73.9 x 7.8 mm per 180 grammi di peso. Il sistema operativo con cui viene fornito è Android 8.1. Manca, purtroppo, il jack audio.

P20 Pro è disponibile anche in una versione più compatta, denominata Huawei P20, che offre una doppia fotocamera posteriore da 12 MP (apertura f/1.8 e stabilizzazione ottica) e 20MP (apertura f/1.6), ha uno schermo LTPS IPS da 5.8″ e una quantità inferiore di RAM (4GB al posto di 6GB). Ovviamente anche la batteria è meno potente (3.400 mAh) e manca anche l’impermeabilità.

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OnePlus 6T

OnePlus 6T è l’attuale top di gamma di casa OnePlus, un’azienda cinese che si è fatta conoscere per i suoi smartphone dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Adesso i suoi prezzi non sono più aggressivi come quelli dei primi tempi, ma restano comunque ottimi. Questo modello è equipaggiato con una doppia fotocamera posteriore da 16MP e 20 MP (16MP effettivi). La prima ha un sensore da 1/2.6″ e 25mm con apertura f/1.7, pixel da 1.22 µm, PDAF e stabilizzazione ottica; la seconda un sensore da 1/2.8″ e 25mm (wide) con apertura f/1.7, pixel da 1 µm e PDAF. Hanno la funzione panorama, la modalità ritratto e l’HDR. Permettono di registrare video fino a 2160p a 30/60 FPS e slow motion a 1080p e 240 FPS.

La fotocamera frontale è da 16 MP con apertura f/2.0 sensore da 25mm, stabilizzazione elettronica, HDR automatico e registrazione video a 1080p/30FPS. La qualità degli scatti è complessivamente buona, un po’ meno in condizioni di scarsa illuminazione.

Per il resto, si tratta di un device top di gamma a tutti gli effetti: monta un display Optic AMOLED da 6.41″ con un rapporto di forma 19.5:9 e 1080 x 2340 pixel di risoluzione che copre quasi l’intera superficie frontale del device, un chipset Qualcomm SDM845 Snapdragon 845 Octa-core (composto da 4 core Kryo da 2.8 GHz + 4 core Kryo da 1.7 GHz), 6/8GB di RAM, 128/256GB di memoria interna non espandibili e una batteria da 3.700 mAh. Include anche un sensore d’impronte sotto lo schermo e lo sblocco facciale. Misura 157.5 x 74.8 x 8.2 mm per 185 grammi di peso ed è animato dal sistema operativo Oxygen OS, che sarebbe una versione modificata di Android 9.0.

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Samsung Galaxy S9/S9+

S9

Samsung Galaxy S9 ed S9+ sono gli ex top di gamma di casa Samsung. Tra i loro principali punti di forza c’è proprio il comparto fotografico, che può contare sulla fotocamera più avanzata mai realizzata da Samsung, con un sensore Super Speed Dual Pixel da 12MP, doppia apertura focale da f/2.4 a f/1.5 per realizzare foto perfette in qualsiasi condizione di luce e supporto ai video in Super Slow Motion. La doppia apertura focale consente alla fotocamera posteriore di S9 e S9+ di adattarsi alla luce con la stessa sensibilità dell’occhio umano: ciò significa che quando l’ambiente è buio, la lente si apre in modalità f/1.5 e lascia filtrare automaticamente più luce. Quando l’ambiente è luminoso, invece, la lente si apre in modalità f/2.4 e lascia filtrare meno luce, in modo da ottenere scatti sempre chiari e nitidi.

Con la tecnologia Multiframe Noise Reduction, poi, la fotocamera posteriore di S9 ed S9+ permette di scattare foto notturne con colori realistici e dettagli definiti senza ricorrere ad alcuna operazione di fotoritocco. Per quanto riguarda i video, invece, uno dei principali punti di forza dei nuovi top di gamma Samsung è il supporto alla modalità Super Slow Motion, che perette di catturare anche i dettagli più impercettibili con un framerate di ben 960fps e un numero massimo di 20 scatti in risoluzione HD. Ciò si aggiunge al supporto per la realizzazione di video a 2160p/60fps o 1080p/240fps e a tecnologie come phase detection, autofocus, stabilizzazione ottica e flash LED che tutti si aspettano di trovare su device di questo livello. Su S9+, poi, è stata implementata una seconda fotocamera posteriore con sensore da 12MP, apertura f/2.4, OIS e ottica telephoto per realizzare anche foto grandangolari.

La fotocamera frontale è da 8MP su entrambi i modelli, con un sensore da 25mm e 1/3.6″, pixel da 1.22 µm e un’apertura di f/1.7. È dotata di HDR automatico, registrazione video a 1440p/30fps, sblocco facciale e dell’esclusiva funzione My Emoji, grazie alla quale è possibile creare un avatar virtuale con aspetto, suoni e comportamenti del tutto simili ai propri, da personalizzare come più si preferisce. Il tutto è consentito da un algoritmo di apprendimento automatico che analizza l’immagine 2D dell’utente e mappa più di 100 caratteristiche facciali di quest’ultimo per crearne un modello 3D in grado di imitarne le espressioni.

A completare l’esperienza utente donata da Galaxy S9 e S9+ c’è un design moderno ed elegante con display Infinity, che ricopre quasi l’intera superficie dei device. Lo schermo è da 5.8″ su S9 e da 6.2″ su S9+, sempre Super AMOLED, con una risoluzione Quad HD+ (1440 x 2960 pixel), un rapporto di forma di 18:5:9, il supporto alla tecnologia HDR10 e l’always on. Il chipset che anima entrambi gli smartphone è un Exynos 9810 Octa-core composto da 4 core Mongoose M3 da 2.7 GHz e 4 core Cortex-A55 da 1.8 GHz, mentre la RAM è da 4GB su S9 e da 6GB su S9+. La memoria interna è da 64GB con possibilità di espansione fino a 400GB tramite microSD. La batteria, invece, è da 3.000 mAh su S9 e da 3.500 mAh su S9+. Non mancano, poi, il supporto alle reti wireless più avanzate e la certificazione IP68 per la resistenza ad acqua e polvere. Le misure sono pari a 147.7mm x 68.7mm x 8.5mm per 163g di peso per S9 e a 158.1mm x 73.8mm x 8.5mm per 189g di peso per S9+. Entrambi i modelli sono equipaggiati con il sistema operativo Android 8.0 Oreo.

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Migliore fotocamera smartphone di fascia alta (oltre 600 euro)

Huawei P30 Pro [TOP!]


Huawei P30 Pro è il migliore smartphone proposto attualmente da Huawei, nonché il migliore smartphone in assoluto per quanto riguarda il comparto fotografico. Ha debuttato a fine marzo 2019 e implementa un display Curved OLED da 6,47″ a risoluzione 2340×1080 pixel, quindi derivata dalla Full HD. Utilizza cornici estremamente compatte e la doppia curva per aumentare la percezione di trovarsi di fronte ad un device “all-screen”, tutto schermo nella parte frontale, e la fotocamera frontale è racchiusa all’interno di una piccola notch a goccia, come avviene sul P30. Il comparto hardware è identico a quello che troviamo sul modello appena più basso in gamma: Kirin 980 con Dual NPU è il suo cuore pulsante, insieme ai suoi otto core di cui i principali due da 2,6 GHz). Il comparto memorie qui è formato da 8 GB di RAM e 128 o 256 GB di storage espandibile via NM Card.

Al posteriore questo smartphone dispone di una Quad Camera con quattro moduli delegati a funzioni ben specifiche: quello principale adotta un sensore SuperSpectrum da 40 MP che utilizza una matrice con subpixel rossi, gialli e blu (e non rossi, verdi e blu come sugli altri modelli) capace di raggiungere fino a 409.600 ISO per ottenere scatti luminosi anche al buio. Il modulo principale viene abbinato ad un obiettivo con lunghezza grandangolare (27 mm equivalenti nel formato 35 mm) stabilizzato via ottica (OIS) e con apertura f/1.6. Abbiamo poi un obiettivo ultra-grandangolare da 16mm equivalenti abbinato ad un sensore da 16 MP con apertura f/2.2, e un tele-obiettivo che rappresenta la ciliegina sulla torta di questo smartphone. Attraverso un sistema periscopico a specchio Huawei è riuscita infatti ad ottenere uno Zoom ottico 5x: l’obiettivo si sviluppa orizzontalmente all’interno del telaio, e uno specchio fa sì che la luce in ingresso dall’esterno venga riflessa sul sensore. Questo smartphone può così ottenere un ingrandimento di cinque volte superiore rispetto al normale senza perdita di qualità, e utilizzare uno zoom ibrido fino ad un massimo di 50x con perdita di qualità. L’obiettivo periscopico è stabilizzato otticamente e abbinato a un sensore da 8 MP. Abbiamo infine un modulo TOF (Time-of-Flight), che è il quarto modulo del telefono e serve a raccogliere i dati della distanza degli oggetti dalla fotocamera. A cosa serve? Semplicemente a realizzare effetti di sfocato più precisi nei ritratti e con supporto a più strati, oltre che per le funzioni di realtà aumentata.

Le innovazioni di Huawei P30 Pro non terminano qui, visto che lo smartphone implementa un sensore d’impronte sotto-vetro e una capsula telefonica invisibile che usa il vetro del display per diffondere l’audio della chiamata. Abbiamo poi il supporto alla certificazione IP-68 per la resistenza ad acqua e polvere, Wi-Fi ac, Bluetooth 5.0, supporto alle reti 4G LTE Cat. 21 con velocità di massimo 1.400 Mbps in download e possibilità di inserire fino a due SIM contemporaneamente (il secondo slot è condiviso con quello della NM Card). P30 Pro utilizza infine una batteria da 4.200 mAh, che può essere caricata con l’adattatore da 40Whr fornito in dotazione, e che può essere usata per caricare uno smartphone esterno anche via wireless, semplicemente poggiandolo sulla parte posteriore. Non manca, ovviamente, il supporto alla ricarica wireless.

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iPhone Xs Max

iPhone Xs Max è l’attuale top di gamma di casa Apple e, anche secondo i test di DxOMark, uno dei migliori camera phone attualmente in commercio. Il comparto fotografico non ha subìto grossi cambiamenti rispetto a quello di iPhone X, ma la potenza del processore A12 Bionic con il suo Neural Engine (intelligenza artificiale) e il supporto alla tecnologia Smart HDR (che realizza tante foto in contemporanea con varie esposizioni e crea un unico scatto “perfetto”)  ha fatto sì che gli scatti acquisissero una maggiore qualità, visibile a occhio nudo.

Entrando più nel tecnico, il comparto fotografico di iPhone Xs Max è composto da una coppia di fotocamere posteriori da 12MP: una con sensore wide di 26mm e 1/2.55″, pixel da 1.4µm, OIS, PDAF e apertura f/1.8 + un teleobiettivo da 52mm e 1/3.4″ con apertura f/2.4, pixel da 1.0µm, OIS, PDAF e zoom ottico da 2x. Da sottolineare il supporto a una modalità bokeh avanzata che permette di regolare il livello di sfocatura degli scatti in post-produzione. Ci sono anche il supporto alla funzione panorama, il flash quad-LED dual-tone e la registrazione di video a 2160p/60FPS con cattura audio stereo. La fotocamera frontale è da 7MP con sensore da 32mm, apertura f/2.2 e supporto alla funzione bokeh.

Il resto delle specifiche sono altresì notevoli: Face ID più veloce (sempre grazie al processore A12 Bionic), display OLED da 6.5″ con rapporto di forma 19.5:9, supporto a HDR10, True Tone, gamma cromatica P3 e 3D Touch e risoluzione di 2688×1242 pixel. La RAM è di 4GB, la memoria interna di 64/256/512 GB (non espandibile), la batteria da 3174 mAh. Misura 157.5 x 77.4 x 7.7 mm e pesa 208 grammi. Il sistema operativo che lo anima, ovviamente, è iOS.

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È disponibile anche una versione più piccola di iPhone Xs Max, iPhone Xs, che ha uno schermo da 5.8″ e lo stesso comparto fotografico di Xs Max.

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Samsung Galaxy S10+

S10+

Con il suo elegante design tutto schermo, in cui campeggia il foro in alto a destra per le fotocamere frontali, il Samsung Galaxy S10+ è l’attuale top di gamma di casa Samsung e, come da tradizione del colosso coreano, anche uno dei migliori camera phone in commercio. Monta ben tre fotocamere posteriori: una da 12MP con sensore da 26 mm (wide) e 1/2.55″, apertura f/1.5-2.4, pixel da 1.4µm, stabilizzatore ottico e PDAF dual pixel; una da 12MP con sensore da 52 mm (teleobiettivo) e 1/3.6″, apertura f/2.4 e pixel da 1.0µm, fuoco automatico, stabilizzatore ottico e zoom ottico 2x e una da 16MP con sensore da 12 mm (ultrawide) e pixel da 1.0µm. Ci sono, naturalmente, il flash a LED, il supporto all’HDR automatico, la funzione panorama e quella ritratto. La registrazione video avviene a 2160p/60fps e 1080p/240fps. Per quanto riguarda il lato frontale del device, abbiamo una coppia di fotocamere: una da 10MP con sensore da 26 mm (wide), apertura f/1.9, pixel da 1.22µm e PDAF dual pixel + una da 8MP con sensore da 22 mm (wide), apertura f/2.2 e pixel da 1.12µm con sensore di profondità per la funzione ritratto. La registrazione video avviene a 2160p/30fps e 1080p/30fps.

Le altre specifiche sono ugualmente “top”, con lo schermo che è un Dynamic AMOLED da 6.4″ con 1440 x 3040 pixel di risoluzione e sensore d’impronte integrato, chipset Exynos 9820 Octa-core (composto da 2 core Exynos M4 da 2.7 GHz, 2 core Cortex-A75 da 2.3 GHz e 4 core Cortex-A55 da 1.9 GHz), 8GB di RAM abbinata a 128/512 GB di memoria interna oppure 12GB di RAM abbinata a 1TB di memoria interna (espandibile fino a 512GB con le microSD), batteria da 4.100 mAh e sblocco facciale. Misura 157.6 x 74.1 x 7.8 mm per 175 grammi di peso, è impermeabile (certificazione IP68) ed è animato da Android 9.0.

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È disponibile anche una versione più compatta del dispositivo, Samsung Galaxy S10, con una sola fotocamera frontale da 10MP e uno schermo da 6.1″.

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Huawei P30


Annunciata a Marzo 2019, la famiglia P30 si compone di due smartphone. Huawei P30 è il più compatto ed economico (ad eccezione del modello Lite che arriverà in seguito), ma si tratta comunque di uno smartphone di altissimo livello. Fa uso di un display AMOLED da 6,1″ a risoluzione Full HD+, pari a 2340×1080 pixel e di un processore Kirin 980 octa-core (2 core Cortex-A76 da 2.6GHz + 2 core Cortex-A76 da 1.9GHz e 4 core Cortex-A55 da 1.8GHz) prodotto in casa e caratterizzato da una Dual NPU per i calcoli di intelligenza artificiale. Grazie a questa tecnologia il device può ottimizzare le proprie prestazioni nel corso del tempo e massimizzare l’efficienza energetica, e può selezionare autonomamente le impostazioni delle foto scattate con il terminale in base alle caratteristiche dell’ambiente circostante.

Il comparto fotografico è decisamente interessante: iniziamo dalla fotocamera frontale da 32 MP e obiettivo f/2.0, che è racchiusa all’interno di una piccola notch a goccia. La fotocamera posteriore è comunque il fiore all’occhiello del dispositivo, e si compone di tre moduli: il primo usa un sensore da 40 MP definito SuperSpectrum (e subpixel rosso, giallo e blu; non rosso, verde e blu come su tutti gli altri smartphone) abbinato ad un obiettivo normale conm apertura f/1.8; il secondo è invece un ultra-grandangolare da 16 MP con apertura f/2.2; e il terzo adotta un sensore da 8 MP con tele-obiettivo OIS (stabilizzato otticamente) con fattore d’ingrandimento di 3x di tipo ottico, che può spingersi fino a 5x e molto oltre unendo i risultati dello zoom ottico e di quello digitale. Fra le caratteristiche peculiari della sua fotocamera abbiamo l’AIS (Stabilizzazione via Intelligenza Artificiale), ottiche progettate insieme a Leica, e modalità Super Slow-motion fino a 960 fps alla risoluzione HD.

Il P30 utilizza inoltre 6 GB di memoria RAM e 128 GB di spazio di archiviazione che può essere espanso via NM Card (un formato proprietario che al momento usa solo Huawei). Si tratta di uno smartphone dual SIM, ma il secondo slot è condiviso con la scheda di memoria. Puoi quindi installare o due SIM, o la SIM principale insieme alla NM Card. In altre parole on puoi sfruttare contemporeneamente doppia SIM ed espansione di memoria, ma con 128 GB di storage integrati non è un grosso problema. Fra le caratteristiche peculiari di questo modello vale la pena citare la certificazione IP-53 per la resistenza a schizzi d’acqua e alla polvere, il sensore d’impronte sotto-vetro, e le dimensioni: 149,1 x 71,4 x 7,6 mm per soli 165 grammi di peso.

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Huawei Mate 20 Pro

Huawei Mate 20 Pro è uno dei fiori all’occhiello dell’attuale catalogo Huawei: uno smartphone top di gamma che punta forte sul display – un pannello AMOLED da 6.39″ e 1440 x 3120 pixel (risoluzione Full HD+) con rapporto di forma 19.5:9 e supporto HDR10 che ricopre gran parte della sua superficie frontale -, sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (che secondo il produttore asiatico dovrebbe ottimizzare in maniera automatica i consumi del telefono e i parametri del punta e scatta) e sul comparto fotografico, che è a marchio Leica. Proprio il comparto fotografico avrebbe ottenuto un punteggio “troppo alto” nei test di DxOMark e quindi sarebbe stato escluso dalle classifiche pubbliche.

Sono addirittura tre le fotocamere che il dispositivo monta sul suo lato posteriore: una da 40MP grandangolare con sensore a colori (RGB) da 27mm e 1/1.7″, PDAF/autofocus laser e apertura di f/1.7; una da 20MP e 1/2.7″ con ottica ultra-wide, sensore a colori (RGB) da 16mm, apertura da f/2.2 e PDAF/autofocus laser e un teleobiettivo da 8MP con sensore a colori (RGB) da 80mm e 1/4″, apertura da f/2.4, PDAF/autofocus laser, zoom ottico 3x e stabilizzazione ottica. C’è il supporto per la modalità panorama, l’HDR e il flash dual-LED dual-tone. Consente inoltre di realizzare foto con effetto bokeh e la realizzazione di video a 2160/30FPS e 1080p/60FPS con supporto HDR. La fotocamera frontale, invece, è da 24MP con apertura f/2.0 e supporto HDR.

Il resto delle specifiche, come facilmente immaginabile, sono da assoluto top di gamma: chipset Kirin 980 Octa-Core (2 core Cortex-A76 da 2.6GHz + 2 core Cortex-A76 da 1.9GHz e 4 core Cortex-A55 da 1.8GHz), 6GB di RAM, 128GB di memoria interna (espandibile fino a 256GB con le NanoSD), batteria da 4.200 mAh, impermeabilità (certificazione IP68), sensore d’impronte integrato nello schermo, sblocco facciale con scansione 3D del volto e sistema operativo Android 9.0. Le sue misure sono pari a 157.8 x 72.3 x 8.6 mm per 189 grammi di peso.

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iPhone Xr

iPhone Xr

iPhone Xr è la variante più economica dell’attuale gamma di iPhone. Monta un pannello LCD IPS da 6.1″ con 828 x 1792 pixel di risoluzione e il supporto a tecnologie come True Tone e Wide color gamut. Altra caratteristica molto interessante di questo telefono, è la presenza del Face ID: la funzione che permette di sbloccare il dispositivo, autenticarsi nelle app e autorizzare gli acquisti tramite riconoscimento 3D del volto, anche al buio. Questa tecnologia è resa possibile da una serie di sensori “nascosti” nel notch: la tacca nera che si trova nella parte superiore dello schermo, insieme alla fotocamera frontale di iPhone Xr, che è da 7MP con un’apertura di f/2.2 e il supporto alla modalità ritratto (quindi alla realizzazione di foto con effetto bokeh ed effetti di luce professionali), alla realizzazione di video Full HD a 30FPS e alle applicazioni di realtà aumentata.

La fotocamera posteriore è da 12MP con sensore da 26mm, grandangolo, stabilizzazione ottica e apertura di f/1.8. Ci sono anche l’autofocus, il flash dual-tone quad-LED e la possibilità di realizzare foto in modalità ritratto e video fino a 2160p a 60 FPS o fino a 1080p a 240 FPS (slow motion) con audio stereo.

A completare la scheda tecnica dello smartphone ci sono: il processore A12 Bionic esa-core che è abbinato a dei coprocessori dedicati al machine learning e all’intelligenza artificiale (utili per il Face ID e le applicazioni di realtà aumentata), 3GB di RAM e una memoria interna da 64, 128 o 256 GB non espandibile. La batteria è da 2.942 mAh, il sistema operativo che lo anima, naturalmente, iOS. Dispone della certificazione IP67 per la resistenza all’acqua e supporta la ricarica wireless. Le sue misure sono pari a 150.9 x 75.7 x 8.3 mm per 194 grammi di peso. Manca il Touch ID, sostituito completamente dal Face ID. È disponibile in varie colorazioni.

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Samsung Galaxy Note 9

Samsung Galaxy Note 9 è l’altro top di gamma dell’azienda coreana. Ricalca molto da vicino il design di S9 ed S9+, ma la sua caratteristica principale è il supporto alla penna S-Pen, che permette di interagire con i contenuti su schermo in maniera molto comoda e naturale (con funzioni di controllo remoto tramite Bluetooth). Come si comporta in campo fotografico? Molto bene, al punto che il noto sito DxOMark (di cui ti ho parlato anche in apertura del post) lo ha messo in ottima posizione nella sua classifica dei migliori camera phone del momento. È equipaggiato con due fotocamere posteriori da 12MP: una con sensore “grandangolare” da 1/2.55″ e 26mm con apertura f/1.5-2.4, pixel da 1.4 µm e PDAF e una con sensore da 1/3.4″ e 52mm, apertura f/2.4 e autofocus. Hanno entrambe stabilizzatore ottico, autofocus, permettono di avere lo zoom ottico 2x, il flash dual-LED, di effettuare scatti in modalità ritratto e di registrare video fino a 2160p/60FPS e video slow motion 720p/240FPS con supporto HDR.

La camera frontale, invece, è da 8MP con sensore da 1/3.6″, pixel da 1.22 µm, apertura f/1.7, supporto alla doppia chiamata video, allo sblocco tramite riconoscimento del volto, all’HDR e alla registrazione video fino a 1440p/30 FPS. Come su iPhone, anche su Note 9, in condizioni di scarsa illuminazione, lo zoom viene effettuato con la lente primaria (quella grandangolare) e quindi si ottengono scatti di qualità inferiore.

Per il resto, abbiamo un display Super AMOLED con un rapporto di forma di 18.5:9 e una risoluzione QHD (1440 x 2960 pixel), un processore Exynos 9810 Octa-core composto da 4 core da 2.7 GHz e 4 core da 1.7 GHz, una memoria RAM da 6/8GB, 128/512GB di storage (espandibile fino a 512GB con le microSD) e una batteria da 4.000 mAh. Non mancano nemmeno la resistenza all’acqua (IP68), il sensore d’impronte sul retro e il riconoscimento del volto. Le misure del device sono pari a 161.9 x 76.4 x 8.8 mm per 201 grammi di peso. Il sistema operativo che lo anima è Android 7.1.1.

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