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Come usare Google Trends

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Durante la pausa pranzo, un collega ti ha parlato di Google Trends. Per non fare la figura dell’ignorante tecnologico, hai fatto finta di conoscere già questo servizio e, addirittura, di saperlo utilizzare. Per tua fortuna la pausa pranzo è finita giusto in tempo per non farti smascherare dal tuo collega e, per evitare che in futuro possa scoprire la bugia che hai detto, vorresti sapere come usare Google Trends.

Detto… fatto! Nei prossimi paragrafi ti illustrerò nel dettaglio cos’è Google Trends e, soprattutto, come utilizzarlo al meglio. Ti anticipo già che si tratta di uno strumento gratuito che permette di analizzare i dati provenienti dalle ricerche fatte dagli utenti su Google (e sui suoi vari servizi, compreso YouTube) per cercare argomenti “caldi” da affrontare, ad esempio, sul proprio blog o, più semplicemente, per rimanere informati sulle tematiche che hanno sollevato maggiore interesse sul Web.

Allora, sei pronto per iniziare? Sì? Benissimo! Mettiti bello comodo, prenditi tutto il tempo che ti serve per concentrarti sulla lettura dei prossimi paragrafi e, cosa ancora più importante, metti in atto le “dritte” che ti darò. Vedrai, utilizzare Trends non è per nulla complicato, a patto che tu segua passo dopo passo le mie indicazioni, ovvio! Non mi resta altro da fare che augurarti buona lettura e, soprattutto, buon divertimento!

Indice

Cos’è Google Trends

Prima di addentrarci nel cuore di questo tutorial, mi sembra doveroso fornirti qualche nozione di carattere generale su Google Trends, così da farti conoscere un po’ meglio questo servizio.

Come ti ho già accennato in apertura, Google Trends è uno strumento di analisi e ricerca gratuito che è stato lanciato da Google nell’ormai lontano 2006. Grazie a esso, è possibile conoscere la frequenza di ricerca sul Web delle keyword (cioè le parole chiave) utilizzate dagli utenti nelle ricerche effettuate sul motore di ricerca Google. Trends permette di effettuare questo genere di analisi selezionando l’area geografica di proprio interesse, la lingua e persino la categoria d’argomento che si vuole prendere come riferimento.

Grazie ai risultati di analisi che vengono mostrati da Google Trends — chiamati, per ovvi motivi, “trends” — è possibile avere un quadro completo sull’andamento della popolarità delle keyword cercate valutandone i risultati nel corso del tempo. Per entrare più nello specifico, è possibile verificare l’andamento di un termine di ricerca prendendo come riferimento un arco temporale piuttosto lungo, anche di alcuni anni, oppure selezionare un arco temporale decisamente più corto (ad esempio il volume di ricerca di una keyword negli ultimi 30 giorni o, addirittura, nell’ultima ora).

Nel maggio del 2018, Google Trends ha subìto un significativo restyling grafico che, oltre ad aggiungere nuove feature (come quella che permette di vedere le ricerche di tendenza in tempo reale), ne ha semplificato l’utilizzo anche da parte degli utenti meno esperti. Pur trattandosi di un servizio che risulta particolarmente utile per chi lavora nel mondo del digitale e dell’editoria online — Web writer, blogger, giornalisti, SEO specialist, etc. — si presta a essere utilizzato anche dagli utenti meno “esperti”, magari per rimanere informati sulle notizie di attualità e sugli ultimi argomenti di tendenza.

Usare Google Trends

Scommetto che dopo questo brevissimo excursus su Google Trends, non vedi l’ora di “provarlo sul campo”. E allora non perdiamo altro tempo e scopriamo insieme come usare Google Trends. Dal momento che l’interfaccia del servizio è pressoché identica sia da computer che da smartphone e tablet, puoi tranquillamente fare riferimento alle informazioni riportate qui sotto per utilizzare il servizio sia in ambito desktop che in ambito mobile.

Cercare argomenti di tendenza

Per cercare argomenti di tendenza su Google Trends, collegati alla home page del servizio, fai clic sul pulsante (▾) situato in alto a destra e seleziona Italia dal menu che si apre (nel caso sia impostata una regione diversa). Ti consiglio, inoltre, di pigiare sul pulsante Accedi e di effettuare l’accesso con il tuo account Google, qualora tu non l’abbia già fatto, così da poter eventualmente personalizzare il servizio e usufruire di un’esperienza d’uso migliore.

Come potrai notare, la pagina principale di Google Trends è suddivisa in tre sezioni principali: nella parte superiore della pagina c’è la barra di ricerca, tramite la quale cercare le keyword di proprio interesse; nella sezione Di tendenza recentemente sono elencate le ricerche di tendenza più recenti, mentre nella sezione Un anno di ricerche è possibile scoprire quali sono i termini più cercati nel corso degli anni (dal 2001 a oggi).

Per effettuare una ricerca, digita quindi la keyword di tuo interesse nel campo di testo Inserisci un termine di ricerca o un argomento (la barra di ricerca collocata in alto) e pigia sull’icona della lente di ingrandimento posta di lato. Nella pagina che si apre, clicca sui menu situati immediatamente sotto il box contenente i termini di ricerca per selezionare il paese (es. Italia), il periodo di riferimento (es. Ultimi 7 giorni), la categoria (es. Tutte le categorie) e il tipo di servizio di Google sul quale è stata effettuata la ricerca (es. Google Immagini, Ricerca di YouTube, etc.).

Nel caso tu abbia intenzione di confrontare più termini di ricerca, pigia sul pulsante (+) Confronta situato in alto e digita nel campo di testo Aggiungi un termine di ricerca il termine che vuoi confrontare con il primo. Per aggiungere altri termini di ricerca da confrontare a quelli già inseriti, pigia sul pulsante (+) Aggiungi confronto e ripeti i passaggi che ti ho appena indicato.

Nel box Interesse nel tempo, puoi visualizzare un grafico che ti illustra l’interesse verso i termini di ricerca che hai inserito: passando il cursore del mouse sul grafico puoi visualizzare informazioni specifiche, quali il periodo esatto in cui è stato raccolto il dato di analisi inerente alla ricerca e il relativo indice di interesse, espresso con un valore da 0 a 100. Nel riquadro Interesse per regione, invece, puoi vedere la mappa indicante la percentuale di interesse raggruppata per area geografica: più intenso è il colore visualizzato su una regione, maggiore è il traffico proveniente dalla stessa sulla keyword presa in considerazione.

Nel box Argomenti correlati puoi trovare informazioni utili circa gli argomenti correlati che gli utenti hanno cercato e che sono riconducibili al termine di ricerca che ti interessa, mentre nel riquadro Query associate vengono raggruppate le query (cioè i termini di ricerca) che hanno cercato gli utenti interessati al termine di ricerca che stai monitorando. In ambedue i casi, a fianco degli argomenti correlati o delle query associate, puoi trovare il punteggio espresso da 0 a 100 (se hai deciso di filtrare i risultati selezionando l’impostazione Più cercati) oppure il punteggio espresso in percentuale relativo all’aumento di interesse degli argomenti correlati e delle query associate (se hai filtrato i risultati selezionando l’impostazione In aumento).

Se desideri esportare i dati presenti in uno dei grafici sopraccitati, ad esempio per “girare” tali dati ai tuoi collaboratori, puoi utilizzare la funzione di esportazione presente su Google Trends (disponibile soltanto nella versione desktop del servizio). Per servirtene, non devi far altro che pigiare sul simbolo della freccia rivolta verso il basso posta nell’angolo in alto a destra di ciascun box e, nel giro di pochi istanti, otterrai il file in formato CSV contenente le statistiche desiderate.

Consigli su come fare le ricerche

Se desideri affinare le ricerche fatte tramite il servizio di analisi offerto da “Big G” ed evitare di commettere inconsapevolmente degli errori che potrebbero in qualche modo “falsare” i risultati ottenuti, puoi utilizzare alcuni segni di punteggiatura (” “, + e ) e restringere così il campo di ricerca. Non utilizzando alcun segno di punteggiatura, infatti, si potrebbe correre il rischio di non trovare immediatamente la corrispondenza che si aveva in mente di cercare. Ti faccio un esempio pratico, così da capirci meglio.

Cercando semplicemente il termine guanti in pelle, ad esempio, i risultati potrebbero includere ricerche dove i termini “guanti” e “pelle” potrebbero comparire in ordine diverso e che potrebbero includere anche altre ricerche come “guanti in pelle uomo”, “guanti in pelle donna” e così via. Inoltre, non utilizzando alcun segno di punteggiatura non vengono incluse le ricerche contenenti sinonimi, versioni con termini singolari e plurali o contenenti errori ortografici.

Se desideri che nei risultati venga inclusa la frase esatta, invece, basta inserire i termini di ricerca fra virgolette; ritornando all’esempio che ti ho fatto poc’anzi “guanti in pelle”. Per ottenere risultati che presentino almeno uno dei due termini cercati, invece, bisogna utilizzare il simbolo (+) fra i termini cercati, ad esempio guanti + pelle. Utilizzando il simbolo (–), invece, è possibile escludere uno dei due termini di ricerca. Nel nostro caso, usando la formula guanti – pelle, nei risultati sarà incluso il termine “guanti” ma non “pelle”.

Vedrai, con un po’ di pratica troverai naturale utilizzare la punteggiatura su Google Trends e riuscirai a utilizzare al meglio il servizio di analisi e ricerca messo a disposizione dal colosso di Mountain View.

Per ulteriori informazioni

Il tutorial che hai appena letto ti ha aperto un “mondo” a te sconosciuto e ora vorresti approfondire maggiormente il funzionamento di Google Trends? In tal caso, se vuoi avere ulteriori informazioni circa l’utilizzo di questo servizio, ti invito a consultare la guida ufficiale di Google: lì troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.