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Come diventare un game designer

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I videogiochi sono sempre stati una delle tue principali passioni. D’altronde, questo medium è in grado di trasportarti in mondi magici: ti senti a casa, non importa se stai sconfiggendo dei draghi, se stai impersonando un noto idraulico per superare degli ostacoli o se ti stai lasciando “cullare” da un’atmosfera onirica.

L’arte al centro del mondo videoludico ti ha sempre lasciato con il fiato sospeso: c’è poco da fare, ritieni che questa sia tua la strada lavorativa. Per questo motivo, stai cercando informazioni su come diventare un game designer, dato che vuoi essere tu stesso, mettendo in campo la tua creatività, a dare vita ai magici mondi del domani.

Comprendo bene questa sensazione: il sogno di lavorare nel settore è a dir poco affascinante. Tuttavia, scegliere un percorso non è facile e bisogna sempre scontrarsi anche con la realtà, seguendo i propri sogni ma cercando anche di rimanere, per certi versi, coi piedi per terra. Che ne dici? Sei pronto per approfondire la questione? Non ti resta che proseguire con la lettura!

Indice

Informazioni preliminari

Game Design

Prima di fornirti alcune indicazioni relative a come diventare un game designer, ci tengo a fare qualche precisazione, visto che si sta facendo riferimento a un percorso professionale.

Innanzitutto, chi è un game designer? Non sono in pochi coloro che pensano ci sia solamente la figura dello sviluppatore dietro a un videogioco, ma la realtà è ben diversa. Nel corso delle tue “scorribande” videoludiche avrai sicuramente avuto modo di dare un’occhiata ai titoli di coda di un tripla AAA: il numero di persone che lavora a questi grandi progetti è particolarmente elevato.

Per intenderci, avere 600 persone, tra l’altro in vari Paesi, che lavorano a un titolo di punta open world è diventata una possibilità concreta nel corso degli ultimi anni, anche per via dei crescenti costi e complessità dei progetti coinvolti. Developer, game designer, musicisti e molto altro: le figure professionali coinvolte sono parecchie e molto variegate.

In questo contesto, capisci bene che il game designer rappresenta una delle figure chiave dello sviluppo videoludico, ma chiaramente al suo fianco serve un team affiatato per puntare in alto (certo, c’è anche chi, a livello indipendente, fa tutto da solo, ma capisci bene che le persone di quel tipo sono poche e in genere hanno ambizioni “ridotte” rispetto ai tripla AAA, anche se in questo settore può sempre accadere di tutto).

In ogni caso, in genere molte persone puntano a voler diventare il game designer per un motivo: sono affascinate da figure di spicco dell’industria, da Hideo Kojima (Metal Gear, Death Stranding) a Shigeru Miyamoto (Donkey Kong, Super Mario 64, The Legend of Zelda: Ocarina of Time). Probabilmente, proprio questi due nomi sono quelli che hanno portato più persone a cercare quantomeno di informarsi su questo mondo.

Hideo Kojima game designer

D’altronde, chi non vorrebbe essere in grado di suscitare l’attenzione di una vasta platea con lo stesso stile di Hideo Kojima? Basta un semplice video di pochi secondi o un “indizio” lasciato chissà dove affinché un impressionante numero di appassionati voglia saperne di più in merito a quale sarà il prossimo progetto del visionario game designer.

D’altronde, i profondi “significati nascosti” che permeano opere come Death Stranding non possono che fare da traino per la creatività di certe persone. Prendendo proprio questo titolo come esempio pratico, in questo caso l’impronta del game designer si nota sin dal primo secondo.

Death Stranding non è un gioco per tutti e non lo vuole essere: in un mercato costellato da titoli frenetici, Kojima mette la calma, la fatica e il silenzio al centro dell’esperienza ludica, cercando di far riflettere il giocatore. Si tratta di una forte “presa di posizione”: l’atmosfera di Death Stranding è strettamente collegata alla visione del suo game designer.

Questo è probabilmente il miglior modo per spiegare cosa fa un designer di videogiochi: indirizza verso una direzione il team, rende coerente il progetto, decide il ritmo, si occupa dell’esperienza ludica e cerca di “lasciare la sua firma” in tutto ciò che riguarda il gioco. Per intenderci, in genere un game designer si occupa anche di aggiornare i colleghi sullo stato del lavoro, “mettendo mano” a tutti i documenti del caso.

Ovviamente, dato che si tratta di un lavoro creativo, in realtà non esistono delle regole ferree in merito a cosa deve o non deve fare un game designer: quel che è certo è che spesso il pubblico è solito associare quasi unicamente a questa figura il successo di alcuni videogiochi. Il game designer può infatti diventare, come accaduto per i nomi citati in precedenza, la figura di spicco, ovvero il creativo che è riuscito a realizzare un titolo “con le sue mani”, l’autore che dal nulla ha creato l’universo narrativo di cui tutti stanno parlando.

Death Stranding Game Design

In realtà, come già accennato in precedenza, dietro a un videogioco ci sono tantissime altre figure importanti, senza le quali il game designer non potrebbe realizzare la sua visione. Tuttavia, come accade in praticamente ogni settore, le persone a volte hanno bisogno di associare il successo a una singola persona e il game designer è ovviamente la figura più adatta in questa situazione. Per il pubblico, spesso gli altri rappresentano “semplicemente” coloro che hanno aiutato il game designer a realizzare la sua opera.

In ogni caso, associare a una persona il successo di un’opera in genere funziona a livello di marketing: ecco dunque spiegato il motivo per cui qualche game designer diventa anche “uomo immagine” dell’azienda o fonda la sua personale software house (basti vedere Kojima Productions). Insomma, capisco bene il motivo per cui sei affascinato da una carriera di questo tipo.

Prima di analizzare il settore, ci tengo a precisare che questo tutorial non ha in alcun modo la presunzione di spiegare a qualcuno cosa deve fare per seguire una determinata strada, bensì semplicemente di fornire delle informazioni “ragionate” che potrebbero tornare utili a chi sta cercando di muovere i primi passi in questo complesso mondo.

Cosa studiare per diventare game designer

Laurea Game Design

Ora che ti ho illustrato la situazione generale, probabilmente sei entrato in un’atmosfera “sognante” e sei già alla ricerca di un metodo per seguire questa strada. Apprezzo questo approccio, ma ci tengo anche a riportarti per un secondo “coi piedi per terra”: tieni bene a mente il fatto che nessuno ti insegnerà per filo e per segno come si svolge questo lavoro.

Questo vale essenzialmente per ogni ambito in cui entra in gioco la creatività: puoi essere indirizzato verso i giusti strumenti, comprendere meglio il funzionamento del settore, imparare le basi e conoscere persone che possono aiutarti, ma dovrai poi essere tu a dimostrare di avere le qualità per riuscire effettivamente a diventare un game designer.

Nell’ambito lavorativo, su cui le persone puntano molto per la loro vita in generale, è sempre bene non “illudere” nessuno: tieni bene a mente il fatto che nessuno può prometterti con sicurezza assoluta il fatto che troverai un lavoro stabile in un settore come quello videoludico. Infatti, i posti legati alle grandi aziende sono limitati e le difficoltà a cui andare incontro non sono poche. Inoltre, purtroppo in giro ci sono molte “promesse fuffa”, quindi fai attenzione.

Detto questo, non voglio in alcun modo scoraggiarti nel seguire il tuo sogno: se in questo momento sono qui e tu stai leggendo questo post, è proprio perché a suo tempo ho deciso di provare a seguire la mia strada, nonostante le mille difficoltà. Insomma, probabilmente non sarà facile diventare un game designer, questo è sempre bene tenerlo a mente, ma là fuori ci sono alcune persone che sono riuscite a farlo, quindi non vedo perché non tentare questa strada se la passione c’è e non faresti altro dalla mattina alla sera.

In ogni caso, al netto delle considerazioni effettuate in precedenza, a livello di formazione in Italia qualcuno ritiene che sia bene puntare su titoli di studio che potremmo definire “classici”, ad esempio seguendo un percorso legato al Design o all’Informatica (conseguendo magari una laurea). Non esiste una scelta giusta o sbagliata e non spetta di certo a me dirti cosa fare: ad esempio, ci può essere chi vuole puntare su Scienze della comunicazione, dato che magari ritiene più adatto questo percorso alla propria formazione.

Corsi online game designer

Per il resto, esistono accademie che promettono di “rafforzare” le skill degli studenti. Il dibattito attorno a queste realtà è particolarmente “intricato” (anche per via dei costi spesso tutt’altro che ridotti), ma per qualcuno potrebbe effettivamente risultare interessante approcciarsi a questo mondo. In questo contesto, tra le realtà italiane più in vista ci sono sicuramente Vigamus Academy (che offre dei corsi di laurea legati al Gaming) e Digital Bros Academy (realtà che opera anche nei mercati dello sviluppo, del publishing e della distribuzione tramite i noti brand 505 Games e Halifax).

Al netto di questo, risulta ovviamente difficile per me indicarti tutte le possibilità legate alla tua zona e all’estero. Per questo motivo, al netto delle informazioni che ti ho fornito, ti consiglio di effettuare tu stesso delle ricerche e tentare di comprendere quale percorso fa per te (ognuno ha le sue esigenze), magari approfondendo anche corsi e master specifici messi a disposizione dalle più note Università. Così facendo, potrai scoprire, ad esempio, che la IULM di Milano offre un master in Game Design.

Che le lezioni vadano seguite in presenza o online, cambia semplicemente il metodo, potresti trovare pane per i tuoi denti. In alternativa, se dopo un’approfondita ricerca ritieni che non valga la pena seguire questo approccio ma che sia meglio entrare direttamente nel mondo del lavoro, potrebbe interessarti quantomeno prima formarti da “autodidatta”. In questo contesto, oltre alle innumerevoli informazioni reperibili gratuitamente online, potrebbe interessarti “investire” su qualche libro interessante.

Ad esempio, “The Art of Game Design: A Book of Lenses” di Jesse Schell, noto designer di videogiochi americano, disponibile in inglese in varie edizioni su Amazon, potrebbe fare al caso tuo. Altri libri interessanti sono “Theory of Fun for Game Design” di Raph Koster (capo designer di Ultima Online) e “Advanced Game Design: A Systems Approach” del game designer Michael Sellers.

Chiaramente, questi libri non ti insegneranno a svolgere questo tipo di lavoro, ma sono sicuro che troverai interessanti gli approfondimenti effettuati da persone che lavorano nel settore da tempo.

The Art of Game Design: A Book of Lenses, Third Edition (English Editi...
Vedi offerta su Amazon
Theory of Fun for Game Design (English Edition)
Vedi offerta su Amazon
Advanced Game Design: A Systems Approach (English Edition)
Vedi offerta su Amazon

Come lavorare come game designer

Direi che è giunto il momento di passare al lavoro di game designer. Che tu abbia deciso di frequentare un percorso formativo o di cercare di inserirti direttamente all’interno del settore, le informazioni presenti qui sotto potrebbero tornarti utili ora o in futuro.

Trovare offerte di lavoro

Mario Rabbids Kingdom Battle Ubisoft Milano

Come dici? In Italia ti sembra difficile riuscire a trovare un lavoro da game designer (o nell’industria dei videogiochi in generale)? Partiamo da un esempio di una persona che ce l’ha fatta ed è sulla bocca degli appassionati di videogiochi a livello mondiale.

Mi riferisco a Davide Soliani. Stando ad alcune informazioni rese note nel corso degli anni, l’approccio iniziale di Davide era quello “poco fiducioso” che un po’ tutti abbiamo in merito al nostro Paese: si può veramente realizzare progetti di questo tipo in Italia? La risposta a quanto pare è sì, in quanto oggi Davide Soliani è considerato il game designer che più di tutti è riuscito a portare in alto il nostro Paese nell’industria videoludica mondiale (pensa che il suo Mario + Rabbids Kingdom Battle per Nintendo Switch ha ottenuto l’approvazione di Shigeru Miyamoto, nonché di critica e pubblico).

Come ha fatto Davide a iniziare la sua carriera in questo settore e rappresentare “l’Ubisoft man” dell’E3 2017? Proponendosi non appena ne ha avuto la possibilità, puntando sulle sue idee creative e mettendo da parte come tutti, soprattutto all’inizio, il desiderio di cifre astronomiche. Insomma, i videogiochi in Italia si possono fare eccome con la giusta dedizione. Mi perdonerai per averti raccontato brevemente una singola storia, ma credimi: trovare la motivazione, fare network e proporsi in modo creativo è probabilmente il miglior metodo per trovare lavoro in questo settore.

Per il resto, effettuare una ricerca su Google come “game designer offerte lavoro” ti aiuterà a scovare eventuali proposte effettuate dalle grandi e piccole realtà del territorio, da Ubisoft Milano a Ovosonico (chi ha detto Murasaki Baby, Last Day of June e Massimo Guarini?), passando per Milestone (chi ha detto MotoGP?), giusto per citarne alcune, ma sono probabilmente la passione e la volontà di mettersi in gioco e proporsi creativamente a fare realmente la differenza.

Lavorare Ubisoft Milano Game Design

In ogni caso, se fossi in te, un’occhiata, ad esempio, al profilo Indeed di Ubisoft la darei: per farti un esempio concreto, al momento in cui scrivo proprio la succitata Ubisoft Milano sta cercando un Senior 3D Animator per il prossimo Mario + Rabbids. Insomma, non posso ovviamente fornirti una “regola d’oro” per trovare lavoro in questo mondo, ma il consiglio che posso darti è quello di stare sempre attento alle proposte disponibili e non avere mai paura di proporti anche al di fuori di questi contesti (tutti abbiamo ricevuto dei rifiuti nella nostra carriera).

Per il resto, guardare all’Italia va chiaramente bene, ma potrebbe anche interessarti dare uno sguardo all’estero, ampliando dunque i tuoi orizzonti. Inoltre, se hai competenze in determinati campi, potresti provare a entrare in una realtà anche occupando un ruolo diverso da quello del game designer, puntando magari poi ad arrivarci nel corso della tua carriera (dimostrando le tue abilità).

In questo contesto, posso indirizzarti verso vari portali interessanti per trovare lavoro. Oltre al succitato Indeed, potrebbe interessarti consultare Jobbydoo. Per farti un esempio concreto, attraverso ricerche effettuate tramite questo sito Web, utilizzando keyword come “game designer” e “videogiochi”, sono venuto a conoscenza del fatto che nei primi mesi del 2021 sia Milestone che Ubisoft Milano, due delle realtà nostrane più importanti, hanno cercato rispettivamente un Lead game designer e un Junior Technical game designer. Ovviamente, le proposte potrebbero essere “scadute” nel momento in cui stai leggendo questo post, ma quantomeno ora sai dove trovare eventuali annunci italiani.

Se vuoi invece cercare un lavoro all’estero, un sito Web interessante è Glassdoor. Quest’ultimo consente infatti di dare un’occhiata ad annunci che vanno oltre all’Italia. Ad esempio, a luglio 2021 Electronic Arts ha cercato un Game Designer in quel di Sacramento (California) tramite questo portale. A proposito di EA e delle sue offerte di lavoro, potrebbe interessarti consultare anche il sito Web ufficiale dedicato alle opportunità lavorative.

Inoltre, non sottovalutare LinkedIn: il celebre social network dedicato al mondo del lavoro può infatti consentirti di trovare offerte di lavoro interessanti anche nell’ambito del game design. Tra l’altro, è possibile effettuare ricerche per luogo e singola azienda, ad esempio Ubisoft. Inoltre, una ricerca come “game designer” non guasta mai e potrebbe fornire alcune soddisfazioni. Ovviamente, dovresti cercare di prenderti cura del tuo profilo LinkedIn per cercare di fare “bella figura” con il tuo possibile futuro datore di lavoro. Insomma, ora disponi di varie fonti da tenere d’occhio per capire quali proposte lavorative sono disponibili per questo settore.

In ogni caso, non commettere l’errore di voler partire per forza dalle realtà più grandi: in determinati contesti, può risultare saggio “farsi le ossa” in piccoli team indipendenti.

Tentare la strada indipendente

Ministero dello sviluppo Economico Logo

A proposito degli indie, lo sapevi che In Italia è stato lanciato il First Playable Fund, un Fondo istituito presso il Ministero dello sviluppo economico che mira a sostenere il mondo dello sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale nel nostro Paese con una dotazione iniziale di 4 milioni di euro? Incredibile, vero?

Per tutti i dettagli del caso sul succitato Fondo ti lascio al portale ufficiale del MiSE, ma devi sapere che la dotazione iniziale di 4 milioni di euro è stata esaurita in 3 ore. La mole di richieste è stata talmente elevata da causare questo risultato: insomma, si sta muovendo qualcosa di importante in Italia.

Per il resto, come ho già spiegato nei miei tutorial su come usare Unity e come creare un gioco con Unreal Engine, facendo riferimento a due dei motori grafici più popolari dell’industria, si tratta di un buon momento per tentare di realizzare un gioco in modo indipendente anche senza budget stratosferici. Si può infatti iniziare tramite strumenti gratuiti reperibili direttamente online e arrivare senza troppi costi a pubblicare un gioco, ad esempio, sul Play Store.

Le realtà italiane virtuose che sono riuscite a ritagliarsi uno spazio nel settore, ovviamente con molta dedizione e passione, non mancano di certo: giusto per farti degli esempi concreti, si va da Stormind Games (serie Remothered) a 3DClouds (All-Star Fruit Racing e King of Seas), senza dimenticare la già citata Ovosonico (Murasaki Baby e Last Day of June). Insomma, tentare la strada indipendente può rivelarsi una scelta interessante e “alternativa” alla ricerca di offerte di lavoro provenienti da realtà già esistenti, anche in Italia.

Last Day Of June Ovosonico

Per il resto, ricordo che nel nostro Paese esistono delle iniziative importanti che potresti voler approfondire. Al netto infatti delle solite principali testate nostrane che trattano l’argomento, che in genere sono pronte ad accogliere “a braccia aperte” nuove produzioni italiane interessanti, potresti voler dare un’occhiata all’associazione IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association) o all’iniziativa Italian Video Games Awards, che ogni anno premia anche le migliori produzioni nostrane. In parole povere, c’è grande “fermento” e cercare di seguire questa strada nel nostro Paese non è più “un’utopia” come sembrava essere qualche anno fa.

Altri consigli utili per diventare game designer

Bicicletta Staccare Game Design

Come dici? Stai cercando altri consigli relativi all’approccio da utilizzare per diventare un game designer? Ti fornisco subito alcune informazioni che potrebbero tornarti utili in generale per stimolare la tua creatività.

  • Cerca di comprendere quali azioni stimolano la tua creatività: cosa c’entrano un giro in bicicletta o una camminata all’aria aperta con il lavoro di Game Design e creativo in generale? Per qualcuno probabilmente nulla, ma alcune menti creative possono trovare “serenità” in contesti di questo tipo e farsi venire in mente le giuste idee. L’approccio in questi contesti è molto importante: il lavoro creativo a volte può essere particolarmente stressante, quindi cercare di “prendersi un attimo” e stimolare la propria creatività in altri modi secondo alcuni rappresenta una scelta “saggia”;
  • Gioca ai titoli altrui: non aver paura di “esplorare” quanto fatto dagli altri game designer. Ovviamente non ti sto suggerendo nel modo più assoluto di “copiare”, ma anche i grandi nomi del settore sono soliti guardare cosa fa la “concorrenza”, anche solamente per ottenere nuovi spunti creativi;
  • Resta sempre informato su quanto avviene all’interno del mercato: leggere con costanza le opinioni della critica, le notizie legate al mondo videoludico e il parere in generale della community può aiutarti a comprendere al meglio come rendere interessante e al passo coi tempi il titolo a cui stai lavorando. In questi casi infatti andrebbe cercato il giusto bilanciamento tra passione e lavoro: se vuoi continuare a lavorare a lungo in questo settore, come d’altronde in qualsiasi altro, i risultati devono essere sia stimolanti per te che sostenibili economicamente. Se un giorno vorrai fare un gioco totalmente di nicchia dopo aver piazzato qualche successo, i guadagni dei titoli più “commerciali” ti consentiranno potenzialmente di fare tutto come vuoi tu, esprimendo al massimo la tua creatività e permettendoti anche potenzialmente di “rischiare”.

Insomma, il mondo dei videogiochi è tanto complesso quanto affascinante, come avrai notato leggendo questo post. Spero di averti fornito informazioni che ti torneranno utili durante il tuo percorso: a questo punto, a me non resta che farti un grosso in bocca al lupo per la tua carriera di game designer (o comunque all’interno del settore videoludico)!

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.