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Come programmare Android

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Sei tremendamente affascinato dal mondo dello sviluppo software? Muori dalla voglia di progettare la tua prima app per Android ma non hai alcuna esperienza in merito? Beh, spiegami dov’è il problema. Nessuno nasce già esperto.

Se vuoi imparare come programmare per Android, puoi scaricare immediatamente sul tuo PC tutto l’occorrente per realizzare app e giochi e consultare gli esaurienti manuali sul tema che si possono trovare gratuitamente online, anche in lingua italiana. Per saperne di più, prosegui pure nella lettura di questo mio tutorial dedicato all’argomento: ti assicuro che si rivelerà tutto molto più semplice di quello che immagini.

Ovviamente non aspettarti di diventare lo sviluppatore più importante del Play Store al tuo debutto. Anzi, prima di realizzare qualcosa di decente dovrai fare i conti con parecchie arrabbiature e innumerevoli fallimenti, ma alla fine ne varrà la pena e riuscirai nel tuo intento, te lo garantisco.

Indice

Informazioni preliminari

Foto della mascotte Android su PC

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, andando a scoprire in dettaglio come programmare per Android, ci sono alcune informazioni preliminari che è mio dovere fornirti.

Iniziamo da un punto fermo: per creare app e giochi per Android (così come per qualsiasi altra piattaforma, mobile e non) è indispensabile conoscere i linguaggi di programmazione, o almeno averne un’infarinatura generale, da approfondire anche con la pratica. Per quel che concerne il sistema operativo del "robottino verde", i linguaggi più diffusi sono Java e XML. Per maggiori informazioni al riguardo, puoi fare riferimento alle mie guide specifiche su come iniziare a programmare, come creare un programma e come imparare Java.

Ciò detto, per programmare applicazioni e giochi, è possibile ricorrere all’uso di appositi strumenti, i quali si suddividono in due grandi categorie: gli SDK (acronimo di Software Development Kit) e i software commerciali indipendenti.

Nel primo caso, per quel che concerne Android, si parla di Android SDK, cioè una serie di strumenti messi a disposizione da Google per sviluppare applicazioni e giochi destinati al suo sistema operativo. Essi Permettono di sfruttare al massimo la piattaforma a cui sono rivolti, in questo caso Android, e di gestire ogni singolo particolare, consentendo inoltre di ottimizzare ogni funzione e di eseguire numerosi test.

I software commerciali indipendenti, invece, vengono rilasciati da aziende terze e consentono di sviluppare contenuti all’interno di un ambiente integrato. Sì caratterizzando per un livello di difficoltà d’uso piuttosto basso e offrono la possibilità di realizzare un progetto unico esportabile in diversi formati, come pacchetto compatibile con più piattaforme (in base alla licenza posseduta).

Un’altra cosa che devi tenere presente è quella che app e giochi, a sviluppo concluso, possono essere pubblicati sul Play Store, il negozio delle applicazioni di Android, solo se si possiede un account sviluppatore e solo se si è provveduto ad associare quest’ultimo al proprio account Google, al costo di 25 dollari: per riuscirci, ti basta usare la pagina di registrazione a Google Play Console.

Successivamente, potrai eseguire l’upload dei file APK delle tue app e dei tuoi giochi sullo store, provvedendo, in questa fase, a gestire i metadati, vale a dire il versionamento e i requisiti di sistema. In seguito, potrai occuparti della parte commerciale, quindi decidere il titolo, la descrizione, l’icona e gli screenshot da allegare all’app. Per maggiori dettagli, puoi leggere la guida ufficiale fornita da Google.

Come programmare app Android

Fatte le dovute precisazioni di cui sopra, veniamo al nocciolo vero e proprio della questione e vediamo come programmare app per Android. Qui di seguito trovi indicate quelle che sono le principali risorse di cui puoi avvalerti per effettuare l’operazione in questione. Buon divertimento!

Come programmare con Android Studio

Android Studio

La prima soluzione di cui voglio parlarti è Android Studio, lo strumento ufficiale per lo sviluppo e il testing delle app per la piattaforma mobile di Google. È completamente gratis, compatibile sia con Windows che con macOS e al suo interno include tutto quello che serve per realizzare e testare le applicazioni destinate al sistema operativo del "robottino verde".

Per scaricare Android Studio sul tuo computer, collegati al sito Internet del programma e fai clic sul pulsante Download Android Studio che si trova al centro della pagina. Nel modulo che si apre, seleziona la casella accanto alla voce I have read and agree with the above terms and conditions e clicca sul pulsante azzurro, situato in basso.

A scaricamento ultimato, se stai usando Windows, apri il file .exe ottenuto e, nella finestra che si apre, fai clic sul pulsante . Premi poi sul bottone Next per tre volte di fila e porta a termine il setup facendo clic sul bottone Finish.

Se stai usando macOS, invece, apri il pacchetto .dmg ottenuto, sposta l’icona di Android Studio nella cartella Applicazioni del Mac, fai clic destro su di essa e seleziona la voce Apri dal menu che compare, in modo tale da avviare l’applicazione andando però ad aggirare le limitazioni imposte da Apple verso le applicazioni provenienti da sviluppatori non certificati (operazione che va effettuata solo al primo avvio).

Nella finestra che ora visualizzi, a prescindere dal sistema operativo utilizzato, clicca sui bottoni OK e Next (per tre volte di seguito), aspetta che il download dei componenti necessari per usare Android Studio venga portato a termine e premi sul pulsante Finish. Ti ritroverai così al cospetto della schermata principale del programma.

Inizia, dunque, a creare un nuovo progetto, selezionando l’opzione Start a new Android Studio project, scegli il modulo dal quale partire, assegna un nome all’app che stai per creare e seleziona la versione dell’SDK che è tua intenzione impiegare. Successivamente, clicca sul bottone Next e indica quale tra le basi preimpostate disponibili vuoi eventualmente usare, configurane i valori (oppure lascia quelli predefiniti) e, per concludere, fai clic sul pulsante Finish.

Procedi quindi andando a sviluppare la tua applicazione o personalizzando il modello scelto tramite l’editor del programma che a questo punto ti viene proposto: a sinistra è presente la struttura e a destra l’editor vero e proprio, mentre in alto ci sono i pulsanti per inserire oggetti, incollare le parti di codice ecc. e la barra dei menu.

Quando lo riterrai opportuno, potrai salvare il progetto della tua applicazione facendo clic sul menu File (in alto a sinistra) e selezionando la voce apposita da quest’ultimo. Per tutti gli approfondimenti del caso, ti suggerisco la lettura della guida all’uso di Android Studio fornita da Google.

Come programmare Android con Eclipse

Screenshot che mostra come programmare in Java

Se vuoi programmare nuove app per Android, potresti prendere in considerazione anche l’uso di Eclipse IDE: si tratta di un programma per lo sviluppo e la compilazione di applicazioni basate su Java. È compatibile con Windows, macOS e Linux. Usandolo in combinazione con il componente aggiuntivo gratuito Android Development Tools (ADT), può essere impiegato per lo scopo oggetto di questa guida. Da notare che, a primo impatto, non è proprio semplice da usare, ma basta fare un minimo di pratica per iniziare a padroneggiarlo senza problemi.

Per scaricare Eclipse IDE sul tuo PC, recati sul sito Internet del programma e clicca prima sul bottone Download 64 bit e poi su quello con su scritto Download.

Completato il download, se stai usando Windows, estrai in una cartella qualsiasi l’archivio ZIP ottenuto, avvia il software Eclipse presente al suo interno e clicca sui pulsanti e OK nella finestra che vedi comparire sul desktop.

Invece, stai usando macOS, apri il pacchetto .dmg ottenuto e trascina l’icona del programma nella cartella Applicazioni del computer. Successivamente, fai clic destro su di essa e seleziona la voce Apri dal menu che compare, così da avviare l’applicazione andando ad aggirare le limitazioni imposte da Apple verso le applicazioni provenienti da sviluppatori non certificati (operazione che va effettuata solo al primo avvio).

A questo punto, a prescindere dal sistema operativo impiegato, attendi che il software venga caricato e avviato. In seguito, clicca sulla "x" collocata accanto alla voce Welcome presente nella finestra che si è aperta.

Adesso, devi preoccuparti di installare gli Android Development Tools: per riuscirci, clicca sulla voce Help, situata in alto a sinistra, e seleziona la voce Install New Software dal menu che si apre. Nella finestra successiva, immetti nel campo su schermo l’indirizzo http://dl-ssl.google.com/android/eclipse/, clicca sul pulsante Add, spunta la casella relativa all’installazione del componente Developer Tools, premi sul bottone Next e accetta la relativa licenza d’uso.

Serviti quindi delle varie sezioni che trovi nell’editor del programma per iniziare a programmare le tue app: a sinistra trovi l’elenco di tutti i progetti; in basso è presente una barra a schede tramite cui puoi ottenere le informazioni riguardanti ciò che stai programmando, mentre a destra puoi visualizzare tutti i membri della classe selezionata.

Per dare il via al tuo primo progetto, fai clic sulla dicitura File situata nella parte in alto a sinistra della finestra e, dal menu che compare, seleziona le voci New e Java Project. Dopodiché compila il campo Project name, immettendo il nome che vuoi assegnare al tuo progetto, e fai clic sul pulsante Finish.

Quando lo vorrai, potrai salvare il progetto della tua app cliccando sul menu File, in alto a sinistra, selezionando la voce Save Ad, indicando posizione e il nome che vuoi assegnare al file di output e premendo sul bottone OK.

Tieni presente che, per poter funzionare, Eclipse IDE necessita del software Java installato sul computer. Se questo non è presente sul tuo PC, puoi facilmente far fronte alla cosa seguendo il mio tutorial dedicato a come installare Java. Per ulteriori informazioni riguardo il funzionamento di Ecplise, invece, ti consiglio la lettura della mia guida incentrata in maniera specifica su come programmare in Java.

Come programmare con Visual Studio

Visual Studio

Un altro programma al quale puoi fare riferimento per programmare per Android è Visual Studio: si tratta di uno strumento reso disponibile da Microsoft. È gratis, disponibile per Windows e macOS e consente di compilare app, non solo per Android, ma anche per altre piattaforme. Supporta vari linguaggi di programmazione e ha un’interfaccia utente abbastanza pratica.

Per servirtene, recati sul sito Internet del programma e clicca sul bottone Download che trovi in corrispondenza della voce Community.

A scaricamento ultimato, se stai usando Windows, apri il file .exe ottenuto, clicca sul pulsante , quindi su quello Continua e attendi che venga effettuata l’installazione di Visual Studio. In seguito, individua la sezione Dispositivi mobili e giochi, spunta la casella in corrispondenza del linguaggio di programmazione di tuo interesse (es. Sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili con C++) e premi sul pulsante Installa.

Se stai usando macOS, invece, apri il pacchetto .dmg ottenuto, fai doppio clic sull’icona dell’installer del programma presente nella finestra che si apre e, nella schermata successiva, premi sul pulsante Continua. Spunta, quindi, la casella che trovi accanto alla voce Android, in modo tale da installare il componente necessario per sviluppare le applicazioni basate sulla piattaforma mobile di Google, e premi sul pulsante Installa, per concludere il setup.

Adesso, a prescindere dal sistema operativo in uso, se possiedi un account Visual Studio, effettua il login tramite quest’ultimo, altrimenti seleziona il collegamento per evitare questo passaggio e segui la breve procedura di configurazione iniziale che ti viene proposta, dopodiché clicca sul bottone Avvia Visual Studio. Seleziona quindi la voce Crea un nuovo progetto, scegli uno dei modelli preimpostati disponibili per iniziare a sviluppare la tua applicazione e clicca sul bottone Avanti.

A questo punto, assegna un nome al progetto, scegli il percorso in cui salvarlo e il nome che vuoi assegnare al contenitore compilando gli appositi campi sullo schermo. Per concludere, premi sul pulsante Crea.

In seguito, ti ritroverai al cospetto dell’editor principale del programma: a destra ci sono le sezioni Esplora soluzioni e Proprietà che consentono, rispettivamente, di visualizzare la struttura del progetto e le proprietà dei vari elementi aggiunti, al centro trovi la sezione che mostra le parti di codice, mentre in alto ci sono la barra degli strumenti e quella dei menu con tutti i pulsanti e le funzioni utili per modificare la tua app.

Quando lo riterrai opportuno, potrai salvare la tua applicazione facendo clic sulla voce File (in alto a sinistra) e sulla dicitura Salva [nome progetto] annessa al menu che si apre. Il file verrà quindi salvato in corrispondenza del percorso indicato in fase di creazione del progetto.

Come programmare Android online

MIT App Inventor

Se non ti senti ancora pronto a programmare per Android in maniera, per così dire, seria usando gli strumenti di cui ti ho già parlato nelle precedenti righe, puoi muovere i tuoi primi passi nel mondo dello sviluppo delle app con servizi alternativi più intuitivi (ma anche più limitati).

Quello che ti consiglio di provare io è MIT App Inventor, il quale funziona direttamente dal browser, senza installare software aggiuntivi sul PC, e gode di un’interfaccia estremamente intuitiva. È gratuito e si può impiegare con tutti i programmi di navigazione più diffusi. Per utilizzarlo, però, occorre necessariamente un account Google.

Quando sei pronto a provare MIT App Inventor, collegati alla sua pagina iniziale e fai clic sul pulsante Start new project posto in alto. In seguito, digita il nome che vuoi assegnare all’app che stai per sviluppare e premi sul pulsante OK. Provvedi poi a tradurre l’interfaccia del servizio andando a selezionare l’Italiano dal menu a tendina apposito collocato in alto a destra.

A questo punto, comincia pure a sviluppare la tua applicazione usando l’editor visuale che ti viene proposto, suddiviso in più sezioni: a sinistra c’è l’elenco degli elementi e degli oggetti che puoi aggiungere all’interfaccia dell’applicazione, al centro è presente la schermata che ti mostra l’anteprima dell’app, mentre a destra ci sono l’elenco dei vari elementi che compongono l’applicazione, il menu con le proprietà degli oggetti selezionati e il pulsante per effettuare l’upload dei file multimediali.

Per riuscire ad aggiungere gli elementi di tuo interesse all’interfaccia dell’applicazione, selezionali dall’apposito elenco collocato a sinistra e trascinali nel visualizzatore posto al centro, rilasciandoli nel punto che preferisci. Se vuoi modificare le proprietà di un dato elemento, selezionalo e apporta tutti i cambiamenti del caso tramite la sezione apposita collocata a destra.

Se, invece, hai bisogno di aggiungere altre schermate alla tua app, puoi farlo cliccando sul pulsante Aggiungi Schermo che si trova in alto, mentre per rimuoverle ti basta selezionarle e sfruttare il pulsante Rimuovi Schermo che trovi accanto.

Quando lo riterrai opportuno, potrai salvare l’applicazione sviluppata cliccando sul menu Progetti, posto in alto a sinistra, e selezionando la voce Salva progetto a esso annessa. Per scaricare l’app sul tuo PC, invece, seleziona l’opzione Esporta il progetto selezionato (.aia) nel mio computer che trovi sempre nello stesso menu.

Per ulteriori informazioni riguardo l’uso e il funzionamento di MIT App Inventor, puoi fare riferimento alla guida all’uso ufficiale del servizio.

Come programmare giochi Android

Unity

Le risorse che ti ho indicato nelle righe precedenti possono essere usate anche per programmare giochi per Android ma, a dirla tutta, non sono esattamente l’ideale. La soluzione migliore, in tal caso, è indubbiamente quella di usare un software ad hoc, come Unity, che è un ambiente di sviluppo integrato multipiattaforma dedicato alla creazione di numerose simulazioni 3D e 2D.

Grazie ad esso, è possibile creare videogame di qualsiasi tipo, personalizzandoli completamente e ottenendo un prodotto finale altamente elevato a livello qualitativo. Unity è disponibile per Windows e macOS e si può usare gratis, a patto però che la persona giuridica che rappresenta chi se ne serve non generi guadagni o raccolte fondi superiori ai 100.000 dollari. In caso contrario, occorre usare una delle varianti a pagamento del programma (con costi a partire da 25$/mese con fatturazione annuale)

Per scaricare la versione gratuita di Unity sul tuo PC, recati sul sito Internet del programma e fai clic sul bottone Get Started. Nella nuova pagina visualizzata, premi sul pulsante Try Personal che trovi in corrispondenza della colonna Personal, spunta la casella accanto alla voce Accept terms e fai clic sul bottone Download Unity Hub.

A scaricamento ultimato, se stai usando Windows, apri il file .exe ottenuto e, nella finestra che ti viene mostrata sullo schermo, clicca sui pulsanti e Next. Spunta quindi la casella collocata accanto alla voce I accept the terms of the License Agreement, clicca per tre volte di seguito sul bottone Next e, per concludere, premi sul pulsante Install.

Se, invece, stai usando macOS, apri il pacchetto .dmg scaricato e trascina l’icona del programma all’interno della cartella Applicazioni del computer. In seguito, fai clic destro su di essa, seleziona la voce Apri dal menu contestuale e premi sul bottone Apri nella finestra comparsa sullo schermo, in modo tale da andare ad aggirare le restrizioni imposte da Apple nei confronti delle applicazioni provenienti da sviluppatori non certificati (operazione che va effettuata solo al primo avvio).

Una volta visualizzata la finestra del software, effettua il login con il tuo account Unity. Se non sei ancora registrato, salta questo passaggio facendo clic sui pulsanti Work Offline e New, digita il nome del tuo progetto nel campo apposito e seleziona un template dall’elenco in basso, scegliendo tra 2D e 3D. Successivamente, clicca sul bottone Create project situato in basso a destra.

Una volta fatto ciò, potrai finalmente cominciare a servirti dell’editor di Unity, che è suddiviso in tre differenti aree, ciascuna delle quali dedicata a una componente differente del flusso di lavoro: a sinistra trovi il pannello Hierarchy, il quale consente di gestire gli elementi presenti sulla scena, a destra trovi il pannelli Inspector, che consente di visualizzare e modificare le proprietà degli elementi selezionati nel primo pannello, mentre l’area Project, situata in basso, è destinata alla gestione delle risorse di cui va a comporsi il progetto. Al centro, invece, trovi il visualizzatore.

Per creare nuove scene, ovvero livelli e ambientazioni di gioco, seleziona la voce File e quella New Scene dalla barra dei menu di Unity. Se vuoi testare il gioco, invece, fai clic sul bottone Play posto in alto. Se ritieni di aver bisogno di apportare ulteriori modifiche al progetto, ricordati di disattivare la modalità test, cliccando nuovamente sul pulsante Play.

Quando lo riterrai necessario, potrai esportare il gioco cliccando sul menu File (in alto a sinistra), selezionando la voce Build Settings, quindi quella Android nella finestra che si apre e premendo sui bottoni Switch Platform e Build. Per concludere, assegna un nome al file ed effettuane il salvataggio sul computer.

Infine, ti faccio notare che non sempre sul PC sono disponibili tutti i componenti necessari per lo sviluppo dei giochi, quali librerie, moduli aggiuntivi o software. In tal caso,, anziché il pulsante Switch Platform troverai quello Open Download Page: facendo clic su di esso, si aprirà la pagina Web che fornisce istruzioni sui moduli mancanti e dettagli vari sulla loro installazione.

Se ritieni di aver bisogno di ulteriori informazioni e approfondimenti sull’uso di Unity, puoi fare riferimento al manuale utente ufficiale presente sul sito Internet del programma.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.