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Codice a barre: come funziona

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La tecnologia fa parte del nostro vivere quotidiano e questo accade ormai da diversi decenni, ben prima che i computer e gli smartphone avessero la popolarità di cui godono oggi. Pensa, per esempio, alla tecnologia che sta dietro ai codice a barre, usata a partire dalla metà degli anni ’70 e che oggi è ancora ampiamente diffusa.

A proposito del codice a barre, ti sei mai posto il problema di cosa si cela dietro il suo funzionamento? Se stai leggendo questa guida, probabilmente sì. Ebbene, sappi che questa potrebbe essere l’occasione giusta per soddisfare questa curiosità: nei prossimi paragrafi, infatti, avrò modo di mostrarti come funziona il codice a barre e di come sfruttare questa storica tecnologia anche sui più moderni dispositivi portatili.

Che ne dici? sei pronto per iniziare? Sì? Fantastico! Allora mettiti bello comodo e prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per concentrarti sulla lettura dei prossimi paragrafi. Spero vivamente che, alla fine, tu possa ritenerti soddisfatto di quanto appreso.

Indice

Che cos’è il codice a barre e a cosa serve

Codice a barre

Entriamo sùbito nel vivo dell’argomento e vediamo che cos’è il codice a barre e a cosa serve. In buona sostanza, il codice a barre è di un codice di identificazione costituito da un insieme di elementi grafici a forte contrasto che può essere letto tramite un sensore a scansione (ma anche con la fotocamera di uno smartphone) e decodificato per leggere l’informazione che contiene.

A sviluppare l’idea del codice a barre furono Norman Joseph Woodland e Bernard Silver, due studenti di ingegneria dell’Università di Drexel, ma in realtà la diffusione di tale tecnologia non avvenne prima del 26 giugno 1974, data in cui venne venduto il primo prodotto dotato di codice a barre: un pacchetto di chewing-gum (“reperto” che ancora oggi è possibile vedere presso il Smithsonian’s National Museum of American History).

Ma come si fa a leggere un codice a barre? La tecnologia più affidabile impiega un lettore a raggi laser, solitamente abbinato a una testina oscillante e a volte a un sistema di specchi, che aumentano la precisione del lettore stesso. I lettori più economici, invece, si servono di una barra LED per illuminare il codice a barre e un sensore CCD (Charged Coupled Device).

In alcuni ambiti, come quelli collegati con alcuni settori industriali, viene utilizzata anche una tecnologia di acquisizione di un’immagine fornita da un sistema video che, con l’ausilio di un software adatto, consente di fare una fotografia al prodotto sul quale è applicato il codice a barre e riconoscere, leggere e interpretare il codice stesso.

Vista la praticità di utilizzo del codice a barre, non sorprende il fatto che venga utilizzato in diversi ambiti. Oltre al settore della vendita di prodotti di vario genere, viene ampiamente usata nelle pubblicazioni e nei periodici (al fine di facilitare l’identificazione e la classificazione degli stessi), nei trasporti per identificare i convogli in transito in alcune tratte ferroviarie e nelle linee della metropolitana, nelle carte fedeltà e persino per la lettura di alcuni documenti di identità, come la tessera sanitaria e il codice fiscale.

Esistono due grandi famiglie di barcode: quelli lineari o unidimensionali (1D) che rappresentano sistematicamente i dati, variando lunghezze e spaziature tra più linee parallele e quelli bidimensionali (2D), che rappresentare dati in modo sistematico, servendosi di simboli e forme 2D. Hanno caratteristiche simili ai codici a barre lineari, ma possono contenere un numero di informazioni decisamente maggiore.

Tra i codici a barre lineari più diffusi nel nostro Paese, in base alle normative attualmente in vigore, troviamo il codice EAN (European Article Number), utilizzato nella grande distribuzione; il Farmacode, adoperato per l’identificazione dei farmaci; l’Universal Product Code utilizzato per contrassegnare i prodotti importati da Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Un esempio di codici a barre bidimensionali, invece, sono i QR code (di cui ti ho ampiamente parlato in quest’altra guida).

I codici sono formati da spazi e aree nere (le barre appunto). Per spazio si intende l’elemento chiaro del codice, che separa due barre tra loro (gli elementi neri). Ogni codice ha anche uno o più moduli, che è la larghezza dell’elemento più stretto (barra o spazio che sia). Come ti dicevo, è grazie a questi spazi che i lettori sono in grado di leggere i codici a barre e decifrare le informazioni che essi contengono. Più avanti ti spiego come puoi leggerli tramite app e dispositivi dedicati.

Come leggere codice a barre

Dopo aver analizzato, a grandi linee, la tecnologia che sta dietro il funzionamento dei codici a barre, è giunto il momento di vedere come si fa a leggere i codici in questione.

Qui sotto trovi dunque spiegato come leggere codice a barre tramite delle comode app per smartphone e tablet e tramite dei lettori di codici hardware adibiti allo scopo, più precisi e veloci.

QR & Barcode Scanner (Android/iOS/iPadOS)

Barcode Scanner app

Una delle migliori app per leggere codici a barre è QR & Barcode Scanner. Come facilmente intuibile dal suo nome, si tratta di una soluzione che è in grado di leggere non solo codici a barre ma anche codici QR. È disponibile al download gratuito per Android (dal Play Store o da store alternativi) e iOS/iPadOS. Ti segnalo che la sua versione free presenta banner pubblicitari (non invasivi) che è possibile rimuovere acquistandone la versione completa, che costa 4,49 euro.

Dopo aver installato e avviato QR & Barcode Scanner, concedi all’app il permesso di accedere alla fotocamera del dispositivo sul quale l’hai installata e accetta le condizioni d’uso del servizio, premendo sul bottone Accetta (operazione necessaria solo su Android).

Successivamente, se usi la versione per Android dell’app, inquadra il codice a barre di tuo interesse e, quando questo viene catturato dall’app, premi il bottone Cerca prodotto, Cerca libro o Cerca contenuti (in base alla tipologia di prodotto sul quale è applicato il codice stesso), così da vedere cosa si cela dietro il codice stesso. Pigiando sul bottone Condividi, invece, puoi condividere il codice che è stato letto tramite le opzioni disponibili.

Se usi la versione per iOS/iPadOS di QR & Barcode Scanner, invece, dopo esserti assicurato che sia selezionata la voce Scan (in alto a sinistra), inquadra il codice di tuo interesse. Dopodiché premi il bottone Procuct search se il codice è annesso a un prodotto, Web search se riguarda un contenuto Web oppure Book Search se riguarda un libro. Per condividerlo, invece, fai tap sulla voce Share e seleziona una delle opzioni di condivisione tra quelle disponibili.

Altre app per leggere codice a barre

Come scannerizzare codice a barre

Oltre a quella menzionata nel capitolo precedente, ci sono tante altre app per leggere codice a barre. Qui sotto te ne elenco alcune che potrebbero fare al caso tuo.

  • ScanPro (Android/iOS/iPadOS) — è un potentissimo scanner per documenti che, all’occorrenza, può essere adoperato anche per la lettura di codici a barre e QR. Di base è gratis, ma le funzioni avanzate sono disponibili sottoscrivendo un abbonamento, che parte da 6,49 euro/mese.
  • Barcode Scanner (Android) — si tratta di un’app gratuita basata sulle librerie open source ZXing mediante la quale è possibile effettuare la scansione di barcode e QR code in modo semplice, veloce e gratuito.
  • Onlinebarcodereader.com (Online) — si tratta di un’applicazione Web mediante la quale è possibile leggere codici a barre (e non solo) caricando l’immagine che li contiene oppure specificando l’URL di quest’ultima.

Per maggiori informazioni su come adoperare queste e altre app per leggere codice a barre, ti rimando alla lettura che ho dedicato a queste ultime.

Lettore codice a barre

Lettore codice a barre

Come ti dicevo in precedenza, esistono anche dei dispositivi che fungono esclusivamente da lettori di codici a barre. Come dici? Sei parecchio incuriosito da questi ultimi e, dunque, vorresti sapere come funziona un lettore di codice a barre? Cerco di spiegartelo brevemente.

Ebbene, questi dispositivi solitamente si servono di un laser (o di una tecnologia simile) per “leggere” l’alternanza di linee e spazi vuoti nei codici a barre. Dopodiché inviano i dati raccolti a un decodificatore che, dopo averli analizzati, li traduce in informazioni e dati, in base allo standard utilizzato.

A seconda del modello di lettore acquistato, dopo averlo collegato alla porta USB del proprio computer, potrebbe essere necessario scaricare dei driver dal sito del produttore oppure un client che ne consenta il corretto funzionamento. Se vuoi, potrai reperire maggiori informazioni sul sito del produttore del lettore che eventualmente acquisterai (o con una semplice ricerca su Google).

In commercio ci sono lettori di codici a barre di varie tipologie. In buona sostanza, comunque, si dividono in tre grosse categorie.

  • Lettori laser — è la tipologia di lettore più diffuso e, probabilmente, è quello a cui pensavi tu prima di giungere su questa guida. Questa tipologia di lettore si serve di un laser a diodi rossi per leggere la riflettanza (ovvero la capacità di riflettere la luce) degli spazi in bianco e nero del barcode. Sono in grado di leggere soltanto i codici a barre lineari standard (1D).
  • Lettori linear imager — anche questo è un lettore di codici a barre lineari standard 1D, il cui funzionamento differisce da quello dei lettori laser, in quanto anziché leggere la luce riflessa dal laser, prendono un’immagine del barcode stesso.
  • Lettori imager 2D — il principio di funzionamento di questi lettori è simile a quello dei lettori linear imager, ma come suggerisce il loro nome permettono di leggere non solo i codici 1D, ma anche 2D. Questi lettori sono in grado di leggere codici a barre a prescindere dalla loro posizione e direzione, cosa che li rende molto più veloci dei lettori laser e linear imager.

Anche i prezzi di questi dispositivi possono variare molto. Quelli più economici costano poche decine di euro; quelli più avanzati (che sono anche quelli più precisi e veloci), invece, possono costare più di 100 euro. Sono reperibili nei negozi di elettronica più forniti e negli store online, come Amazon.

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Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.