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Come creare un programma gestionale

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Gestire clienti, fornitori, fatture e scadenze può diventare complicato, soprattutto quando le informazioni sono sparse tra fogli di calcolo, documenti di testo o, addirittura, appunti scritti a mano. In queste situazioni, avere un programma gestionale ben fatto non è solo una comodità, ma un vero e proprio alleato per lavorare meglio, più velocemente e con meno errori.

Molti pensano che creare un software di questo tipo richieda grandi competenze di programmazione o investimenti importanti, ma non è sempre così. A seconda delle tue esigenze e del tuo livello di esperienza, puoi realizzare un gestionale funzionale anche utilizzando strumenti che probabilmente hai già sul tuo computer o che sono comunque facilmente accessibili.

Se ti stai chiedendo come creare un programma gestionale, sappi che esistono diverse strade percorribili: puoi partire da Excel, ideale per soluzioni semplici e immediate, passare ad Access per una gestione più strutturata dei dati, oppure scegliere Python se vuoi sviluppare un gestionale più avanzato, flessibile e personalizzabile. Nei prossimi paragrafi ti guiderò passo dopo passo nella scelta e nell'utilizzo di questi strumenti, così da aiutarti a costruire il gestionale più adatto alle tue reali necessità.

Indice

Come creare un programma gestionale con Excel

Come creare un programma gestionale con Excel

Excel è spesso il primo strumento a cui si pensa quando si vuole creare un programma gestionale semplice, ed è anche uno dei più indicati se sei alle prime armi. Si tratta infatti di un software molto diffuso e facile da usare che permette di organizzare dati, automatizzare calcoli e creare report in modo abbastanza intuitivo.

Se ti stai chiedendo come creare un programma gestionale con Excel sappi che si tratta di una soluzione ideale per gestire clienti, fatture, magazzino, ordini o scadenze, ma è importante non esagerare con la complessità. Definisci quindi quali informazioni ti servono davvero e crea un foglio di lavoro dedicato a ciascuna area (ad esempio un foglio per i clienti, uno per le fatture e uno per i prodotti). Una volta impostata la struttura, puoi passare all'organizzazione dei dati. Ogni foglio deve avere intestazioni chiare e coerenti, come nome cliente, email, numero fattura, data e importo. Grazie agli strumenti di ordinamento e filtro, Excel consente di cercare rapidamente le informazioni e di tenere tutto sotto controllo anche quando i dati iniziano ad aumentare.

Per rendere il tuo gestionale più efficiente, puoi sfruttare le numerose funzioni di Excel. Le funzioni somma permettono di automatizzare i calcoli, mentre strumenti più avanzati come CERCA.VERT (o CERCA.X nelle versioni più recenti) consentono di collegare tra loro dati presenti in fogli diversi, riducendo il rischio di errori manuali. Ad esempio, puoi far calcolare automaticamente il totale di una fattura, aggiornare il valore del magazzino in base alle quantità vendute o recuperare i dati di un cliente partendo semplicemente dal suo codice. In questo modo, Excel smette di essere un semplice foglio di calcolo e inizia a comportarsi come un vero e proprio gestionale.

Un'altra funzione molto utile è la convalida dei dati, che ti permette di limitare ciò che può essere inserito nelle celle. Puoi, ad esempio, impedire l'inserimento di valori non validi, creare menu a tendina o obbligare l'utente a compilare determinati campi, rendendo il gestionale più ordinato e affidabile. Infine, per analizzare i dati e ottenere una panoramica immediata dell'andamento della tua attività, puoi usare le tabelle pivot e i grafici. Questi strumenti ti consentono di riassumere grandi quantità di informazioni in pochi clic e di visualizzare risultati e trend in modo chiaro.

Come creare un programma gestionale con Access

Come creare un programma gestionale con Access

Se Excel inizia a stare stretto e hai bisogno di una gestione più solida dei dati, Microsoft Access rappresenta il passo successivo naturale. Questo software è pensato proprio per creare database strutturati e applicazioni gestionali, mantenendo comunque un'interfaccia relativamente semplice anche per chi non è uno sviluppatore professionista.

Capire come creare un programma gestionale con Access significa, prima di tutto, ragionare in termini di database. A differenza di Excel, qui non lavori solo con fogli di calcolo, ma con tabelle relazionate tra loro. Ad esempio, puoi creare una tabella per i clienti, una per le fatture e una per i prodotti, collegandole tramite campi comuni come l'ID cliente o il codice prodotto. Il primo passo operativo consiste quindi nel creare le tabelle e definire correttamente i campi: testo, numeri, date e valori monetari. È importante assegnare a ogni tabella una chiave primaria, cioè un campo univoco che permetta ad Access di identificare ogni record senza ambiguità. Questa fase è fondamentale per evitare errori e duplicazioni in futuro.

Una volta create le tabelle, puoi passare alle relazioni tra di esse. Access mette a disposizione un'apposita schermata grafica che ti consente di collegare le tabelle in modo visivo, stabilendo come i dati devono interagire tra loro. In questo modo, quando modifichi un'informazione in un punto del database, l'aggiornamento si riflette automaticamente anche nelle altre aree collegate. Per rendere il gestionale davvero utilizzabile, il passo successivo è la creazione delle maschere. Le maschere servono a inserire, modificare e consultare i dati senza dover lavorare direttamente sulle tabelle, riducendo il rischio di errori. Puoi personalizzarle con campi obbligatori, menu a tendina e pulsanti di comando, ottenendo un'interfaccia molto simile a quella di un vero software gestionale.

Un altro elemento chiave sono le query, che permettono di estrarre, filtrare e combinare i dati in base a criteri specifici. Ad esempio, puoi creare una query per visualizzare solo le fatture non pagate, il fatturato di un determinato periodo o l'elenco dei clienti più attivi. Le query sono il cuore operativo di qualsiasi gestionale creato con Access. Infine, per trasformare i dati in informazioni utili, puoi utilizzare i report. Questi strumenti ti consentono di stampare o esportare riepiloghi ordinati, come fatture, elenchi clienti o statistiche di vendita, pronti per essere condivisi o archiviati.

Access è quindi la soluzione ideale se cerchi un gestionale più strutturato rispetto a Excel, capace di gestire grandi quantità di dati in modo ordinato e affidabile. Richiede un po' più di tempo per essere impostato correttamente, ma una volta configurato offre risultati decisamente più professionali e scalabili. Non è possibile ridurre tutte le funzioni di Access in un unico articolo ma seguendo la mia guida sull'argomento sarà un gioco da ragazzi!

Come creare un programma gestionale con Python

Come creare un programma gestionale con Python

Se con Excel e Access puoi ottenere un gestionale semplice o strutturato, Python ti dà la libertà di costruirne uno completamente personalizzato. Si tratta di un linguaggio di programmazione ad alto livello, pensato per essere leggibile e intuitivo anche per chi parte da zero, come puoi vedere nella mia guida su come programmare in Python, dove spiego come funziona il linguaggio e come impostare l'ambiente di lavoro prima di iniziare.

Capire come creare un programma gestionale con Python significa familiarizzare con alcuni concetti di base: il linguaggio in sé, la gestione dei dati e l'architettura del programma. Python non è un foglio di calcolo, e nemmeno un database “pronto all'uso”: è un linguaggio che ti permette di definire tu stesso come devono essere organizzati i dati, come devono essere inseriti, consultati e presentati. Questo livello di controllo è ciò che distingue un gestionale scritto con Python da una semplice raccolta di tabelle o moduli.

Il primo elemento da considerare per un gestionale è il modo in cui i dati vengono conservati. Anche se Python si presta a molti stili di programmazione, per un gestionale è pratica comune usare un database relazionale. Per fare ciò devi comprendere il linguaggio SQL, che è il linguaggio standard per interrogare e manipolare un database. In parole semplici, SQL ti consente di chiedere al database le informazioni che ti servono, ad esempio “dammi tutte le fatture collegate a un certo cliente”, oppure “inserisci un nuovo cliente”.

Una volta deciso il database, la fase successiva è definire la struttura delle tue tabelle. Per un gestionale di fatturazione, ad esempio, ti potrebbero servire almeno due tabelle: una per i clienti e una per le fatture. Nella tabella dei clienti inserirai campi come il nome o un identificativo univoco; nella tabella delle fatture invece includerai riferimenti al cliente, la data di emissione e l'importo. La relazione tra tabelle è fondamentale: è ciò che permette, ad esempio, di visualizzare tutte le fatture di un certo cliente con una sola query, senza dover scorrere manualmente i record.

Con Python, la logica di inserimento e consultazione dei dati si implementa tramite funzioni e moduli che richiamano il database. Anche se non tutti i dettagli del codice sono trattati qui, è importante capire che ogni operazione, che si tratti di aggiungere un nuovo cliente, aggiornare un importo o recuperare le fatture, si traduce in una combinazione tra Python e comandi SQL. In questo modo ottieni, ad esempio, una funzione che, dato un nome cliente, esegue una ricerca nel database e restituisce tutte le fatture corrispondenti. Questo tipo di automazione è ciò che trasforma Python in uno strumento gestionale e non solo in un linguaggio di scripting. Dal punto di vista strutturale, questa tipologia di gestionale tende a essere organizzata in moduli: uno per l'accesso ai dati, uno per la logica applicativa e, se scegli di dotarlo di una interfaccia utente, un altro per la presentazione. Python offre molte librerie e framework che possono aiutarti in questa fase: puoi usare librerie più leggere per un'interfaccia testuale oppure optare per framework più completi come quelli che permettono di creare applicazioni desktop o addirittura applicazioni Web accessibili da browser.

Come avrai capito, arrivato a questo punto, l'approccio con Python richiede un po' più di pianificazione all'inizio rispetto a una soluzione come Excel o Access, ma il vantaggio è che il gestionale può evolvere insieme alle tue esigenze. Puoi aggiungere nuove funzionalità, integrare moduli per il controllo avanzato dei dati o persino collegarlo ad altri servizi online, sempre mantenendo sotto controllo la logica del sistema. Per accrescere la tua competenza in materia ti invito a seguire la mia guida su come programmare in Python.

Come creare un programma gestionale altri metodi

Come creare un programma gestionale altri metodi

Se le soluzioni basate su Excel, Access e Python risultano troppo complesse o non adatte alle tue esigenze, puoi valutare altri metodi più semplici per creare un programma gestionale. In molti casi, soprattutto per piccole attività o progetti personali, non è necessario sviluppare un software da zero: esistono strumenti pronti all'uso che permettono di gestire dati, clienti e fatture in modo efficace.

Una delle alternative più immediate è rappresentata dai gestionali online gratuiti. Si tratta di piattaforme accessibili direttamente dal browser, che non richiedono installazioni e permettono di iniziare subito a lavorare. Questi servizi offrono spesso funzionalità di base come la gestione dei clienti, l'emissione di fatture e l'archiviazione dei documenti. Te ne elenco alcuni qui.

Un'altra opzione interessante è l'uso di Google Fogli, che può essere visto come una versione online e collaborativa di Excel. Con Google Fogli, puoi creare tabelle condivise, usare formule, applicare filtri e persino automatizzare alcune operazioni. Questo approccio è particolarmente utile quando il gestionale deve essere utilizzato da più persone in contemporanea o quando serve accedere ai dati da dispositivi diversi.

Infine, potresti valutare il vibe coding. Con vibe coding non si intende una tecnologia precisa o un linguaggio specifico, ma un modo di “costruire software” basato più sull’idea generale e sul risultato finale che sulla struttura tecnica. In pratica, invece di progettare in modo rigoroso database, tabelle, relazioni e logica del codice, ti concentri su quello che vorresti che il programma facesse e affidi gran parte del lavoro a strumenti basati su intelligenza artificiale, spesso descrivendo a parole il comportamento desiderato o assemblando blocchi già pronti.

All’interno di una guida come questa, dove in precedenza ho consigliato soluzioni come Excel e Python, il vibe coding va quindi visto come un’alternativa possibile, ma non come la scelta preferibile nella maggior parte dei casi. Excel, se usato bene, ti dà un controllo totale sui dati ed è sorprendentemente potente; Python, anche se richiede più studio, ti permette di creare gestionali robusti, scalabili e realmente su misura. Il vibe coding, al contrario, punta soprattutto sulla rapidità iniziale e sulla facilità di accesso, sacrificando però controllo, trasparenza e spesso anche affidabilità.

Uno dei principali lati negativi del vibe coding è proprio la scarsa prevedibilità. Dal momento che molte parti vengono generate automaticamente o “interpretate” da sistemi esterni, può diventare difficile capire cosa succede davvero dietro le quinte. Se qualcosa non funziona, individuare l’errore è spesso più complicato rispetto a un foglio Excel o a uno script Python, dove ogni passaggio è sotto il tuo controllo. Inoltre, questi strumenti tendono a funzionare bene solo finché il progetto resta semplice: quando il gestionale cresce, quando servono regole più precise o quando i dati aumentano, i limiti emergono rapidamente.

Un altro aspetto critico riguarda la dipendenza dalla piattaforma. Molti strumenti usati per il vibe coding sono servizi online, come ChatGPT, Gemini e Claude: se cambiano le condizioni, i costi, le funzionalità o, nel peggiore dei casi, chiudono, il tuo gestionale rischia di diventare inutilizzabile o difficile da migrare. Con Excel o Python, invece, i file e il codice restano tuoi e puoi spostarli, modificarli o riutilizzarli nel tempo senza vincoli particolari. Anche la personalizzazione avanzata è spesso limitata: ciò che esce dallo schema previsto dallo strumento diventa difficile, se non impossibile, da realizzare.

Per questo motivo il vibe coding può avere senso solo in scenari molto specifici: piccoli progetti personali, prototipi veloci o situazioni in cui sai già che il gestionale avrà vita breve e non sarà critico. In tutti gli altri casi, soprattutto se stai costruendo qualcosa che deve durare nel tempo o gestire dati importanti, resta più prudente partire da basi solide come Excel o investire un po’ di tempo per imparare Python.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.