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Come eseguire chkdsk

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Da qualche giorno il tuo computer risulta estremamente lento? Ogni volta che provi a copiare o a spostare un file sul PC vengono visualizzati degli strani messaggi di errore? Forse l’hard disk del tuo computer ha qualche problema, questo però non significa che devi sostituirlo.

A volte, i problemi degli hard disk si verificano solo a livello software e Windows, per fortuna, integra uno strumento che permette di risolverli facilmente. Questo strumento si chiama chkdsk (abbreviazione di Check Disk, controllo del disco) e consente di riparare tutti gli errori che impediscono comunemente agli hard disk di funzionare correttamente.

Segui le indicazioni che sto per darti e scopri come eseguire chkdsk, ti assicuro che è molto più semplice di quello che immagini. Se l’hard disk del tuo PC non ha danni a livello hardware – cosa che mi auguro di vero cuore – riuscirai ad individuare i problemi che lo affliggono e a risolverli senza spendere un centesimo. In bocca al lupo!

Indice

Informazioni preliminari

Come eseguire chkdsk

Prima di spiegarti, nel concreto, come eseguire chkdsk sul computer, lascia che ti dia qualche informazione in più in merito alle potenzialità di questo piccolo ma utilissimo software.

Chkdsk, il cui nome è l’abbreviazione di check-disk, è una utility presente sulle più recenti versioni di Windows in grado di analizzare dischi, partizioni e drive esterni alla ricerca di problemi logici e fisici presenti sugli stessi.

Nel dettaglio, chkdsk è in grado di trovare e risolvere, nella maggior parte dei casi, gli errori riguardanti il file system (che può essere FAT32, exFAT o NTFS) causati da un’errata/incompleta scrittura dei dati su disco, oltre che identificare i settori danneggiati: qualora il danno al settore fosse di lieve entità e causato da un file illeggibile e/o scritto in modo errato, chkdsk può tentare di riportare alla normalità l’attività del settore (ciò, tuttavia, non garantisce il ripristino dei dati archiviati nello stesso).

Se, invece, il settore è danneggiato a causa di un malfunzionamento fisico del disco, chkdsk fa sì che Windows lo identifichi come non utilizzabile e, pertanto, non archivi più dati sullo stesso: è questo il motivo per il quale, a seguito di una riparazione automatica con chkdsk, lo spazio su disco potrebbe risultare diminuito rispetto a quello disponibile in precedenza. In casi come questo, il disco andrebbe sostituito il prima possibile, prima della sua rottura definitiva.

Nelle versioni obsolete di Windows (come Windows 9x, per esempio) era invece presente ScanDisk, un software dal funzionamento del tutto simile a quello di chkdsk, in grado di analizzare ed eventualmente risolvere gli errori del disco (ove possibile); a differenza di quest’ultimo, però, ScanDisk è in grado di analizzare soltanto dischi dotati di file system FAT12FAT16FAT32. Altra differenza tra i due software è la possibilità di analizzare più dischi per volta, presente in ScanDisk (è sufficiente impartire il parametro /all) ed eliminata poi nel suo successore.

Tema di questa mia guida sarà spiegarti, concretamente, come effettuare un controllo del disco (e l’eventuale risoluzione degli errori trovati) utilizzando sia l’interfaccia grafica di chkdsk, integrata in Windows, sia il Prompt dei comandi.

Come eseguire chkdsk Windows 10

Come eseguire chkdsk Windows 10

Eseguire chkdsk Windows 10 è un’operazione davvero semplicissima, che puoi effettuare su qualsiasi disco/partizione configurato nel computer. Per procedere, apri l’Esplora File, cliccando sull’icona della cartella gialla residente nella barra delle applicazioni, seleziona la voce Questo PC dalla barra laterale di sinistra e individua, all’interno della schermata successiva, il disco o la partizione da esaminare.

Ora, fai clic destro sull’icona del disco scelto, seleziona la voce Proprietà dal menu contestuale visualizzato e, giunto alla finestra successiva, fai clic sulla scheda Strumenti, collocata in alto. Per avviare l’analisi del disco, premi il pulsante Controlla annesso al riquadro Controllo errori, clicca dunque sulla voce Analizza unità situata nel messaggio d’avviso che compare subito dopo e attendi che il controllo del disco e la correzione degli errori trovati vengano portati a termine.

Al termine della procedura, che potrebbe durare anche diverse ore (a seconda della dimensione del disco e dei file archiviati sullo stesso), visualizzerai una finestra indicante l’esito dell’analisi e la lista degli errori corretti, se presenti.

Nota: all’interno di Windows 10 è implementato un sistema di controllo che esamina costantemente lo stato del disco di sistema. Per questo motivo, il controllo manuale del drive su cui è installato Windows (solitamente C:) potrebbe non essere necessario.

Come eseguire chkdsk Windows 7

Come eseguire chkdsk Windows 7

I passaggi da compiere per effettuare l’analisi dei dischi su Windows 7 non sono molto dissimili rispetto a quelli visti poco fa. Tanto per cominciare, fai doppio clic sull’icona Computer che risiede sul desktop o, in alternativa, apri il menu Start (cliccando sul pulsante a forma di bandierina collocato nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) e seleziona la voce Computer che risiede al suo interno.

Ora, fai clic destro sull’icona del disco da analizzare, seleziona la voce Proprietà dal menu contestuale visualizzato e raggiungi la scheda Strumenti, mediante l’apposita voce che risiede in alto.

A questo punto, fai clic sul pulsante Esegui ScanDisk… collocato nel riquadro relativo al Controllo errori, scegli se correggere automaticamente gli errori del file system (che è praticamente come eseguire chkdsk /F da Prompt dei comandi) e se cercare i settori danneggiati e tentarne il ripristino, apponendo il segno di spunta accanto alle caselle proposte, dunque premi il pulsante Avvia e attendi che l’analisi del disco venga portata a termine.

Se hai scelto di esaminare il disco su cui è installata la copia di Windows 7 in esecuzione (ad es. C:), visualizzerai un messaggio indicante l’impossibilità di eseguire il controllo del disco durante l’uso: in questo caso, ciò che devi fare è cliccare sul pulsante Pianifica il controllo del disco e riavviare il computer, affinché l’analisi del drive venga effettuata prima dell’avvio di Windows. Anche in questo caso, la procedura può durare diverse ore.

Nota: sebbene il pulsante dedicato all’esecuzione del test sul disco sia denominato Esegui ScanDisk, il test verrà di fatto eseguito mediante chkdsk.

Come eseguire chkdsk all’avvio

Come eseguire chkdsk all'avvio

Se, per una maggiore sicurezza, vuoi eseguire chkdsk all’avvio del computer, prima ancora che Windows venga caricato completamente e non esegui Windows 7 (che agisce sempre in questo modo, per l’analisi del disco di sistema), puoi servirti di un “trucchetto” che consiste nel contrassegnare un disco come danneggiato e far sì che Windows lo analizzi al riavvio successivo.

Farlo è davvero semplicissimo: per prima cosa, apri l’Esplora File, cliccando sull’icona raffigurante una cartella gialla collocata nella barra delle applicazioni, clicca sull’icona Questo PC/Computer che risiede nella barra laterale di sinistra e annota la lettera di unità (ad es. C:) relativa al disco che vuoi analizzare.

Successivamente, apri il Prompt dei comandi di Windows in modalità Amministratore nel seguente modo: recati nella cartella Sistema Windows/Accessori Windows situata nel menu Start, fai clic destro sull’icona del Prompt dei comandi, seleziona la voce Esegui come amministratore dal menu visualizzato su schermo e premi il pulsante , per confermare la volontà di procedere.

Nella finestra del Prompt dei comandi che a questo punto dovrebbe essersi aperta, impartisci il comando fsutil dirty set X:, sostituendo a X: la lettera di unità annotata in precedenza, e premi il tasto Invio della tastiera: se tutto è andato per il verso giusto, il disco scelto sarà contrassegnato come danneggiato. 

A questo punto, non ti resta che riavviare il computer e attendere che l’analisi del disco venga portata a termine in fase di pre-avvio.

Come eseguire chkdsk dal BIOS

Come eseguire chkdsk dal BIOS

Se, per qualche motivo, non sei riuscito ad avviare chkdsk usando i metodi proposti finora perché, ad esempio, la tua copia di Windows non funziona più in modo corretto, puoi tentare di ottenere lo stesso risultato utilizzando la console di ripristino di Windows, che può essere richiamata avviando il computer da un supporto d’installazione del sistema operativo, tramite UEFI/BIOS. Affinché il tutto riesca con successo, devi però rispondere a due requisiti fondamentali.

  • Devi essere in possesso di una chiavetta USB/DVD contenente una copia di Windows. Se non ne disponi, puoi crearla facilmente attenendoti ai passaggi che ti ho fornito in questo tutorial.
  • Devi impostare UEFI/BIOS per l’avvio da USB o da disco ottico, a seconda del supporto d’installazione in tuo possesso. Se non sai come fare, da’ pure uno sguardo alla mia guida su come entrare nel BIOS, nella quale ti ho spiegato come procedere.

A questo punto, inserisci la chiavetta USB/DVD di Windows nel computer, riavvialo, premi un tasto qualsiasi, per far partire il computer dal supporto d’installazione, e attieniti alle istruzioni più adatte alla copia di Windows in tuo possesso.

  • Windows 10/Windows 8.1 – seleziona la lingua, il formato orario e il layout di tastiera, clicca sul pulsante Avanti e poi sulla voce Ripristina il computer collocata in basso a sinistra. Ora, premi sulle icone relative alla Risoluzione dei problemi e al Prompt dei comandi per accedere alla console di ripristino.
  • Windows 7 – scegli la lingua, il formato orario e il layout di tastiera, clicca sul pulsante Avanti, seleziona la voce Ripristina il computer collocata in basso a sinistra, scegli il sistema operativo su cui intervenire, se necessario e, infine, clicca sulla voce Prompt dei comandi.

A questo punto, per avviare l’analisi del disco, digita il comando chkdsk X: (sostituendo a X: la lettera d’unità del disco da esaminare, ad es. C:) e premi il tasto Invio della tastiera. Se, invece, vuoi analizzare il disco e procedere con la correzione automatica degli errori fisici e logici, devi invece impartire il comando chkdsk X: /F /R.

Come avrai sicuramente capito, è possibile personalizzare le modalità di esecuzione del controllo (e della correzione errori) tramite appositi parametri. Di seguito te ne elenco alcuni.

  • /F ripara gli errori sul disco.
  • /V su unità in FAT/FAT32, mostra il nome e il percorso completo di tutti i file sul disco.
  • /R localizza i settori del disco danneggiati e prova a recuperare le informazioni contenute in essi (implica l’uso della variabile /F).
  • /L:xxx fissa le dimensioni del file di log (in KB). Solo per volumi NTFS.
  • /X forza lo smontamento dei volumi (implica l’uso della variabile /F).
  • /I controlla gli indici in maniera meno approfondita. Solo per volumi NTFS.
  • /C salta il controllo dei cicli nella struttura delle cartelle. Solo per volumi NTFS.
  • /B cancella la lista dei cluster danneggiati (implica l’uso della variabile /R). Solo per volumi NTFS.
  • /scan corregge tutti gli errori che si possono correggere senza riavviare il PC (richiede Windows 8 o successivi).
  • /spotfix corregge gli errori del disco al riavvio successivo del PC (richiede Windows 8 o successivi ed è molto più veloce della correzione con i parametri /F ed /R standard).
Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.