Come fare se il telefono non carica
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Arrivi a casa la sera con il telefono che annaspa alla ricerca di un po' di energia, cosa abbastanza tipica degli smartphone moderni sempre così avidi di batteria, quindi hai già il caricatore lì pronto da collegare. Infili il cavo nella porta del telefono, aspetti qualche secondo per vedere se parte e… niente, non succede un bel niente!
Problema alquanto fastidioso, il quale può essere più o meno serio da risolvere, dipende un po' da qual è l'elemento fallace in questa catena di alimentazione. Ma adesso la domanda è come fare se il telefono non carica?
In questa guida ti darò alcuni consigli pratici per tentare di risolvere il problema, visto che ci sono diverse cose che puoi fare. Dalla più semplice alla più improbabile, andremo a vedere alcune procedure utili. Non posso prometterti, però, che riuscirai a caricarlo: se il problema non richiede assistenza tecnica, ad ogni modo, ci sono buone probabilità che le mie parole siano sufficienti. Detto ciò, a me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per tutto!
Indice
Come fare se il telefono non carica più
Per iniziare, lascia che ti dia qualche dritta su come gestire uno smartphone che non si carica più: nel dettaglio, intendo aiutarti a capire qual è la causa del mancato caricamento e, in base alla stessa, indicarti quali sono gli step da intraprendere, per tentare di riportare la situazione alla normalità.
Come fare se il telefono non carica più per l'acqua

Non riesci più a caricare il telefono, in quanto è comparso sul display un messaggio indicante il fatto che c'è acqua nel connettore USB-C, nel connettore Lightning oppure in qualsiasi altra porta di ricarica dello smartphone? Possiedi uno smartphone privo di sensore di umidità (oppure sul quale esso è stato malauguratamente disattivato), ma sai con certezza che il telefono ha subito un bagnetto involontario e ti ritrovi nell'impossibilità di caricarlo?
La prima cosa che devi fare, in questo caso, è quella di scollegare il telefono da qualsivoglia sistema di ricarica, in quanto il transito di elettricità verso la batteria potrebbe danneggiare i componenti interni ancora bagnati.
Dopo aver messo lo smartphone “in sicurezza”, asciugalo esternamente e provvedi a togliere l'umidità dai componenti interni, usando un getto d'aria o del materiale assorbente, così come ti ho spiegato nelle mie guide su come togliere l'acqua dal telefono e come asciugare la porta di ricarica dello smartphone, sia essa di tipo USB, oppure Lightning.
Messe a punto tutte le operazioni del caso e trascorso il tempo dovuto, accertati che non vi sia umidità residua nel telefono e, con la dovuta cautela, prova a ricollegarlo al caricabatterie: se la ricarica si avvia, monitora attentamente il comportamento del device per una manciata di minuti e, se non succede nulla, tira un sospiro di sollievo.
Qualora la ricarica non dovesse avviarsi o se dovessero ricomparire avvisi relativi alla presenza di acqua nella porta di ricarica, prolunga le procedure di asciugatura del telefono; se dovessero trascorrere giorni e la situazione non dovesse ritornare alla normalità, non ti resta che portare il device in assistenza, avendo cura di spiegare tutto all'operatore che accoglierà la tua richiesta.
Come fare se il telefono non si carica per il cavo o connettore

Laddove riscontrassi problemi di ricarica con il tuo smartphone, prima di effettuare altre operazioni, accertati che il cavo di ricarica non sia danneggiato. Dunque, come primo step, effettua un controllo visivo alla ricerca di tagli o parti scoperte, che potrebbero pregiudicare la conduzione dell'elettricità.
Ancora, prova a manipolare il cavo e il connettore mentre tieni il telefono in carica e vedi se, a un certo punto, la batteria inizia a ricevere elettricità: se ciò avviene, è molto probabile che il problema sia riconducibile a un cavo fisicamente rotto, magari perché è stato arrotolato/avvolto troppo stretto, perché il relativo connettore ha assunto posizioni improbabili o perché ha subito tagli di altro tipo.
In questo caso, esamina attentamente la porta di ricarica a bordo del tuo smartphone, quella caratteristica del tuo caricabatterie USB e procurati un cavo sostitutivo, magari identico a quello che hai già.

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Laddove la sostituzione del cavo non sortisse per te effetto, prova a usare il cavetto sicuramente funzionante su un altro smartphone o tablet: se la ricarica ha inizio, è probabile che il malfunzionamento sia riconducibile alla porta di ricarica del tuo smartphone.
In questo caso, munisciti innanzitutto di un pennellino morbido di buona qualità e prova a eliminare tutti i residui di polvere, sabbia e altra sporcizia dal suo interno, così come ti ho spiegato nella mia guida alla pulizia della porta di ricarica del telefono.
Qualora la situazione non dovesse risolversi, è possibile che l'accesso per il caricabatterie presente sul tuo smartphone abbia subito un danno hardware. Se vuoi evitare di portare il tuo telefono in assistenza e quest'ultimo è compatibile con la ricarica senza fili, puoi acquistare un caricabatterie wireless oppure una powerbank dello stesso tipo, compatibile con il sistema di ricarica specifico per il dispositivo (ad es. Qi/MagSafe).

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Diversamente, non hai altra scelta se non quella di rivolgerti a un centro di assistenza autorizzato, che saprà aiutarti nel migliore dei modi con la sostituzione hardware; raramente danni di questo tipo sono coperti da garanzia (a meno che tu non abbia attivato polizze specifiche, come per esempio AppleCare+).
Ad ogni modo, per saperne di più sulle operazioni da intraprendere per caricare o riparare un cellulare con la porta di ricarica rotta, fai riferimento alla guida specifica, disponibile sul mio sito.
Come fare se il telefono non carica più per il caricabatterie

Dopo aver escluso eventuali danni hardware alla porta di ricarica del tuo smartphone (ad es. se hai utilizzato un cavo nuovo e hai notato che quest'ultimo non funziona neppure su altri device), è possibile che a essere danneggiato sia il caricabatterie USB, cioè quello che va nella presa di corrente, o proprio quest'ultima.
Per accertarti della cosa, prova a collegare il caricabatterie alla corrente elettrica evitando l'uso di ciabatte o prese multiple, oppure cambia completamente presa: se la situazione si sblocca, vuol dire che a essere danneggiato è proprio l'ingresso di corrente a muro (o l'adattatore che usi per accedervi), il che esclude del tutto danni connessi al caricabatterie.
Laddove la ricarica non dovesse ristabilirsi, prova a connettere il cavo di ricarica a un altro caricabatterie USB, anche non recentissimo: se la ricarica funziona, vuol dire che il problema è da ricondursi con assoluta certezza al caricabatterie, che a questo punto va sostituito.

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Mi raccomando: in fase di scelta, tieni conto della potenza e della velocità di ricarica che l'accessorio è in grado di erogare, onde evitare di ritrovarti con un telefono che carica in maniera troppo lenta o che, al contrario, si scalda troppo.
A tal proposito, potrebbe tornarti utile la mia guida per l'acquisto di un nuovo caricabatterie USB, nella quale ho avuto modo di esporti quelli che sono i fattori dei quali tenere conto, in fase di scelta.
Cosa fare se il telefono non carica bene

Come dici? La ricarica sul tuo smartphone non è impossibile, ma avviene in maniera particolarmente lenta o incompleta? Volendo escludere alcune delle cause “esterne” che abbiamo analizzato nel passo precedente di questa guida, legate ai principalmente ai componenti hardware, la cosa potrebbe essere riconducibile alle modalità di protezione della batteria adoperate dal produttore.
Devi sapere, infatti, che alcuni big del settore configurano il sistema operativo affinché intervenga su alcune opzioni di ricarica della batteria, quali potrebbero essere il tempo richiesto per portare a termine un ciclo completo, oppure il livello di carica massima raggiungibile in automatico, al fine di limitarne il surriscaldamento.
In alcune condizioni, ricaricare la batteria in tempi più lunghi e/o non saturarne interamente la capacità ne preserva la durata nel tempo, prolungando anche in maniera sensibile eventi quali il cosiddetto effetto memoria, o danni fisici e concreti alle celle.
Tuttavia, se hai bisogno che la batteria si ricarichi velocemente, potresti avere la possibilità di disattivare le ottimizzazioni applicate dal produttore e ripristinare la durata/capienza di default del ciclo di carica.
Nei passi successivi di questo capitolo mi appresto a spiegarti come procedere sia su Android che su iPhone e, in conclusione, come gestire i problemi di ricarica laddove questi non fossero riconducibili alle impostazioni di cui sopra.
Cosa fare se il telefono non carica: Android

Iniziamo dagli smartphone animati da Android. Nella maggior parte dei casi, gli eventuali sistemi di protezione previsti dal produttore sono disponibili accedendo alle Impostazioni del dispositivo, mediante la pressione del simbolo dell'ingranaggio situato in Home (oppure nel drawer delle app), e aprendo la sezione Batteria.
Una volta lì, a seconda del sistema operativo installato sul tuo device, potresti apprezzare voci simili a protezione batteria, utilizzo della batteria od ottimizzazione ricarica, mediante le quali eliminare (o impostare) eventuali limiti che rallentano la ricarica el dispositivo.
Per farti un esempio, se il tuo è uno smartphone Xiaomi dotato di sistema operativo HyperOS/MIUI, puoi trovare le funzionalità di protezione della batteria nel menu Impostazioni > Batteria di Android.
In particolare, accedendo alla sezione Opzioni di ricarica, puoi personalizzare sia la modalità di ricarica con cavo, scegliendo tra le opzioni Standard (più lenta) e Massima velocità (più veloce ma che genera più calore), che la modalità di ricarica wireless, scegliendo tra le opzioni Standard (più rapida) e Silenziosa (più lenta ma meno rumorosa).
Utilizzando, invece, il menu Impostazioni > Batteria > Protezione della batteria, puoi attivare o disattivare i meccanismi di protezione durante la ricarica, scegliendo fra tre modalità operative diverse: carica completamente, per ricaricare sempre la batteria al 100% della sua capacità; protezione della batteria, per ricaricare la batteria fino all'80% e attivare nuovamente la ricarica soltanto quando previsto; oppure Ricarica intelligente, che adopera automaticamente una delle due opzioni di cui sopra, studiando le preferenze d'uso dell'utente.
Sui dispositivi Samsung, invece, puoi attivare, disattivare o personalizzare la protezione della batteria aprendo il menu Impostazioni > Batteria oppure il menu Impostazioni > Assistenza dispositivo > Batteria.
In particolare, facendo tap sulla voce Protezione della batteria, puoi scegliere fra tre modalità operative diverse: base, quella predefinita, che arresta la ricarica quando la batteria raggiunge il 100% e la riprende quando scende al di sotto del 95%; massima, che consente di impostare un limite per la capacità di ricarica pari a 80%, 85%, 90% o 95%; oppure Protezione durante il sonno, che studia le tue abitudini, blocca la ricarica del dispositivo all'80% mentre dormi e la completa al 100% poco prima del tuo risveglio.
Chiaramente, le opzioni e le modalità di personalizzazione disponibili variano, in base al modello del tuo dispositivo, all'edizione di Android presente su di esso e alle personalizzazioni applicate dal produttore; ad ogni modo, se non riesci a trovare il menu adatto sul tuo device, prova a richiamare l'area di ricerca delle Impostazioni e digita, al suo interno, parole come protezione batteria o ricarica.
Cosa fare se il telefono non carica: iPhone

Adesso, vediamo come agire su iPhone. Prima di andare avanti, vorrei segnalarti che iOS apprende le tue abitudini d'impiego basandosi sulla posizione di ricarica, e sul tipo di caricabatterie utilizzato, e imposta di conseguenza le ottimizzazioni di caricamento.
In altre parole, il limite di caricamento e/o il caricamento ottimizzato viene abilitato di default soltanto nelle postazioni in cui sei solito rimanere per più ore consecutive (ad es. a casa oppure al lavoro), e soltanto se hai effettuato da tali posizioni almeno 9 ricariche, dalla durata di 5 o più ore consecutive; le funzionalità in oggetto richiedono almeno 14 giorni per “apprendere” le tue abitudini.
Detto ciò, se vuoi disattivare provvisoriamente la modalità di caricamento ottimizzato e/o le eventuali restrizioni impostate di default da Apple, metti lo smartphone in carica, effettua un tap prolungato sul messaggio di notifica indicante l'avvio della ricarica ottimizzata e tocca il pulsante Carica ora, per avviare il ciclo standard.
Qualora volessi invece disattivare la ricarica ottimizzata fino al giorno successivo, oppure incrementare la capacità di caricamento della batteria, apri le Impostazioni del telefono, facendo tap sul simbolo dell'ingranaggio residente nella schermata Home (oppure nella Libreria app), e recati nella sezione Batteria.
Ora, se possiedi un iPhone 15 o un modello successivo di iPhone, tocca il riquadro indicante la percentuale/stato di carica e, se lo desideri, intervieni sulla levetta denominata limite di caricamento, in modo da incrementare la portata della ricarica durante il ciclo corrente, o quelli successivi.
Laddove il limite di cui sopra fosse impostato sul 100% della batteria, puoi altresì disattivare il caricamento ottimizzato, ossia l'opzione che prolunga il tempo di ricarica della batteria, al fine di non surriscaldarla: per riuscirci, disattiva semplicemente la levetta omonima e indica se evitare l'ottimizzazione fino alla giornata seguente, oppure se disattivarla del tutto.
Su iPhone 14 e precedenti, non puoi invece intervenire sul limite di caricamento, ma puoi disattivare quello ottimizzato: dopo aver aperto la sezione Impostazioni > Batteria, tocca la voce Stato e carica della batteria e intervieni sull'opzione Caricamento ottimizzato, esattamente come visto in precedenza.
Così facendo, la ricarica della batteria non sarà più interrotta all'80% prima della previsione di utilizzo effettuata da iPhone, e il tempo occorrente per la ricarica non verrà più limitato in alcun modo dal sistema operativo.
Altre soluzioni utili

Hai messo in pratica tutte le indicazioni che ti ho fornito nel corso di questa guida ma, ahimè, non sei riuscito a cavare un ragno dal buco? In questo caso, il mio consiglio è di effettuare un controllo supplementare e di verificare che il caricabatterie, il connettore/base di ricarica wireless e la presa di corrente funzionino in modo corretto.
Ancora, se il tuo smartphone era sotto carica e ha smesso improvvisamente di ricevere energia, nonostante tu abbia disattivato tutti i meccanismi di ottimizzazione visti qui sopra, prova a toccarlo per verificarne la temperatura: se quest'ultima è troppo alta, il telefono o il caricabatterie potrebbero essere entrati in stato di protezione, interrompendo pertanto il transito di energia.
Per far fronte alla cosa, interrompi innanzitutto la ricarica della batteria, attendi che il telefono e/o il caricabatterie si raffreddino e avvia un nuovo ciclo di ricarica, avendo cura di posizionare gli apparecchi coinvolti dove l'area può circolare liberamente (quindi evitando cassetti o ripiani particolarmente stretti) e, soprattutto, al riparo da fonti di calore esterne.
In alternativa, prova a ricorrere a un sistema di ricarica meno stressante per la batteria del telefono: la ricarica inversa e quella wireless tendono a generare più calore, velocizzando quindi il surriscaldamento degli apparecchi coinvolti. Dunque, se proprio non riesci a “raffreddare” l'ambiente circostante, propendi principalmente per la ricarica con cavo.
Ancora, se il tuo è uno smartphone Android, prova ad avviare un ciclo di ricarica dalla modalità provvisoria: esiste infatti la remota possibilità che, per via di qualche bug software o di qualche strana app, il telefono non si carichi o non visualizzi correttamente lo stato di carica.
Effettuando l'accensione di Android in modalità provvisoria, vengono avviati esclusivamente i servizi di sistema essenziali, il che può aiutarti a escludere problemi di ricarica dovuti all'azione di app o bug di varia natura.
Se noti che la ricarica in modalità provvisoria avviene in maniera corretta, provvedi a disinstallare qualsiasi app dubbia presente sul tuo device, dopodiché esci dallo stato di avvio sicuro e provvedi ad aggiornare il tuo smartphone all'edizione di Android più recente: esistono ottime probabilità che, così facendo, la situazione ritorni alla normalità.
Come misura estrema, per escludere in maniera assoluta la presenza di problemi legati al software, potresti altresì provare a ripristinare il tuo smartphone, dopo aver ovviamente eseguito un backup di tutti i tuoi dati personali.
Tuttavia, segui questa strada soltanto se non hai nulla da perdere, se il tuo telefono presenta anche problemi di altra natura ma, soprattutto, se puoi escludere lo spegnimento improvviso del device, legato magari ai problemi di ricarica che stai riscontrando.
Difficilmente la reimpostazione del telefono porta a risultati concreti, analizzando il contesto di questa guida; pertanto, se ne hai la possibilità, porta il telefono in assistenza senza ripristinarlo (specie se il device è stato acquistato di recente ed è ancora coperto da garanzia), a meno che tu non sia assolutamente certo che si tratti di un problema software.
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Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
