Come non rovinare la batteria del cellulare
Di recente hai acquistato un nuovo smartphone e, a causa della brutta esperienza con quello che possedevi precedentemente, stai cercando di utilizzarlo al meglio. D'altro canto, ti serve avere un dispositivo mobile affidabile nel quotidiano, che non ti lasci a piedi durante una giornata lavorativa o di studio. Lo capisco: d'altro canto, le vite moderne possono farsi frenetiche e richiedere una certa attenzione anche da questo punto di vista.
Ecco allora che è proprio per questo motivo che sei giunto fin qui alla ricerca di indicazioni in merito a come non rovinare la batteria del cellulare, vero? Direi allora che sei arrivato proprio nel posto giusto, visto che mi appresto a fornirti tutti i dettagli del caso non solo in merito a come ottimizzare al meglio l'utilizzo del tuo dispositivo di fiducia ma anche in modo relativo a come estendere la durata della batteria senza dover mettere troppo mano al portafoglio.
Sei curioso di saperne di più, non è vero? Ottimo, allora siediti bello comodo e dedica giusto qualche minuto del tuo tempo alla lettura di questo post. Sono sicuro che, alla fine della lettura, avrai appreso delle informazioni in grado di farti ottenere un quadro generale più completo in merito alla questione autonomia. Sei pronto? Benissimo: a me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per tutto!
Indice
- Informazioni preliminari
- Come non rovinare la batteria dello smartphone
- Cosa fare se la batteria non dura
Informazioni preliminari

Prima di scendere nel dettaglio di come non rovinare la batteria del cellulare e dei consigli per estendere la durata della batteria, lasciami fornirti alcune informazioni preliminari che possono aiutarti a comprendere meglio il da farsi.
La prima cosa che potresti sapere è che una batteria, non importa con quanta attenzione la tratti, non durerà per sempre. Pensa ad essa come alle gomme dell'automobile: puoi fare attenzione, evitare frenate brusche, essere delicato in accelerazione e in curva, ma alla fine dovrai comunque cambiarle.
Il tuo comportamento, però, può fare la differenza su quando questa necessità si presenterà (o comunque si presenterà la necessità, nel caso dei dispositivi mobili, di utilizzare accessori esterni o di procedere all'acquisto di un nuovo smartphone), se dopo un anno, diversi anni o molto di più. Immaginando una carica al giorno la batteria di un cellulare moderno tende a sopravvivere con prestazioni ottimali da uno a due anni prima di mostrare i primi segni di cedimento, ma tieni conto che si tratta solo di un'indicazione da prendere con le pinze e questo non significa certo che uno smartphone sia “da buttare” dopo due anni (come vedremo meglio poi). Detto ciò, se tratterai come si deve il tuo dispositivo potrai aggiungere realisticamente qualche mese, se non anno, a questo lasso di tempo. Non male, no?
Un'altra questione da tenere in considerazione riguarda il fatto che nel corso degli ultimi anni stanno progressivamente scomparendo i caricabatterie dalle confezioni di vendita degli smartphone, cosa che lascia a te la scelta di quale caricabatterie acquistare. A tal proposito, molto dipende anche dalla velocità di ricarica supportata dal tuo dispositivo, ma per migliorare la situazione generale puoi acquistare, per esempio, un caricabatterie da 20W a 45W ufficiale di una grande azienda (Samsung, Apple o così via), così da avere comunque una velocità di ricarica ragionevole ma che risulti anche il più possibile “sicura” per la batteria sul lungo periodo. Trovi molti prodotti di questo tipo, anche a prezzi ampiamente accessibili, su store online come Amazon.

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Per salvaguardare lo stato di salute della batteria, è comunque importante utilizzare accessori originali (caricabatterie e cavo USB) in modo da evitare che possa essere erogata una tensione superiore o inferiore a quella richiesta dalla batteria, tale da danneggiarla con conseguenze anche gravi sul cellulare stesso. Se prendi dei caricabatterie da produttori rispettabili è comunque difficile che accada, il rischio è più che altro se ti affidi a prodotti a basso costo.
Per maggiori dettagli, potrebbe farti piacere consultare anche le mie guide relative alle modalità di ricarica di uno smartphone e ai migliori caricabatterie disponibili sul mercato. Va detto comunque che col passare degli anni sono stati effettuati importanti passi in avanti in questo contesto, ma presta attenzione nel caso in cui tu voglia utilizzare un sistema di ricarica particolarmente velocemente (puoi a tal proposito pensare di consultare la mia guida relativa a come caricare uno smartphone in modo rapido).
Come non rovinare la batteria dello smartphone

Dato che ti stai domandando come non rovinare la batteria di un telefono, potresti innanzitutto sapere che le moderne batterie hanno al loro interno dei sofisticati sistemi di sicurezza. Ricordi i vecchi consigli che si davano con i primi Nokia in cui ti dicevano di far durare la prima ricarica dodici ore? Dimentica tutto, le moderne batterie sono molto più sofisticate e i chip interni le proteggono da vari eventi spiacevoli o possibili danni, come i sovraccarichi o addirittura l'eventuale esplosione nel caso in cui si inneschi un cortocircuito dovuto a difetti di fabbrica o reazioni chimiche all'interno della batteria stessa.
Devi pensare che una moderna batteria al litio contiene al suo interno un elettrolita, cioè un materiale che favorisce lo scambio di ioni da un polo all'altro. Questo è resistente alle alte temperature, ma può non essere sufficiente nei casi in cui dovesse, per un difetto di fabbrica, presentarsi un corto circuito che causerebbe in modo inusuale l'aumento della temperatura e, quindi, il rischio di danni irreparabili alla batteria e allo stesso dispositivo.
Per tale motivo, è sempre consigliato non esporre lo smartphone a fonti di calore in sessioni prolungate, come ad esempio vicino a un fornello acceso oppure dimenticarlo sotto il sole sul cruscotto dell'auto o in spiaggia. In quei casi potresti tra l'altro riscontrare l'impossibilità di utilizzare lo smartphone, tanto che potrebbero comparire dei messaggi a schermo che ti invitano a lasciar raffreddare lo smartphone (potrebbe esserti capitato in estate!). Ecco allora che potresti dare un'occhiata anche a quanto indicato nel mio post relativo a come raffreddare uno smartphone.
È inoltre importante non utilizzare lo smartphone mentre viene eseguita la ricarica della batteria, specialmente se si utilizzano app che esigono una grande quantità di energia, come ad esempio i videogiochi per smartphone o l'uso della fotocamera, che comportano un surriscaldamento del dispositivo e, quindi, anche della batteria. Ciò non significa che non è possibile utilizzare lo smartphone mentre è in carica ma, se dovessi riscontrare un'elevata temperatura sul cellulare e, soprattutto, nella sua parte posteriore, scollegalo dalla carica e attendi che si raffreddi. Non è un caso, per intenderci, che gli smartphone da gaming a volte vengano venduti persino con delle ventole di raffreddamento esterne.

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Un'altra precauzione che in molti tengono in considerazione riguarda quanto e quando caricare il tuo smartphone. Con le moderne batterie in genere si dice che è “gli estremi fanno male”. Cosa significa? Significa che in linea di massima si potrebbe voler cercare di evitare di portare la batteria costantemente sotto il 10% e, in realtà, anche cercare di evitare di caricarla sempre al 100%. Spesso si sostiene che il “range migliore” in cui tenere la carica della batteria sia in realtà tra circa il 30% e l'80%, così da ottenere un più lento degradamento della stessa.

Va detto, però, che si tratta di un tema dibattuto, anche per via dell'utilizzo reale degli utenti e del fatto che se si cambia lo smartphone ogni pochi anni la questione può risultare tutto sommato trascurabile, ma si tratta comunque di una questione che puoi tenere a mente. Potrebbe interessarti sapere, a tal proposito, che ormai i moderni smartphone integrano delle opzioni per la ricarica ottimizzata direttamente nelle Impostazioni di sistema.
Spesso su Android queste si trovano seguendo il percorso Impostazioni > Batteria > Carica ottimizzata. Su iPhone ti basta seguire il percorso Impostazioni > Batteria > Stato e carica della batteria, spostando poi su ON, se non è già stato fatto, la voce Caricamento ottimizzato (quando quest'ultima è attiva, l'iPhone si carica fino all'80% in determinate condizioni e viene utilizzato l'apprendimento automatico per comprendere le abitudini di ricarica quotidiane).
Se possiedi un iPhone 15 o un modello successivo, puoi gestire in modo ancora più preciso la salute della batteria grazie alla funzione Limite di caricamento, pensata soprattutto se tieni spesso il telefono sotto carica o collegato per lunghi periodi. Accedendo al percorso Impostazioni > Batteria > Carica, puoi infatti scegliere una percentuale massima (ad esempio 80% o 90%), così da ridurre l’usura nel tempo: una volta raggiunta la soglia impostata, l’iPhone interromperà automaticamente la ricarica.
Di fatto questo tipo di funzione attende il momento giusto per concludere la ricarica, consentendo dunque di mantenere condizioni ottimali anche col passare del tempo. Se cerchi una fonte che possa fornirti maggiori dettagli tecnici su tale questione, consulta Battery University.
Molti smartphone moderni fanno inoltre una grande pubblicità della carica rapida, vantando come fosse un manifesto pubblicitario la capacità di caricare la batteria, per esempio, “in 20 minuti a 100 watt”. Per ragioni simili a quelle indicate in precedenza, puoi evitare anche questo tipo di scenario, o come fanno alcuni sfruttare questa capacità come un'opzione da usare in caso di necessità, e non la velocità a cui caricare lo smartphone ogni giorno.
Una ricarica tanto veloce infatti tende a far surriscaldare la batteria e come ti ho già spiegato le temperature elevate sono un nemico della salute della batteria. Quello che ti consiglio, molto semplicemente, è di tenere da parte l'alimentatore ad alta velocità e usarlo solo quando ti serve davvero, e usare per le ricariche di tutti i giorni uno meno potente ma comunque compatibile. Potresti insomma voler utilizzare, per esempio, come già accennato nel capitolo preliminare della guida, un caricabatterie con una velocità di ricarica nel range da 20W a 45W, che ti garantirà comunque una velocità ragionevole ma sarà meno dannosa per la batteria.

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Oltre ai consigli che ti ho indicato finora, una pratica che si era soliti eseguire sui vecchi cellulari era quella di scaricare la batteria completamente a zero, a causa del cosiddetto “effetto memoria”.
Sicuramente ne avrai sentito parlare per la vecchia batteria in Nichel-Cadmio, la quale capacità totale di carica può diminuire notevolmente se viene ricaricata prima che questa sia stata completamente scaricata. Le batterie al litio, invece, se scaricate completamente a zero, possono subire dei danni che accorciano bruscamente il loro ciclo di vita.
Cosa fare se la batteria non dura

Nel caso in cui la batteria del tuo smartphone non duri più come un tempo, potresti consultare la mia guida relativa ai migliori power bank. Si fa infatti riferimento a batterie esterne, spesso economiche, utilizzabili anche in mobilità.

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C'è poi tutta la questione, se proprio non riesci a risolvere il problema, relativa alla sostituzione della batteria, ma in questo caso, al netto della possibilità per alcuni smartphone di riparazioni fai-da-te, se non hai molta esperienza in questo campo il consiglio non può che essere quello di ottenere assistenza.
Per tutti i dettagli del caso, dunque, ti rimando alla mia guida su come sostituire la batteria dello smartphone, visto che in quella sede ho esplorato tutte le opzioni a tua disposizione in questo contesto.
In qualità di affiliati Amazon, riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei effettuati tramite i link presenti sul nostro sito.

Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
