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Recupero dati

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Tentando di liberare un po’ di spazio sulla memoria del tuo smartphone hai cancellato per errore alcune foto che non dovevi cancellare? Ti sei appena accorto di aver cancellato per sbaglio alcuni documenti di lavoro e sei disperato perché non sai come recuperarli? Non disperare, non è ancora detta l’ultima parola!

Se la porzione di memoria sua cui erano ospitati i file che hai cancellato non è stata ancora sovrascritta, cioè non è stata ancora occupata da altri dati, hai ancora qualche speranza di recuperarli. Tutto quello che devi fare è installare un software di recupero dati e scansionare l’hard disk, la microSD o il dispositivo portatile su cui erano conservati i file che hai cancellato per errore: con un pizzico di fortuna, riuscirai a recuperare i tuoi dati e quindi a ridurre, almeno parzialmente, i danni causati dalla tua sbadataggine.

Sappi, inoltre, che se utilizzi un servizio di cloud storage, come ad esempio Dropbox o iCloud Drive, puoi tentare di recuperare i file cancellati sfruttando le funzioni di backup incluse in questi ultimi. Di questo però ci occuperemo nella parte finale del tutorial, ora concentriamoci sui software di recupero dati “tradizionali” e vediamo come sfruttarli al meglio su Windows, macOS e Linux. Incrocio le dita affinché tu riesca a recuperare tutti i tuoi file. In bocca al lupo!

PhotoRec/TestDisk (Windows/Mac/Linux)

Se devi recuperare dei file cancellati da un hard disk, una chiavetta USB o una scheda SD, ti consiglio vivamente di rivolgerti a PhotoRec. Qualora non ne avessi mai sentito parlare, si tratta di un software gratuito e open source che permette di recuperare tantissimi tipi di file – immagini, video, documenti ecc. – in una manciata di click. È compatibile con tutti i principali sistemi operativi per computer: Windows, macOS e Linux e non richiede noiose procedure di installazione per poter essere utilizzato. Viene fornito in coppia con TestDisk, un altro software gratuito che permette di recuperare le partizioni perse e di rendere avviabili i dischi che non lo sono più: è molto efficace, ma al momento non dovrebbe servirti. Fatta questa doverosa premessa, passiamo all’azione!

Per scaricare PhotoRec (e TestDisk) sul tuo PC, collegati al sito Internet del programma e clicca sulla voce corrispondente al sistema operativo installato sul tuo PC (scegli ”Windows” indipendentemente se usi una versione di Windows a 32 o 64 bit). Al termine del download, apri l’archivio zip che contiene PhotoRec e TestDisk, estraine il contenuto in una cartella di tua scelta e avvia l’eseguibile qphotorec_win.exe.

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Nella finestra che si apre, espandi il menu a tendina collocato in alto e scegli l’unità relative al dispositivo da cui intendi recuperare i dati. Clicca quindi sulla voce corrispondente alla partizione principale del drive e pigia sul pulsante File Formats per selezionare le tipologie di file che vuoi recuperare (meno tipologie di file selezioni, minore sarà il tempo impiegato dal software per svolgere il suo lavoro).

Successivamente, metti il segno di spunta accanto alle opzioni Whole e FAT/NTFS/HFS+/ReiserFS, fai click sul pulsante Browse e seleziona la cartella in cui PhotoRec deve salvare i file che riesce a recuperare. Per concludere, pigia sul bottone Search e attendi che venga completato il recupero dei file cancellati, i quali verranno salvati automaticamente nella cartella selezionata in precedenza.

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Nota: su macOS e Linux, PhotoRec viene fornito sprovvisto di interfaccia grafica. Se vuoi scoprire come usarlo dal terminale, segui le indicazioni presenti in questa pagina Web.

Recuva (Windows)

Un altro software di recupero dati che ti invito vivamente a provare è Recuva, il quale permette di recuperare foto, video, archivi compressi, documenti di Office e altre tipologie di file da vari supporti di archiviazione e dispositivi: hard disk, chiavette USB, schede SD, media player portatili ecc. È completamente gratuito ed è disponibile in due versioni: una standard e una portatile che può essere copiata su chiavette USB e hard disk portatili e non necessita di installazioni per poter essere utilizzata. Io ti consiglio quella portatile.

Per scaricare la versione portatile di Recuva sul tuo PC, collegati al sito Internet del programma e clicca sul pulsante Download che si trova sotto la voce Recuva – Portable. Ad operazione completata, apri l’archivio zip che contiene Recuva (rcsetupxx.zip), estraine il contenuto in una cartella qualsiasi e avvia l’eseguibile recuva64.exe se utilizzi un sistema operativo a 64 bit oppure l’eseguibile recuva.exe se utilizzi un sistema operativo a 32 bit.

Nella finestra che si apre, se l’interfaccia del software non è tradotta in lingua italiana, clicca sulla ”x” in alto a destra, dopodiché pigia sul bottone Options, seleziona la voce Italiano (Italian) dal menu a tendina per la scelta della lingua e clicca su OK per salvare i cambiamenti.

A questo punto, chiudi Recuva e riavvialo. Clicca quindi sul pulsante Avanti, scegli il tipo di file da recuperare (immagini, musica, video, documenti o tutti i file) e clicca nuovamente su Avanti. Adesso seleziona l’unità in cui effettuare la ricerca dei dati (lascia la spunta su Non sono sicuro per cercare in tutti i drive) e clicca su Avanti e Avvia per avviare la scansione.

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Al termine del controllo (potrebbero volerci diversi minuti), metti il segno di spunta accanto al nome dei file che intendi ripristinare e clicca sul pulsante Recupera per selezionare la cartella in cui salvarli. I dati sono contrassegnati con dei semaforini colorati: quelli in verde sono recuperabili al 100%, quelli in arancione si possono ripristinare ma probabilmente sono danneggiati mentre i file contrassegnati in rosso sono quasi del tutto illeggibili.

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Nota: se Recuva non riesce a trovare i file di tuo interesse, prova a riavviare il programma e a mettere il segno di spunta accanto alla voce Attiva scansione approfondita nell’ultima schermata del setup iniziale. In questo modo il software analizzerà l’unità in maniera più approfondita (mettendoci più tempo ma aumentando la possibilità di trovare file che nella scansione standard non comparivano).

Disk Drill (Mac/Windows)

Adesso voglio parlarti di Disk Drill, un software per il recupero dei file cancellati nato su macOS e arrivato successivamente anche su Windows. È molto affidabile ma personalmente lo consiglio solo agli utenti Mac, chi usa Windows farebbe bene a valutare prima le altre soluzioni proposte in questo tutorial.

Disk Drill supporta tutti i tipi di file ed è in grado di agire su vari supporti: hard disk, chiavette USB, fotocamere, iPhone, iPad, terminali Android, schede SD ecc.  Purtroppo non è gratis, costa 79 euro, ma è disponibile in una versione di prova senza limiti di tempo che permette di scoprire quali sono i file che si riescono a recuperare e permette di visualizzare una loro anteprima.

Per scaricare la trial di Disk Drill per Mac, collegati al sito Internet del programma e clicca sul pulsante Scarica gratis. Al termine del download, apri il pacchetto dmg che contiene Disk Drill, copia la sua icona nella cartella Applicazioni e avvia il software.

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Nella finestra che si apre, clicca sul pulsante Inizia e digita la password del tuo account utente su macOS per cominciare a usare Disk Drill. Clicca quindi sul pulsante Recupera collocato accanto al nome dell’unità su cui cercare i file cancellati e attendi qualche secondo affinché la scansione venga portata a termine.

Al termine dell’operazione, espandi le cartelle con i file trovati da Disk Drill e, se vuoi, visualizza una loro anteprima cliccando sull’icona dell’occhio che si trova accanto ai loro nomi. Il pulsante Recupera, mediante il quale è possibile salvare i file trovati da Disk Drill, funziona solo nella versione a pagamento del programma.

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Nota: Disk Drill include una funzione per il monitoraggio della salute degli hard disk che rimane attiva nella barra dei menu di macOS (in alto a destra). Per disattivarla, clicca sull’indicatore con la temperatura del disco e seleziona la voce Configura monitoraggio S.M.A.R.T. dal menu che compare. Dopodiché togli la spunta dalla voce Monitora i dischi per rilevare problemi hardware (via S.M.A.R.T.) e il gioco è fatto.

EaseUS MobiSaver (Windows/Mac)

Devi recuperare dei file cancellati da uno smartphone? In questo caso ti consiglio di utilizzare EaseUS MobiSaver, un software di recupero dati che permette di recuperare foto, video, contatti, messaggi e altri dati dagli smartphone di tutte le principali marche. È disponibile in due versioni: una per iPhone che è compatibile con Windows e macOS, e una per Android che invece è compatibile solo con Windows. Non è completamente gratuito: la versione per iPhone costa 55,79€ e quella per Android 36,95€, ma si può scaricare e utilizzare gratuitamente senza limiti di tempo. L’unico limite presente nella versione free è quello relativo al numero di file che si possono ripristinare contemporaneamente, cioè uno (questo significa che per ripristinare 10 foto, ad esempio, bisogna selezionare le immagini singolarmente e cliccare 10 volte sul pulsante di esportazione).

Io nel mio esempio userò la versione di EaseUS MobiSaver per iPhone, ma le indicazioni che sto per darti sono più o meno le stesse anche per la versione Android (che necessita del root). Pronto a cominciare? Bene, allora collegati subito al sito Internet del programma e clicca prima sul pulsante Scarica gratuito e poi su Scarica ora per scaricarlo sul tuo PC.

A download completato, apri il pacchetto d’installazione di EaseUS MobiSaver (ems_free.exe) e fai click prima sul pulsante  e poi su OK e Avanti. Metti quindi il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini del contratto di licenza e clicca in sequenza su Avanti, AvantiInstalla e Fine per concludere il setup. Deseleziona l’opzione Partecipa al programma di Cliente Esperienza EaseUS se non vuoi inviare statistiche d’uso anonime ad EaseUS.

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Su Mac, per installare EaseUS MobiSaver basta aprire il pacchetto dmg che lo contiene e trascinare l’icona dell’applicazione nella cartella Applicazioni di macOS. Tutto qui.

Al termine dell’installazione, avvia EaseUS MobiSaver, clicca sul pulsante Scan che si trova accanto al nome del tuo smartphone e attendi che venga portata a termine la scansione del dispositivo. Potrebbe esserti chiesto di digitare la password del backup di iTunes. In alternativa, puoi cliccare sulle voci Recover from iTunes Backup o Recover from iCloud backup per recuperare file dai backup di iTunes o di iCloud.

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Una volta comparsi i risultati della ricerca, seleziona i file che intendi ripristinare e clicca sul pulsante Recover per recuperarli. Facile, no?

DiskDigger (Android)

Se utilizzi uno smartphone o un tablet Android e lo hai sbloccato tramite la procedura di root, puoi utilizzare un’applicazione per permette di recuperare i file cancellati direttamente dal dispositivo, senza usare il PC. Ce ne sono diverse a cui puoi rivolgerti, ma io personalmente ti consiglio DiskDigger che è molto semplice da usare e nei miei test si è rivelata molto efficace.

DiskDigger è in grado di operare sia sulla memoria del device sia sulle microSD e supporta vari tipi di file. È disponibile in due versioni: una gratuita che permette di recuperare solo file in formato JPG, PNG ed MP4 (quindi solo foto e video) e una a pagamento che costa 3,37 euro e permette di recuperare anche musica, applicazioni, documenti, archivi compressi ecc.

Il funzionamento di DiskDigger, come accennato in precedenza, è molto intuitivo. Dopo aver scaricato l’applicazione sul tuo smartphone o sul tuo tablet, pigia sul pulsante Concedi per concederle i permessi di root e rifiuta il passaggio alla versione Pro (se stai utilizzando quella free) facendo “tap” sul pulsante No, thanks. Seleziona dunque la porzione di memoria da scansionare (dovrebbe essere quella in grassetto), metti il segno di spunta accanto alle tipologie di file che intendi recuperare e pigia su OK per avviare la scansione.

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A questo punto, attendi che ti venga mostrata la lista dei file che si possono ripristinare, seleziona quelli che vuoi recuperare e pigia sul pulsante Recover che si trova in alto a destra. Per finire, scegli se esportare i file su un servizio di cloud storage, se auto-inviarteli tramite posta elettronica o se archiviarli sulla memoria dello smartphone/tablet.

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Servizi di cloud storage

Come accennato in apertura del post, se hai cancellato un file da Dropbox, iCloud Drive, Google Drive o OneDrive, puoi recuperarlo utilizzando le funzioni di ripristino incluse in questi famosissimi servizi di cloud storage (i quali conservano per qualche giorno i file cancellati prima di eliminarli definitivamente). Ecco come procedere.

  • Dropbox – collegati al tuo account Dropbox dal browser, seleziona l’icona del cestino dalla barra laterale di sinistra, individua un file da ripristinare e clicca sul pulsante Ripristina collocato accanto alla sua icona. L’elemento verrà ripristinato nella cartella di Dropbox.

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  • iCloud Drive – collegati al sito iCloud.com e accedi con il tuo ID Apple. Dopodiché clicca sul tuo nome che si trova in alto a destra e seleziona la voce Impostazioni iCloud dal menu che compare. Nella pagina che si apre, clicca sulla voce Ripristina file (in fondo a sinistra), metti il segno di spunta accanto ai file da recuperare e clicca sul pulsante Ripristina per recuperarli, cioè per riportarli nella loro posizione originaria su iCloud Drive.
  • Google Drive – collegati al tuo account di Google Drive dal browser e seleziona l’icona del cestino dalla barra laterale di sinistra. Dopodiché seleziona i file da recuperare e clicca sull’icona dell’orologio che si trova in alto a destra per ripristinarli.

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  • OneDrive – collegati al tuo account di OneDrive dal browser e seleziona l’icona del cestino dalla barra laterale di sinistra. Metti quindi il segno di spunta accanto ai file da ripristinare e clicca sul pulsante Ripristina (in alto a sinistra) per riportarli nella loro posizione originaria su OneDrive.

Anche altri servizi di cloud storage includono una funzione di ripristino per recuperare i file cancellati. La procedura da seguire è quasi sempre la stessa (selezionare l’icona del cestino e selezionare gli elementi da recuperare).