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Ripetitore WiFi: come funziona

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Hai finalmente a disposizione un momento per rilassarti e hai dunque deciso di sfruttare il tuo dispositivo mobile di fiducia per intrattenerti un po' mentre sei comodamente spaparanzato sul letto. Tuttavia, il segnale Wi-Fi risulta debole nella camera da te scelta, tanto che stai avendo qualche problema lato connessione a Internet, magari perché oggi utilizzi più dispositivi contemporaneamente o perché la rete domestica deve coprire ambienti più ampi o su più piani.

Andare avanti così non è esattamente il massimo ed è per questo che ti stai chiedendo come funziona un ripetitore WiFi. Non preoccuparti: non si tratta di nulla di troppo complicato e direi che sei arrivato nel posto giusto per fugare i tuoi dubbi, anche alla luce delle soluzioni più moderne, come i ripetitori WiFi dual band e i sistemi compatibili con le reti mesh.

Nelle prossime righe prenderò infatti in esame tutto ciò che ruota attorno a questi dispositivi, che possono consentirti di come estendere la rete WiFi in modo semplice ed efficace, migliorando copertura e stabilità della connessione. Detto questo, a me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura ed eventualmente buon shopping.

Indice

Ripetitore WiFi per casa: come funziona

Dato che stai cercando di comprendere come funziona il ripetitore WiFi per la casa, ritengo sia giusto innanzitutto partire da alcune indicazioni generali relative a questa tipologia di prodotto, così che tu possa capire al meglio a cosa si fa riferimento ed eventualmente effettuare un acquisto più consapevole. In termini semplici, si tratta di dispositivi progettati per estendere il WiFi nelle zone della casa dove il segnale del modem/router arriva debole o instabile, migliorando così la copertura complessiva della rete domestica. Di seguito puoi trovare tutti i dettagli del caso.

Informazioni generali e tipologie

Ripetitore WiFi per casa

Un ripetitore Wi-Fi, altrimenti detto range extender o repeater, altro non è che un dispositivo che, come facilmente intuibile dal nome stesso, permette di estendere il segnale Wi-Fi del modem/router di riferimento andando, di conseguenza, ad aumentarne la copertura della rete Wi-Fi domestica.

Questo significa che, mediante un prodotto di questo tipo, puoi potenzialmente riuscire a portare Internet da un piano all'altro o in aree che normalmente non sarebbero raggiungibili dal solo modem/router (a causa della scarsa potenza della rete senza fili generata da quest'ultimo o per via di eventuali impedimenti ambientali e/o interferenze).

Al netto di queste informazioni generali, a livello di design i ripetitori Wi-Fi possono avere un aspetto per certi versi simile a quello dei modem/router tradizionali oppure possono presentarsi come dei piccoli adattatori da collegare direttamente alla presa elettrica.

Solitamente sono molto semplici da configurare (nel senso che si collegano direttamente, magari mediante un apposito tasto fisico, al modem/router, estendendo la rete senza fili) e oggi supportano standard recenti come Wi-Fi 6 (802.11ax), sempre più diffuso, con modelli più avanzati compatibili anche con Wi-Fi 6E e i primi dispositivi Wi-Fi 7.

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Per quanto riguarda le tipologie, è bene sapere che i classici ripetitori Wi-Fi rappresentano spesso una soluzione entry level per migliorare la copertura domestica.

Oggi, rispetto al passato, in molti contesti si tende però a preferire i sistemi mesh, soprattutto per case medio-grandi o su più livelli. Si tratta di sistemi composti da un router Wi-Fi e vari satelliti che comunicano tra loro sfruttando il sistema del mesh networking che si distingue da quello dei classici ripetitori Wi-Fi per il fatto che non esiste un ordine gerarchico fra i vari nodi del network (cioè tra i vari ripetitori e il router principale). Tutti i nodi comunicano tra di loro (spesso usando un canale radio dedicato) creando un'unica grande rete, con lo stesso SSID e la stessa chiave d'accesso.

Tutto questo si traduce nell'assenza di problemi tipici dei classici sistemi composti da più ripetitori Wi-Fi, come la saltuaria perdita della connessione nel passaggio da un router/repeater all'altro e, visto che tutti i nodi dei sistemi mesh trasferiscono dati alla stessa velocità, il calo di prestazioni quando ci si allontana dal router principale. I sistemi mesh sono ormai molto diffusi e accessibili, risultando spesso la scelta migliore per chi vuole una copertura stabile e uniforme in tutta la casa.

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Discorso a parte va poi fatto per gli adattatori Powerline che, pur avendo il medesimo scopo dei ripetitori Wi-Fi e in alcuni casi essendo parte di sistemi mesh, sfruttano la tecnologia delle onde convogliate per trasmettere i dati sulla rete elettrica di casa. In pratica, è una soluzione utile anche soprattutto quando il segnale wireless fatica a superare muri spessi o più piani ed e rappresentano la risposta se ti stai chiedendo come funziona un ripetitore WiFi tramite rete elettrica.

Per fartela ancora più semplice, tali apparecchi consentono di sfruttare l'impianto elettrico dell'abitazione per far passare il segnale di Internet e superare tutti gli ostacoli che normalmente bloccano la diffusione delle reti Wi-Fi. Ce ne sono sia di cablati che di Wi-Fi (nel senso che i dispositivi da connettere alla rete ripetuta possono essere connessi anche in Wi-Fi). Se ti interessa approfondire questo tipo di soluzione, potresti voler dare un'occhiata al mio tutorial su come funziona il Powerline.

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Se vuoi qualche consiglio in merito a quale ripetitore Wi-Fi acquistare, ti segnalo la mia guida all'acquisto dedicata ai migliori ripetitori WiFi, in cui sono sceso nel dettaglio di alcune soluzioni che ritengo valide.

Caratteristiche tecniche

Ripetitore Wi-Fi TP-LINK

Adesso che sei a conoscenza delle principali tipologie di ripetitori Wi-Fi disponibili in commercio, risulta giunta l'ora di dare uno sguardo a quelle che solitamente sono le caratteristiche tecniche di questi prodotti.

Partendo dalle tipologie di Wi-Fi, devi sapere che ce ne sono diverse, ognuna delle quali è in grado di garantire una velocità di collegamento massima differente (anche se oggi è più importante valutare le prestazioni reali nell'uso quotidiano, che dipendono da ambiente, dispositivi collegati e qualità del segnale). Qui sotto i dettagli delle principali.

  • Wireless classe 802.11 n: può raggiungere 600 Mbit/s.
  • Wireless 802.11 ac: è capace di raggiungere 6933 Mbit/s.
  • Wireless 802.11 ax (Wi-Fi 6): è ormai lo standard più diffuso e può arrivare a 9608 Mbit/s, con miglior gestione di più dispositivi connessi.
  • Wireless Wi-Fi 6E: estende il Wi-Fi 6 anche alla banda a 6 GHz, riducendo interferenze e congestione.
  • Wireless Wi-Fi 7: rappresenta la nuova frontiera (ancora poco diffusa ma già presente nei modelli top di gamma), con velocità teoriche ancora più elevate e latenze ridotte.

Al netto della tipologia di Wi-Fi, un'altra caratteristica tecnica dei ripetitori di cui potresti voler tenere particolarmente conto sono le bande di frequenza. Di seguito alcune indicazioni utili anche per capire come funziona il ripetitore WiFi Dual band, Tri band ecc.

  • Dual band — se sulla confezione del dispositivo viene riportata tale dicitura sta a significare che quel ripetitore supporta sia la banda radio a 2,4GHz (quella che comprende i classici canali da 1 a 13, con maggiore copertura) che quella a 5GHz, che è meno soggetta alle interferenze degli altri dispositivi ma ha un raggio d'azione più ristretto e prestazioni più elevate.
  • Tri band — in commercio ci sono repeater in grado, per esempio, di unire una banda di frequenza a 2,4GHz con due bande a 5GHz per assicurare una velocità di trasferimento dati maggiore e una gestione più efficiente del traffico.
  • Quad band — va ricordato che l'avvento del Wi-Fi 6E ha portato con sé anche la banda a 6GHz, nonché dunque a sistemi che sfruttano quest'ultima. Per esempio, quando si fa riferimento a un sistema quad band le bande in gioco sono una a 2,4GHz, due a 5GHz e una a 6GHz.

Vanno poi menzionate le tecnologie MU-MIMO (per la comunicazione con più dispositivi contemporaneamente) e quelle Beamforming e Beamforming+ (che indicano una tecnologia di indirizzamento del segnale che dirige la rete wireless in maniera precisa verso i dispositivi che ne hanno bisogno). A queste si aggiungono tecnologie più recenti come OFDMA (che migliora l'efficienza nella gestione dei dati su più dispositivi) e il Target Wake Time, utile per ridurre i consumi energetici dei dispositivi connessi.

I ripetitori Wi-Fi possono inoltre presentare tipologie di porte e ingressi differenti, oltre che in numero variabile.

  • Porte Ethernet — consentono di collegare computer e altri dispositivi a Internet via cavo e si suddividono a loro volta in Fast Ethernet (fino a 100 Mbps), Gigabit Ethernet (fino a 1 Gbps) e, nei modelli più recenti, anche 2.5 Gigabit Ethernet, sempre più diffusa per sfruttare connessioni ultraveloci.
  • Porte USB — permettono di mettere in rete dispositivi come stampanti e hard disk.
  • Ingressi audio — consentono di trasformare qualsiasi impianto audio o speaker tradizionale in un dispositivo Wi-Fi e riprodurre musica da smartphone, tablet o computer in maniera semplice.

Hanno poi non poca importanza il numero, la tipologia e la potenza delle antenne presenti sul ripetitore. Le loro prestazioni si misurano in dBi e a seconda dei casi possono essere interne o esterne (o, ancora, fisse o rimovibili). Questo aspetto è particolarmente rilevante anche per capire come funziona un ripetitore WiFi da esterno, progettato per coprire giardini, terrazze o aree esterne, dove servono antenne più potenti e una maggiore resistenza agli agenti atmosferici.

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Ovviamente, quanto espresso in questo capitolo potrebbe non essere propriamente di semplice comprensione, in quanto, nonostante abbia cercato di semplificare al massimo il tutto, si fa comunque riferimento a questioni tecniche. Ci tengo dunque a fornirti un'indicazione rapida e chiara: al giorno d'oggi potrebbe interessarti puntare quantomeno a un ripetitore Wi-Fi 6 (802.11 ax), meglio se dual band o tri band, così da avere una rete più stabile, veloce e pronta anche per i dispositivi più recenti. A questo proposito puoi approfondire leggendo la mia guida sui migliori amplificatori di segnale WiFi.

Miglior posizionamento

Posizionamento ripetitori WiFi

Adesso che sei a conoscenza delle principali tipologie di repeater Wi-Fi e di quali sono usualmente le caratteristiche tecniche da tenere in considerazione, è arrivato il momento di prendere in esame il miglior posizionamento per il ripetitore Wi-Fi.

Non è infatti saggio posizionarlo in un punto casuale dell'edificio, in quanto potresti potenzialmente verificare scarsità di segnale. Per quanto il ripetitore Wi-Fi sia solitamente più potente in termini di ricezione dei vari dispositivi, risulta comunque necessario si trovi in una posizione in cui c'è buona copertura, altrimenti capisci bene che potresti riscontrare alcune problematiche nel ripetere un segnale wireless in modo efficace.

Solitamente in questi casi viene consigliato di posizionare il repeater a metà strada tra il modem/router primario e i dispositivi da raggiungere con la rete estesa. Chiaramente, qualora il segnale non fosse soddisfacente, ci si può avvicinare un po' di più al modem/router.

Per quanto possibile, è poi bene cercare di evitare tutti quegli ostacoli (per esempio, pareti troppo spesse, mura portanti, specchi e così via) che possono andarsi a frapporre tra il ripetitore Wi-Fi e il modem/router, riducendo allo stesso tempo tutte le eventuali interferenze derivanti dalla presenza di altre apparecchiature quali telefoni cordless, dispositivi Bluetooth, forni a microonde e simili. In questo modo, potrai sfruttare la rete wireless generata al massimo.

Tieni comunque presente che la maggior parte dei ripetitori Wi-Fi dispone di un meccanismo di segnalazione visiva (tramite LED) o software (magari mediante app) che consente di determinare quale sia il posizionamento migliore rispetto al modem/router. Generalmente il LED di colore verde stabile (e magari con tutte le tacche accese) indica che la locazione scelta è corretta, mentre quello di colore rosso o giallo (o l'assenza di un segnale di illuminazione) indica, di contro, che il posizionamento non è dei migliori. Tuttavia, oggi molti ripetitori moderni permettono di verificare la qualità del segnale direttamente tramite app dedicate, che guidano passo passo nel trovare il punto ideale durante la configurazione.

Inoltre, ti segnalo che se utilizzi sistemi mesh, il posizionamento risulta generalmente più flessibile: i nodi comunicano tra loro in modo intelligente e tollerano meglio anche posizioni non perfettamente intermedie, semplificando la copertura di ambienti complessi o su più livelli.

Configurazione

FRITZ!App

Ora che la questione del miglior posizionamento ti è chiara, direi che vale la pena soffermarsi rapidamente sulla fase di configurazione di un ripetitore Wi-Fi. Chiaramente posso scendere nel dettaglio fino a un certo punto, dato che in commercio ci sono tantissimi modelli diversi, ma in realtà le modalità per configurare un WiFi repeater sono oggi molto simili e, rispetto al passato, sempre più semplificate grazie alle app ufficiali dei produttori.

Tipicamente, dopo aver posizionato il ripetitore e averlo collegato alla presa di corrente, puoi procedere in diversi modi. Il metodo più immediato resta quello tramite app: molti modelli recenti consentono infatti una configurazione guidata direttamente da smartphone, spesso tramite scansione di un codice QR presente sul dispositivo o sulla confezione, così da completare tutto in pochi minuti (se non sai come fare puoi leggere il mio tutorial su come scansionare un QR code).

In alternativa, è ancora possibile utilizzare il classico tasto WPS per l'abbinamento rapido con il modem/router, anche se oggi viene usato meno rispetto al passato per motivi di sicurezza. A questo proposito consulta la guida su come funziona il WSP.

Per il resto, usualmente bisogna passare per il pannello di gestione del ripetitore Wi-Fi, per esempio collegandoti da un browser all'indirizzo indicato nel manuale di istruzioni (per esempio, fritz.repeater). Tuttavia, questo approccio è sempre meno necessario, visto che le app ufficiali permettono di gestire quasi tutto senza inserire manualmente indirizzi IP. In alcuni casi è possibile sfruttare la geolocalizzazione dello smartphone/tablet anche per individuare automaticamente il miglior posizionamento, come ti accennavo in precedenza.

Per farti un esempio pratico, capire come funziona un ripetitore WiFi Fritz o come funziona un ripetitore WiFi Fastweb è piuttosto semplice: in entrambi i casi, dopo il collegamento alla corrente, puoi usare l'app dedicata o l'interfaccia guidata per associare il dispositivo alla rete esistente e creare una copertura estesa in pochi passaggi. Nel primo caso devi usare l'app FRITZ!App Wi-Fi, disponibile per Android e per iOS/iPadOS. Nel secondo caso puoi usare l'app MyFastweb, disponibile per Android (anche su store alternativi) e per iOS/iPadOS, che serve anche per gestire il proprio account ed entrare nel router Fastweb.

Una volta compiuti tutti i passaggi richiesti dal tuo specifico modello, il ripetitore Wi-Fi risulterà finalmente pronto per essere utilizzato e potrai quindi provare a collegarti alla rete Wi-Fi anche nelle stanze che prima vedevano di mezzo un segnale debole tramite i tuoi dispositivi di fiducia, verificando che effettivamente il posizionamento e l'estensione della copertura siano stati effettuati come si deve.

Se qualcosa non ti è chiaro o comunque sia se pensi di aver bisogno di maggiori dettagli, puoi fare riferimento al manuale utente annesso alla confezione di vendita del ripetitore Wi-Fi (che in genere puoi trovare anche in formato digitale nella sezione dedicata all'assistenza del sito ufficiale dell'azienda di riferimento). Per un approfondimento ti consiglio anche di dare un'occhiata alla mia guida su come configurare un ripetitore WiFi.

Soluzioni alternative

Sistema mesh WiFi

A questo punto, adesso che sai anche come si usa un ripetitore Wi-Fi, potrebbe interessarti venire rapidamente a conoscenza di alcune possibili soluzioni alternative all'uso di un repeater.

Come già ti accennavo in precedenza, una delle alternative più diffuse è rappresentata dai sistemi mesh Wi-Fi, che permettono di coprire l'intera abitazione con una rete unica e stabile, senza dover gestire più reti separate. Si tratta di una scelta particolarmente indicata per case su più piani o di grandi dimensioni, dove per portare Internet da un piano all'altro un semplice ripetitore potrebbe non essere sufficiente a garantire una copertura uniforme.

Un'altra soluzione molto efficace consiste nell'utilizzo di access point collegati tramite cavo Ethernet al router principale: in questo modo puoi creare nuovi punti di accesso alla rete Wi-Fi mantenendo prestazioni elevate e stabili, senza le limitazioni tipiche dei ripetitori wireless.

Infatti, qualora, per un motivo o per un altro, non ti fosse possibile utilizzare un repeater o nel caso in cui avessi la necessità di espandere la copertura della tua rete senza fili solo saltuariamente o solo per pochi metri, puoi anche trasformare il tuo PC portatile (oppure il tuo computer desktop dotato di scheda di rete con supporto Wi-Fi) in un ripetitore Wi-Fi per ampliare il raggio di una rete già esistente. Ti avverto, si tratta di una soluzione meno utilizzata rispetto al passato, utile soprattutto in contesti specifici, però se sei interessato a questa possibilità, potresti voler fare riferimento alla mia guida su come usare il PC come router Wi-Fi.

Se poi sei fuori casa e hai bisogno di una connessione Wi-Fi su dispositivi che non supportano la connettività 4G/5G, puoi sfruttare la funzione di hotspot del tuo smartphone, che oggi è ancora più diffusa grazie alle reti 5G, consentendoti di condividere la connessione dati con computer, tablet e altri device e di usarla come se fosse una comune rete senza fili (chiaramente, in tal caso saranno consumati i dati previsti dal tuo piano). Per approfondire la questione e per scoprire in che modo procedere esattamente, puoi leggere il mio tutorial su come usare lo smartphone come modem e come attivare l'hotspot.

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Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.