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Come diventare programmatori di videogiochi

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Fin da bambino hai sempre avuto un sogno: creare videogiochi. E oggi stai finalmente muovendo i tuoi primi concreti passi verso questa tua grande meta. Proprio per questa ragione ti sei messo alla ricerca di informazioni su come diventare programmatori di videogiochi ed ecco che sei finito su questa pagina del mio blog.

Se le cose stanno così, allora ti informo fin da subito che in questo articolo troverai molte informazioni utili per la tua carriera, infatti, farò del mio meglio per spiegarti quale percorso di studi potrebbe aiutarti, quali competenze acquisire e poi come agire per trovare un impiego in questo settore.

Siccome c'è “tanta carne al fuoco”, direi di non perderci in ulteriori preamboli e di iniziare subito: mettiti bello comodo e continua a leggere le successive righe di questo post. Spero che alla fine avrai le idee molto più chiare su come impiegare le tue energie al fine di raggiungere il tuo scopo. A me non resta altro che augurarti buona continuazione e in bocca al lupo per tutto!

Indice

Informazioni preliminari

controller

Prima di entrare nel vivo della guida, mi sembra doveroso fare chiarezza sul ruolo del programmatore di videogiochi. Il programmatore di videogiochi è infatti quella figura professionale che si occupa di scrivere il codice necessario a far funzionare l'intero ecosistema di un gioco.

Se volessimo fare un paragone immediato, potremmo definirlo come il “motore” di un'automobile: senza di lui, la carrozzeria e le ruote resterebbero semplicemente degli oggetti immobili e senza vita. Il programmatore prende le idee creative del team e le trasforma in comandi che il computer o la console possono eseguire, occupandosi di aspetti importanti come la gestione degli input del controller, la fisica degli oggetti, il comportamento dei personaggi non giocanti e così via.

Esistono diverse specializzazioni in questo ambito, poiché creare un videogioco moderno è un lavoro estremamente complesso. C'è chi si occupa del gameplay, ovvero di rifinire ogni singolo movimento del protagonista per renderlo reattivo e piacevole, e chi invece si dedica all'intelligenza artificiale, cercando di rendere i nemici imprevedibili e stimolanti. Altri professionisti si concentrano sulla parte grafica (i cosiddetti engine programmer), ottimizzando il modo in cui le luci e le ombre vengono visualizzate sullo schermo, oppure sulla parte network, fondamentale per garantire che le partite online con gli amici si svolgano senza fastidiosi ritardi o disconnessioni.

Un ultimo accenno doveroso va fatto all'intelligenza artificiale. Sebbene oggi esistano strumenti in grado di generare porzioni di codice in pochi secondi (te ne ho parlato nella mia guida sulle migliori AI per programmare), non commettere l'errore di pensare che l'AI possa sostituire lo studio della programmazione. Questi strumenti sono ottimi assistenti per velocizzare i compiti ripetitivi o per trovare ispirazione, ma senza una solida conoscenza della logica e dei linguaggi, non saresti in grado di correggere gli errori (spesso sottili) che l'AI potrebbe commettere, né di ottimizzare le prestazioni del gioco. Ricorda: l'intelligenza artificiale è un potente acceleratore, ma il motore sei tu.

Detto questo, fare il programmatore non significa solo conoscere alla perfezione i linguaggi di programmazione, ma possedere una spiccata attitudine al problem solving. Ogni giorno, infatti, ci si ritrova a dover correggere piccoli errori nel codice (i famosi bug) e a trovare soluzioni ingegnose per far sì che il gioco risulti fluido e divertente su ogni tipo di dispositivo, dalle potenti console domestiche agli smartphone che portiamo sempre in tasca. È un mestiere che richiede tanta pazienza e una costante voglia di aggiornarsi, ma che regala una soddisfazione immensa quando si vede finalmente il proprio progetto prendere vita sullo schermo.

Cosa studiare per diventare programmatore di videogiochi

università

Arrivati a questo punto, scommetto che ti starai chiedendo cosa bisogna studiare per intraprendere questa carriera, giusto? Beh, trattandosi di una professione tecnica, la base di partenza è quasi sempre una profonda conoscenza della matematica e della logica, materie indispensabili per gestire la fisica dei movimenti, le collisioni e gli algoritmi che regolano il comportamento dei personaggi.

Il percorso più lineare è senza dubbio quello accademico. Una laurea in Informatica o in Ingegneria Informatica ti fornisce gli strumenti logici e metodologici necessari per comprendere come ragiona un computer. Durante gli studi universitari avrai modo di approfondire linguaggi di programmazione come il C++, che è ancora oggi lo standard nell'industria dei tripla A per la sua velocità, o il C#, pilastro portante per chi decide di utilizzare Unity, uno dei motori grafici più diffusi al mondo.

Se l'università non fa per te, esistono comunque numerose accademie private e corsi intensivi (i cosiddetti bootcamp) focalizzati esclusivamente sul game development, che offrono un approccio molto più pratico e orientato alla creazione di un portfolio immediato.

Il Web offre poi risorse straordinarie per chi preferisce un approccio da autodidatta o comunque per chi desidera seguire dei corsi online. Ad esempio Unity Learn è la piattaforma ufficiale di Unity che offre percorsi di apprendimento strutturati, dai livelli base fino a quelli avanzati, ed è completamente gratis.

Altrettanto validi sono servizi come Udemy e Coursera; il primo è celebre per i suoi corsi estremamente pratici e focalizzati su progetti reali (come la creazione di un intero gioco RPG o platform), mentre il secondo permette di seguire corsi universitari di alto livello, spesso tenuti da prestigiose istituzioni internazionali, ottenendo certificazioni riconosciute che possono arricchire sensibilmente il tuo curriculum. Entrambe le piattaforme offrono alcuni corsi gratis e altri a pagamento.

Comunque, penso che possa interessarti la mia guida dedicata ai migliori corsi online per approfondire l'argomento in questione.

blender

Oltre ai titoli di studio o a eventuali certificati che si possono ottenere, è molto importante sporcarsi le mani con i motori grafici, detti anche game engine. Imparare a padroneggiare strumenti come Unreal Engine o Unity ti permette di capire come integrare il codice con la grafica e con l'audio.

È poi di fondamentale importanza acquisire almeno le basi della modellazione 3D e comprendere la cosiddetta pipeline degli asset. Anche se il tuo obiettivo principale è la programmazione, sapere come un modello tridimensionale viene costruito, ottimizzato e importato nel motore di gioco ti permetterà di comunicare meglio con i grafici e di scrivere script più efficienti per la gestione degli oggetti. A tal proposito, il punto di riferimento assoluto nel settore è Blender: si tratta di un software di modellazione gratuito e open source che rappresenta ormai uno standard professionale, ideale per chi vuole approcciarsi a questo mondo senza investire inizialmente in licenze costose. Puoi saperne di più leggendo la mia guida su come usare Blender.

Per dare una marcia in più alla tua preparazione e acquisire una visione davvero professionale, potresti dedicarti alla lettura di alcuni testi considerati “sacri” in questo settore. Uno di questi è senza dubbio Game Programming Patterns di Robert Nystrom, un libro che raccoglie pattern collaudati per ottimizzare il tuo codice. Se invece vuoi approfondire la logica che rende un gioco coinvolgente e accattivante, ti consiglio The Art of Game Design: A Book of Lenses di Jesse Schell (la terza edizione).

Game Programming Patterns
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The Art of Game Design: A Book of Lenses, Third Edition
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Non dimenticare poi di imparare bene la lingua inglese: la stragrande maggioranza della documentazione tecnica, dei tutorial più avanzati e delle opportunità lavorative nelle grandi aziende internazionali è in inglese e in questo caso penso che la mia guida sui migliori corsi di inglese online ti possa tornare parecchio utile.

Insomma, il segreto è unire una solida preparazione teorica a tantissima pratica quotidiana, magari iniziando a sviluppare piccoli progetti personali.

Come lavorare come programmatore di videogiochi

In questa parte andiamo ora a vedere nel pratico come trovare lavoro come programmatore di videogiochi. Leggi pure tutti i consigli che ho da fornirti e segui quelli che ritieni più adatti a te.

Trovare offerte di lavoro

colloquio di lavoro

Se il tuo obiettivo è quello di trovare offerte di lavoro come game developer, allora potresti anzitutto effettuare una semplicissima ricerca su Google utilizzando parole come “programmatore videogiochi offerte lavoro” e questo potrebbe darti la possibilità di scovare le proposte più interessanti del momento.

Inoltre, se fossi in te, terrei sempre d'occhio i siti Internet di grandi aziende. Ad esempio, una visita periodica alla pagina Careers di Ubisoft è d'obbligo, così come lo è quella di Electronic Arts, giusto per fare due grandi nomi.

Naturalmente, anche Indeed e LinkedIn sono strumenti preziosissimi: su questi siti puoi anche impostare degli avvisi personalizzati per ricevere una notifica ogni volta che un'azienda pubblica un annuncio di ricerca di personale.

Prima di inviare una candidatura, ovviamente, devi avere qualcosa da mostrare a un possibile datore di lavoro. Ti posso infatti assicurare che un portfolio è spesso più importante del titolo di studio: anche piccoli prototipi funzionanti possono fare la differenza durante un colloquio. Per realizzare un tuo portfolio potresti crearti un sito da zero, pubblicare i contenuti su GitHub oppure sfruttare le pagine social.

Infine, un piccolo segreto professionale: non puntare subito ed esclusivamente ai grandi nomi. Molto spesso, l'esperienza più formativa e gratificante la si vive all'interno di piccoli team indipendenti o startup emergenti. In questi contesti avrai l'opportunità di “farti le ossa” su ogni aspetto dello sviluppo, acquisendo una visione d'insieme che sarà il tuo miglior biglietto da visita per il futuro.

A tal proposito, potresti venire in contatto con alcuni di questi team facendoti un giro sulla piattaforma itch.io, all'interno della quale puoi trovare molti videogiochi creati da altri programmatori e metterti in contatto con loro. Potresti anche partecipare alle cosiddette game jam, eventi durante i quali piccoli team realizzano un videogioco completo in pochi giorni.

Tentare la strada indipendente

Migliori giochi indie

Se senti che lavorare per una grande azienda non fa per te e preferisci avere il controllo totale sulla tua visione creativa, allora potresti decidere di tentare la strada indipendente (o indie). In questo caso, non sarai solo un programmatore, ma diventerai un vero e proprio imprenditore di te stesso. Non lasciarti spaventare: oggi, grazie alla democratizzazione degli strumenti di sviluppo, creare e pubblicare un gioco in solitaria o con un piccolo gruppo di amici è un'impresa assolutamente possibile, anche partendo dalla propria cameretta.

Il primo passo per un aspirante sviluppatore indipendente è padroneggiare software come Unity o Godot (quest'ultimo molto amato dalla community indie perché totalmente gratuito e open source).

Una volta realizzato il tuo prototipo, il Web ti offre vetrine incredibili per farti conoscere. Piattaforme come la già citata itch.io ti permettono di caricare i tuoi progetti gratuitamente, ricevere feedback preziosi dai giocatori e persino iniziare a guadagnare qualcosa tramite le donazioni. Se il tuo progetto è più ambizioso, il traguardo naturale è Steam, che tramite il programma Steam Direct consente a chiunque di pubblicare il proprio titolo nel negozio digitale più importante del mondo PC, previo il pagamento di una piccola quota d'ingresso.

Tuttavia, sviluppare il codice è solo metà dell'opera. Per avere successo come indipendente, dovrai imparare a curare il marketing e la comunicazione. Non serve quindi un budget da capogiro, ma serve tanto spirito d'iniziativa e un caso emblematico nel panorama indie è sicuramente Stardew Valley sviluppato quasi interamente da Eric Barone.

Un'altra cosa da tenere a mente è che oggi lo sviluppo di videogiochi riguarda in gran parte anche i dispositivi mobili, infatti, se vuoi raggiungere una più vasta platea e rendere il tuo titolo disponibile anche a chi non possiede un PC, è allora d'obbligo rimboccarsi le maniche e fare il porting su mobile.

Per la parte mobile, se utilizzi motori come Unity o Godot, lavorerai principalmente in C# o GDScript, che gestiranno l'esportazione su Android e iOS/iPadOS. Tuttavia, per chi desidera sviluppare applicazioni “native” senza l'ausilio di un game engine pesante, i linguaggi di riferimento sono Kotlin per il mondo Android e Swift per l'ecosistema Apple. Inoltre, sta prendendo sempre più piede anche l'uso di Rust sia per il mondo Android che per quello Apple.

Per quanto riguarda la pubblicazione delle app, le regole degli store si sono fatte molto più stringenti in termini di sicurezza e trasparenza. Sia Google che Apple richiedono oggi una verifica rigorosa dell'identità dello sviluppatore e sono state introdotte normative severe per quanto riguarda la protezione dei minori e il divieto di meccaniche di gioco d'azzardo non dichiarate. Informazioni più dettagliate le puoi trovare su questa pagina di Google e su questa pagina del sito di Apple Developer. Inoltre, potrebbe interessarti la mia guida su come creare un'app.

Infine, qualunque sia il tuo progetto, tieni d'occhio le opportunità di finanziamento come ad esempio il crowdfunding che potrebbe aiutarti a raccogliere qualche soldino dai tuoi ammiratori.

Ricorda che la strada indipendente è fatta di grandi sacrifici e notti insonni davanti al monitor, ma la soddisfazione di vedere il proprio nome nei titoli di coda e sapere che migliaia di persone stanno giocando a qualcosa creato interamente da te è un'emozione che non ha prezzo. Non aspettare il momento perfetto: inizia in piccolo, sbaglia, impara e, soprattutto, pubblica i tuoi esperimenti!

Altri consigli utili

Codice

Sei alla ricerca di ulteriori suggerimenti su quale sia l'approccio migliore per affermarti come programmatore di videogiochi? Bene, allora di seguito ti offro alcune dritte preziose che ti aiuteranno a gestire al meglio la produttività e, soprattutto, a mantenere sempre viva la tua creatività.

Innanzitutto, impara a riconoscere quali hobby riescono a rigenerare la tua mente. Potresti pensare che una pedalata all'aria aperta o una semplice passeggiata nel verde non abbiano nulla a che fare con la risoluzione di un bug ostico, ma non è così: dare al cervello il tempo di “staccare” dallo schermo è essenziale. Capita spesso, infatti, che la soluzione a un enigma logico arrivi proprio quando siamo impegnati in tutt'altro, permettendoci di tornare alla tastiera con una lucidità rinnovata.

In secondo luogo, non sottovalutare mai l'importanza di analizzare i giochi degli altri. Osservare il lavoro dei colleghi non significa affatto copiare, anzi: è un esercizio per capire come sono state gestite le collisioni, la fluidità della visuale o l'ottimizzazione generale del gameplay.

Infine, cerca di restare costantemente aggiornato sulle novità tecnologiche. Frequentare i forum di settore, consultare i portali specializzati e ascoltare i pareri della community di videogiocatori ti permetterà di capire verso quali direzioni si sta muovendo l'industria.

In conclusione, come avrai intuito da questa mia guida su come diventare programmatore di giochi, questo percorso è tanto impegnativo quanto ricco di stimoli. Mi auguro che queste indicazioni ti siano utili per orientarti nel tuo cammino formativo e professionale. Non mi resta che augurarti il meglio per la tua futura carriera nel mondo del game development!

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Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.