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Migliori bot Instagram

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Navigando sul Web, ti sei imbattuto in utenti che fanno riferimento alla possibilità di “automatizzare” alcune operazioni legate al profilo Instagram. Incuriosito e, per dirla tutta, anche un po’ insospettito dalle affermazioni che hai letto nel forum in questione, hai deciso di approfondire la cosa ed è così che sei finito qui, sul mio sito. Poco male, anzi benissimo, visto che vorrei chiarirti un po’ le idee su questo mondo, non proprio “limpidissimo”.

Se hai infatti intenzione di approfondire i migliori bot di Instagram sulla piazza, vale la pena rendersi conto del contesto generale e a cosa si fa effettivamente riferimento col termine “automatizzare”. Ti anticipo infatti che il termine “bot” nel caso di questo social assume per certi versi un significato negativo, al contrario di quanto avviene ad esempio per i bot di Telegram (in quel contesto si fa infatti riferimento a “chat automatizzate” che possono anche risultare utili per imparare l’inglese e così via).

Per quel che riguarda, invece, il social network di Meta, c’è una funzione ufficiale che permette di “automatizzare” la programmazione dei post, dunque potresti banalmente star sbagliando termine, pensando come “bot” questa possibilità. Se, invece, ti riferisci proprio a servizi di terze parti, nel corso di questo tutorial ci sarà modo di approfondire la questione. Al netto dell’uso dei giusti termini, di seguito puoi trovare tutti i dettagli del caso: a me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura!

Indice

Informazioni preliminari

Che cosa sono i bot

Come potresti aver intuito da quanto indicato in precedenza, la questione dei migliori bot di Instagram è un po’ intricata, quindi risulta importante partire da alcune informazioni preliminari relative al contesto generale.

Infatti, se hai semplicemente sentito parlare alla possibilità di “automatizzare” alcune operazioni legate al profilo Instagram, magari da alcuni messaggi pubblicati su alcuni forum, potresti non aver ben compreso che cosa sono i bot. Se infatti, anche per via dell’utilizzo del termine in modo diverso in servizi come Telegram, non hai ben presente a cosa si fa riferimento, può tornarti utile saperlo.

In ambito informatico, il bot (abbreviazione di “robot”) non è altro che un software in grado di automatizzare compiti che in alcuni casi sarebbero troppo gravosi o complessi da compiere per gli utenti “reali”. Traslando questo concetto specificatamente a Instagram, il bot è un servizio che, sfruttando le API (Application Programming Interface) del social network fotografico — ovvero degli strumenti di programmazione messi a disposizione degli sviluppatori per facilitare il loro compito nella realizzazione di app e servizi esterni — esegue automaticamente tutta una serie di operazioni, che altrimenti dovrebbero essere eseguite “manualmente” l’utente.

Qui entra in gioco la questione: guardando alla definizione generale, potenzialmente anche la funzione ufficiale di programmazione dei post di Instagram potrebbe essere vista come “bot”. In realtà, però, spesso gli utenti con questo termine intendono più che altro servizi a pagamento di terze parti che promettono di mettere Mi piace, commentare, iniziare a seguire altri account, guardare Storie e così via, al fine di ottenere più interazioni e follower. Dal momento che più interazioni si hanno su Instagram (e sui social network in generale) e maggiori sono le probabilità di ottenere nuovi follower, non sono in pochi coloro che tentano di usare i bot per ottenere in tempi relativamente brevi nuovi seguaci.

Se nel caso della funzione ufficiale legata ai post chiaramente è tutto previsto direttamente dalla piattaforma, è nell’ambito dei servizi a pagamento di terze parti che si entra in un’area grigia. Infatti, anche se alcuni bot possono apparentemente funzionare, perlomeno in un primo periodo, è consigliabile evitare di approcciare questi servizi. Per quale motivo? Ci sono almeno un paio di ragioni che dovresti prendere in considerazione.

Migliori bot Instagram gratis

In primis, sappi che in linea generale Instagram non vede di buon occhio le azioni automatiche, a meno chiaramente che queste non vengano eseguite mediante funzionalità ufficiali, come per l’appunto la funzione interna di programmazione dei post. Questo significa che alcuni servizi a pagamento di terze parti che non seguono le linee guida potrebbero potenzialmente avere l’effetto contrario sul tuo profilo, danneggiandone l’engagement. Nel caso poi dei servizi più sconsiderati, potresti riscontrare sin da subito interventi della piattaforma, dalla rimozione dei follower ottenuti con questi metodi fino all’eventuale disattivazione dell’account.

Addirittura, in alcuni casi alcuni servizi potrebbero rivendere i dati degli utenti a terzi. Se sei giunto approdato in questa sede con l’intenzione di individuare i migliori bot di Instagram gratis, quindi, stai attento: anche se non paghi l’uso di queste soluzioni con il denaro, potresti usare come “moneta di scambio” i tuoi dati personali. Tra l’altro, per quanto riguarda le versioni di prova dei bot a pagamento, devi sapere che, solitamente, queste durano poco e spesso non offrono la possibilità di fare valutazioni obiettive circa la loro reale efficacia. Capisci bene, dunque, perché ti sconsiglio fortemente anche solamente di approcciare questo mondo.

Per quanto infatti alcuni servizi che consentono di “automatizzare” queste operazioni siano online da molti anni e possano aver funzionato in alcuni casi specifici, soprattutto se non sei un espertro del settore il rischio di cadere in “proposte fuffa” è elevato. È molto meglio attuare delle strategie social più intelligenti. Certo, non ti consentiranno di aumentare da un giorno all’altro il numero di persone che ti seguono, ma con un po’ di impegno e costanza, possono rivelarsi realmente efficaci. Se vuoi saperne di più a questo proposito, potrebbe farti piacere consultare l’approfondimento in cui fornisco alcune indicazioni in merito a come usualmente si possono aumentare i propri follower su Instagram.

Fatte le dovute premesse di cui sopra, nel prosieguo della guida approfondirò la funzione ufficiale di programmazione dei post di Instagram, ovvero l’unica “automatizzazione” messa a disposizione direttamente dalla piattaforma, così come spiegherò rapidamente come funziona a livello generale un servizio di terze parti che promette di rendere automatiche ulteriori operazioni, in modo che tu abbia anche un quadro più ampio su questo tipo di soluzioni (che, per quanto sconsigliate per i motivi indicati in precedenza, potresti comunque voler approfondire a fini di conoscenza personale).

Programmazione dei contenuti su Instagram

Programmazione dei contenuti su Instagram

Adesso che sei a conoscenza della situazione generale, direi che è giunto il momento di approfondire la possibilità ufficiale a tua disposizione in merito alla programmazione dei contenuti su Instagram.

Hai capito bene: non serve nemmeno passare per app di terze parti per effettuare un’operazione di questo tipo, che di fatto rende “automatica” la pubblicazione dei post (nel senso che verranno pubblicati nell’orario che deciderai). Mettere in atto quest’operazione è molto semplice, anche se bisogna avere a disposizione un account professionale per poter procedere con la programmazione.

Se disponi di questa tipologia di profilo, ciò che ti basta fare è accedere a Instagram da smartphone o tablet, premere sul tasto + collocato in alto a destra nella pagina del profilo o in basso nella home dell’applicazione. Dopodiché, fai tap sulla voce Post e, dopo aver caricato o creato il contenuto da pubblicare, premi sull’opzione Avanti, su cui potresti dover fare tap per due volte, in modo da proseguire.

A questo punto, non ti resta che selezionare la voce Impostazioni avanzate, spostando dunque su ON la levetta relativa all’opzione Programma questo post. Potrai quindi selezionare data e orario in cui vuoi che il post venga automaticamente pubblicato, confermando successivamente la tua volontà mediante la pressione del tasto Imposta data/ora. Infine, per concludere l’operazione, ti basta fare tap sull’icona <, collocata in alto a sinistra, premendo in seguito sul tasto Programma.

Per il resto, se vuoi approfondire la questione in generale, puoi consultare la mia guida su come programmare post su Instagram.

Non si possono invece, allo stato attuale delle cose, programmare le Storie direttamente mediante Instagram, ma esistono alcuni servizi di terze parti per aziende che consentono di gestire tutti i contenuti legati al social network.

Va detto che usualmente viene richiesto un account Instagram Business collegato a una Pagina Facebook per poter procedere, ma le variabili in gioco non sono poche.

Giusto per farti un esempio, Hootsuite propone una funzione Pianifica per post, Storie e Reel. Si tratta però di un servizio a pagamento, anche se usualmente c’è una prova gratuita di 30 giorni. Per maggiori dettagli, dai un’occhiata alle linee guida ufficiali di Hootsuite.

In ogni caso, questi servizi usualmente funzionano sempre in modo molto simile: dopo aver creato il contenuto, basta fare uso di un pulsante come Schedule for later per poter scegliere data e orario in cui pubblicare quanto di proprio interesse.

Servizi di terze parti a pagamento

Flock Social

In conclusione della guida, ricordandoti che la funzione di programmazione dei post di Instagram è l’unica “automatizzazione ufficiale” legata al social network, ci tengo a dare una rapida occhiata anche alla questione dei servizi di terze parti a pagamento. Come già approfondito anche nel capitolo preliminare, l’utilizzo di questi strumenti è altamente sconsigliato spesso anche dagli stessi influencer, ma capisco che tu possa avere quantomeno un po’ di curiosità nel conoscere cosa si promette usualmente in questo contesto.

Ebbene, nonostante nel corso degli anni molti servizi di questo tipo siano stati chiusi, ancora oggi, perlomeno al momento in cui scrivo, risultano attivi diversi portali che promettono di “automatizzare” funzioni di Instagram come il follow. Va detto che c’è una discussione in merito al fatto che questa pratica, quantomeno se effettuata in modo sconsiderato, possa eventualmente andare a intaccare l’engagement di un profilo in modo negativo, ma, tornando a noi, uno dei servizi che vengono usualmente citati maggiormente in questo contesto si chiama Flock Social.

Già dalla home page quest’ultimo promette d’altronde “Zero spam, zero bot e nessun follower fake”, puntando sul motto “Lasciaci trovare la tua audience”. È poi direttamente mediante le linee guida di Flock Social che viene spiegato l’usuale funzionamento di questi servizi di terze parti: si crea l’account (l’accesso al servizio è a pagamento, col piano mensile meno costoso che parte da 69 dollari al momento in cui scrivo, come si evince dalla sezione Pricing del portale di Flock Social), si seleziona il target a cui si vuole puntare e dovrebbe poi pensarci il servizio a generare engagement in automatico.

Questi servizi funzionano di fatto mediante la “tecnica” del follow/unfollow automatico, promettendo all’utente la possibilità di incrementare i follower e cercando di rassicurarlo in merito al fatto che il suo profilo non avrà alcuna ripercussione negativa. Il sito Web di Flock Social è uno dei più in vista al momento in cui scrivo anche per via del fatto che sul suo sito Web ufficiale vengono indicati alcuni “Case Studies”. Tuttavia, come già detto, quando si fa riferimento in generale a questioni come follow/unfollow e simili si entra in un’area “grigia”.

Le opinioni sul Web in merito a questo tipo di servizi, basti vedere ad esempio alcune discussioni su Reddit, non di rado consigliano, anziché di passare per questi servizi, di mettere in atto strategie social più comuni, evitando dunque totalmente questa tipologia di soluzioni. D’altronde, anche nel caso in cui un servizio riesca effettivamente a operare senza intaccare in alcun modo gli account Instagram su cui si va a operare, si fa comunque usualmente riferimento a possibilità costose che potrebbero poi non dare i risultati sperati.

Per quanto insomma possa risultare “interessante” sapere che esistono questi servizi, capisci bene che il gioco potrebbe non valere la candela. Potresti tra l’altro ricordarti che in passato esistevano servizi come Kenji (tramite FollowPlanner.com), Viky.social, Boostgram.com e così via, ma di fatto al giorno d’oggi tutti questi portali non risultano più accessibili (nei link che ti ho appena fornito puoi vedere come apparivano prima di “scomparire” grazie al servizio Archive.org).

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.