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Come scaricare Play Store su PC

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Sei infinitamente soddisfatto del tuo smartphone Android ma, negli ultimi tempi, desidereresti poter utilizzare le medesime app anche sul computer, senza dover prendere continuamente tra le mani lo smartphone o il tablet, magari mentre stai lavorando. L’idea ti affascina e non poco, ma ti sei raffreddato un po’ pensando a quanto potrebbe essere difficile ottenere un risultato simile, soprattutto per te, che non sei poi così abile con la tecnologia.

E se ti dicessi che la soluzione è più semplice di quanto credi e che, per giunta, sei capitato nel posto giusto in cui trovarla? Proprio così! Di seguito, infatti, ti illustrerò nel dettaglio tutte le operazioni da compiere per scaricare Play Store su PC, così da installare da lì le app di cui hai bisogno. Sarà inoltre mia cura spiegarti le differenze tra i vari metodi illustrati, in modo da fornirti la possibilità di scegliere in totale autonomia ciò che ritieni più in linea con le tue necessità, senza doverti rivolgere anche questa volta all’amico smanettone di turno.

Dunque, cosa aspetti a iniziare? Mettiti bello comodo, ritagliati un po’ di tempo libero tutto per te e leggi con estrema attenzione tutto quanto ho da spiegarti sull’argomento: sono certo che, al termine di questa lettura, saprai esattamente come muoverti e come utilizzare lo store di Google sul tuo amato computer. A questo punto, non mi resta che augurarti buon lavoro e… buon divertimento!

Scaricare Play Store su PC installando un sistema operativo

Uno dei metodi più efficienti per scaricare Play Store su PC è avvalersi di una versione di Android “modificata” per essere installabile su computer, senza che ciò vada in alcun modo a cambiare o danneggiare i file del sistema operativo in uso (che sia WindowsmacOS). Di seguito mi appresto a illustrarti il funzionamento di due ottime alternative di questo tipo, Phoenix OS Remix OS, fornendoti tutte le istruzioni necessarie per riuscire nel tuo intento.

Phoenix OS (Windows/macOS)

Phoenix OS è una versione di Android modificata per funzionare sia su computer su cui è installato Windows, sia come sistema operativo emulato: in entrambi i casi, il risultato finale è una piattaforma completamente funzionante, attraverso la quale utilizzare app e Play Store esattamente come se ci si trovasse su un dispositivo mobile.

Come avrai già intuito, Phoenix OS (disponibile con interfaccia in lingua inglese) può essere installato in due modi: il primo prevede il setup diretto accanto a Windows, come sistema operativo indipendente (lasciando però intatto il sistema operativo principale), il secondo prevede invece l’installazione come sistema guest, utilizzando un emulatore come VirtualBox (in tal modo, è possibile utilizzare RemixOS anche su Mac).

Windows

Fatte tutte le doverose premesse, è il momento di passare all’azione: per installare Phoenix OS accanto a Windows, scarica innanzitutto il file necessario per procedere al setup, collegandoti all’apposita pagina Internet e cliccando sul pulsante verde PhoenixOS downloader(xxx KB). Una volta completata la procedura di download, esegui il file appena scaricato (ad es. PhoenixOS_Downloader_2.3.exe), pigia sul pulsante Start e attendi che venga prelevata in automatico l’immagine ISO del sistema operativo più adatta al tuo computer.

Al termine della procedura di download, clicca sul pulsante Install nella finestra che va ad aprirsi sullo schermo, poi sui pulsanti Next Install; se lo desideri, in questa fase puoi scegliere la quantità di memoria da assegnare a Phoenix OS (fino a 32 GB) apponendo un segno di spunta sulla voce che ritieni più adatta al tuo caso.

Il gioco è praticamente fatto! Tutto ciò che devi fare, arrivato in questa fase, è attendere che l’installazione venga portata a termine e pigiare sul pulsante Reboot Now per riavviare il computer: giunto alla schermata di scelta del sistema operativo, seleziona la voce Phoenix OS e pigia su Invio.

Completata l’inizializzazione del sistema (potrebbe volerci qualche minuto), non ti resta che procedere alla configurazione iniziale: clicca sul menu a tendina proposto a schermo e seleziona la voce English (United States), pigia sui pulsanti Next Accept, poi ancora sul pulsante Next, digita un nome utente a tua scelta (ad es. Salvatore) nell’apposita casella di testo e clicca infine sul pulsante Finish: il grosso è praticamente fatto!

A questo punto, non ti resta che cliccare sul menu di Phoenix OS (il pulsante collocato in basso a sinistra dello schermo), effettuare con il mouse uno swipe verso sinistra e cliccare sull’icona del Play Store mostrata a schermo, per poi procedere con l’accesso tramite le credenziali Google e utilizzarlo come di consueto.

Mac

Se invece disponi di un Mac, devi procedere all’installazione di Phoenix OS tramite VirtualBox, creando un sistema operativo virtuale che possa funzionare al di sopra di macOS e in modo indipendente da esso.

Per prima cosa, dunque, scarica l’immagine ISO di Phoenix OS collegandoti a questa pagina e pigiando sul pulsante Official download contenuto nel riquadro ISO Image, dopodiché installa VirtualBox sul tuo computer e crea una nuova macchina virtuale di tipo Linux e con versione Other Linux (64 bit), dotata di 2 processori virtuali, di un quantitativo di RAM pari almeno a 2 GB e un disco fisso di almeno 16 GB.

Come dici? Non hai mai usato VirtualBox e non hai idea di come fare? Non temere, ho pronto un tutorial specifico che fa proprio al caso tuo e che può insegnarti a installare, usare e configurare VirtualBox al meglio.

Una volta creata la nuova macchina virtuale, selezionala con un clic dalla finestra principale di VirtualBox e avviala pigiando sul pulsante Avvia, dopodiché clicca sul piccolo pulsante a forma di cartella accanto al menu a tendina annesso alla nuova schermata che va ad aprirsi, seleziona l’immagine ISO scaricata in precedenza e clicca sul pulsante Avvia.

Nel momento in cui vedi comparire la schermata di avvio, clicca sulla finestra di VirtualBox, evidenzia la voce Installation – Install Phoenix OS to harddisk avvalendoti delle frecce direzionali e premi successivamente il tasto Invio della tastiera. A questo punto, pigia ancora il tasto Invio, seleziona la voce ext4, premi ancora il tasto Invio, premi la freccia sinistra per selezionare l’opzione Yes e pigia ancora sul tasto Invio. 

Fatto ciò, seleziona ancora il pulsante Skip e pigia sul tasto Invio, seleziona il pulsante Yes, premi ancora il tasto Invio e attendi qualche secondo affinché venga portata a termine la copia del sistema sul disco. Alla comparsa della finestra Phoenix OS Installed Successfully, clicca sul menu Dispositivi di VirtualBox, sposta il mouse sulla voce Lettori ottici del menu proposto e clicca sull’opzione Rimuovi disco dal lettore virtuale, dopodiché clicca sul menu Macchina > Reset e infine sul pulsante Reset.

Una volta iniziato il riavvio, clicca sulla voce Inserimento collocata in alto, nella finestra di VirtualBox, poi sulla voce Integrazione mouse residente nel menu mostrato a schermo, sposta il cursore nella finestra di Phoenix OS ed effettua un clic al suo interno: in questo modo, l’acquisizione automatica del mouse viene disattivata (è necessario per il suo corretto funzionamento durante l’installazione) e il mouse viene “bloccato” da Phoenix OS. Per rilasciarlo di nuovo su macOS, non devi fare altro che pigiare sul tasto Host (per impostazione predefinita è il CTRL di destra della tastiera).

Il gioco è fatto: a questo punto, non devi far altro che seguire le istruzioni di prima configurazione che ti ho segnalato al termine della sezione relativa a Windows.

Remix OS (Windows/macOS)

Se non hai trovato soddisfacente Phoenix OS, magari perché ritieni troppo complesse e invasive le modalità di installazione, puoi dare un’occhiata a Remix OS. Anche in questo caso, si tratta di una versione di Android “riadattata” per l’utilizzo tramite PC, che però differisce dalla versione vista in precedenza per un aspetto fondamentale: sebbene gli utenti Mac debbano necessariamente effettuare un’installazione vera e propria del sistema operativo utilizzando un gestore di macchine virtuali (ad es. VirtualBox), è disponibile una versione di Remix OS per Windows che non necessita di installazione completa, ma risulta invece fruibile attraverso uno specifico “player” avviabile in pochi clic. Di seguito mi appresto a mostrarti entrambe le soluzioni.

Windows

Se disponi del sistema Windows e intendi usufruire del programma ad-hoc, procedi come segue: collegati innanzitutto a questa pagina Web, clicca sul link Download Remix OS RemixOS_Player e attendi che il file d’installazione di Remix OS (ad es. RemixOSPlayerPackage-B2016111403.exe) venga scaricato sul tuo computer, poi avvialo come di consueto.

Fatto ciò, pigia sul pulsante OK residente nella finestra di dialogo che si apre a schermo, poi sul pulsante  e, ancora, sul pulsante Start annesso alla nuova schermata che va ad aprirsi. Attendi dunque che il sistema operativo venga caricato, clicca nella finestra che si apre per confermare l’acquisizione del mouse (esattamente come spiegato nella finestra di notifica, puoi rilasciarlo in qualsiasi momento e utilizzarlo in Windows premendo la combinazione di tasti CTRL+CANC), seleziona con un clic la voce English (United states) e pigia sui pulsanti Agree e Continue.

Giunto alla procedura di configurazione iniziale, rimuovi il segno di spunta dalle app sponsorizzate per evitare l’installazione delle stesse, pigia sul pulsante Next collocato in basso a destra e ripeti l’operazione nelle tre schermate successive, cliccando, se necessario, sul pulsante Yes per confermare la volontà di saltare l’installazione delle app. A procedura completata, pigia sul pulsante Finish collocato in basso a destra per finalizzare la configurazione iniziale.

A questo punto, il programma mostra come effettuare l’attivazione iniziale dei servizi Google: tutto ciò che devi fare è pigiare sul pulsante Next, cliccare sul menu principale di Remix OS (il pulsante collocato in basso a sinistra), selezionare l’icona Play Activation residente nel drawer che si apre a schermo e pigiare sul pulsante Yes, let’s activate! per avviare il processo di attivazione. Dopo aver pigiato su OK, Remix OS crea automaticamente un’icona del Play Store sul “desktop” del sistema operativo.

Prima di avviare la configurazione del Play Store, ti consiglio di impostare il layout di tastiera italiano (altrimenti potresti non trovare la chiocciola, fondamentale per digitare l’email di Google): per procedere, pigia sull’icona a forma di tastiera collocata in basso a destra, accanto all’orologio, poi sul piccolo pulsante Impostazioni situato accanto alla dicitura Input Method.

Fatto ciò, pigia sulla voce qwerty2 collocata nel riquadro Physical keyboard, poi sul pulsante Set Up keyboard layouts, scorri la lista proposta fino a identificare la voce Italian, apponi il segno di spunta nella casella corrispondente e pigia sul pulsante ◁ collocato in alto per tornare alla schermata precedente. In questa fase, non ti resta che cliccare sulla voce Italian – Android keyboard e poi sul pulsante Chiudi collocato in alto a destra (lo stesso delle finestre di Windows, per intenderci).

A questo punto, puoi finalmente procedere alla configurazione del Play Store: effettua un doppio clic sulla relativa icona collocata sul Desktop di Remix OS e segui le istruzioni a schermo per configurare il tuo account Google e accedere allo store. Semplice, no?

Mac

Hai a disposizione un Mac? Non preoccuparti, puoi utilizzare Remix OS grazie al gestore di macchine virtuali VirtualBox: per prima cosa, scarica il pacchetto ZIP contenente l’ISO del sistema operativo da questa pagina, cliccando sulla voce Download Remix OS for PC 64-bit Package (EFI & Legacy), scompattando poi l’archivio appena scaricato in una posizione a te comoda (se non sai come fare, puoi trovare in questa guida tutte le istruzioni del caso).

Prima di continuare, devo però farti presente un aspetto importante: utilizzando le ISO a disposizione, è possibile avviare il sistema in modalità live non persistente/guest (che comporta la perdita dei dati al termine di ogni sessione), dunque non è possibile procedere a una vera e propria installazione di Remix OS su macchina virtuale. Esiste però un trucchetto, di cui ti parlerò a tempo debito, per evitare la perdita delle impostazioni, che richiede il salvataggio dello stato della macchina.

Fatta questa doverosa premessa, è il momento di passare all’azione: se non lo hai ancora fatto, installa e configura il programma VirtualBox come ti ho spiegato nella sezione dedicata a Phoenix OS, creando anche in questo caso una macchina virtuale dotata delle medesime caratteristiche (Other Linux a 64 bit2 processori, almeno 2 GB di RAM16 GB di disco). Avvia la macchina virtuale così creata, imposta come supporto di avvio l’immagine ISO contenuta nella cartella scompattata in precedenza (ad es. Remix_OS_for_PC_Android_M_64bit_B2016112101.iso), seleziona la voce Guest mode dal menu d’avvio proposto e pigia sul pulsante Invio per confermare la scelta.

Una volta caricata la schermata di scelta della lingua, devi disattivare l’integrazione del mouse affinché questo funzioni correttamente: fai clic sul menu Inserimento di VirtualBox, pigia sulla voce Integrazione mouse e sposta il cursore nella finestra di Remix OS, cliccando poi al suo interno: il mouse funzionerà correttamente nella finestra di VirtualBox. Per rilasciarlo e renderlo disponibile di nuovo a macOS, devi semplicemente pigiare sul tasto Host (per impostazione predefinita è il CTRL di destra della tastiera).

Fatto ciò, pigia sulla voce English (United States) e procedi, come visto in precedenza, con la configurazione iniziale e l’attivazione dei servizi Google Play.

Come ti ho spiegato all’inizio, Remix OS non supporta l’installazione o la modalità “residente” tramite VirtualBox: ciò significa che, a ogni spegnimento della macchina virtuale, dovrai ricominciare daccapo e riconfigurare tutto. Posso però suggerirti un “trucchetto” affinché questo non accada, permettendoti di ritrovare Remix OS allo stesso punto in cui l’avevi lasciata: anziché utilizzare la funzionalità di spegnimento del sistema, puoi salvare la macchina in uno stato di Pausa, per poi riprenderla in secondo momento.

Come? Semplicissimo: quando hai finito di usare Remix OS, rilascia il mouse pigiando sul tasto CTRL di destra e seleziona il menu Macchina > Pausa dalla finestra che contiene la macchina virtuale attiva. Una volta attivato lo stato di pausa (la schermata viene “opacizzata” da un pannello nero semi-trasparente), pigia sul pulsante di chiusura di VirtualBox (quello rosso del finder di Mac, per intenderci), apponi il segno di spunta accanto alla voce Salvare lo stato della macchina e pigia su OK. Al prossimo avvio della macchina, non dovrai fare altro che riselezionare il menu Macchina > Pausa per continuare a utilizzare Remix OS dal punto in cui lo avevi lasciato.

Scaricare Play Store su PC utilizzando un emulatore

Come scaricare Play Store su PC

L’idea di installare un sistema operativo da zero proprio non ti piace e preferiresti invece qualcosa di più semplice e immediato da usare? Allora un emulatore è la soluzione che fa per te! Senza scendere in inutili tecnicismi, posso dirti che un emulatore crea un livello “intermedio” sul sistema operativo utilizzato (ad es. Windows), che possa permettere l’avvio e l’esecuzioni delle app Android, tra cui il Play Store, nel giro di qualche clic!

Di seguito mi appresto a illustrarti nel dettaglio due delle più utilizzate soluzioni di questo tipo: la prima è compatibile soltanto con sistema operativo Windows, la seconda, invece, è perfettamente compatibile anche con macOS.

MEmu (Windows)

Il primo emulatore utile per scaricare Play Store su PC è MEmu: pensato inizialmente per eseguire i soli giochi, questo programma si è evoluto nel tempo, tanto da essere diventato una delle soluzioni più usate per eseguire le app Android su Windows. Prima di andare avanti, voglio però metterti al corrente del fatto che MEmu è sì un emulatore gratuito, ma è sostenuto da un discreto numero di annunci in-app: ciò, tuttavia, non influisce affatto col suo funzionamento né con le sue prestazioni.

Premesso ciò, è il momento di metterti all’opera: scarica la versione di MEmu più adatta al tuo sistema operativo pigiando sul pulsante Download Now, che trovi nella pagina Internet ufficiale del programma e, una volta completato il download, avvia come di consueto il file appena copiato sul disco (ad es. Memu-Setup-5.2.5.0-ha4ab5d812.exe).

A questo punto, pigia sui pulsanti InstallaAvvia e attendi il termine della procedura di caricamento (puoi controllare il progresso avvalendoti della piccola barra inferiore, approfittando del tempo a disposizione per leggere i suggerimenti offerti dal programma).

Fatto ciò, pigia sulla X collocata a destra (quella più in basso) per saltare il breve tutorial: non ti resta che effettuare un doppio clic sull’icona del Play Store collocata nel drawer di MEmu e seguire le istruzioni a schermo, utili per avviare la procedura di immissione delle credenziali e di accesso allo store di Google.

NoxPlayer 6 (Windows/macOS)

Se non hai molto gradito la soluzione precedente, o se hai a disposizione un Mac, ti consiglio di dare un’occhiata a NoxPlayer 6: questo emulatore Android si contraddistingue per la sua estrema semplicità di gestione, oltre che per la sua leggerezza. Se stai cercando una soluzione che ti permetta di usare il Play Store di Google senza troppo sforzo (tuo né del tuo computer), allora questo è il programma che fa per te. L’unica “pecca”, se vogliamo proprio trovarvi un difetto, è di essere disponibile soltanto in lingua inglese.

Dunque, tanto per cominciare, scarica NoxPlayer 6 dalla sua pagina ufficiale, pigiando sul pulsante Download now: a download completato, se stai usando Windows, avvia il file d’installazione del programma (ad es. nox_setup_v6.0.9.0_full_intl.exe) e pigia sui pulsanti InstallStart per avviare l’emulatore.

Qualora il tuo sistema operativo fosse invece macOS, fai partire il file di installazione (ad es. Nox_installer_for_mac_v1.2.1.0_intl.dmg), pigia sul pulsante Agree e, avvalendoti della finestra che va ad aprirsi a schermo, trascina l’icona di Nox nella cartella Applicazioni del Mac. Fatto ciò, recati nella cartella precedentemente menzionata, fai clic destro sull’icona Nox App Player, seleziona l’opzione Apri dal menu contestuale proposto e pigia ancora sul pulsante Apri nella finestra d’avviso immediatamente successiva (devi farlo soltanto la prima volta).

Completata la procedura di installazione, attendi il caricamento dell’emulatore (potrebbero volerci alcuni minuti), clicca sui pulsanti Skip Tutorial e Yes per saltare la guida al primo avvio e, esattamente come faresti su Android, clicca sulla cartella Google collocata nel drawer e poi sull’icona Play Store residente al suo interno per avviare subito la procedura di configurazione dello store di Google. Nulla di così complicato, vero?