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Come scegliere alimentatore PC

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Se prima di assemblare da solo il tuo primo computer credevi che per accenderlo bastasse semplicemente premere un pulsante e collegare un cavo, hai dovuto velocemente ricrederti: per poter fornire la giusta intensità di corrente a tutte le componenti del PC, è necessario installare al suo interno un alimentatore (o PSU) che possa assolvere a questo compito, altrimenti non si riesce a rendere il computer operativo in nessun modo!

Dunque, se hai già scelto tutti gli altri componenti del tuo PC o, ancora, se il tuo vecchio alimentatore ha ceduto e non ti permette più di accenderlo, puoi rimediare a questo inconveniente anche in modo del tutto indipendente e senza recarti presso un centro specializzato. Devo dirti, però, fin da subito, che in commercio vi sono davvero tanti modelli di alimentatore e che la scelta potrebbe rivelarsi non immediata, specie se non sei molto ferrato in materia.

Come dici? Questo è proprio il tuo caso? Ottimo! Nei capitoli a seguire, ti illustrerò tutti i parametri e le valutazioni necessarie per scegliere alimentatore PC in modo corretto, evitando dunque di incappare in errori di vario tipo (con conseguenti spese inutili). Infine, sarà mia cura presentarti alcuni alimentatori adatti alle esigenze più comuni, così da poterti guidare nella scelta e nell’acquisto del componente più adatto al computer di cui disponi. Pronto per partire? Perfetto, buona lettura e… buono shopping!

Indice

A cosa serve l’alimentatore

Come scegliere alimentatore PC

Come ti ho accennato nell’introduzione a questo articolo, l’alimentatore (o PSU, Power Supply Unit) è il componente del computer che si occupa di distribuire in maniera adeguata la corrente elettrica a tutto il restante hardware installato, in base alla tipologia di quest’ultimo: per esempio, la quantità di energia elettrica richiesta dalla CPU è completamente diversa da quella richiesta da un lettore DVD, da una periferica SATA (disco fisso o SSD che sia) o da una potente scheda video.

Puoi paragonare l’alimentatore del PC a un direttore d’orchestra per l’energia: esso sa esattamente quanta elettricità fornire ad ogni componente, in ogni momento e in ogni situazione, così da non arrecare alcun tipo di danno, evitando dunque di incappare in scenari anche pericolosi.

Tra gli altri compiti dell’alimentatore si annoverano la stabilizzazione della corrente elettrica ricevuta dalla presa di casa (che potrebbe in molti casi essere a tensione variabile, specie se si vive in una zona ad alto rischio di fulmini), l’arresto d’emergenza della fornitura elettrica in caso di corto circuito, sovraccarico o surriscaldamento, oltre che la possibilità di sfruttare un interruttore fisico per poter interrompere immediatamente l’alimentazione (questo pulsante, di solito, si trova sempre a ridosso dello spinotto d’ingresso ed è identificato dalle diciture I/O o ON/OFF).

Gli alimentatori dedicati ai computer fissi hanno la forma di una scatoletta dotata di una grande ventola, da posizionare solitamente nella parte alta del case, da cui sbucano fuori diversi connettori da installare sulla scheda madre o, in alcuni casi, direttamente sulla componente che si intende alimentare.

Sui notebook, invece, l’alimentatore è molto più semplice ed è composto quasi unicamente da un trasformatore (la scatola nera presente di solito a metà del filo d’alimentazione) e da un piccolo distributore collocato all’interno della scocca del portatile: nella maggior parte dei casi, questo componente deve supportare carichi di energia elettrica decisamente inferiori rispetto a quelli necessari per dare corrente a un computer desktop.

Tieni ben presente che, in questa guida, focalizzerò la mia attenzione sugli alimentatori per computer fissi. Per quanto riguarda i computer portatili, è invece sufficiente scegliere un alimentatore che sia compatibile con il modello in proprio possesso: in commercio, per esempio, esistono degli alimentatori universali, in grado di adattarsi a numerosi modelli di portatili, grazie alla possibilità di cambiare l’attacco del cavo stesso e adattarlo a quello a propria disposizione. Di seguito te ne propongo alcuni.

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Come scegliere alimentatore PC ideale

Compresa la sua utilità, scommetto che ti stai chiedendo come scegliere alimentatore PC ideale per i tuoi scopi: cerca di non acquistare il primo modello che ti capita a tiro, ma soffermati attentamente sulle righe seguenti e leggi attentamente tutti i parametri da tenere in considerazione, così da effettuare una scelta sensata, sicura e adatta alle tue necessità.

Capacità/potenza

Il primo parametro da tenere in considerazione nella scelta di una PSU è sicuramente la capacitàpotenza, cioè il carico massimo che l’alimentatore può supportare per dare correttamente energia a tutti i vari componenti.

La capacità è indicata in Watt (l’unità di misura della potenza) sia sulla confezione che sull’etichetta dell’alimentatore: per esempio, scegliendo un alimentatore da 500W, il computer ha a disposizione una potenza massima di 500W in condizioni ideali (ritornerò su questo aspetto tra breve).

Va detto, però, che ogni componente ha un diverso consumo elettrico e che, per poter capire se la capacità di un certo alimentatore sia o meno sufficiente per reggere il carico richiesto, bisogna considerare il consumo globale di tutti i componenti. Effettuare manualmente questo calcolo potrebbe essere abbastanza complesso, specie per chi non ha almeno un’infarinatura generale di elettronica: è per questo motivo che, per semplificare la scelta, è possibile utilizzare dei siti specializzati che compiono automaticamente quest’operazione.

All’atto pratico, tutto ciò che devi fare è specificare (con più dettagli possibili) ciascun componente presente all’interno del computer da alimentare: il risultato, nella maggior parte dei casi, è il wattaggio minimo necessario per un corretto funzionamento del computer a massimo carico.

Uno dei migliori siti Internet di cui puoi servirti, a tal proposito, è Cooler Master – PSU Calculator: su di esso sono presenti una serie di voci e menu a tendina, in cui indicare con dovizia di particolari le componenti interne del computer su cui installare l’alimentatore. In particolare, devi specificare il modello di CPU in tuo possesso, l’eventuale scheda video discreta, il numero di banchi di RAM installati, la tipologia di memoria, le periferiche SATA connesse e, infine, il numero di ventole presenti. Per quanto riguarda invece USB e dispositivi PCI, puoi ignorare l’inserimento o specificare valori stimati.

Completata l’operazione, devi semplicemente cliccare sul pulsante Calculate, posizionato in basso a destra, per ottenere il carico stimato delle componenti e la capacità consigliata per l’alimentatore da scegliere, il tutto espresso in Watt.

Certificazione sul rendimento energetico

Se hai letto attentamente la parte introduttiva di questa guida, hai notato come io abbia parlato di “condizioni ideali” di funzionamento. L’ho fatto per un motivo ben preciso: non sempre il rendimento dell’alimentatore è costante, esso potrebbe variare molto in base alla stabilità della corrente ricevuta, alle temperature raggiunte all’interno del case e al numero di componenti collegate. Le condizioni ideali di funzionamento possono essere misurate tramite il calcolo del rendimento energetico dell’alimentatore.

Il rendimento energetico si esprime in valore percentuale e può fare la differenza tra un buon alimentatore e uno qualitativamente inferiore: per intenderci, un alimentatore da 500W all’80% di rendimento è molto più efficace di un alimentatore da 750W con solo il 70% di rendimento. Anche questa volta, non dovrai perderti in complessi calcoli: i produttori certificano i loro alimentatori apponendo un bollino di riconoscimento per tutti dispositivi che superano l’80% di rendimento durante gli stress test. Più il bollino è “prezioso”, maggiore sarà il rendimento energetico a tutti i picchi di carico

Il bollino iniziale è l’80Plus White (caduto quasi in disuso e sostituito da 80Plus Bronze), seguito a ruota da altri bollini via via più prestanti, fino ad arrivare all’80Plus Titanium, con rendimenti superiori al 90%.

Puoi scegliere l’alimentatore più adatto alle tue esigenze anche in base al bollino, tenendo presente che più quest’ultimo è “prestigioso”, più il prezzo della PSU aumenterà: se, per esempio, disponi di un computer adatto alla navigazione in Internet e poche altre attività, puoi optare per un alimentatore certificato 80Plus Bronze; per un PC da lavoro o per altre attività più impegnative, potresti invece prendere in considerazione 80Plus Silver.

Infine, se sei un appassionato di videogiochi e grafica 3D, ti consiglio di puntare solo su modelli con certificazioni 80Plus Gold o Platinum. Ti consiglio di tenere in considerazione l’80Plus Titanium, il tipo di alimentatore più prestante (nonché il più costoso), soltanto in casi di necessità di potenza di calcolo estrema (ad esempio per le operazioni di mining di criptovalute, per le configurazione con schede video discrete multiple o per l’installazione su macchine server che necessitano elevata attività).

Modularità

Altro parametro da tenere in considerazione per scegliere alimentatore PC in modo corretto è la modularità della cavetteria da utilizzare per collegarlo alle varie periferiche.

Negli alimentatori non modulari, per esempio, i cavi sono già installati nella “scatoletta” e spuntano fuori da un angolo della stessa: in tal modo, si ha la certezza di avere a disposizione tutti i connettori possibili, tuttavia può risultare scomodo trovare un posto, all’interno del case, a quelli che non verranno collegati ad alcun dispositivo.

Altri tipi di alimentatori, invece, dispongono di un certo numero di cavi preinstallati (solitamente quelli dedicati a scheda madre e CPU) e sono dotati di alcune porte a cui collegare, al bisogno, l’ulteriore cavetteria necessaria: in gergo, questa tipologia di PSU è definita semi-modulare.

Infine, esistono in commercio alimentatori senza nessun “filo” già presente: all’interno di questi, l’intera cavetteria può essere installata volta per volta e, spesso, posizionata e riordinata attraverso delle apposite guide. Questa tipologia di alimentatore è detta modulare.

A parità di wattaggio e certificazione energetica, la modularità non cambia le prestazioni di una PSU: la scelta di un alimentatore non modulare, semi-modulare o modulare è da compiere in base allo spazio a disposizione e all’ottimizzazione del flusso d’aria in transito nel case (maggiore è il numero di cavi presenti nel case, peggiore è il flusso d’aria al suo interno).

Grandezza e fattore di forma

L’ultimo parametro da tenere in considerazione per la scelta di un alimentatore, ma solo in ordine di elenco, corrisponde alle dimensioni dello stesso: esse, nel limite del possibile, sono standardizzate in base a fattori di forma compatibili con i vari case disponibili in commercio.

Prima di acquistare un nuovo alimentatore, è quindi fondamentale avere ben presente la tipologia di case in cui esso deve essere installato, così da conoscere il form factor supportato e le dimensioni massime utilizzabili in termini di profondità (alcuni alimentatori di fascia alta, tipici dei computer da gaming, tendono a essere più profondi del normale). Di seguito ti indico i fattori di forma più comuni.

  • ATX PS/2 – altresì noto come standard ATX PSU, è il form factor più diffuso tra le PSU per computer. Le dimensioni di questo standard sono 150 x 86 x 140 mm (altezza x larghezza x profondità); in alcuni frangenti, la profondità può raggiungere i 160 mm.
  • ATX PS/3 – questa tipologia di alimentatore, leggermente più piccola di quella vista in precedenza, ha come dimensioni 150 x 86 x 100 mm; la profondità massima di queste PSU non supera mai i 139 mm. Gli alimentatori ATX PS/3 possono essere installati anche in case compatibili con ATX PS/2, in quanto sono soltanto meno profondi.
  • SFX – questo form factor è adatto ai case per computer barebone/ultracompatti (ad es. i mini-PC media center o le console barebone da “salotto”). Le dimensioni di questo standard sono 125 mm x 51.5 mm x 100 mm, con piccole variazioni relative alla profondità. Gli alimentatori SFX possono essere installati anche in case compatibili con ATX PS/2, utilizzando però adattatori dedicati in grado di “reggere” l’alimentatore in posizione.

Quale alimentatore PC comprare

Se sei arrivato fin qui, vuol dire che hai compreso alla perfezione come scegliere alimentatore PC e che, finalmente, hai la capacità di decidere in totale autonomia quale possa essere più adatto al tuo caso. Come ulteriore aiuto, in questa sezione, ho selezionato con cura alcuni modelli di alimentatore in base a una serie di esigenze quotidiane, così da guidarti ulteriormente verso una scelta sensata e sicura.

Alimentatore per utilizzo casalingo (Internet, posta elettronica, video)

Se il computer che stai assemblando è dedicato a un utilizzo prettamente casalingo, puoi puntare sull’alimentatore Corsair CX450M 450W, un semi-modulare con 450W di potenza massima erogata, certificazione 80 Plus Bronze e form factor ATX PS/2. Se necessario, puoi prendere in considerazione un wattaggio diverso.

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In alternativa, puoi dare un’opportunità al Corsair Vengeance 550M, dotato anch’esso di cavetteria semi-modulare, form factor ATX PS/2, certificazione 80 Plus Bronze e wattaggio differente in base alle necessità.

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Alimentatore per utilizzo da ufficio (programmi gestionali, Office e simili)

Per quanto riguarda i computer da ufficio, ti consiglio di puntare invece sulla certificazione 80 Plus Silver, in grado di offrire maggior “tenuta” di potenza anche in situazioni di carico elevato: per esempio, potresti dare un’opportunità al be quiet! Pure Power 10 CM 400, semi-modulare con potenza massima di 400 W, form factor ATX PS/2 e certificazione fino al 91% di rendimento energetico.

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Una valida alternativa a questo alimentatore è l’Aerocool Integrator MX500, un altro semi-modulare ATX PS/2, con potenza massima di 500 W e certificazione fino all’88% di rendimento energetico.

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Alimentatore da gaming

Per assemblare un buon computer da gaming, sono richiesti componenti hardware molto esosi in termini di consumo elettrico: per questo motivo, non bisogna badare a spese per quanto riguarda la PSU, puntando dritti a un dispositivo di fascia alta. Un valido esempio è il Corsair TX650M, un ATX PS/2 semi-modulare, dalla potenza massima di 650 W (ma disponibile anche a wattaggi superiori) e certificazione 80 Plus Gold.

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In alternativa, puoi tener presente il Thermaltake Toughpower Grand RGB, dalla potenza massima di 750W, certificazione 80Plus Gold, form factor ATX PS/2 e cavetteria totalmente modulare.

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Per configurazioni da gaming avanzate (con GPU collegate in SLI/CrossFire, per esempio), il mio consiglio ricade sull’Enermax EPM750AWT, che vanta una certificazione 80Plus Platinum con efficienza fino al 94%, cavetteria semi-modulare, 750 W di potenza e form factor ATX PS/2.

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Alimentatore per mini-PC

Se hai un computer di ridotte dimensioni o intendi assemblare da zero un media center, devi puntare su un alimentatore compatto come lo Sharkoon SilentStorm SFX, un alimentatore non modulare dalla potenza massima di 450 W, certificazione 80Plus Bronze e form factor, ovviamente, SFX.

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Come dici? Non ritieni sufficiente questo alimentatore, poiché hai assemblato una mini-console da gioco? Allora ti consiglio di fare affidamento a un alimentatore come l’Enermax Revolution SFX, che con il fattore di forma SFX offre una potenza massima di 650W, certificazione 80Plus Gold e cavetteria totalmente modulare.

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