Come spiare WhatsApp iPhone
Hai appena acquistato il tuo primo iPhone, stai iniziando a comunicare con i tuoi amici tramite WhatsApp e temi che qualcuno possa ficcare il naso nei tuoi messaggi senza che tu te ne accorga? Lo capisco: sono in tanti, dopo aver dato un'occhiata rapida alle notizie internazionali, a temere di finire vittime di problemi di sicurezza informatica di cui si sente parlare sempre più spesso.
Lasciami però dirti sin da subito che, per fortuna, quando dei malintenzionati si chiedono come spiare WhatsApp su iPhone devono scontrarsi con i moderni sistemi di sicurezza, ovvero quelli integrati direttamente sul dispositivo e quelli che ti spiegherò come attivare nel corso di questa guida. Applicando un po' di buonsenso, insomma, un utente comune è ragionevolmente al sicuro da problematiche di spionaggio così avanzate, per quanto non sia giusto abbassare del tutto la guardia. Ecco allora che ti auguro buona lettura, visto che in questo post illustrerò un po' tutto ciò che c'è da sapere sull'argomento!
ATTENZIONE: spiare le chat di altre persone senza consenso, anche nel caso in cui si stia pensando di farlo con un familiare, rappresenta una grave violazione della privacy, oltre che un reato che potrebbe risultare punibile a norma di legge. Le informazioni che risiedono in questo post sono a puro scopo informativo, nonché orientate in modo esclusivo alla protezione della sicurezza delle chat e di carattere generico. Non mi assumo comunque alcuna responsabilità circa l'eventuale utilizzo scorretto delle informazioni.
Indice
- Informazioni preliminari
- Come fanno i malintenzionati a spiare WhatsApp su iPhone
- Come difendersi da chi tenta di spiare le chat di WhatsApp su iPhone
Informazioni preliminari

Prima di approfondire quali sono i principali scenari a cui prestare attenzione, ritengo sia bene farti sapere che non vale la pena di farsi prendere dal panico. Come già accennato in precedenza, infatti, sono molti i sistemi di sicurezza integrati al giorno d'oggi.
L'esempio più lampante riguarda il fatto che WhatsApp utilizza la crittografia end-to-end. Nel caso in cui non ne avessi mai sentito parlare, si tratta di un sistema che si occupa di evitare che le chat relative all'app di messaggistica istantanea viaggino in chiaro e siano dunque visibili da terzi. Le tue conversazioni circolano insomma già in maniera cifrata, in modo che sia molto complicato provare a “intercettarle” per dei malintenzionati. Ulteriori info qui.
Ma perché allora si sente comunque parlare spesso di casi in cui dei cybercriminali effettuano degli accessi abusivi alle chat? Il fatto è che, nei casi noti a livello internazionale, in genere si tratta di gruppi di criminali informatici che utilizzano sistemi sofisticati per tentare di accedere a dati che riguardano bersagli sensibili. Per fare degli esempi pratici, questi possono essere attivisti o giornalisti di rilievo. Ecco allora che, così come spiegato in un'analisi degli esperti di AVG, casi che hanno fatto il giro del mondo come quello relativo allo spyware Pegasus non rappresentano ragionevolmente una minaccia importante per gli utenti comuni. Per maggiori dettagli su tale questione, potrebbe farti comunque piacere approfondire il post di Kaspersky relativo a Pegasus.
Al netto di tali questioni, che sono quelle a cui più spesso si fa riferimento in termini di notizie, ci sono però anche dei casi che riguardano gli utenti comuni, che riguardano però in genere delle situazioni molto meno avanzate. Si tratta più che altro di casi in cui vengono utilizzate delle tecniche di ingegneria sociale o vengono utilizzate delle funzioni in modo improprio, dunque in questa sede mi soffermerò su situazioni di questo tipo. D'altro canto, anche per un utente comune è bene non abbassare la guardia in un mondo iperconnesso come quello odierno.
Come fanno i malintenzionati a spiare WhatsApp su iPhone
Adesso che sei a conoscenza dello scenario generale, avrai probabilmente già compreso che, quando dei cybercriminali studiano come spiare WhatsApp su iPhone, purtroppo non si fanno scrupoli a tentarne di ogni. Ecco allora che ogni esperto di sicurezza informatica ti dirà che è importante conoscere i principali fronti a cui prestare attenzione, così da poter in seguito applicare al meglio i giusti sistemi di sicurezza così come indicato nella seconda parte del post. D'altro canto, l'approfondimento e la conoscenza sono degli aspetti fondamentali in termini di cybersecurity.
App spia e altre situazioni malevole

Uno degli scenari principali a cui prestare attenzione in questo ambito è relativo all'eventuale presenza sul dispositivo di app spia. Facile capire a cosa servano queste ultime, visto il nome: si tratta di applicazioni che i cybercriminali utilizzano per provare a spiare le attività digitali dell'ignara vittima. Per fare degli esempi pratici, i malintenzionati potrebbero provare ad accedere abusivamente a quanto digitato sulla tastiera, oppure a ottenere degli screenshot, esfiltrando in seguito le informazioni sfruttando la connessione a Internet dell'iPhone.
Il fatto è che per tentare di convincere la vittima a installare app contenenti codice malevolo, i cybercriminali potrebbero tentare di sfruttare le cosiddette tecniche di ingegneria sociale. Si tratta di situazioni in cui, con una scusa, i malintenzionati possono chiedere all'utente di installare un'app malevola o comunque di fornire dati sensibili. Nel corso degli anni se ne sono viste di tutti i tipi, da false comunicazioni urgenti (relative, per esempio, anche a fatture inventate) a criminali informatici che si sono finti le forze dell'ordine. I tentativi possono insomma essere di ogni genere (e infatti è sempre bene diffidare dalle strane comunicazioni, evitando anche di premere su link e allegati non richiesti, come indicato nella mia guida su come proteggersi dal phishing).
In genere ciò che provano a fare i criminali informatici è tentare di mettere fretta alla vittima, così che non ragioni a mente lucida sul da farsi e cada più facilmente nella trappola. Ecco allora che, anche nel mondo reale, è sempre bene evitare di agire d'impulso. A tal proposito, per aiutarti a ragionare in un modo un po' più calmo, puoi effettuare qualche ricerca su Google in merito a quanto hai ricevuto (in genere, infatti, le segnalazioni in merito alle truffe più comuni non mancano online) o chiedere per esempio a un chatbot IA come ChatGPT se ci sono elementi che possano indicare che si tratti di una truffa (l'IA non è perfetta, ma in genere è in grado di rilevare le problematiche più comuni). A livello generale, comunque, non fornire mai dati sensibili.
Se pensi di essere già caduto vittima di una situazione simile, ad esempio perché dopo aver prestato lo smartphone a una persona hai notato che c'è qualcosa di strano, puoi dare un'occhiata alle app installate sull'iPhone. Devi sapere, infatti, che in questi contesti a volte i malintenzionati tentano di utilizzare in modo malevolo app legittime, come quelle relative al controllo parentale. Queste ultime, pensate di base per monitorare le attività dei propri figli, sono infatti in grado di tenere traccia di un buon numero di informazioni. Ecco allora che, se controllando quali app sono disponibili sul tuo smartphone, trovi senza motivo nomi come mSpy, che come spiegato nel relativo post è proprio un'app per il parental control, faresti bene a procedere con una disinstallazione immediata. Per il resto, se riscontri altre applicazioni che non conosci, puoi effettuare ricerche online per comprendere meglio di cosa si tratta (in quel caso potrebbe infatti trattarsi anche semplicemente di elementi di sistema).
Detto ciò, potresti sapere che nella seconda parte della guida scenderò nel dettaglio dei sistemi di sicurezza generali che possono aiutarti a mantenere il più al sicuro possibile il tuo dispositivo dalla principali minacce in termini di cybersecurity. D'altro canto, sono tante le tipologie di problematiche che si potrebbero riscontrare, dai keylogger agli spyware, ma vale la pena indicare anche che la situazione è in continuo aggiornamento. Come detto, infatti, purtroppo i cybercriminali sono alla continua ricerca di nuove modalità con cui ottenere informazioni sensibili.
Controllo del traffico di rete

Un'altra tecnica di cui si discute ormai da tanti anni in questo campo riguarda lo “sniffing” delle reti wireless. Con il termine “sniffare” si intende esaminare, tramite dei programmi predisposti allo scopo, tutti i dati che passano in chiaro su una rete Wi-Fi. Visto quanto indicato nel capitolo preliminare della guida, però, potresti aver già intuito che oggi i sistemi di sicurezza non mancano di certo in questo campo, a partire dal fatto che le chat viaggiano in modalità criptata.
Per quanto le conversazioni siano ragionevolmente ormai al sicuro da tentativi malevoli di questo tipo, vale comunque la pena ricordarsi del fatto che esistono degli scenari specifici in cui la connessione a Internet può effettivamente comportare qualche problematica in termini di sicurezza. Mi riferisco, per esempio, al collegamento a una rete Wi-Fi pubblica, situazione che potrebbe vedere la presenza dall'altra parte di malintenzionati pronti a carpire dati.
Ecco allora che, nonostante si tratti di un contesto limitato e specifico, potresti evitarlo il più possibile. Nel caso in cui tu abbia proprio bisogno di effettuare questo tipo di operazione, ragiona invece sull'utilizzo di adeguati servizi per la protezione della privacy mentre navighi sul Web.
Utilizzo improprio di funzioni

Un altro scenario, in questo caso relativo nello specifico al servizio WhatsApp, di cui si è discusso spesso col passare del tempo è relativo alla possibilità che dei malintenzionati tentino di utilizzare in modo improprio la funzione multi-dispositivo. Si fa riferimento, d'altro canto, a una funzione che consente di “duplicare” le chat su altri dispositivi, avendo dunque accesso alle conversazioni di un account, per esempio, da un computer. Ecco allora che, nel caso questo tipo di utilizzo finisse nelle mani sbagliate, potrebbero essere importanti problemi in termini di privacy.
Per fortuna, però, anche in questo caso nel corso degli anni sono arrivate importanti protezioni. È infatti improbabile che la giorno d'oggi si verifichi uno scenario di questo tipo, visto che un cybercriminale dovrebbe farsi prestare l'iPhone con una scusa e procedere, avendo accesso fisico al dispositivo, alla scansione del codice QR che riguarda l'abbinamento della funzione multi-dispositivo. Non solo: se sull'iPhone è impostato un metodo di sblocco sicuro, il malintenzionato dovrebbe riuscire anche a bypassare quest'ultimo per procedere.
Questo senza contare che WhatsApp invia notifiche in merito agli accessi e che per fortuna è facilmente possibile controllare e gestire i dispositivi collegati, cosa che puoi fare seguendo quanto indicato nel relativo capitolo del post. Se, insomma, malauguratamente ci dovesse essere qualcosa che non va in questo senso, quantomeno riuscirai a “tagliare fuori” i malintenzionati in men che non si dica.
Accesso alle informazioni del profilo

Come spiegato anche per quel che riguarda le tecniche di ingegneria sociale, spesso per quel che riguarda gli utenti comuni sono delle disattenzioni a poter incrementare il numero di problemi di sicurezza. Questo vale anche nelle informazioni che si decidono di lasciare pubbliche su WhatsApp. Certo, si tratta di un contesto diverso rispetto alle situazioni trattate in precedenza, ma lasciami spiegare.
Laddove i nostri dispositivi sono perennemente connessi a Internet, non è per nulla inusuale sentire fare riferimento alle fughe di dati. Si tratta di situazioni in cui, anziché puntare a bucare il dispositivo delle vittime, i cybercriminali mirano a esfiltrare informazioni sensibili dai database delle grandi aziende. Ecco allora che in questo modo dei malintenzionati potrebbero riuscire a risalire, per esempio, al tuo numero di telefono, procedendo dunque poi a salvarlo e riuscendo ad associarlo alla tua identità grazie alle informazioni lasciate disponibili su WhatsApp.
Ovviamente in questo caso il problema in termini di sicurezza è ridotto, ma potrebbe comunque trattarsi di una situazione non piacevole, contando anche dei malintenzionati potrebbero riuscire ad accedere in questo modo anche a informazioni relative, per esempio, allo stato online, nonché alla foto del profilo. Inoltre, in questi casi, i cybercriminali potrebbero provare a mettere in atto ulteriori tentativi in stile phishing. Per prevenire questo tipo di problematica, potresti dare un'occhiata anche a quanto indicato nel capitolo del tutorial relativo alle funzioni di sicurezza integrate su WhatsApp.
Come difendersi da chi tenta di spiare le chat di WhatsApp su iPhone
Adesso che conosci i principali fronti a cui prestare attenzione in questo campo, è arrivato il momento di comprendere in che modo puoi blindare il più possibile il tuo iPhone e l'account WhatsApp associato. Nei capitoli del post che seguono puoi trovare tutti i dettagli del caso in tal senso.
Utilizzare i giusti sistemi di sicurezza

Considerato quali sono le problematiche di sicurezza più diffuse, capisci bene che è di fondamentale importanza avere a disposizione dei validi sistemi di sicurezza generali. Fortunatamente in questo ambito gli iPhone dispongono già di protezioni di sicurezza integrate importanti, che agiscono “dietro le quinte” senza necessità di intervento da parte dell'utente. Quel che ti potrebbe interessare, però, è innanzitutto evitare procedure di sblocco come il jailbreak, visto che tali operazioni possono mettere ulteriormente a rischio il dispositivo.
Al netto poi del controllo delle applicazioni installate (e la conseguente disinstallazione delle eventuali app sospette), potrebbe farti piacere approfondire anche le applicazioni di terze parti che possono tornare utili. Ecco allora che puoi consultare quanto indicato nella mia guida generale relativa ai migliori antivirus per iPhone, anche se come detto in questo campo le protezioni di sistema non mancano.
Per incrementare il livello di sicurezza del tuo dispositivo in un mondo costantemente connesso a Internet, però, puoi più che altro dare un'occhiata ai servizi VPN. Al contrario di quanto potresti pensare, infatti, questi ultimi non si occupano solo di proteggere la privacy del tuo indirizzo IP, ma in alcuni casi offrono anche funzioni di protezione generali che possono consentirti, per esempio, di stare il più possibile alla larga dal download di app malevole.
Ecco allora che potrebbe farti piacere approfondire, per esempio, l'ormai ampiamente noto NordVPN, che col passare del tempo si è fatto conoscere anche grazie alla funzione Threat Protection, pensata proprio per mantenere il dispositivo al sicuro dalle principali minacce di sicurezza informatica. Se sei indeciso sul da farsi, potresti fugare gli eventuali dubbi approfondendo quanto illustrato nella mia recensione di NordVPN.
A farsi notare sono poi anche altri validi servizi VPN, che nel corso degli anni hanno consentito a molte persone di proteggere la propria privacy in fase di navigazione del Web. Si va da Surfshark (che ho anche recensito qui) a ExpressVPN (servizio che si fa spesso notare anche per promo non di poco conto), passando per PrivadoVPN (che ho anche provato qui). Per maggiori dettagli su questa tipologia di servizio, tra l'altro, potrebbe farti piacere dare un'occhiata al mio post relativo nello specifico alla protezione della privacy del dispositivo.
Tenere monitorati gli accessi

Tenendo bene a mente anche lo scenario che riguarda l'utilizzo improprio della feature multi-dispositivo, potresti procedere a effettuare una verifica relativa ai dispositivi associati all'account WhatsApp. In questo modo, infatti, puoi comprendere se effettivamente c'è qualcosa che non va in questo senso.
Per effettuare quest'operazione da iPhone, apri dunque l'app di WhatsApp, recandoti poi nel percorso Impostazioni > Dispositivi collegati. Da questa schermata potrai dunque vedere se ci sono eventualmente dispositivi su cui sono state “duplicate” le chat. Nel malaugurato caso in cui ci sia qualcosa che non va, sappi che puoi comunque premere sul riquadro della sessione e selezionare l'opzione Disconnetti per “tagliare” fuori i malintenzionati. Ulteriori dettagli qui.
Va detto comunque che, come precedentemente spiegato, i sistemi di protezione che entrano in gioco per evitare abusi sono ormai tanti. Ecco allora che potresti ricordare, più che altro, di impostare un metodo di sblocco sicuro sull'iPhone, così da evitare il più possibile che avvengano scansioni abusive del QR Code associato alla funzione.
Attivare le funzioni di sicurezza e privacy integrate

Riprendendo anche la questione relativa alle informazioni lasciate pubbliche in termini di profilo, vale la pena dare un'occhiata alle funzioni di sicurezza e privacy integrate in modo diretto nell'applicazione di WhatsApp.
Ecco allora che, una volta avviata quest'ultima, puoi esplorare un po' tutte le opzioni disponibili nelle Impostazioni. Per quanto la situazione sia in aggiornamento, infatti, nel corso degli anni sono arrivate diverse opzioni non di poco conto, a partire da quelle raggiungibili tramite il percorso Impostazioni > Privacy. Da questa schermata puoi infatti agire per quel che riguarda il livello di privacy di elementi come Immagine del profilo, Stato, Info, Link e Ultimo accesso e online, optando magari per selezioni più stringenti come Nessuno o I miei contatti. Potrebbe inoltre farti piacere dare un'occhiata anche a quel che riguarda le opzioni di aggiunta ai gruppi, nonché a quelle relative alle conferme di lettura e ai messaggi effimeri.
Potrebbe poi interessarti valutare quanto presente nel percorso Impostazioni > Privacy > Avanzate, visto che è in quest'ultimo che in genere è possibile spostare su ON levette relative a opzioni come Proteggi l'indirizzo IP durante le chiamate, Disabilita anteprime dei link e Blocca i messaggi di account sconosciuti. Un altro percorso che potrebbe interessarvi seguire è poi quello Impostazioni > Privacy > Chiamate, dato che in quest'ultimo è possibile impostare su ON anche l'opzione Silenzia le chiamate da numeri sconosciuti. Le possibilità per ottenere un maggiore grado di protezione su WhatsApp non mancano di certo, insomma.
Altre precauzioni per evitare problemi

Andando oltre alle questioni di protezione di carattere generale, per mantenere il più possibile al sicuro il proprio iPhone e l'account WhatsApp associato in ottica futura torna sicuramente utile mettere in pratica i seguenti accorgimenti.
- Non prestare lo smartphone a sconosciuti: per quanto possa a volte sembrare scortese non prestare a terzi lo smartphone per una telefonata, visto quanto indicato anche in termini di ingegneria sociale è bene ragionare per bene sul da farsi.
- Aggiorna WhatsApp: scaricando sempre gli ultimi aggiornamenti disponibili per l'app di WhatsApp eviti di andare incontro a eventuali falle che i malintenzionati possono scovare e usare a loro favore. Per schiarirti le idee sul da farsi, consulta la mia guida specifica su come aggiornare WhatsApp su iPhone.
- Attiva il blocco su WhatsApp: forse non ne eri a conoscenza, ma devi sapere che WhatsApp mette a disposizione dei suoi utenti una funzione per bloccare l'accesso all'app tramite volto o impronta digitale, mediante la quale è possibile impedire l'accesso alle proprie conversazioni a soggetti terzi non autorizzati. Per attivare questa funzione, in genere basta recarsi nella sezione Impostazioni > Account > Privacy > Blocco schermo di WhatsApp e portare su ON l'interruttore per attivare il blocco dello schermo. Per ulteriori informazioni, leggi le mie guide su come mettere il Face ID su WhatsApp e su come mettere il Touch ID su WhatsApp.
Andando oltre a quanto indicato in questa sede, potrebbe per il resto interessarti approfondire i miei tutorial generali relativi a come comprendere se lo smartphone è spiato e come proteggere la privacy dello smartphone.

Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. à il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
