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Migliori prodotti dropshipping

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Sei interessato ad aprire il tuo prossimo business online e, un po' spulciando su Internet un po' chiacchierando in giro, hai sentito parlare del dropshipping. Si tratta sostanzialmente di una pratica di rivendita, che collega il produttore o il grossista al consumatore con te come intermediario.

Tutto molto interessante e promettente, se non fosse che si tratta di un mercato vastissimo, dove le possibilità sono infinite e vanno attentamente soppesate, altrimenti si va incontro a fallimento certo. Per questo, una delle domande da porsi prima d'iniziare, è su quale siano i migliori prodotti dropshipping, così da restringere il cerchio.

Ebbene in questa guida voglio darti un po' d'idee, numeri e chiarimenti sulla questione, cosicché tu possa mettere insieme un progetto che sia fin da subito ben inquadrato. Se la cosa t'incuriosisce, non cincischiamo oltre che abbiamo tantissime cose delle quali parlare.

Indice

Migliori prodotti da vendere in dropshipping

negozio

Partiamo da una infarinatura generica sui migliori prodotti da vendere in dropshipping, poi passeremo a esempi più specifici.

  • Abbigliamento — la prima categoria di prodotto della quale voglio parlare è l'abbigliamento. Questo è estremamente semplice da rivendere in dropshipping, specialmente se si parla di prodotti semplici. Magliette (magari pure a tinta unita), calze, intimo, cappelli e altri elementi simili con particolare focus a ciò che non richiede particolari lavorazioni, non risente troppo sbalzi di qualità e viene acquistato in praticamente tutti i colori. Un giubbotto può essere brutto o non tenere caldo, le scarpe avere una brutta linea e scollarsi dopo 10 passi, ma una maglietta a tinta unita rimane una maglietta a tinta unita. Certo, la competizione è alta, ma se ti aspetti di trovare qualcosa facilissimo da vendere al quale non ha pensato nessuno… Ci siamo capiti.
  • Attrezzature da viaggio — quando si viaggia, ci si porta dietro sempre un sacco di cose semplici e altre complesse. Restando sempre sul lato della semplicità, cose come bottiglie di vetro/metallo/plastica, sacche impermeabili, power bank, torce e ogni altro genere di prodotto che, come per il precedente punto, ha prezzi contenuti ed è presente sul mercato in varie forme e range qualitativi. La cosa importante è che non sia cianfrusaglia che si rompe al primo utilizzo (altrimenti ti giocherai la reputazione), per il resto sono prodotti che hanno molto mercato e il cliente sceglie senza troppe comparazioni.
  • Prodotti per attività fisica semplice — quando le persone vogliono fare sport, spesso si affidano a degli “attrezzi” che migliorano la qualità del loro esercizio fisico. Mi riferisco a materassini per lo yoga (o altri prodotti inerenti), manubri in gomma per fare esercizi a casa, nastri per lo stretching, fasce per la testa e ogni altro genere di equipaggiamento simile. Sono anche qui prodotti che non risentono della mancanza di un forte brand alle spalle, non necessitano di comparazioni o recensioni per essere scelte e tra loro la differenza qualitativa è molto ristretta.
  • Prodotti per cellulari — sono certo che avessi già pensato a questo genere di cose. Quando si parla di dropshipping, una delle prime cose che viene (solitamente) in mente sono le cover per cellulari che ingolfano gli ecommerce. Come potrai facilmente immaginare, questi sono quasi tutti venduti in dropshipping e spesso non sono altro che il medesimo prodotto riproposto sotto diversi brand e prezzi. Il mercato della telefonia però non finisce certo con le cover, ma ci sono anche caricabatterie, cavi vari, protettori schermo e molto altro ancora.
  • Prodotti per la cura personale — voglio infine menzionare anche i prodotti per la cura personale (inteso anche per la cura del bambino) come creme, trucchi, bagnoschiuma e tutti quei prodotti che vengono utilizzati sul corpo o ingeriti. Hanno certamente moltissimo mercato, ma voglio darti un grosso avvertimento. Qui si parla di prodotti che, se fatti male, potrebbero essere potenzialmente tossici o causare reazioni allergiche anche gravi. Lanciarsi in questo genere di rivendita va fatto con un'attenzione estrema, dato che legalmente sarai tu responsabile di questi prodotti, non l'azienda che li ha prodotti di base (o comunque lo sarai almeno in parte). Prendere cose a caso e lanciarle sul mercato, potrebbe essere una decisione della quale potresti pentirti.

Prodotti digitali da vendere in dropshipping

grafico

Se ti stessi chiedendo se fosse possibile vendere dei prodotti digitali in dropshipping, la risposta è no. La pratica di dropshipping si basa sul fare da intermediario tra produttore e compratore di un bene fisico, sgravandosi degli oneri della spedizione e della gestione dell'inventario.

I prodotti online però non necessitano di tale pratica, in quanto qualunque produttore può venderlo a qualunque consumatore immediatamente e senza necessità d'intermediari. Qualunque pratica di dropshipping digitale (o qualcosa che potremmo definire concettualmente simile), probabilmente viola i diritti di copyright o, comunque, risulta priva di senso.

L'unica soluzione che mi viene in mente per questa casistica, potrebbe essere la localizzazione in altre lingue di corsi. Ovviamente però andrebbe fatta in accordo con il produttore, ma resta comunque qualcosa di molto diverso dal dropshipping. Quindi, tecnicamente, questa pratica di dropshipping non esiste o non è legale, quindi passiamo oltre.

Prodotti dropshipping Amazon

shopping

Se hai intenzione d'iniziare questo business, è probabile che tu abbia valutato diverse piattaforme per rivendere i tuoi prodotti e che possa averti frullato nella testa anche l'idea di trovare prodotti da vendere in dropshipping su Amazon.

Si tratta infatti di un ecommerce (o potremmo dire dell'ecommerce per eccellenza) che permette a chiunque di aprire un negozio, con addirittura la possibilità di dare ad Amazon stessa la gestione del magazzino. Per capirci, tramite Amazon FBA, puoi avere un tuo personale magazzino qui sopra, facendo spedire dal tuo fornitore i prodotti qui e lasciando che Amazon stessa si occupi della spedizione.

Qui si presenta il medesimo dilemma già visto in precedenza, ovvero quali prodotti vendere. Ebbene non è un segreto che Amazon si occupi di un po' di tutto e, sulle sue pagine, sia più facile trovare qualcosa che non trovarlo, il che è un vantaggio e uno svantaggio allo stesso tempo.

Sì, qui potrai vendere qualunque prodotto in dropshipping ma sì, qui è già venduto praticamente ogni prodotto in dropshipping e non. Questo vuol dire una concorrenza elevatissima, con praticamente ogni genere di prodotto che ha già almeno 10, 100 o 1.000 venditori che lo forniscono già da tempo, con storico di vendite e recensioni (a volte vere e a volte no) a testimoniarne la bontà.

Insomma, è letteralmente una giungla dove vince chi fa i prezzi più bassi o riesce a ritagliarsi quell'autorevolezza o quel pizzico di originalità dei prodotti da poter alzare il prezzo. Come ci si può infilare in questo mondo adesso e sperare di avere successo?

La verità è che si può, ma occorre un minimo di pianificazione. Dovrai esaminare il mercato di quel prodotto specifico (vale sempre la classifica vista nel primo capitolo) e capire se c'è spazio per un altro venditore. Puoi abbassare i prezzi? Puoi aggiungere qualità od originalità a quel bene? In che modo potrai battere la concorrenza? Se ti lancerai nel vuoto a caso con tutta questa competizione, difficilmente avrai successo. Se ti servono maggiori informazioni su come fare dropshipping su Amazon, ti lascio alla mia guida sul tema.

Come fare dropshipping

shopify

Se però ancora ti mancassero le basi, vediamo come fare dropshipping dalle fondamenta, con principali vantaggi e svantaggi. Come magari sai, ci sono due modi che potremmo usare per distinguere il dropshipping, ovvero tramite siti terzi che permettono di farlo come Amazon o eBay, oppure con un tuo sito personale.

Questo vuol dire costruire un proprio ecommerce, magari su una piattaforma come Shopify (ho spiegato qui come realizzare un tuo ecommerce) a farti da appoggio. Ognuna di queste due versioni ha lati positivi e negativi, in quanto la filosofia che sta alla base è differente.

Con i tuo ecommerce avrai prima di tutto maggiori margini sui prodotti, con possibilità di vendere a un settore di nicchia tutto ciò che è connesso. Per farti un esempio, potresti mettere su un ecommerce che tratta solo gadget giapponesi, vendendo dalle bacchette per il sushi fino alle action figure dei migliori manga. Questo però ti costerà un maggiore investimento iniziale, necessità di fare pubblicità al tuo sito e un maggior impegno in generale.

Questo tipo di dropshipping funziona estremamente bene se sei un influencer o una persona con molti follower ai quali vendere questo genere di prodotti direttamente. In questo modo avrai spese di marketing quasi nulle e grandi margini sulla merce.

Di contro invece, se parti da zero la vendita su siti terzi è preferibile. Questo perché non richiede molti soldi per iniziare, né particolari conoscenze di marketing (dato che non è necessario fare pubblicità). Di contro ti ritroverai a combattere con decine o centinaia di altri venditori in una guerra a chi lima l'ultimo centesimo. Insomma, ovunque ci sono vantaggi e svantaggi. Se però parliamo del dropshipping in generale, possiamo identificare alcuni vantaggi specifici.

  • Costi bassi — se comparato con l'apertura di un'attività e la produzione di beni da zero, qui i costi sono quasi nulli. Non serve un magazzino, una fabbrica, personale per la logistica e quasi ogni altro elemento che invece è di dovere per chi produce.
  • Facilità di gestione — gestire un business di dropshipping è tendenzialmente più facile che uno classico. Specialmente per una persona digiuna di pratiche di commercio, iniziare un'attività come questa presenta certamente meno ostacoli.
  • Facilità di cambio business — se inizi con un prodotto e vedi che le cose non funzionano, semplicemente passare a un'altra nicchia di mercato non sarà un grosso problema. Questo invece sarebbe un dramma per un'azienda già avviata.
  • Scelta dei fornitori — anche scegliere il giusto fornitore non è troppo complesso. Magari ci potrebbe volere un po' per trovarlo, ma “saltare” da uno all'altro non comporta grosse problematiche. Certo, dovrai essere in grado di evitare disservizi ai clienti.
  • Nessuna logistica — come il business stesso, qui non hai magazzini da gestire o inventari da fare. Tecnicamente puoi avviare un business multimilionario con solo un portatile, anche se è bene sottolineare che questa è una visione semplicistica.

Insieme ai vantaggi però, ci sono ovviamente anche dei lati negativi in questo business che è bene comprendere, altrimenti potrebbero essere guai.

  • Occorrono conoscenze — anche se tecnicamente chiunque può fare dropshipping, la verità è un'altra. Per avviare un business di successo, occorrono per lo meno delle buone conoscenze di marketing, specialmente se aprirai un tuo ecomerce. Fare pubblicità su Internet in modo efficace non è da tutti, quindi pensare di lanciarsi nel vuoto a caso porterà solo a sperperare tanti soldi.
  • Concorrenza enorme — sebbene il dropshipping sia un business in crescita, tale è anche la concorrenza. Se non produci qualcosa di tuo allora se in balia del produttore, il quale ha interesse a massimizzare i profitti e potrebbe stringere accordi con altre centinaia di dropshipper, magari disposte a vendere la stessa cosa a un prezzo minore.
  • Non si crea valore — il business del dropshipping è un business che non crea nessun valore al mercato. Certo fa girare l'economia, ma è comunque basato su fondamenta fragili. Creando qualcosa di tuo sarai tu a dettare le regole per gli acquirenti, specialmente per certi tipi di prodotti, mentre qui tu non decidi quasi nulla.
  • Sei in balia del produttore — se il produttore crea problemi con la merce, ci rimetti tu. Se il produttore manda in giro prodotti difettosi, o peggio, nocivi, la responsabilità è tua. Insomma, ancora una volta è bene che tu comprenda quanto sia marginale il tuo potere in questa catena.
Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.