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Proxy VPN: differenza

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Al giorno d’oggi, camuffare la propria identità e la propria posizione geografica in Rete non è più un affare da agente segreto. Anzi, il diffondersi di servizi online dediti alla gestione di informazioni sensibili (come le piattaforme di home banking) o all’intrattenimento audiovisivo, i quali differenziano i loro cataloghi in base alla posizione geografica dalla quale ci si collega, hanno reso le necessità di cui sopra praticamente indispensabili un po’ per tutti.

A tal proposito, ti stavi informando un po’ su quale soluzione adottare per proteggere la tua privacy online e sei incappato in due sistemi che ti sembrano piuttosto simili tra loro: i proxy e le VPN. Ma sono realmente così simili? Che differenze ci sono tra l’uno e l’altro? Non preoccuparti: se vuoi delle delucidazioni in merito e capire quale tra queste due risorse può fare maggiormente al caso tuo, sappi che sono qui per aiutarti a dissipare questo dubbio.

Continua a leggere e ti spiegherò, nella maniera più semplice e rapida possibile, qual è la differenza tra proxy e VPN e in quali situazioni conviene usare l’una o l’altra soluzione. Ti indirizzerò poi verso tutorial più specifici grazie ai quali potrai approfondire sia il funzionamento dei proxy, sia quello delle VPN e scoprire alcuni dei migliori servizi appartenenti a entrambe le categorie. Buona lettura e buona scelta!

Proxy vs VPN: quale scegliere?

Proxy

Cominciamo con una spiegazione rapida di cos’è un proxy e cos’è una VPN, in modo da avere le idee un attimo più chiare sulla faccenda. Come ti ho spiegato anche nella mia guida sui server proxy, un server proxy è un server remoto, generalmente pubblico, che si frappone tra il nostro dispositivo (es. il computer o lo smartphone che stiamo usando) e il sito che vogliamo contattare. Questo significa che quest’ultimo non vedrà il nostro reale indirizzo IP e la nostra reale posizione geografica, ma quella del server proxy che abbiamo deciso di utilizzare.

Ciò consente di accedere a siti che normalmente risulterebbero bloccati nel Paese in cui ci troviamo, di bypassare le limitazioni che alcuni servizi potrebbero applicare quando li si visita da un determinato indirizzo IP (es. se si supera il numero di download da un sito di file hosting).

Esistono varie tipologie di server proxy, come i proxy Web (o HTTP/HTTPS), quelli trasparenti e quelli SOCKS, ma ai fini di questa guida non è importante approfondire tale aspetto. Quello che invece è importante sottolineare è che i server proxy assicurano un livello di privacy limitato, in quanto non cifrano il contenuto delle comunicazioni; dunque, potenzialmente, chi gestisce tali server potrebbe registrare tutto quello che facciamo mentre li stiamo usando per navigare su siti censurati o su cui vogliamo apparire con un’altra località geografica.

Inoltre agiscono solo nel browser o comunque nei singoli software nei quali vengono configurati: il resto delle applicazioni continua a navigare con il vero IP e la vera posizione geografica della connessione in uso (di fatto per alcuni programmi potrebbe essere addirittura impossibile usare dei proxy). In ultimo, essendo i server proxy spesso pubblici, dunque usati da molte persone in contemporanea, la velocità di navigazione è spesso molto bassa, il che rende molto difficile fruire di contenuti in streaming.

Insomma, il mio consiglio è quello di usare i server proxy solo per attività di navigazione brevi, per siti che non richiedono l’immissione di dati sensibili in essi, verificando sempre attentamente che i server a cui ci si connette siano affidabili sono il punto di vista della privacy (verifica che, ahimè, non è sempre semplice da effettuare).

Proxy VPN

Adesso passiamo alle VPN (acronimo di Virtual Private Network), le quali creano una vera e propria rete privata virtuale tramite Internet tra tutti i dispositivi che ne fanno parte. Il loro funzionamento di base è simile a quello dei server proxy: ci si connette a un server remoto che si frappone tra il nostro device (es. il computer o lo smartphone) e la risorsa online che vogliamo contattare (es. un sito bloccato geograficamente nel nostro Paese): il risultato, anche qui, è che possiamo accedere a siti censurati localmente, nascondere il nostro indirizzo IP, camuffare la nostra posizione geografica e accedere – ad esempio – a cataloghi di servizi di streaming esteri.

Qui, però, la differenza la fanno il livello di privacy, molto più elevato rispetto a quello offerto dai server proxy, in quanto tutte le comunicazioni vengono cifrate; la “copertura” di più programmi e servizi online e la migliore velocità di navigazione (che spesso è analoga a quella della connessione fornita normalmente dal proprio provider). Ti spiego subito perché.

Laddove i server proxy gestiscono solo le richieste HTTP, le VPN racchiudono tutto il traffico Internet nel proprio “tunnel” cifrato, il che rende impossibile per chiunque, anche per i gestori delle VPN stesse (in questo caso bisogna far attenzione che tra i termini d’uso della VPN ci sia specificato qualcosa come no-log, a indicare che non viene registrata l’attività dell’utente) monitorare le comunicazioni fatte durante la propria navigazione online. Inoltre, il tunnel copre tutti i programmi e i servizi online in uso: questo significa che si è protetti non solo nella navigazione da browser, ma anche nei client di posta elettronica, nei giochi online, nelle app di streaming e videoconferenza e così via. È un po’ come se la VPN prendesse il ruolo del proprio provider Internet, il che rende questa soluzione molto più sicura e completa (oltre che rapida, visto che spesso i server usati per ogni località sono numerosi e ad alte prestazioni).

Chiaramente non tutte le VPN sono uguali e, dunque, bisogna prestare attenzione ai fornitori ai quali ci si rivolge. Per esempio io ti consiglio NordVPN, che è tra i servizi VPN più completi e affidabili al mondo. A fronte di un piccolo canone mensile, annuale o biennale (con garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni), consente di cifrare i dati della propria connessione su tutti i device e i sistemi operativi (massimo 6 dispositivi in contemporanea) con un algoritmo avanzato, consentendo di scegliere tra tantissimi server ad alte prestazioni sparsi in ogni angolo del globo.

Utilizzandolo, potrai navigare da computer, smartphone, tablet ma anche altri dispositivi come console da gioco e box multimediali, rendendo i tuoi dati invisibili a malintenzionati, ai provider Internet e agli stessi gestori di NordVPN. Potrai dunque accedere a siti censurati, a cataloghi esteri dei servizi di streaming e usare anche gli hotspot Wi-Fi pubblici senza la paura che qualcuno possa intercettare i tuoi dati.

Non richiede neanche configurazioni complicate: una volta installata l’app di NordVPN, basta fare l’accesso, scegliere un server e cliccare sul pulsante per stabilire la connessione. Per saperne di più, leggi la mia recensione di NordVPN.

Se, invece, sei interessato ad altri servizi di VPN, ad esempio Surfshark, di cui trovi la mia recensione completa qui, ti consiglio di dare un’occhiata alla mia guida sulle migliori VPN.

In ogni caso, stai in guardia dalle VPN gratuite che, per ovvi motivi, non possono garantire lo stesso livello di privacy e velocità di connessione di quelle a pagamento: se un servizio è gratis, significa che si mantiene tramite pubblicità (spesso fastidiose) o, cosa decisamente peggiore, raccogliendo i dati di navigazione degli utenti.

Chiaramente questo discorso non vale per le VPN a pagamento che offrono delle prove gratuite con traffico o giorni d’uso limitati: in quel caso si tratta di soluzioni quasi sempre affidabili che offrono una prova dei propri servizi per invogliare gli utenti a passare ai piani a pagamento. Per qualsiasi dubbio, comunque, ricordati di fare delle ricerche online e di verificare in questo modo la bontà della VPN alla quale vorresti collegarti.

Ora dovresti avere le idee abbastanza chiare su cosa scegliere su proxy o VPN: i primi solo per attività sporadiche che non prevedono la comunicazione di dati sensibili e non necessitano di grande velocità di navigazione; le VPN per tutto il resto e avere una reale protezione della propria navigazione su tutti i device e le applicazioni.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.