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Come creare un punto di ripristino

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Hai iniziato da poco a usare il tuo computer per lavoro e, onde evitare situazioni impreviste, ti stai informando sulle procedure da mettere in atto per proteggerne al meglio l’integrità. A tal proposito, hai sentito parlare dei cosiddetti punti di ripristino di Windows: degli “archivi” che salvano lo stato del computer (driver, programmi e impostazioni) nel momento in cui vengono creati. Grazie a questi file, è possibile riportare il PC a uno stato precedente e annullare le modifiche provocate, per esempio, da software installati male, driver difettosi o impostazioni errate, senza però influire sui dati personali dell’utente.

È esattamente la soluzione che stavi cercando? Allora lascia che ti dia una mano a utilizzarla. Se seguirai alla lettera le indicazioni che mi appresto a fornirti nel corso di questo tutorial, imparerai a creare un punto di ripristino su Windows in men che non si dica, senza difficoltà alcuna e senza dover ricorrere ancora una volta alla consulenza dell’amico tecnico informatico di turno. Inoltre, sarà mia cura spiegarti come usare un siffatto punto di ripristino, come effettuare un’operazione simile su Mac e, infine, mostrarti delle soluzioni alternative dedicate ad altre tipologie di ripristino.

Dunque, cos’altro aspetti a iniziare? Ritaglia un po’ di tempo libero per te, mettiti bello comodo e leggi con molta attenzione tutto quanto ho da spiegarti su questo interessante argomento: sono sicuro che, al termine di questa lettura, avrai acquisito le competenze necessarie per superare brillantemente gli scenari di disastro informatico che potresti dover affrontare in futuro. Ovviamente, il mio augurio è che tu non debba mai gestire nulla del genere… ma, come si dice, la prudenza non è mai troppa!

Indice

Creare un punto di ripristino in Windows

Creare un punto di ripristino in Windows è un’operazione davvero semplice: come ti ho spiegato a inizio guida, questo strumento permette di riportare programmi, driver e impostazioni del computer alle condizioni in cui erano al momento della sua creazione, mantenendo però inalterati i documenti creati nel frattempo. Le operazioni da compiere sono praticamente uguali su tutte le versioni di Windows attualmente supportate.

Su Windows 10, però, devi aver cura di attivare preventivamente la funzionalità relativa ai punti di ripristino, poiché questa è disabilitata per impostazione predefinita. Per procedere, apri il menu Start cliccando sull’icona a forma di bandierina collocata nell’angolo inferiore sinistro dello schermo, digita la frase Pannello di controllo nella casella di ricerca e clicca sul primo risultato pertinente (contraddistinto dalla dicitura App desktop).

A questo punto, clicca sulla voce Sistema e sicurezza (se questa non fosse visualizzata, assicurati che il menu Visualizza per: residente in alto a destra sia impostato su Categoria), pigia sulla sezione Sistema e poi sulla voce Impostazioni di sistema avanzate. Per concludere, clicca sulla scheda Protezione sistema, seleziona il disco su cui è installato Windows (contrassegnato dalla voce (Sistema)) dal riquadro Impostazioni protezione, pigia sul pulsante Configura…, scegli l’opzione Attiva protezione sistema e conferma le modifiche pigiando sul pulsante OK. La stessa procedura potrebbe essere necessaria anche in edizioni precedenti del sistema operativo, tienilo ben presente.

Ora che hai finalmente attivato la funzionalità relativa ai punti di ripristino, puoi procedere alla creazione degli stessi: innanzitutto, accedi al Pannello di controllo richiamandolo dal menu Start di Windows, scegli la categoria Sistema e sicurezza, per poi cliccare sulle voci SistemaProtezione sistema.

Fatto ciò, clicca sul pulsante Crea… residente nella nuova finestra che si apre a schermo, indica un nome con cui riconoscere il punto di ripristino che ti appresti a creare (ad es. Prima Installazione) e clicca nuovamente sul pulsante Crea per avviare la creazione del punto di ripristino, che potrebbe richiedere qualche istante.

Completata la procedura di salvataggio del punto di ripristino, vedrai comparire un avviso a schermo: tutto ciò che devi fare, a questo punto, è cliccare sul pulsante Chiudi per concludere la procedura. Il gioco è fatto!

Nota: se ne hai bisogno, puoi gestire lo spazio su disco che Windows dedica ai punti di ripristino. Come? Semplicissimo. Giunto alla schermata Protezione sistema del Pannello di Controllo, pigia sul pulsante Configura… e agisci sul cursore annesso alla sezione Utilizzo spazio su disco per modificare la quantità di spazio da dedicarvi (ti consiglio di usare un valore compreso tra i 5 e i 10 GB). Una volta esaurito lo spazio a disposizione, Windows si occuperà di eliminare in automatico i punti di ripristino meno recenti (per concedere spazio a quelli nuovi). Se lo desideri, puoi cancellare manualmente tutti i punti di ripristino creati fino a questo momento pigiando sul pulsante Elimina.

Come usare un punto di ripristino

Una volta creato un punto di ripristino, puoi servirtene in qualsiasi momento per riportare il sistema allo stato in cui era all’atto della sua creazione. In che modo? Te lo spiego subito!

Per iniziare, clicca sul pulsante Start (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), digita la parola ripristino” nel campo di ricerca che compare sullo schermo residente e premi sulla voce Ripristino relativa al Pannello di controllo. Giunto alla schermata successiva, pigia sulla voce Avvia ripristino configurazione di sistema e premi sul pulsante Avanti per inizializzare il processo.

In questa fase, devi indicare la data a cui riportare il computer (selezionando il punto di ripristino a essa più pertinente), per poi pigiare sui pulsante Avanti, Fine  per avviare definitivamente la procedura di ripristino, che potrebbe durare anche diversi minuti.

Nota: se non riesci a visualizzare il punto di ripristino di tuo interesse, poiché non molto recente, apponi il segno di spunta accanto alla voce Mostra ulteriori punti di ripristino.

Ricorda sempre che, al termine del processo, verranno cancellati programmi, driver e impostazioni installati dopo la data scelta, mentre i file creati resteranno intatti: se vuoi sapere quali programmi e quali driver saranno eliminati, seleziona il punto di ripristino a cui desideri riportare il computer e premi sul pulsante Cerca programmi interessati collocato in basso a destra.

Creare un punto di ripristino su Mac

Non hai trovato utili le informazioni che ti ho fornito nel corso di questa guida, in quanto possiedi un Mac e sei alla ricerca di una soluzione per creare un punto di ripristino sul sistema operativo macOS? Credo di avere qualcosa che possa fare al caso tuo.

Time Machine è la soluzione di backup integrata nei sistemi operativi Apple e permette, in qualsiasi momento, di creare un backup completo del sistema operativo e di usarlo come “punto di ripristino” in fase di re-installazione di macOS.

A differenza di Windows, però, i backup creati con Time Machine non soltanto riportano il sistema, le impostazioni e i programmi a uno stato precedente, ma anche i dati. Pertanto, qualora dovessi decidere di riportare il Mac a uno stato precedente avvalendoti di un backup creato con Time Machine, ricorda di effettuare il salvataggio di tutti i dati salvati dopo la sua creazione, altrimenti essi verranno persi.

Fatta questa più che doverosa premessa, è il momento di entrare in azione: per prima cosa, procurati un hard disk esterno su cui salvare il “punto di ripristino” (seguendo i miei consigli per gli acquisti, se lo desideri) e provvedi a formattarlo con il file system Mac OS Esteso Journaled tramite l’Utility disco, residente nella cartella Altro del Launchpad. Se non sai come fare, ti invito a consultare la mia guida su come formattare hard disk esterno Mac.

Completata la formattazione del disco, dovrebbe comparire a schermo un messaggio di Time Machine che ti chiede se vuoi usare il disco appena formattato per effettuare il backup del Mac: rispondi in maniera affermativa all’avviso cliccando sul pulsante Utilizza come disco di backup e attendi il completamento del processo (che potrebbe durare alcune ore, a seconda della quantità di dati presenti sul disco).

Nota: il backup verrà aggiornato in automatico ogni volta che collegherai l’hard disk al Mac. Qualora lo spazio dovesse esaurirsi, il sistema operativo eliminerà in automatico i backup più vecchi (notificando la cosa con un messaggio d’avviso).

Riportare il Mac a un “punto di ripristino” creato con Time Machine è altrettanto semplice: spegni completamente il computer, accendilo tenendo premuti i tasti cmd+r della tastiera finché non compare a schermo il logo della mela morsicata, scegli di Usare l’italiano come lingua principale e clicca sulla freccia (->) per andare avanti.

A questo punto, collega il disco con i backup di Time Machine al Mac, seleziona la voce Ripristina da backup di Time Machine dalla casella di scelta della modalità di ripristino, clicca per due volte consecutive sul pulsante Continua, scegli il disco che contiene i backup, premi ancora sul pulsante Continua e scegli la data a cui riportare il computer, tenendo presente che la modifica coinvolge anche i file personali (quelli creati successivamente alla data del ripristino verranno distrutti).

Per concludere, seleziona il disco del Mac su cui ripristinare il backup, clicca sul pulsante Sblocca, digita la password amministrativa del computer e premi sul pulsante Ripristina: a questo punto, devi semplicemente attendere che il processo venga completato, con la consapevolezza che potrebbe volerci anche un bel po’ di tempo.

Quella che ti ho illustrato è soltanto la procedura di base per la creazione e l’utilizzo di un “punto di ripristino” su Mac: al bisogno, è possibile personalizzare le cartelle da salvare, scegliere se effettuare il backup anche se il computer è alimentato dalla batteria (opzione utilissima per i MacBook), salvare i backup su un disco di rete e molto altro. Ti ho mostrato nel dettaglio l’utilizzo di Time Machine nel mio tutorial su come effettuare un backup con Time Machine.

Soluzioni alternative

Come creare un punto di ripristino

Se sei arrivato fin qui, vuol dire che hai compreso alla perfezione l’utilizzo dei punti di ripristino su Windows, tuttavia sei alla ricerca di una soluzione alternativa in grado di offrirti una modalità di ripristino un po’ più articolata e specifica rispetto a quelle viste finora? Allora lascia che ti illustri qualche soluzione che potrebbe farti comodo.

  • Ripristino del sistema operativo (Windows 10) – l’ultima versione del sistema operativo Microsoft permette di riportare il sistema operativo al suo stato iniziale, cancellando driver, impostazioni e programmi e lasciando invece intatti i file personali. Si tratta di una soluzione estremamente utile nel caso in cui il funzionamento del computer fosse compromesso a causa di un programma o di un driver di periferica non facilmente identificabile. Ti ho insegnato a ripristinare Windows 10 nel mio tutorial dedicato.
  • Clonazione del disco – si tratta di una tecnica che permette di copiare l’intero contenuto del disco fisso di sistema su un disco esterno. Successivamente, è possibile ripristinare il “clone” creato, anche su un nuovo disco, nel giro di un paio di clic, soluzione utilissima in caso di disastro (ad esempio di un hard disk che smette di funzionare improvvisamente a causa di un danno hardware). Una delle più efficienti soluzioni gratuite per Windows, adatte a questo scopo, è Clonezilla, da usare in combinazione con i software Tuxboot Rufus: te ne ho parlato dettagliatamente all’interno della mia guida su come clonare un hard disk. Su Mac, invece, puoi utilizzare Carbon Copy Cloner, come ti ho spiegato nel mio tutorial su come clonare l’hard disk del Mac.
  • Backup dei file – se non ti interessa tenere in considerazione il sistema operativo, ma sei più orientato a una soluzione che ti permetta di memorizzare più copie dello stesso file, allora ti consiglio di rivolgerti a una soluzione specifica come Cronologia File di Windows, o a dei programmi di terze parti come Macrium Reflect FreeEaseUS Todo Backup Free. Te ne ho parlato nel dettaglio nel mio approfondimento dedicato alle modalità di backup su Windows 10, che puoi però sfruttare tranquillamente anche su tutte le altre versioni del sistema operativo Microsoft.