Questo sito contribuisce alla audience di Il Messaggero
Scopri le migliori offerte sul canale Telegram ufficiale. Guarda su Telegram

Come usare ChatGPT

di

Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale (abbreviato comunemente in IA, oppure AI, all’inglese) ha iniziato a ricoprire un ruolo importante nella nostra società e le sue applicazioni hanno raggiunto tantissimi campi, compresi quelli che hanno a che fare con il mondo del Web. Ne sono un esempio il generatore di immagini DALL·E e il chatbot ChatGPT.

Come dici? Ultimamente hai sentito parlare molto di quest’ultimo ma non hai ancora capito esattamente di cosa si tratta e, soprattutto, come funziona? Ti piacerebbe scoprirlo? Se hai risposto affermativamente a queste domande, evidentemente ti trovi nel posto giusto nel momento giusto! In questa guida, infatti, trovi spiegato proprio come usare ChatGPT.

Dato che ti vedo alquanto incuriosito dall’argomento, direi di non perderci in ulteriori preamboli e di passare sùbito al sodo. Forza e coraggio: mettiti bello comodo, prenditi tutto il tempo che ti occorre per concentrarti sulla lettura delle prossime righe e vedrai che riuscirai a capire come può esserti utile ChatGPT. Ti auguro buona lettura!

Indice

Che cos’è ChatGPT

Logo ChatGPT

Iniziamo questa disamina vedendo innanzitutto che cos’è ChatGPT, così che quando andrai a utilizzare il servizio sarai anche più consapevole di cosa avviene “dietro le quinte” (o per meglio dire dietro le righe di codice del complesso algoritmo che sta alla base del funzionamento di ChatGPT).

Inizio con il dirti che ChatGPT è un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano per la generazione di testo sviluppato da OpenAI, nota organizzazione di ricerca sull’intelligenza artificiale. Il suo funzionamento si basa su GPT-3 (Generative Pre-trained Transformer 3), un modello di elaborazione del linguaggio naturale (o NLP) sviluppato dalla stessa OpenAI.

GPT-3, essendo stato “addestrato” utilizzando una grande quantità e varietà di testi (tra cui oltre 500 GB di dati tratti da libri, articoli, contenuti Web, conversazioni umane, etc.), non solo è in grado di generare testo in modo autonomo, ma è capace anche di renderlo molto simile al testo generato da un utente umano. I suoi 175 miliardi di parametri lo rendono uno dei modelli più versatili della categoria, visto che è in grado di essere utilizzato in molteplici modi.

Per entrare un po’ più nello specifico delle fonti di addestramento, sappi che ChatGPT è stato addestrato a partire dai modelli Instruct GPT o GPT-3.5 di OpenAI (come code-davinci-002 e text-davinci-003), che difatti sono una versione aggiornata dei succitati modelli GPT-3.

Gli Instruct GPT, infatti, sono modelli preaddestrati in modo ottimizzato grazie all’intervento “manuale” di addestratori “in carne e ossa”, cosa che ha contribuito notevolmente a migliorare la fluidità di linguaggio del chatbot e la naturalezza delle sue risposte.

Gli utilizzi di ChatGPT possono essere molteplici, come puoi notare di seguito.

  • Assistenza automatizzata — l’algoritmo di ChatGPT è in grado di generare risposte automatiche in una conversazione con un utente umano e di rispondere in modo proattivo, utilizzando un linguaggio alquanto naturale, cosa che lo rende perfetto per fornire assistenza in modo automatizzato.
  • Generazione di testo — vista la sua capacità di generare testo in modo autonomo, può essere impiegato per redigere descrizioni di prodotti, post per social network, articoli di giornale, e-mail, copioni di video e simili.
  • Riepilogo automatico — la sua capacità di apprendimento e comprensione del testo lo rende adatto per riassumere lunghe conversazioni e documenti autonomamente, cosa che può tornare utile a studenti e professionisti che hanno la necessità di ricavare informazioni riassuntive da un testo lungo.
  • Traduzione automatica — è in grado di tradurre il testo di “partenza” in molteplici lingue in modo del tutto automatico.
  • Generazione di codice — è in grado di generare script e righe di codice in diversi linguaggi di programmazione.

Nell’avvalerti del servizio, però, tieni conto che il database su cui è stato addestrato il sistema è fermo al 2021 e non ha accesso a Internet per trovare fonti da cui ricavare informazioni aggiornate. Ciò significa che, se provi a chiedere a ChatGPT cose di attualità, ad esempio “Chi ha vinto i Mondiali di calcio 2022”, non avrai una risposta al tuo quesito, visto che non è in grado di restituire risultati corretti per eventi accaduti dopo il 2021.

Per quanto riguarda le lingue supportate, ChatGPT è utilizzabile anche in italiano e, dai test che ho eseguito, sembra funzionare davvero bene. Tuttavia, può restituire risultati meno precisi rispetto a chi lo usa ponendo domande in inglese. In

linea generale, comunque, tieni presente che qualunque lingua venga utilizzata per interagire con ChatGPT i risultati possono contenere errori e imprecisioni varie e, pertanto, le informazioni ricavate tramite il chatbot vanno sempre prese con le pinze.

Per quanto riguarda l’utilizzo del servizio, sappi che nel momento in cui scrivo ChatGPT è gratuito nel suo piano base (per l’utilizzo in ambito commerciale non sono state ancora previste delle licenze da acquistare, ma bisogna fare attenzione in quanto alcune informazioni restituite dal sistema potrebbero provenire da fonti su cui vige il copyright, quindi non utilizzabili senza i dovuti permessi); è poi previsto un piano a pagamento che consentirà, inizialmente solo per gli utenti statunitensi, a un costo di 20$/mese, l’accesso al tool anche quando la domanda è alta, risposte più rapide e accesso anticipato a nuove funzioni (nel momento in cui scrivo, tuttavia, non è stato ancora annunciato ufficialmente per il resto del mondo). Diffida altresì da eventuali app e siti Web che chiedono abbonamenti mensili o settimanali per avvalersi di ChatGPT (purtroppo sono già capitati casi di truffe da parte di malintenzionati che hanno approfittato dell’ignoranza degli utenti riguardo a questo aspetto per spillare loro dei soldi).

Come funziona ChatGPT

ChatGPT

Ora che hai un’infarinatura di che cos’è ChatGPT e di cosa c’è dietro il suo funzionamento, possiamo effettivamente andare a vedere come usare ChatGPT.

Tanto per iniziare, recati sulla pagina principale del servizio, cliccando su questo link, clicca sul pulsante Try ChatGPT ↗︎ e poi premi sul bottone Sign up nella nuova pagina apertasi. Adesso, registrati tramite il tuo indirizzo di posta elettronica (Email address), mediante il tuo account Google (Continue with Google) oppure tramite il tuo account Microsoft (Continue with Microsoft Account), avendo cura di utilizzare il campo di testo o il pulsante apposito e seguendo le indicazioni su schermo per finalizzare la procedura.

A registrazione avvenuta, fornisci il tuo nome e cognome nei campi di testo Name e Last Name, clicca sul bottone Continue, riporta il tuo numero di telefono nel campo di testo apposito, clicca nuovamente sul pulsante Send code e riporta il codice di verifica a sei cifre che ti è stato inviato via SMS nell’apposito campo di testo.

Completata questa fase, ora sei pronto per usare ChatGPT. Come puoi ben notare, l’interfaccia del servizio è alquanto semplice e minimale e, per iniziare ad avvalertene, devi semplicemente scrivere la tua richiesta nel campo di digitazione posto nella parte inferiore della pagina.

Nell’avanzare la tua richiesta, usa un linguaggio naturale, specifico e, soprattutto, diretto. Dopodiché clicca sull’icona dell’aeroplanino (come quello che si vede nei “classici” servizi di messaggistica istantanea), così da inviare la tua richiesta a ChatGPT.

Per farti un esempio, potresti formulare di proposito una richiesta generica (es. “Inventa una ricetta a piacere”) oppure chiedere in modo specifico di soddisfarne una con determinati dettagli (es. “Consigliami una ricetta con patate, pollo e paprika”).

Fatto ciò, non ti resta che attendere la risposta da parte dell’algoritmo di ChatGPT: se la tua richiesta è molto articolata può richiedere anche qualche minuto prima di essere completata; per quelle più semplici e banali, invece, le risposte sono quasi istantanee.

Se una risposta non ti sembra esaustiva e/o se vuoi porre delle domande ulteriori per avere una risposta più completa, puoi continuare a interagire con ChatGPT inviando altri messaggi, proprio come faresti con una persona “vera”, in quanto il sistema è in grado di tener conto dei messaggi precedenti durante una chat, così da restituire risposte “intelligenti” e contestualizzate con la conversazione in essere.

Se, invece, la risposta sembra interrompersi, puoi ottenere la parte mancante semplicemente dando il comando continua/continue.

Per tornare all’esempio della ricetta, se non hai un ingrediente o un attrezzo da cucina, potresti dire a ChatGPT “sostituisci nella ricetta le patate con i piselli” oppure “sostituisci la carta da forno con qualcos’altro” e vedere se l’algoritmo ha da consigliarti una soluzione adatta.

Inoltre, se vuoi avere una risposta diversa alla medesima domanda, puoi cliccare sul pulsante Regenerate response per rigenerarla e, se vuoi, puoi anche dare un feedback cliccando sul pulsante Mi piace o Non mi piace, in corrispondenza di ciascuna risposta che ti è stata data dal servizio.

Se intendi chiudere la conversazione con ChatGPT, clicca sul bottone (+) New chat (in alto a sinistra) per iniziare una nuova conversazione. Se desideri eliminare una chat, invece, clicca sul simbolo del cestino posto in sua corrispondenza (nella barra laterale a sinistra) e, infine, sul pulsante comparso per confermare le tue intenzioni. Per altri dettagli, puoi dare un’occhiata al supporto ufficiale.

Riflessioni etiche

Etica

Concludo l’articolo con una piccola digressione etica su ChatGPT e, più in generale, sull’uso dell’Intelligenza Artificiale nella creazione di contenuti.

Come tutti i modelli di generazione di testo automatici basati sull’AI, ChatGPT può presentare problemi che, a mio modesto parere, è bene non ignorare.

Uno di questi riguarda l’incredibile capacità di imitare il linguaggio umano di ChatGPT: nel testare il servizio per la stesura di questo articolo, infatti, ho avuto l’impressione che le risposte che mi venivano date da ChatGPT talvolta fossero generate da una persona reale; solo in quelle più lunghe e articolate ho notato alcune ripetizioni e piccoli errori che “tradivano” la presenza di un algoritmo.

Non poter distinguere facilmente se un testo è stato generato da un algoritmo o da un umano, a mio avviso potrebbe portare in un futuro non troppo lontano ad avere a che fare con sempre più testi fuorvianti o addirittura falsi, utilizzabili in modo potenzialmente malevolo per screditare personaggi pubblici (e non solo).

Anche il settore educational potrebbe essere intaccato da tecnologie come quella che sta dietro il funzionamento di ChatGPT (se vengono utilizzate nel modo sbagliato dagli stessi utenti): un insegnante, se dovesse avere difficoltà a riconoscere un testo scritto da una persona o da un algoritmo, come potrebbe valutare in modo obiettivo le capacità di uno studente? È vero, esistono dei tool che possono aiutare a capire se un testo è generato da un’Intelligenza Artificiale o da un umano (come GPTZero, OpenAIDetector e DetectGPT) ma, come puoi ben immaginare, non si tratta di soluzioni affidabili al 100% e, quindi, non risolvono questo problema in modo definitivo.

Un’altra riflessione riguarda la creatività che sta dietro i contenuti, soprattutto quelli per il Web. Se da una parte affidare a un algoritmo parte del lavoro può essere un vantaggio per i creator in termini di risparmio di tempo per la ricerca delle informazioni da cui partire per organizzare il lavoro, dall’altra bisogna considerare i possibili effetti negativi dovuti dall’impiego di simili soluzioni: contenuti più “poveri” in termini di originalità e creatività, figure professionali a rischio a causa di algoritmi sempre più potenti e addestrati (se un algoritmo è in grado di scrivere lo script di un video o i post per i miei account social in modo egregio, perché devo ricorrere a un professionista umano?).

Quali sviluppi e utilizzi avrà ChatGPT e tecnologie simili non ci è dato saperlo. L’augurio che possiamo farci è che il loro utilizzo contribuisca a migliorare la società e l’uso che facciamo della tecnologia.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.