Come verificare se lo SPID è attivo
Da qualche tempo non usi più il tuo SPID e, quando hai provato a riutilizzarlo per accedere a un servizio online, qualcosa non ha funzionato come dovrebbe: magari è comparso un messaggio di errore inatteso, oppure l'accesso non è semplicemente andato a buon fine, e adesso ti stai chiedendo se la tua identità digitale sia ancora valida. La prima cosa da sapere è che lo SPID, in sé, non ha una vera e propria scadenza: quello che può succedere è che il suo utilizzo venga sospeso o, nei casi più gravi, revocato, per motivi che vanno dalla scadenza del documento d'identità collegato all'inattività prolungata, fino al mancato pagamento del rinnovo richiesto da alcuni gestori. Proprio per questo, prima di allarmarti, ti conviene imparare come verificare se lo SPID è ancora attivo.
Come dici? È esattamente il dubbio che ti frulla in testa in questo momento? Allora sei nel posto giusto! In questa guida ti mostrerò come mettere alla prova il tuo SPID tentando l'accesso a un sito della Pubblica Amministrazione, come controllare lo stato dettagliato della tua identità digitale direttamente dall'app o dall'area personale del tuo gestore, cosa cambia per i rinnovi a pagamento, quando scatta la revoca per inattività prolungata, come muoverti se non ricordi nemmeno più quale gestore avevi scelto e, per finire, quali alternative gratuite hai a disposizione se non vuoi più pagare per la tua identità digitale.
Non preoccuparti se non ti senti esperto in materia: ogni passaggio che sto per illustrarti è pensato per essere alla portata di tutti, e in pochi minuti avrai le idee ben chiare sullo stato del tuo SPID. Non ti resta che iniziare a seguire le indicazioni che trovi qui sotto. Buona lettura!
Indice
Come verificare se lo SPID è ancora attivo
Prima di scendere nel dettaglio, ricorda che lo SPID non ha una scadenza fissa in senso stretto. Il suo utilizzo può essere sospeso o revocato per motivi diversi, dal documento d'identità scaduto all'inattività prolungata, fino al mancato pagamento del rinnovo richiesto da alcuni gestori.
Nei prossimi paragrafi ti mostro come accertarti dello stato della tua identità digitale partendo da un sito della Pubblica Amministrazione, come approfondire la situazione dall'app o dall'area personale del tuo gestore, cosa cambia con Poste Italiane dopo le nuove regole sul rinnovo, quando scatta la revoca per inattività e come muoverti se non ricordi più nemmeno il gestore che avevi scelto.
Accedere a un sito della Pubblica Amministrazione

Hai appena provato ad accedere a un servizio online e qualcosa è andato storto? Prima ancora di scervellarti a cercare impostazioni nascoste, il modo più rapido per avere una prima risposta è mettere alla prova il tuo SPID nel modo in cui lo usi davvero: tentando l'accesso a un sito della Pubblica Amministrazione.
Poco importa quale portale scegli, che sia quello dell'INPS, dell'Agenzia delle Entrate, l'app IO oppure il Fascicolo Sanitario Elettronico. Se vuoi scoprire come verificare se lo SPID Aruba è attivo – o quello di qualsiasi altro gestore, da PosteID a InfoCert – il procedimento da seguire è sempre lo stesso.
Vai sulla home del sito che hai scelto come test (nell'esempio ho usato il portale dell'INPS) e clicca su Accedi, in alto a destra. Ti troverai nella pagina Autenticazione, dove tra le varie schede disponibili – PIN, SPID, CIE, CNS, eIDAS – dovrai assicurarti che resti selezionata quella dedicata allo SPID. Premi quindi sul pulsante Entra con SPID.
Dal menu a tendina che compare, scegli il gestore della tua identità digitale tra quelli elencati: ID InfoCamere, SIELTEid, Intesi Group, Infocert ID, etnaID, TeamSystem ID, SpidItalia, aruba.it ID, Namirial ID, TIM id, PosteID e Lepida. Nell'esempio che ti mostro ho selezionato SIELTEid, ma da qui in poi la procedura è la stessa a prescindere dal provider con cui hai attivato lo SPID.
Nella pagina di login del gestore, compila i campi Codice Fiscale/Partita IVA e Password e premi su Prosegui. A questo punto ti verrà chiesto di scegliere come autorizzare l'accesso: puoi ricevere una notifica push sull'app del tuo gestore (nel mio caso, l'opzione Ricevi una notifica sull'app MySielteID) oppure generare manualmente un codice OTP direttamente dall'app (Usa codice OTP generato dall'app MySielteID).
Se opti per la notifica push, sullo smartphone arriverà un avviso simile a MySielteID — Richiesta accesso. Aprila (o apri direttamente l'app del gestore) per raggiungere la schermata con il popup Richiesta accesso, che ti chiede di confermare l'operazione. Tocca SI per autorizzarla. Se tutto va a buon fine, comparirà il messaggio Autorizzazione concessa, seguito dal pulsante Chiudi, che dovrai toccare per proseguire.
Torna quindi sul browser. Nella pagina del gestore troverai il riepilogo dei dati che stanno per essere trasmessi al servizio (in genere codice identificativo e codice fiscale). Clicca sul pulsante Autorizza per completare l'accesso al sito della Pubblica Amministrazione.
Se ricevi regolarmente la notifica sull'app del tuo gestore (o l'SMS con il codice OTP, dove previsto) e ogni passaggio va a buon fine senza intoppi, puoi tirare un sospiro di sollievo: il tuo SPID è pienamente attivo.
Se invece, durante uno di questi passaggi, ti compare un messaggio come Credenziali sospese o Accesso negato, significa che c'è un blocco da risolvere direttamente tramite il tuo gestore. Te ne parlo nel dettaglio nel prossimo capitolo.
Controllare tramite l'app o l'area personale del gestore

Il test sul sito della Pubblica Amministrazione non è andato a buon fine oppure vuoi semplicemente avere un quadro più preciso della situazione? Il passo successivo è accedere direttamente al sito o all'applicazione del tuo Identity Provider – ad esempio PosteID, InfoCert, Aruba o Namirial – per controllare nel dettaglio lo stato della tua identità digitale.
Se il gestore che hai scelto in fase di attivazione è Namirial e ti stai chiedendo come verificare se lo SPID Namirial è attivo, sappi che il procedimento che sto per mostrarti funziona allo stesso modo con qualsiasi gestore: cambiano la grafica e qualche etichetta, ma la logica resta identica.
Vai sul sito del tuo gestore (nell'esempio ho usato SielteID, sul sito sielteid.it) e clicca sul pulsante ACCEDI in alto a destra. Si apre la pagina Login, con i campi Codice fiscale/P.IVA e Password. Inseriscili e premi su Accedi.

Se la tua identità richiede un secondo fattore di sicurezza, ti troverai davanti alla pagina Richiesto accesso di Livello 2. Clicca su Continua per proseguire.
Nella pagina Scegli il metodo di accesso, seleziona come preferisci autorizzare l'ingresso: puoi ricevere una notifica push sull'app del gestore (opzione proposta di default), generare un codice OTP direttamente dall'app oppure richiedere un codice via SMS.
Scegliendo la notifica push, sullo smartphone comparirà un avviso come MySielteID — Richiesta accesso. Toccalo per aprire l'app, attendi il caricamento e conferma toccando SI quando ti viene chiesto di approvare la richiesta. Alla comparsa del messaggio Autorizzazione concessa, tocca Chiudi.
Tornando al browser, l'accesso verrà completato automaticamente e ti ritroverai nella pagina del tuo profilo (nell'esempio Il tuo profilo). È proprio qui che trovi la risposta che cerchi: nella sezione Dati SPID, controlla il campo Stato identità – se il valore riportato è Attivo, il tuo SPID sta funzionando regolarmente.

Nella stessa sezione trovi anche lo stato delle Credenziali Livello 1, Livello 2 e Livello 3, utile per restringere il campo se il blocco riguarda solo uno di questi livelli.
Se invece qualcosa non torna, cercando la sezione Gestisci account (o, come nell'esempio, la pagina Il tuo profilo) puoi individuare con precisione quale di questi fattori sta bloccando il tuo SPID.
La causa più frequente è il documento d'identità scaduto: se il documento fornito in fase di registrazione non è più valido, lo SPID viene sospeso automaticamente. Nel riquadro Documento del tuo profilo, controlla il campo Data di scadenza.
Per aggiornarlo, apri dal menu laterale la voce Aggiorna Documento, compila il modulo con i dati richiesti (tipo, numero, ente e data di rilascio, data di scadenza e motivazione) e carica le foto di fronte e retro del documento con i pulsanti Sfoglia…, poi conferma con Aggiorna documento. Per la procedura completa, ti rimando alla mia guida su come aggiornare il documento di identità su SPID.
Un'altra causa comune è la password scaduta: le direttive tecniche AgID, tuttora in vigore, impongono il cambio della password dello SPID ogni 180 giorni per motivi di sicurezza. Nel riquadro Dati SPID, controlla il campo Data scadenza password; se è scaduta, il sistema ti forzerà a crearne una nuova prima di poterti far rientrare.
Per farlo manualmente, apri dal menu laterale la voce Cambia password, compila i campi Vecchia Password, Nuova Password e Conferma Nuova Password e conferma con Cambia password.
Un consiglio pratico: non condividere mai queste credenziali con nessuno, nemmeno per telefono, perché nessun gestore serio te le chiederà mai al di fuori del sito o dell'app ufficiale. Trovi la procedura completa nella mia guida su come cambiare password SPID.
Infine, c'è la sospensione per tentativi errati: inserire ripetutamente una password sbagliata blocca l'account per motivi di sicurezza. In questo caso, dalla pagina di Login iniziale, usa il link Recupero password per reimpostare le credenziali e sbloccare nuovamente l'accesso.
SPID sospeso per mancato rinnovo

Il tuo SPID risulta attivo, ma hai sentito parlare di nuove regole sui pagamenti e temi un blocco imminente? Vale la pena fare chiarezza, soprattutto se il tuo gestore è Poste Italiane, che detiene, nel momento in cui scrivo, la maggioranza degli SPID attivi in Italia.
Se ti stai chiedendo come verificare se lo SPID Poste è attivo, il primo aspetto da conoscere riguarda proprio i costi: dal 1° gennaio 2026 è cambiata una regola importante, e mantenere attiva la funzionalità di accesso ai servizi SPID non è più gratuito. Dopo il primo anno di utilizzo, Poste richiede un canone annuo di 6 €; anche altri gestori, come Aruba o InfoCert, applicano canoni di rinnovo simili.
Per controllare lo stato del tuo SPID dal sito Web, vai alla pagina PosteID abilitato a SPID. Nel riquadro Hai già l'Identità Digitale PosteID abilitato a SPID? clicca sul pulsante ACCEDI.
Nella pagina Richiesta di accesso da Poste Italiane inserisci Nome utente (il tuo indirizzo email) e Password nei rispettivi campi, poi premi di nuovo su ACCEDI (in alternativa, puoi inquadrare il QR Code proposto a lato con l'app PosteID per un accesso più rapido).
Se ti viene richiesta una verifica aggiuntiva – il cosiddetto livello 2 di sicurezza PosteID – scegli una delle opzioni sotto Accedi con App PosteID: Voglio ricevere una notifica sull'App PosteID oppure Preferisco generare un PIN temporaneo con l'App PosteID (in fondo alla pagina trovi anche il link Accedi tramite codice SMS, utile se non hai l'app a portata di mano).
Scegliendo la notifica, sul sito compare la schermata Controlla il tuo smartphone, mentre sul telefono arriva la notifica push PosteID — Richiesta di autorizzazione. Aprila per raggiungere la schermata Richiesta di accesso dell'app e conferma toccando Prosegui nel riquadro Face ID per PosteID (oppure inserendo il codice PosteID a 6 cifre). Quando il telefono mostra Autorizzazione concessa, tocca il pulsante Chiudi.
A questo punto il sito ti reindirizza automaticamente al Cruscotto PosteID SPID. Nel riquadro SPID a uso personale controlla la voce Stato attivo, contrassegnata da un segno di spunta se tutto è in regola.
Poco più sotto, nel riquadro Scadenza funzionalità di accesso, trovi la data entro cui l'accesso resta valido, mentre nel riquadro adiacente Rinnovo automatico puoi controllare se hai già attivato il rinnovo automatico del servizio.

Se preferisci controllare tutto dall'app, apri PosteID sul telefono e, nella schermata di apertura, tocca il pulsante Entra nell'app (in alternativa sono disponibili anche i riquadri Autorizza con QR Code e Genera PIN temporaneo). Nella schermata Inserisci codice PosteID, digita il codice a 6 cifre oppure sblocca con impronta digitale o riconoscimento facciale (es. Face ID), se lo hai impostato.
Una volta entrato, non dovrai nemmeno cercare lo stato del tuo SPID. Nella schermata principale dell'app, il banner in alto ti comunica subito la scritta Funzionalità di accesso attiva fino al, seguita dalla data di scadenza. Più in basso, nella sezione Ultimi accessi, puoi anche ripercorrere la cronologia degli accessi autorizzati, con tanto di nome del servizio e relativa data e ora.
Se il tuo gestore non è Poste, la logica per controllare la scadenza è la stessa già vista nel capitolo precedente. Una volta effettuato l'accesso alla tua area personale, cerca nella pagina del profilo il riquadro Dati SPID e individua il campo Data scadenza, che indica entro quando l'identità digitale va rinnovata.
Attenzione a non confonderlo con la Data scadenza password, riportata subito sotto nello stesso riquadro, né con la Data di scadenza del documento d'identità, presente invece nel riquadro Documento: sono tre informazioni ben distinte, anche se il nome del campo si somiglia.
Vale comunque la pena ricordare che non tutti sono tenuti a pagare questo canone: ne sono esentati i minorenni, chi ha almeno 75 anni, i residenti all'estero e chi ha attivato lo SPID per uso professionale.
E se, per qualsiasi motivo, ti dimentichi di effettuare il pagamento? Nessun allarmismo: l'identità digitale resta comunque attiva per 24 mesi dall'ultimo accesso, e durante la sospensione non dovrai nulla per il periodo di inattività – l'accesso torna disponibile non appena versi il canone.
Ti conviene però non trascurare troppo a lungo la questione. Superata la soglia dei 24 mesi di inattività, infatti, entra in gioco la regola generale sulla revoca di cui ti parlo nel prossimo capitolo.
Per il procedimento di pagamento vero e proprio, ti rimando alla mia guida su come rinnovare lo SPID; se invece vuoi solo controllare con precisione le scadenze del tuo SPID, trovi tutti i dettagli nella guida su come vedere quando scade lo SPID.
Attenzione alla revoca per inattività

C'è infine uno scenario che riguarda tutti i gestori senza distinzione, ed è bene tenerlo sempre a mente anche se il tuo SPID risulta attivo e in regola con i pagamenti: l'inattività prolungata.
Le regole operative stabilite da AgID prevedono infatti che, se il tuo SPID – qualunque sia il gestore – non viene utilizzato per 24 mesi consecutivi, il sistema lo sospenda automaticamente e, in un secondo momento, proceda alla revoca d'ufficio per inattività.
Qui non si tratta di un blocco temporaneo risolvibile in pochi clic, come nei casi che ti ho mostrato prima. Se il tuo SPID viene cancellato per questo motivo, non hai alcuna possibilità di riattivarlo, ma dovrai ripetere da capo l'intera procedura di registrazione presso il gestore che preferisci.
Un buon motivo, quindi, per accedere di tanto in tanto a un servizio online con il tuo SPID, anche solo per tenerlo vivo, soprattutto se lo usi raramente.
Cosa fare se non ci si ricorda il gestore

Hai attivato lo SPID qualche anno fa e, complice il tempo passato, non ricordi più con quale gestore lo hai fatto? Non sei l'unico, e per fortuna esistono un paio di scorciatoie utili. Va detto subito che, a oggi, non esiste un database centrale pubblico che permetta di verificare i propri SPID attivi semplicemente inserendo il Codice Fiscale.
Il primo tentativo da fare è una ricerca nella tua casella di posta elettronica. Apri la tua email (nell'esempio ho usato Gmail da browser desktop) e clicca sulla barra di ricerca in alto, dove normalmente trovi il segnaposto Cerca nella posta.
Digita “spid” e lascia che si apra il menu a tendina con i primi risultati corrispondenti, insieme ad alcuni filtri rapidi come Contiene allegato, Ultimi 7 giorni e Da me.
Premi Invio (oppure clicca sulla voce Tutti i risultati di ricerca per “spid” in fondo al menu) per aprire la pagina completa Risultati di ricerca, ordinata di default per Più pertinenti.
Scorrendo l'elenco delle email trovate, il mittente e l'oggetto dei messaggi di attivazione o delle comunicazioni relative allo SPID ti riveleranno il gestore con cui hai fatto la richiesta: potresti ad esempio imbatterti in email di SielteID (come SielteID — Il tuo codice OTP o SielteID — La tua password sta per scadere) oppure di Poste Italiane (Poste Italiane — PosteID abilitato a SPID).
Se non sai bene come muoverti tra vecchie email o cartelle di archivio, ti tornano utili le mie guide su come trovare email vecchie su Gmail e su come recuperare email archiviate Gmail.
Se invece il tuo dubbio è più serio – temi cioè che qualcuno abbia attivato uno SPID a tua insaputa – puoi rivolgerti a un servizio come SPID Sicuro, offerto ad esempio da Lepida. Sulla pagina dedicata del sito trovi scritto che, se sospetti l'attivazione di un'identità SPID a tuo nome non autorizzata, puoi verificare se ne esiste una attiva con quel gestore.
Ti basta cliccare sul pulsante SPID Sicuro e accedere con SPID, CIE o CNS per controllare eventuali attivazioni non autorizzate o sospette a tuo nome.
Alternative gratuite allo SPID

A questo punto dovrebbe esserti chiaro come verificare se uno SPID è attivo, qualunque sia il gestore che utilizzi. Ma cosa fare se scopri che il tuo risulta disattivato oppure se semplicemente non hai alcuna intenzione di pagare i nuovi canoni annuali introdotti da alcuni provider? Buone notizie: esistono alternative del tutto gratuite.
La prima, e più immediata, è la Carta d'Identità Elettronica (CIE), che rimane a tutti gli effetti uno strumento di accesso completamente gratuito ai servizi online della Pubblica Amministrazione.
Proprio nel momento in cui scrivo, poi, a cavallo tra luglio e agosto 2026, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 169) ha reso operativi i decreti sull'IT Wallet. Da questo momento l'app IO integra ufficialmente il portafoglio digitale nazionale, permettendoti di custodire e utilizzare documenti legali ed elettronici autenticandoti semplicemente tramite CIE – superando così del tutto la necessità di uno SPID a pagamento.
Per attivare questi due strumenti, ti rimando alle mie guide su come attivare IT Wallet e su come attivare CIE.

Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
