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Migliori business online

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Ormai si sente parlare sempre più spesso delle opportunità di guadagno offerte dalla grande rete. Leggendo alcune pagine e guardando alcuni video sui social network sembra che allestire un business online sia semplicissimo e super-redditizio. Ma le cose stanno veramente così? Ovviamente no. Guadagnare su Internet non è affatto automatico e immediato come alcuni potrebbero credere.

Esattamente come nelle attività offline, anche su Internet bisogna investire molte risorse, energie (e soprattutto) tanto tempo per ricevere dei riscontri significativi, che solitamente arrivano non prima di un anno. Insomma, fare un business online è possibile, può essere sufficientemente redditizio, ma in molti casi non è più semplice che mettere in piedi un’attività nel cosiddetto mondo reale.

Detto questo, se sei qui è perché vorresti sapere quali sono i migliori business online, vero? Allora non perdiamo altro tempo e lascia che ti dia qualche spunto sul tema. Analizzando alcune possibili attività da intraprendere su Internet, chissà, potresti trovare la giusta ispirazione e creare un progetto vincente: io te lo auguro di cuore. Buona lettura e in bocca al lupo per tutto!

Indice

Monetizzare un blog o un sito

Sito

Quando qualcuno mi chiede quali sono i migliori business online, non posso non citare la possibilità di monetizzare un blog o un sito, visto che è esattamente ciò che ho fatto io con aranzulla.it, che è diventato uno dei primi 30 siti in Italia.

Come si fa a monetizzare un blog o un sito? Sostanzialmente in due modi: con la vendita di spazi pubblicitari e con le affiliazioni.

Per quanto concerne la vendita di spazi pubblicitari, questa solitamente avviene rivolgendosi ad appositi servizi, come il famosissimo Google AdSense, che è uno dei più usati. In questo caso, i guadagni sono proporzionali alle visite che il sito o il blog riesce a generare: solo se si riesce a totalizzare un elevato numero di accessi è possibile ottenere guadagni importanti, tenendo conto comunque delle continue oscillazioni del mercato pubblicitario che possono influire in modo rilevante sui ricavi derivanti da questa fonte di monetizzazione.

Passiamo ora al capitolo delle affiliazioni. In questo caso, i guadagni derivano dall’adesione a uno o più programmi di affiliazione (come quello di Amazon, tanto per citare uno dei più famosi) che, mediante l’aggiunta di link sponsorizzati sul proprio sito, offrono la possibilità di guadagnare qualche soldo sulle vendite effettuate mediante gli stessi (generalmente nelle 24 ore successive il clic fatto dall’utente).

Riuscire a guadagnare con un blog o un sito Web non è semplice: occorre adottare strategie editoriali ben precise, saper gestire al meglio eventuali collaboratori e usare nel modo corretto i vari strumenti disponibili. Ecco perché ti suggerisco di approfondire maggiormente la cosa consultando l’approfondimento dove spiego come guadagnare con un sito e, se lo ritieni opportuno, acquistando “Il Metodo Aranzulla” (edito da Mondadori Electa): il mio libro, nel quale illustro in modo approfondito le strategie e gli strumenti che mi sono stati di aiuto per rendere il mio sito una delle realtà editoriali più importanti nel mercato italiano.

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Aprire un canale YouTube

YouTube

Se hai competenze nell’ambito del videomaking e non hai problemi nello stare davanti a una videocamera, aprire un canale YouTube è un’altra opzione da prendere in considerazione. Trattandosi di una delle piattaforme di videosharing più popolari del momento, è possibile raggiungere numeri potenzialmente importanti in termini di popolarità e, quindi, guadagni.

Per riuscirci, comunque, bisogna scegliere bene le tematiche da trattare (evitando di addentrarsi in settori dove sono già presenti creator ben affermati nel panorama italiano o internazionale) e realizzare contenuti originali e di qualità.

Anche per quanto concerne YouTube è possibile guadagnare con la vendita di pubblicità: questo significa che soltanto raggiungendo numeri importanti in termini di visualizzazioni e iscritti è possibile racimolare guadagni significativi. Per entrare più nel merito, è possibile riuscirci aderendo al Programma Partner di YouTube, rivolto ai canali che hanno un minimo di 1.000 iscritti e che hanno totalizzato un minimo di 4.000 ore di visualizzazione nell’ultimo anno.

Inoltre, è possibile guadagnare con i cosiddetti network di affiliazione e attività di sponsorizzazione di vario genere: a meno che tu non sia uno youtuber affermato (cosa improbabile se stai leggendo questa guida), saranno le aziende a proporti delle collaborazioni; altrimenti dovrai cercartele da solo. Come puoi riuscirci? Magari puoi avvalerti di Famebit, un portale che costituisce un punto di incontro tra i creatori di contenuti e i brand interessati a promuoversi su YouTube.

Se vuoi avere maggiori informazioni su come creare un canale YouTube, su come fare tanti iscritti su YouTube e su come guadagnare su YouTube, dai un’occhiata agli approfondimenti che ti ho linkato poc’anzi: ti saranno sicuramente di aiuto.

Altra piattaforma molto apprezzata da utenti e creator è Twitch di Amazon che, però, almeno nel momento in cui scrivo, sembra più indicata per i creatori di contenuti già affermati: per questi può rappresentare una risorsa molto redditizia, per coloro che partono da zero invece può essere molto difficile emergere, dunque YouTube è da preferire.

Monetizzare profili social

Social network

Monetizzare profili social è un’altra attività potenzialmente remunerativa. In questo caso, le fonti di monetizzazione sono sostanzialmente due: la partecipazione a servizi di affiliazione e la collaborazione con aziende e brand.

Per quanto concerne la partecipazione a servizi di affiliazione, vale quanto già detto in uno dei capitoli precedenti: ci si iscrive a un servizio di affiliazione (o anche a più servizi di questo genere), si inseriscono i link sponsorizzati nei post da pubblicare sui propri account social e, se tramite essi vengono generate delle vendite, degli abbonamenti, etc., si può percepire una piccola percentuale di guadagno sulla vendita generata entro un certo periodo di tempo (solitamente entro 24 ore).

Se decidi di partecipare a un programma di affiliazione, occhio a non “spammare” contenuti a caso sui tuoi profili: ti consiglio sempre di provare ciò che proponi ai tuoi follower e di fare una cernita ben definita di contenuti adatti al tuo target di riferimento. Intesi?

Per quanto concerne la collaborazione con brand e aziende, questa solitamente è fattibile per chi ha account particolarmente seguiti (con almeno qualche migliaia di follower). I brand e le aziende, infatti, sono interessati a promuovere i propri prodotti/servizi sui social network, in quanto in questo modo riescono a raggiungere più facilmente il proprio target grazie ai cosiddetti influencer, ovvero persone celebri su queste piattaforme, in grado di avere una certa influenza sugli utenti.

Nel fare questo genere di collaborazioni, ti consiglio di scegliere aziende e brand che in qualche modo riguardano il tuo settore e i cui prodotti/servizi possono essere di reale utilità alle persone che ti seguono. Non farti ingolosire da guadagni potenzialmente elevati e “facili”: se questi possono andare a discapito delle persone che ti seguono, meglio lasciar perdere. In ogni caso, per una questione di correttezza, quando vieni pagato da un’azienda per promuovere un prodotto/servizio, segnalalo con degli hashtag ad hoc, come #adv, #advertise, #sp, #sponsored, etc.

Come avrai intuito, anche per guadagnare sui social bisogna raggiungere numeri importanti: se non sei seguito da tanti utenti, difficilmente riuscirai a ottenere cifre significative con le affiliazioni, né tantomeno ad attirare l’attenzione di brand e aziende a cui proporre delle collaborazioni.

Se non vanti un buon seguito su queste piattaforme, ti suggerisco di leggere la guida in cui spiego come diventare famosi sui social. Per maggiori informazioni su come guadagnare con i social, invece, consulta l’approfondimento che ho dedicato anche a questa tematica.

Aprire un e-commerce

Negozio online

Anche aprire un negozio online può costituire una buona opportunità di business, visto che gli acquisti online sono in costante crescita e sempre più utenti comprano su Internet beni e servizi di varia natura. Aprire un negozio online, inoltre, non è complicato come si potrebbe pensare.

Il modo più semplice per riuscirci è rivolgersi a una di quelle piattaforme (es. il noto Blomming) che costano poche decine di euro al mese e permettono di creare e gestire un negozio online utilizzando dei pacchetti preconfezionati.

Se si vuole passare al “livello successivo”, è possibile acquistare uno spazio Web e personalizzarlo in base alle proprie esigenze con un CMS (Content Management System), come WordPress o Prestashop. Altrimenti, è possibile aprire una vetrina su store online già noti, come Amazon ed eBay, opzione che consiglio soprattutto a chi ha già un negozio fisico e vuole vendere i propri prodotti online. Maggiori info qui.

Gestire un magazzino fisico con tutti i rischi del caso ti scoraggia dall’aprire un e-commerce? In tal caso, valuta la possibilità di ricorrere al drop shipping, un modello di vendita alquanto interessante che ha preso piede soprattutto negli ultimi anni, grazie al quale è possibile vendere uno o più prodotti senza doverli possedere materialmente in un magazzino fisico.

Ci sono varie piattaforme che consentono di fare drop shopping, tra cui Shopify, che permette anche di creare ecommerce tradizionali con magazzini fisici d’appoggio (tutto in pochi clic) e che può essere testata gratis per 14 giorni. Maggiori info qui.

Pubblicare libri

Libri

Pubblicare libri può costituire un’altra potenziale fonte di guadagno. Come puoi ben capire, richiede un certo investimento di tempo e risorse, ma i guadagni a cui può portare sono potenzialmente elevati. Grazie a Internet, è possibile pubblicare i propri libri senza passare per le case editrici, visto che esistono piattaforme quali Amazon e Lulu che permettono di farlo gratuitamente, sia in formato digitale che cartaceo.

C’è da dire, comunque, che servizi di questo genere solitamente applicano delle commissioni più o meno importante sulla vendita finale delle proprie opere e, quindi, bisogna vendere tantissime copie per avere guadagni soddisfacenti. Maggiori info qui.

Sviluppare giochi o app

Programmare

Sviluppare giochi o app può costituire un’opportunità di business alquanto importante, visto che questo settore è in continua crescita e non ha subìto particolari “arresti” dovuti alle mutazioni del mercato.

Se non hai alcuna esperienza nello sviluppo di app e giochi, puoi sempre investire tempo e risorse per acquisire le competenze necessarie per riuscirci. Oltre a consultare le guide che ho dedicato all’argomento, come quelle in cui spiego come creare un programma, come sviluppare un’app, come sviluppare in C, come imparare Java e come creare giochi, valuta la possibilità di partecipare a corsi e seminari del settore: cosa fondamentale se vuoi acquisire competenze avanzate nell’ambito del coding.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.