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Router Wi-Fi: come funziona

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I router Wi-Fi sono ormai entrati a far parte delle nostre vite: sicuramente anche tu ne avrai uno, o quantomeno ne avrai sentito parlare. Ma che cos’è esattamente un router Wi-Fi? A cosa serve e, soprattutto, come funziona? Se ti sei posto almeno alcune di queste domande, sappi che ti trovi nel posto giusto!

Nei prossimi paragrafi di questo post, infatti, avrò modo di spiegarti come funziona un router Wi-Fi in maniera rapida, semplice ma non per questo poco utile (o almeno spero!). Cercando di non scendere troppo in tecnicismi, cercherò di farti comprendere in modo facile come fa questo dispositivo a svolgere i suoi compiti e ti illustrerò a grandi linee quali sono le sue principali funzionalità.

Dal momento che ti vedo piuttosto interessato all’argomento, direi di non perdere altro tempo prezioso e iniziare subito. Allora, sei pronto a cominciare? Sì? Alla grande! Mettiti bello comodo, prenditi tutto il tempo che ti serve per concentrarti sulla lettura delle prossime righe e vedrai che, al termine di questa lettura, sicuramente avrai le idee un po’ più chiare sull’argomento. Buona lettura!

Indice

Che cos’è un router Wi-Fi

Router

Prima di vedere come funziona un router Wi-Fi, mi sembra necessario, anzi doveroso, spiegarti che cos’è un router Wi-Fi. Se non fissi bene in mente questo concetto, infatti, difficilmente riuscirai a comprendere bene il resto.

Tecnicamente, un router altro non è che un dispositivo di rete utilizzato come interfacciamento tra sottoreti differenti, il cui compito è instradare i pacchetti di dati tra sottoreti differenti, consentendone l’interoperabilità a livello di indirizzamento.

Spesso il termine “router” viene usato in modo intercambiabile con il termine “modem” (e viceversa). Tuttavia è tecnicamente sbagliato usare quest’ultimo come sinonimo di router. Per quale ragione? I router, come appena accennato, si occupano di distribuire il segnale Internet, mentre il modem invece si occupa di tradurre, o meglio, di modulare e demodulare, il segnale analogico in digitale (e viceversa), consentendo difatti di connettersi a Internet. I modem, di solito, non sono Wi-Fi e dispongono di una sola porta Ethernet alla quale va connesso un computer o, appunto, un router: sarà quest’ultimo a occuparsi poi di ridistribuire la connessione a più dispositivi (e non il modem, come potrebbero pensare alcuni).

In parole povere e semplificando al massimo il discorso, possiamo dunque dire che il modem è quello che prende il segnale di Internet dalla presa, mentre il router è quello che lo distribuisce, via cavo o in Wi-Fi a computer, smartphone e via discorrendo. Il router, per poter riconoscere e gestire tutti i dispositivi connessi ad esso, crea una rete interne (la rete locale), in cui ogni apparecchio ha un suo indirizzo numerico (indirizzo IP), che può essere fisso o variabile… ma di questo ti ho parlato già in altre occasioni. Non va comunque confuso con l’indirizzo IP pubblico che la connessione (quindi il modem) ha all’esterno e la identifica in maniera univoca su Internet.

C’è da dire, comunque, che ormai sono abbastanza diffusi i cosiddetti modem/router, ovvero dispositivi “ibridi” che fungono sia da modem che da router: sono in grado di connettersi a Internet tramite il cavo telefonico e ridistribuire il collegamento a più device via wireless, grazie all’antenna Wi-Fi integrata (potrebbero essercene anche più di una). È questa la tipologia di dispositivo a cui probabilmente stavi pensando quando sei giunto su questo articolo ed è principalmente a questi device a cui farò riferimento nel corso della guida.

Chiariti questi aspetti, direi che ora dovresti avere le idee un po’ più chiare su che cos’è un router. Vediamo, dunque, quali sono i suoi princìpi di funzionamento.

Come funziona un router Wi-Fi

Schema di funzionamento di un router

Entriamo nel vivo della trattazione vedendo difatti come funziona un router Wi-Fi, analizzando un po’ più da vicino alcuni dettagli meramente tecnici sulla tecnologia che permette la distribuzione del segnale Internet a più dispositivi. Nei prossimi paragrafi, dovrò necessariamente ricorrere a qualche tecnicismo, ma stai tranquillo: cercherò di essere il più semplice possibile, così che tu possa riuscire a comprendere i princìpi di funzionamento del router Wi-Fi.

Come ho già accennato in parte nelle righe precedenti, i router svolgono la funzione di ridistribuire, o meglio, instradare il segnale Internet su più dispositivi. Il principio che sta alla base del funzionamento di un router è alquanto semplice. Il router prende le informazioni dal cavo tramite una connessione WAN (Wide Area Network) e indirizza le informazioni ai vari device collegati, accertandosi che tutti i pacchetti di dati vengano trasmessi nel modo corretto.

Nel fare ciò, quindi, il router si avvale della cosiddetta commutazione di pacchetto, ovvero una tecnica che prevede la suddivisione di un messaggio in più parti (i pacchetti a cui ho appena accennato, appunto), prima di inoltrarlo in rete attraverso un percorso che non viene definito in anticipo.

Ogni pacchetto dati, infatti, segue una propria “via” e “rimbalza” tra i nodi della rete prima di raggiungere il destinatario della comunicazione. È il nodo di destinazione, poi, a mettere in ordine i pacchetti ricevuti, ricostruendo così il messaggio suddiviso come una sorta di “puzzle”, sfruttando il protocollo TCP (Transmission Control Protocol).

Schema funzionamento commutazione di pacchetto

Il router, come accennato in precedenza, è in grado di assegnare indirizzi IP locali a tutti i dispositivi collegati alla sua rete e, allo stesso tempo, creare una strada separata per ogni sistema connesso, offrendo così la possibilità di collegare più dispositivi a un modem. 

Un modem/router dialoga contemporaneamente con l’ISP (Internet Service Provider), attraverso le tecnologie ADSL o fibra ottica (o anche connessione satellitare o dati mobili), oltre che con la rete domestica, composta da tutti i dispositivi collegati in Rete (es. smartphone, tablet, PC, Smart TV, stampanti Wi-Fi, etc.).

Tutti i router hanno una porta WAN (Wide Area Network), la connessione cablata che collega il router al muro via cavo, a cui si aggiungono una serie di porte LAN (Local Area Network), che permettono di effettuare delle connessioni di rete locale.

I router wireless sono invece quelli dotati di una o più antenne Wi-Fi e possono operare su protocolli differenti, ad esempio 802.11b, 802.11g, 802.11n e 802.11ac tra i più diffusi, che assicurano velocità di trasferimento dati crescenti e possono operare su bande di frequenza differenti (tornerò presto sull’argomento).

A proposito di protocolli e classi, devi sapere che, in base alle sue caratteristiche hardware, un router è in grado di connettersi a classi Wi-Fi differenti: i router attualmente in commercio possono supportare le seguenti classi Wi-Fi.

  • Classe b — garantisce il trasferimento di dati alla velocità massima di 11 Mbps.
  • Classe g — garantisce velocità di trasferimento dei dati fino a 54 Mbps.
  • Classe n — garantisce fino a 450 Mbps di trasferimento dati.
  • Classe AC — è in grado di garantire una velocità fino a 1331 Mbps (funziona solo con la banda a 5GHz).

Wi-Fi

Per quanto riguarda le bande di frequenze radio, è possibile sfruttare le frequenze a 2.4GHz o 5GHz. Alcuni router, denominati mono-band, sono in grado di sfruttare soltanto le frequenze a 2.4GHz. I router dual-band, invece, sfruttano sia la banda a 2.4GHz che quella 5GHz: quest’ultima evita i problemi legati alle interferenze che si possono incontrare molto più facilmente sui canali radio che operano sulla banda a 2.4Ghz, assicurando prestazioni solitamente migliori.

I router più avanzati, che supportano la banda a 5GHz, dispongono anche della tecnologia Beamforming+, che migliora notevolmente le prestazioni della rete sul lungo raggio, indirizzando il segnale in modo specifico verso il dispositivo che ne ha più bisogno (es. il laptop che si usa per fini lavorativi, piuttosto che la Smart TV che si usa per guardare video 4K in streaming).

Alcuni router top di gamma sono definiti tri-band, perché possono utilizzare la banda a 2.4 GHz e due bande a 5 GHz simultaneamente, garantendo così prestazioni incredibilmente elevate per quanto concerne il trasferimento dei dati. C’è da dire, comunque, che la banda a 5GHz ha un raggio di copertura inferiore rispetto a quello delle reti a 2.4GHz e per usufruirne bisogna avere a disposizione dei dispositivi compatibili con tale tecnologia.

Capitolo sicurezza. Nel caso della connessione in modalità Wi-Fi, bisogna configurare il router, impostando una password che consenta ai dispositivi di accedere alla rete distribuita dal router. Questi codici o cifrature, servono a proteggere la rete domestica dall’accesso da parte di malintenzionati.

Le chiavi di cifratura più utilizzate sono le seguenti: WEP (Wired Equivalent Privacy), WPA (Wi-Fi Protected Access) e WPA2 (Wi-Fi Protected Access di seconda generazione) e offrono un livello di protezione crescente (la meno sicura, quindi, è WEP, mentre la più sicura è WPA2).

Ora che hai compreso il funzionamento generale dei router wireless, può darsi che tu sia interessato ad acquistarne uno, qualora non l’avessi già. Beh, in tal caso, ti tornerà utile la lettura della guida all’acquisto sui migliori router, che ho curato personalmente.

Come configurare un router Wi-Fi

Come aprire le porte del router

Ora che hai compreso come funziona, in linea di massima, un router Wi-Fi, analizziamo insieme alcune delle sue funzioni principali e come configurare il dispositivo al meglio.

Non mi addentrerò troppo nei dettagli, in quanto le funzioni dei router e le procedure da seguire per configurarli variano in base alla tipologia di device in proprio possesso, e per questo farò solo un discorso generale, ma ti linkerò numerosi approfondimenti che ti saranno sicuramente utili ai tuoi scopi.

Come ho in parte accennato in precedenza, per funzionare, un router wireless ha bisogno di essere configurato. Dopo aver acceso il router tramite il suo pulsante di accensione, devi accedere al suo pannello di configurazione, così da impostare una chiave Wi-Fi con cui proteggere la rete e credenziali personalizzate per l’accesso al pannello di amministrazione stesso.

Per fare ciò, devi avviare il browser che usi solitamente per navigare su Internet e collegarti all’indirizzo IP del router. Solitamente l’IP è indicato su un’etichetta adesiva applicata sul retro del dispositivo o sulla sua confezione di vendita e in molti casi potrebbe corrispondere a 192.168.1.1 oppure a 192.168.0.1. Se non riesci a trovarlo, prova a leggere il mio tutorial su come trovare l’IP del router.

Dopo aver inserito l’IP del router nella barra degli indirizzi del browser e aver premuto Invio sulla tastiera, potrebbe esserti richiesto di inserire il nome utente e la password impostate dal produttore stesso del router a protezione di quest’ultimo; solitamente le combinazioni usate sono admin/admin o admin/password, ma se non dovessero funzionare e riscontri difficoltà a individuarle nel manuale d’uso del dispositivo, consulta la mia guida su come trovare la password del modem/router.

Una volta entrato nel pannello di configurazione del router, dovrebbe partire in automatico la procedura di configurazione del dispositivo. Questo potrebbe non valere per tutti i dispositivi: nel caso la procedura non venisse avviata in modo automatico, dunque, avviala tu, cliccando su un pulsante visibile a schermo (es. ConfiguraWizard, etc.).

Segui, quindi, le istruzioni che vedi a schermo per configurare correttamente il router, impostando una nuova password di accesso a quest’ultimo (se non viene richiesto, provvedi ugualmente, per motivi di sicurezza), oltre che tutti i parametri riguardanti la connessione. Nella stragrande maggioranza dei casi, la procedura automatica di configurazione del router individua in modo “intelligente” i parametri necessari per navigare su Internet sfruttando la connessione offerta dal proprio provider.

Se così non fosse, procedi tu andando a selezionare PPPoe/LLC oppure PPPoA/VC-Mux come tipologia di connessione e 8 e 35 come valori di VPI e VCI. Se i problemi dovessero persistere, cerca su Internet i parametri di connessione suggeriti per la tua linea e/o contatta il tuo provider.

Dal momento che stiamo parlando di router Wi-Fi, bisogna configurare anche la chiave di protezione per la rete senza fili, come ti ho già detto poc’anzi. Pertanto, recati nella sezione del pannello che permette di gestire la rete Wi-Fi e imposta una chiave di tipo WPA2/AES lunga, composta da numeri, lettere e simboli. Maggiori info qui.

Una volta completata la procedura di configurazione iniziale del router, volendo puoi modificare anche alcune impostazioni un po’ più avanzate. Per riuscirci, puoi visitare la sezione  ManutenzioneAmministrazioneSicurezza del pannello di controllo del router (il nome varia in base al dispositivo in tuo possesso) e comincia con il personalizzare la password con cui accedere al pannello stesso, compilando l’apposito modulo che ti viene proposto. Maggiori info qui.

Altre impostazioni che potresti essere interessato a modificare riguardano quelle relative ai firewall e alle porte da aprire per poter utilizzare senza problemi programmi P2P (es. uTorrent), applicazioni o console per il gaming online e altro. Anche in questo caso, la procedura per riuscire nell’operazione varia da dispositivo a dispositivo: in linea di massima devi recarti nel menu relativo all’Inoltro porte o Port Forwarding oppure in quello dedicato ai Virtual Server, provvedere a creare una nuova regola o un nuovo virtual server e compilare il modulo proposto, seguendo le indicazioni riportate di seguito.

  • Porta interna/Porta esterna o Porta iniziale/Porta finale — qui inserisci il numero della porta da aprire, inserendo lo stesso valore in tutti i campi.
  • IP destinazione o Indirizzo IP server) — qui devi scrivere l’indirizzo IP locale del computer su cui intendi usare il programma di tuo interesse (se non sai come visualizzare l’indirizzo IP, puoi consultare la guida in cui spiego come riuscirci).
  • Nome — qui devi scrivere il nome da assegnare alla regola che stai creando (es. uTorrent, per ricordarti che stai creando una regola per usare questo programma).
  • Tipo porta o Protocollo) — qui devi indicare se quella che stai aprendo è una porta TCPUDP.

Ricordati, poi, di salvare le modifiche fatte, cliccando sull’apposito pulsante e ripeti l’operazione che ti ho appena descritto sommariamente per tutte le porte che intendi aprire nel router. Dal momento che la procedura potrebbe variare da un dispositivo all’altro, ti consiglio di consultare l’approfondimento su come aprire le porte del router, per sapere più nel dettaglio come procedere.

Inoltre, ti consiglio di leggere le mie guide tematiche dedicate al funzionamento dei modem Netgear, D-Link, TP-Link, TIM, Fastweb, WINDTRE o Vodafone.

Come funziona un router Wi-Fi portatile

Router portatile

Sei interessato al funzionamento dei router Wi-Fi portatili? Beh, in realtà questi funzionano in modo pressoché simile ai router Wi-Fi “tradizionali”, con la differenza che, rispetto a questi ultimi, possono essere trasportati con una certa facilità, in quanto sono pensati per essere usati in mobilità, come suggerisce il loro stesso nome, e solitamente supportano la condivisione della connessione dati 3G/4G proveniente da una SIM.

Ce ne sono di diverse tipologie: router portatili “puri”, che sono modelli molto compatti, solitamente dotati di una batteria integrata ricaricabile che consente di utilizzarli senza tenerli collegati alla presa della corrente e che consentono di navigare solo sulle reti 3G/4G; router 3G/4G domestici, pensati prevalentemente per un uso “casalingo”, da collegare alla presa elettrica, mediante i quali è possibile condividere la connessione 3G/4G tramite SIM o Internet Key; router ADSL/fibra, che sono dei router “ibridi”, in grado di condividere sia la connessione ADSL/fibra che la condivisione della connessione 3G/4G mediante Internet Key e i router hub, dei device molto versatili da usare come router Wi-Fi portatili, power-bank, ripetitori wireless e access point.

Per maggiori informazioni in merito a quale router Wi-Fi portatile acquistare, ti rimando alla lettura della guida all’acquisto che ho interamente dedicato a questa categoria di dispositivi.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.