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Come diventare nomade digitale

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Senti parlare sempre più spesso di nomadi digitali, tuttavia non hai ancora ben chiaro cosa facciano e in cosa consistano queste figure professionali che, a quanto pare, sono molto popolari su Internet. Per questo motivo, hai deciso di approfondire la questione rivolgendoti proprio a Internet e sei finito qui, sul mio blog. Ho indovinato, vero? Allora sappi che sei capitato proprio nel posto giusto al momento giusto!

Nei prossimi paragrafi di questo articolo, infatti, oltre a spiegarti in cosa consiste il nomadismo digitale, ti indicherò anche come prendervi parte, visto che da quel che ho capito sei interessato soprattutto a quest’ultimo aspetto. Ti anticipo già che la strada per riuscire in questa “impresa” non è scevra da ostacoli, ma con la giusta dose di pianificazione, impegno e dedizione, tutto è possibile (o quasi!).

Allora, sei pronto a scoprire come diventare nomade digitale? Sì? Ottimo! Forza e coraggio: mettiti bello comodo, prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per concentrarti sulla lettura dei prossimi paragrafi e, cosa ancora più importante, cerca di mettere in pratica le “dritte” che sto per darti. A me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per tutto!

Indice

Che cos’è un nomade digitale

Nomade digitale

Iniziamo a vedere innanzitutto che cos’è un nomade digitale. Ebbene, un nomade digitale è colui che, sfruttando le tecnologie offerte dal mondo digital, lavora a distanza per i propri clienti o per il proprio datore di lavoro, senza essere legato a sedi fisiche. Così facendo, può lavorare in remoto, stare sempre in viaggio, conducendo una vita, per l’appunto, nomade.

Per lavorare, i nomadi digitali si servono della connessione a Internet e ovviamente di dispositivi adatti per la propria attività, quali computer, smartphone, tablet, macchine fotografiche, software di videoconferenza e così via. In questo modo, possono rimanere in contatto con clienti, datori di lavoro ecc.

Come ti ho già detto, non essendo legati a sedi fisiche, i nomadi digitali hanno la possibilità di lavorare praticamente ovunque: l’area geografica in cui si trovano il più delle volte non è rilevante per il tipo di attività che svolgono e, quindi, hanno una libertà di movimento molto ampia, per non dire quasi assoluta.

Il remote working, qualora non l’avessi ancora capito, è pertanto alla base della vita del nomade digitale, che altrimenti non potrebbe definirsi tale, se a causa del suo lavoro rimanesse legato a una zona geografica ben circoscritta e definita.

Diventare nomade digitale: da dove iniziare

Competenze nomade digitale

Dopo averti dato la definizione di nomade digitale, vediamo da dove iniziare per poter intraprendere questa carriera. Innanzitutto, ci tengo a mettere in chiaro una cosa: fare la vita da nomade digitale non significa non lavorare e “spassarsela” in giro per il mondo, come potrebbe erroneamente credere qualcuno.

Per fare il nomade digitale, infatti, bisogna lavorare sodo, così da avere le entrate necessarie e vivere dignitosamente ovunque si decida di andare. E dal momento che per lavorare occorre coltivare delle competenze che possano tornare utili ad altre persone, il punto fondamentale da cui devi partire per iniziare la tua vita da nomade digitale sono proprio queste: le tue skill. Senza competenze specifiche, infatti, non riuscirai a farti largo nel settore di mercato in cui intendi operare e rimarresti “tagliato fuori dai giochi”.

Quali sono le competenze che potrebbero consentirti di lavorare in remoto e, quindi, svolgere la tua attività professionale dove preferisci? Beh, ce ne sono davvero tante potenzialmente spendibili nel mondo del lavoro: saper scrivere per il Web, magari essendo in grado di usare efficacemente la SEO (Search Engine Optimization); conoscere uno o più linguaggi di programmazione; essere in grado di realizzare e montare video; avere competenze in ambito commerciale o legale; saper utilizzare in modo professionale software di grafica e fotoritocco; saper suonare uno o più strumenti; conoscere una o più lingue straniere; insomma… una qualsiasi competenza che possa richiamare l’attenzione di potenziali clienti e datori di lavoro.

Ma non basta avere delle competenze negli ambiti sopraccitati: bisogna diventare tra i più bravi del proprio settore. Il mercato è pieno di persone mediocri che sono in grado di svolgere con sufficienza determinati lavori: solo i migliori sono in grado di garantirsi una certa continuità nel proprio lavoro e compensi più elevati rispetto ai propri concorrenti (e questo discorso vale soprattutto per i cosiddetti _freelancer_, i professionisti “liberi”, che non sono assunti da un’azienda in particolare, ma che solitamente offrono le proprie prestazioni a più clienti e datori di lavoro).

Pensi di non avere nessuna competenza spendibile nel mondo del lavoro o, comunque, credi di non essere così bravo da attrarre potenziali clienti? Hai solo un modo per rimediare alla situazione: studiare, frequentare corsi e, soprattutto, fare pratica. Prima di “partire per l’avventura”, infatti, è sempre meglio avere la ragionevole sicurezza di poter lavorare a distanza, altrimenti come fai a mantenerti, no?

Altri due aspetti che devi considerare per diventare nomade digitale, strettamente correlati tra loro, sono l’ammontare complessivo delle entrate e il luogo dal quale lavorare. In base ai compensi che ricevi per il tuo lavoro (o per i tuoi lavori, se ne svolgi più di uno), infatti, puoi determinare dove andare a vivere (magari dando un’occhiata anche alle statistiche riguardanti il costo della vita nell’area geografica di tuo interesse, sfruttando servizi quali Numbeo).

Potrebbe esserti utile anche analizzare le esperienze di alcun nomadi digitali — tra i vari ti cito Lost LeBlanc, MolaViajarHuman SafariDario Vignali, di cui puoi guardare i rispettivi canali YouTube che ti ho linkato — per determinare dov’è meglio vivere e fare nuove esperienze. Tra le mete più gettonate dai nomadi digitali, in quanto sono relativamente economiche e vantaggiose, ti cito la Thailandia, il Portogallo, la Spagna, il Sudamerica, l’India, l’Europa dell’Est e il Sud Italia (se, almeno inizialmente, vuoi rimanere nel Bel Paese).

Opportunità di business per diventare nomade digitale

Adesso, direi di vedere un po’ più da vicino quali sono le principali opportunità di business per diventare nomade digitale. Di seguito trovi un elenco abbastanza esaustivo di quelli che sono i principali lavori svolti da vari professionisti in giro per il mondo: vedi quale di queste attività può fare al caso tuo.

Monetizzare con un blog o un sito

Blog

Monetizzare con un blog o un sito (che non deve essere necessariamente di viaggi, ma che può trattare gli argomenti in cui sei più ferrato), può costituire una buona opportunità di lavoro a distanza. In questo caso, infatti, non dipenderesti da nessuno, se non da te stesso.

Ti stai chiedendo come sia possibile guadagnare con un attività simile, così da avere le risorse necessarie per girare il mondo? Sostanzialmente, le fonti di guadagno sono due: la vendita di spazi pubblicitari e la partecipazione a programmi di affiliazione.

Per quanto riguarda la vendita di pubblicità, è possibile adoperare servizi come Google AdSense, che permettono di inserire sul proprio sito dei banner: più persone vedono i banner, più elevati sono i guadagni che è possibile generare. Per guadagnare con questa modalità, quindi, bisogna fare numeri importanti, altrimenti i guadagni ottenuti saranno esigui.

I programmi di affiliazione (come quello di Amazon), invece, permettono di guadagnare mediante l’inserimento di link sponsorizzati sul proprio blog o sito: consentono di guadagnare nel momento in cui tramite essi vengono generate vendite di prodotti o servizi nell’arco delle 24 ore successive.

Per maggiori informazioni su come guadagnare con un sito, leggi il tutorial che ho dedicato all’argomento e, se vuoi, acquista “Il Metodo Aranzulla” (edito da Mondadori Electa), un libro (in parte autobiografico) dove ho spiegato come sono riuscito a rendere aranzulla.it uno dei primi 30 siti in Italia per numero di visite. Spero tanto possa tornarti utile per replicare, almeno in parte, il successo del mio blog.

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Creare videocorsi online

Udemy

Sai suonare uno strumento musicale? Sei bravo nello spiegare un certo argomento? Vorresti insegnare ad altri come usare un software professionale? Conosci una lingua straniera? Creare videocorsi online potrebbe essere una buona soluzione per riuscire a ottenere dei guadagni importanti, che ti consentano di vivere come nomade digitale.

Prima di iniziare ad accendere la videocamera e registrare il corso, però, ti consiglio di sederti a tavolino, definire i vari moduli e capitoli in cui strutturare il tutto e, per ciascuno di essi, delinea quali sono gli argomenti specifici che intendi trattare. Soltanto dopo puoi effettivamente passare alla realizzazione dei video. Magari puoi offrirne uno o due gratuiti e usarli per invogliare gli utenti ad acquistare il corso completo.

Dove puoi caricare i video del tuo corso? Oltre alle classiche piattaforme di video sharing, come YouTube, puoi rivolgerti anche a soluzioni un po’ più specifiche, come Udemy. Vedrai che, se sei davvero competente in una certa materia, i tuoi corsi attireranno tanti utenti nel corso del tempo.

Sviluppare app

Codice

Vista la costante richiesta di app, la figura dello sviluppatore è una delle più gettonate dai nomadi digitali e anche una delle più richieste dal mercato. Sviluppare app, infatti, offre buone opportunità remunerative e, come tutte le altre attività citate in questo articolo, può essere svolta a distanza. Bisogna “solo” trovare clienti che commissionino il lavoro: ma questo non dovrebbe essere un problema per te, se sei uno sviluppatore affermato.

Non è così? E allora, prima di iniziare il tuo percorso, devi assolutamente imparare uno o più linguaggi di programmazione: devi conoscerli bene se vuoi diventare un punto di riferimento in questo settore, dove la concorrenza è sempre crescente, anche in Italia. Se sei proprio “a digiuno” di coding, leggi le mie guide su come creare un programma, come sviluppare un’appcome sviluppare in C e come imparare Java: costituiscono un ottimo punto da cui partire per intraprendere la tua potenziale carriera da sviluppatore di app.

Chiaramente, poi, ti suggerisco di fare dei corsi specifici e avanzati in cui vengono trattate tutte le tematiche riguardanti la programmazione e lo sviluppo di app.

Aprire un canale YouTube

Come accedere a YouTube bloccato

Se ami realizzare video, aprire un canale YouTube è un’altra opportunità da prendere in considerazione: molti nomadi digitali, infatti, realizzano anche video per la nota piattaforma di Google.

Come si fa a guadagnare con YouTube? I guadagni derivano soprattutto dalla pubblicità e, quindi, da un numero elevato di visualizzazioni dei propri video. Per entrare più nel merito, è possibile guadagnare aderendo al Programma Partner di YouTube, rivolto a coloro che hanno un canale che abbia ottenuto negli ultimi 12 mesi almeno 1.000 iscritti e 4.000 ore di visualizzazione, oltre che con i network di affiliazione.

Inoltre, quando si diventa youtuber affermati, brand e agenzie di viaggio sono disposte a sovvenzionare attività di vario tipo, permettendo ad esempio al nomade digitale di ottenere i fondi necessari per i suoi spostamenti (almeno in parte).

Se desideri approfondire l’argomento e avere ulteriori informazioni su come guadagnare con YouTube, leggi pure la guida che ho dedicato all’argomento.

Diventare consulente

Consulenza

Hai competenze di tipo commerciale, legale o amministrativo? Diventare consulente di aziende o altri professionisti potrebbe essere un’altra strada percorribile. I consulenti esterni, infatti, sono molto ricercati, in quanto le loro competenze non sempre sono individuabili nelle risorse umane presenti in azienda. Si può lavorare come consulente per più aziende e clienti oppure anche per una sola azienda o per un solo professionista (in base agli accordi che si decide di prendere).

Se ti fai un “giretto” su siti per cercare lavoro, quali MonsterJobGratis, magari cercando “consulente”, puoi farti un’idea di quanto sia ricercata una figura come la tua e, perché no, potresti iniziare a trovare qualche cliente con cui iniziare a collaborare.

Lavorare come freelancer

Lavoratore freelancer

Una buona fetta dei nomadi digitali lavora come freelancer, quindi ti consiglio di valutare anche quest’ultima possibilità. Le figure più richieste? Redattori, ghostwriter, copywriter, traduttori, montatori video, fotografigraphic designer e la lista potrebbe andare avanti ancora per molto.

Anche in questo caso, è possibile lavorare per più clienti oppure in esclusiva soltanto per uno. Lavorare per più clienti può essere una soluzione un po’ più “sicura” rispetto alla seconda: se ne viene a mancare uno, non è detto che anche gli altri decidano di smettere di commissionarti nuovi progetti.

Lavorare per un solo cliente — purché sia serio, puntuale nei pagamenti e in grado di commissionarti regolarmente nuovi lavori da fare — d’altro canto può aiutarti a gestire meglio la tua attività e ad avere una pianificazione più lineare. Molto, comunque, dipende dalla tipologia di lavoro che devi compiere.

Anche in questo caso, puoi trovare delle buone opportunità sia sui siti per cercare lavoro di cui ho fatto menzione precedentemente (quindi MonsterJobGratis), che su piattaforme più specifiche, come Freelancer.com, dedicata appunto ai lavoratori freelancer.

Strumenti utili per i nomadi digitali

NordVPN

Una volta analizzate le opportunità di business per diventare nomade digitale, lascia che ti indichi alcuni strumenti che possono essere utili a chi decide di intraprendere questa carriera.

Poiché la sicurezza viene prima di tutto e i dispositivi elettronici sono i mezzi di lavoro principali dei nomadi digitali, i primi strumenti che consiglio di adoperare sono un buon antivirus e un buon antimalware. Questa, però, è proprio la base: soluzioni del genere si dovrebbero usare a prescindere al proprio lavoro!

Quello che consiglio in maniera specifica ai nomadi digitali, invece, è l’uso di una buona VPN. Qualora non ne avessi mai sentito parlare, le VPN (acronimo di Virtual Private Network) sono dei sistemi che permettono di navigare su Internet in maniera sicura, camuffando la propria posizione geografica (in modo da superare censure e restrizioni regionali) e di cifrare i dati della propria connessione, rendendoli invisibili a eventuali malintenzionati ma anche ai provider Internet.

Tra le soluzioni VPN che ritengo meritevoli di attenzione c’è sicuramente NordVPN che è compatibile con tutti i principali sistemi operativi, non solo per computer, ma anche per smartphone, tablet e altri device, e offre un altissimo grado di sicurezza.

Con NordVPN, è infatti possibile collegarsi a Internet sfruttando numerosi server sparsi in ogni angolo del globo (alcuni dei quali dedicati ad attività specifiche, come lo scambio di file sulle reti P2P, la navigazione sulla rete Tor, l’utilizzo di IP dedicato e l’accesso ai cataloghi esteri dei servizi di streaming) e cifrando le comunicazioni in modo da renderle invisibili a malintenzionati, provider Internet e perfino agli stessi gestori di NordVPN (che non registrano nulla delle attività degli utenti).

Per scaricare NordVPN sul tuo PC, collegati al sito ufficiale del servizio, scegli il piano che preferisci tra quelli disponibili (2 o 3 anni a seconda delle promo in corso a 3,11 euro/mese con fatturazione annuale; 2 anni a 4,44 euro/mese con fatturazione annuale; 1 anno a 6,22 euro/mese con fatturazione annuale o 1 mese a 10,64 euro) e segui le indicazioni a schermo per creare il tuo account.

Da segnalare che tutti i profili prevedono la garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni e la possibilità di usare il servizio su un numero massimo di 6 dispositivi in contemporanea. Inoltre, nei periodi di promo possono esserci servizi e applicazioni extra incluse nel prezzo.

Una volta creato l’account, esegui il pagamento con uno dei metodi di pagamento supportati (carta di credito/debito, PayPal, Apple Pay, Google Pay, Criptovalute, Alipay ecc.) e procedi al download del client per Windows o macOS.

A download completato, se usi Windows, apri il file .exe ottenuto, clicca sul pulsante e, dopo la fine del caricamento, premi su Next, Install e Finish, per concludere il setup. Se utilizzi un Mac, invece, collegati a questa pagina del Mac App Store e installa NordVPN cliccando sul pulsante di download. Potrebbe esserti chiesto di verificare la tua identità tramite password dell’ID Apple o Touch ID.

Ad installazione completata, avvia il client di NordVPN, esegui il Log In con i dati dell’account creato poc’anzi e seleziona il server VPN a cui connetterti, scegliendolo dalla barra laterale di sinistra. Entro pochi istanti, potrai navigare in maniera sicura su Internet da qualsiasi parte del mondo e anche dalle reti Wi-Fi pubbliche, in quanto sarà tutto cifrato in modo blindato!

Per quanto riguarda l’app di NordVPN per Android e iPhone/iPad, il funzionamento è molto simile alla controparte desktop: dopo aver scaricato quest’ultima dallo store del tuo dispositivo, avviala, esegui il Log In con il tuo account (oppure creane uno al momento) e seleziona il server a cui connetterti (la prima volta potrebbe esserti chiesto di consentire l’installazione del profilo VPN). Facilissimo!

Se vuoi maggiori informazioni, consulta pure la mia recensione di NordVPN, in cui ti ho illustrato il servizio con dovizia di particolari.

Messi in sicurezza i tuoi device, puoi passare ad arricchire i tuoi strumenti di lavoro. Se, ad esempio, hai deciso di lanciarti nel mondo del video-making, potrebbero tornarti utili gli editor video che ti ho segnalato nel mio tutorial dedicato; se hai deciso di concentrarti sull’editoria, potrebbero tornarti utili i programmi per scrivere menzionati nella mia guida dedicata, mentre se hai deciso di lavorare con foto e grafica potresti trovare utili i tool menzionati nei miei post sui programmi per fotoritocco e grafica.

Articolo realizzato in collaborazione con NordVPN.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.