Come installare Android 11
Hai letto di una recente funzionalità di Android per te interessante ma, ahimè, hai scoperto che essa è disponibile esclusivamente a partire dalla versione 11 del sistema operativo di Google, non presente sul vecchio telefono che stai cercando di riportare in vita? Disponi di uno smartphone recente e vorresti riportarlo ad Android 11, per poter accedere nuovamente a quella caratteristica eliminata con gli aggiornamenti successivi?
Se ho descritto la situazione in cui ti ritrovi, sappi che ti trovi nel posto giusto, al momento giusto! Nel corso di questa guida, infatti, ti spiegherò come installare Android 11 sui device supportati usando sia il sistema ufficiale basato sugli aggiornamenti OTA, sia forzando l'installazione del sistema operativo, mediante l'impiego di una ROM personalizzata. Per completezza d'informazione, poi, avrò altresì cura di spiegarti come installare Android 11 direttamente sul computer.
Dunque, senza attendere oltre, mettiti bello comodo e leggi con attenzione tutto quanto ho da spiegarti sull'argomento: sono sicuro che, al termine della lettura di questa guida, sarai perfettamente in grado di raggiungere l'obiettivo che ti eri prefissato, senza alcun problema di sorta. Detto ciò, a me non resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per tutto!
Indice
- Come installare Android 11 su vecchio telefono
- Come installare Android 11 su qualsiasi dispositivo
- Come installare Android 11 sul computer
Come installare Android 11 su vecchio telefono

Hai recuperato dal cassetto un vecchio smartphone e, nel riaccenderlo, ti sei reso conto di non poter installare le app delle quali hai bisogno, in quanto esse richiedono l'aggiornamento a una versione di Android pari o superiore alla 11? A meno che il device non sia davvero molto, molto vecchio, esistono ottime probabilità che tu possa riuscire nel tuo intento.
Per prima cosa, devi accertarti che il produttore del tuo smartphone abbia rilasciato, a suo tempo, un'edizione del sistema operativo a bordo del device basata su Android 11: fatta eccezione per i top di gamma e per gli smartphone (o tablet) relativamente moderni, può capitare che i produttori smettano ben presto di rilasciare avanzamenti di versione per Android, limitandosi esclusivamente alle correzioni di sicurezza.
Ad ogni modo, puoi ottenere l'informazione di cui hai bisogno effettuando una breve ricerca su Google, in merito allo stato di supporto del tuo dispositivo (ad es. [marca e modello device] support status), oppure riguardo gli ultimi aggiornamenti rilasciati (ad es. [marca e modello dispositivo] latest updates).
Dopo aver esaminato attentamente i risultati ricevuti, dovresti essere in grado di comprendere la situazione specifica per il tuo vecchio device. Principalmente, i potenziali scenari da affrontare sono tre, e sono i seguenti.
- L'ultima edizione di Android rilasciata per il tuo device è proprio la 11: se il supporto al tuo device è stato interrotto ad Android 11, oppure con un sistema operativo basato su quest'ultima versione di Android (ad es. MIUI 12.5), puoi utilizzare gli aggiornamenti OTA — ossia quelli ottenibili tramite il sistema operativo — per raggiungere l'obiettivo desiderato. Si tratta della situazione più semplice da gestire.
- L'ultima edizione di Android rilasciata per il tuo device è successiva alla 11: se il supporto al tuo device è stato interrotto a un'edizione di Android successiva alla 11, puoi utilizzare gli aggiornamenti OTA per scaricare l'OS di tuo interesse, e disattivarli per non andare oltre. Tuttavia, a meno che tu non abbia specifiche necessità che impongono l'esclusiva presenza di Android 11, ti consiglio sempre di aggiornare il tuo smartphone all'ultima edizione di Android disponibile.
- L'ultima edizione di Android rilasciata per il tuo device è antecedente alla 11: se il supporto al tuo device è stato interrotto a un'edizione di Android antecedente alla 11, puoi installare il sistema di cui hai bisogno rivolgendoti alle cosiddette custom ROM. Giacché la procedura non è immediata e richiede la modifica di alcune parti delicate del telefono, si tratta della situazione più difficile da gestire.
Una volta tratte le dovute conclusioni sul tuo specifico caso, ti consiglio di dare un'occhiata all'edizione di Android attualmente installata sul tuo device, così da avere un'ulteriore certezza sugli step da intraprendere.
Per esempio, se possiedi uno smartphone HUAWEI, devi recarti nel menu Impostazioni > Info e dare uno sguardo a quanto scritto in corrispondenza di Versione Android; se non trovi quest'ultima, prendi invece nota della Versione EMUI.
Laddove avessi invece bisogno di agire su un telefono Samsung, devi recarti nel menu Impostazioni > Informazioni sul telefono > Informazioni software e dare un'occhiata a quanto scritto in corrispondenza di Versione Android.
Sui telefoni Xiaomi, invece, il percorso da seguire è Impostazioni > Info sistema: anche qui, devi prendere nota di ciò che vedi in corrispondenza della versione Android.
Se poi possiedi uno smartphone il cui sistema operativo è poco personalizzato dal produttore, oppure un telefono distribuito con Android “puro” (ad es. gli smartphone Xiaomi della linea Mi A[x] o i Pixel di Google), devi aprire il menu Impostazioni > Informazioni sul telefono > Versione di Android. In caso di dubbi, consulta la guida in cui ti spiego, nel dettaglio, come vedere la versione di Android installata.
Ora che hai tutte le informazioni necessarie, non ti resta che agire in base alla situazione in cui ti trovi: seguire la procedura per installare Android 11 sui device supportati, se il tuo produttore ha interrotto il supporto allo smartphone dopo averlo aggiornato ad Android 11, oppure quella per installare il sistema operativo su dispositivi non supportati, se invece il produttore non ha mai rilasciato l'aggiornamento richiesto.
Come installare Android 11 su dispositivi supportati

Il sistema più sicuro per riuscire a installare Android 11 su device supportati consiste nell'affidarsi agli aggiornamenti OTA (cioè over-the-air), cioè gli update ufficiali distribuiti via Internet dai produttori e installabili mediante l'apposita funzionalità del sistema operativo.
Dunque, per prima cosa, recati nel menu Impostazioni > Sistema > Avanzate > Aggiornamenti del tuo device, attendi che la ricerca degli update disponibili venga portata a termine (oppure premi sul pulsante per verificarne la presenza) e premi sul pulsante per scaricare l'aggiornamento ad Android 11.
Al termine del download, dovrebbe esserti chiesto se installare subito l'update, oppure se effettuarne l'installazione durante la notte, mentre il telefono è inattivo.
Chiaramente, i nomi delle voci di menu possono cambiare profondamente, in base all'edizione di Android installata sul tuo device. Per esempio, se vuoi sapere come installare Android 11 su HUAWEI, devi recarti nel menu Impostazioni > Sistema e aggiornamenti > Aggiornamento software e premere sul pulsante Verifica aggiornamenti.
Se, invece, hai necessità di capire come installare Android 11 su Samsung supportati, apri il menu Impostazioni > Aggiornamenti software e premi sul pulsante Scarica e installa.
Infine, qualora avessi bisogno di aggiornare uno smartphone Xiaomi, recati nel menu Impostazioni > Info sistema, fai tap sul riquadro indicante la versione di MIUI e premi sul pulsante Verifica aggiornamenti o Scarica e installa.
Laddove riscontrassi qualche problema, consulta il mio tutorial su come aggiornare Android facilmente o, in alternativa, prendi visione delle mie guide dedicati ai dispositivi HUAWEI e ai dispositivi Samsung.
Come installare Android 11 su dispositivi non supportati

Se il tuo dispositivo non è più recentissimo e, ahimè, il suo produttore non ha previsto il rilascio di Android 11, le cose si complicano un po': in questo caso, infatti, bisogna necessariamente sostituire la versione di Android in uso con un sistema operativo personalizzato.
A tal proposito, vengono in aiuto le cosiddette custom ROM: di fatto, si tratta di interi sistemi operativi quasi sempre realizzati da sviluppatori di terze parti, tramite i quali è possibile installare un'edizione di Android non nativamente compatibile con il proprio device, oppure di installare forzatamente una versione di Android antecedente a quella in uso, anche quando il produttore non lo prevede.
Come ho già avuto modo di accennarti nelle battute iniziali di questa guida, il flashing — è così che si definisce in gergo la sostituzione del sistema operativo su smartphone/tablet — è tutt'altro che immediata, prevede l'intervento su parti molto delicate del sistema operativo e impone la presenza di un PC Windows, oppure un di Mac.
Oltre che complesso, il flashing è anche abbastanza rischioso: non soltanto l'uso di una custom ROM potrebbe invalidare la garanzia del device (ammesso e non concesso che quest'ultima sia ancora attiva), ma un solo errore in qualsiasi fase della procedura potrebbe rompere irrimediabilmente il telefono e renderlo inutilizzabile.
Inoltre, l'installazione di una ROM personalizzata comporta la perdita completa dei dati a bordo sul device.
Alla luce di ciò, ti consiglio di affidarti a questa soluzione soltanto in casi estremi ed esclusivamente se hai un minimo di dimestichezza con l'universo del “modding” di Android: l'errore è davvero dietro l'angolo. Poi non dire che non ti ho avvisato!
Fatte tutte le precisazioni del caso, ecco quali sono, a carattere generale, i passaggi da compiere per sostituire l'attuale edizione di Android presente sul tuo device con una custom ROM. Chiaramente, prima di fare qualsiasi cosa, assicurati di creare un backup dei dati per te importanti, in quanto essi saranno eliminati durante la procedura.
- Cerca su Internet una custom ROM personalizzata, specifica per il modello di smartphone in tuo possesso e basata su Android 11. A tal proposito, puoi cercare su Google frasi come custom ROM Android 11 [marca e modello device].
- Cerca su Internet quali sono i programmi necessari per effettuare lo sblocco del bootloader sul tuo device ed effettuane il download, avendo cura di affidarti a siti di comprovata sicurezza. Procurati altresì Fastboot e una Recovery personalizzata, come la TWRP, da caricare sul tuo device per effettuare la sostituzione del sistema operativo. Se hai difficoltà, consulta il primo capitolo di questa mia guida, nel quale ti ho spiegato come procurarti il necessario.
- Collega tra loro il computer e il telefono tramite USB, riavvia quest'ultimo device in modalità Fastboot (spegnendolo e riaccendendolo mentre tieni premuti i tasti Power+Vol Giù) ed effettua lo sblocco del bootloader servendoti di Fastboot, oppure del software che ti è stato fornito dal produttore del dispositivo. In questa fase, tutti i dati saranno cancellati dalla memoria.
- Sempre usando Fastboot, installa la Recovery personalizzata, avviala (accendendo il device previa pressione dei tasti Power+Vol Su) e utilizza la funzione Monta, per poter per poter operare sulla memoria del dispositivo Android come se fosse una chiavetta USB.
- Copia la custom ROM Android 11 sul cellulare, servendoti del computer.
- Per finire, torna al menu principale della Recovery, scegli l'opzione Installa e seleziona il pacchetto .ZIP contenente la ROM copiata in precedenza. Conferma la volontà di procedere eseguendo l'azione preposta (ad es. uno swipe verso destra) e attendi che il tutto venga portato a termine.
Per ottenere informazioni più dettagliate sul da farsi, ti rimando alla lettura della mia guida su come cambiare il sistema operativo su Android, nella quale ti ho fornito un esempio concreto d'azione.
Come installare Android 11 su qualsiasi dispositivo

Hai acquistato un device venduto di fabbrica con Android 11, tuttavia i successivi aggiornamenti di sistema hanno introdotto delle caratteristiche a te sgradite (o ne hanno rimosso alcune che trovavi utili) e, di conseguenza, vorresti ritornare nuovamente alla situazione iniziale, rimettendo le mani su quello che è stato il tuo OS preferito?
La questione, anche in tal frangente, è abbastanza complessa. Devi sapere, infatti, che i produttori non vedono di buon occhio il downgrade del sistema operativo (ossia il ritorno a un'edizione antecedente dello stesso), principalmente per ragioni legate alla sicurezza: riportare lo smartphone indietro significa esporlo a potenziali bug risolti con patch e aggiornamenti mettendo a rischio, di conseguenza, l'integrità dei dati e dell'intero device.
Per questo motivo, ti sconsiglio fortemente di addentrarti su questa strada, a prescindere da quelle che sono le motivazioni che ti portano a farlo: sul Play Store (e sui market alternativi per Android) sono disponibili applicazioni per tutti i gusti e tutte le esigenze, molte delle quali potrebbero aiutarti a colmare quel vuoto lasciato, a suo tempo, da Android 11.
Come dici? Sei perfettamente consapevole dei rischi che ti ho appena esposto e vuoi procedere comunque? In questo caso, devi armarti di pazienza ed eseguire esattamente gli stessi passaggi visti nel passo precedente di questa guida: effettuare un backup dei dati, sbloccare il bootloader del dispositivo, installare una Recovery personalizzata e flashare una custom ROM basata su Android 11.
Per approfondimenti, leggi il tutorial in cui ti spiego, nel dettaglio, come tornare a una versione precedente di Android.
Come installare Android 11 sul computer
Se poi hai la necessità di installare Android 11 direttamente sul computer, sappi che esistono almeno un paio di strade percorribili: la prima consiste nell'emulare l'intero sistema operativo, con l'aiuto del framework di Google, mentre la seconda implica il download di un emulatore dedicato, principalmente, al download delle applicazioni.
Prima di procedere, se il tuo è un PC Windows, assicurati che la virtualizzazione hardware del processore sia attiva e, in caso contrario, provvedi ad abilitarla tu: diversamente, non potrai installare alcun emulatore, a prescindere dalla sua natura.
Come installare Android 11: sistema operativo

Se hai bisogno di installare Android 11 sul tuo computer per fini di testing o, semplicemente, perché hai l'esigenza di provare specifiche caratteristiche del sistema operativo, ti consiglio di utilizzare l'emulatore incluso in Android Studio.
Qualora non ne avessi mai sentito parlare, Android Studio è l'ambiente operativo messo a disposizione da Google, dedicato a sviluppatori e appassionati di programmazione Android; tra le altre cose, la suite in oggetto contiene un emulatore completo, che consente di realizzare un vero e proprio smartphone (o tablet) virtuale, utilizzabile con l'ausilio di mouse e tastiera.
Per scaricare il kit di sviluppo, compatibile sia con Windows che con macOS, collegati al suo sito Web ufficiale e premi sul pulsante Scarica Android Studio [nome]; in seguito, accetta i termini e le condizioni d'uso apponendo il segno di spunta accanto alla casella apposita e premi sul pulsante Scarica Android Studio [nome], che risiede in basso.
Ora, se il tuo è un PC Windows, il download dovrebbe partire in automatico. Laddove si trattasse invece di un Mac, dovrebbe esserti chiesto di scegliere tra il file dedicato ai Mac con chip Apple Silicon e a quello dedicato ai Mac con processore Intel, in base al tipo di computer da te in uso; se hai qualche dubbio in merito, apri il menu Apple del Mac e premi sulla voce Informazioni su questo Mac.
A download completato, esegui il file ottenuto e, se impieghi Windows, clicca sui pulsanti Install, Sì, Next e Finish; fatto ciò, apri Android Studio utilizzando l'icona che, nel frattempo, è stata aggiunta al menu Start.
Qualora il tuo fosse un Mac, serviti della finestra di trasferimento per spostare l'icona di Android Studio nella cartella Applicazioni del computer, fai doppio clic sull'icona appena copiata e premi sul pulsante Apri, così da bypassare le restrizioni imposte da Apple nei confronti degli sviluppatori terzi e avviare il programma (va fatto soltanto la prima volta).

A partire da questo momento, le procedure si equivalgono: premi sui pulsanti OK e Next, indica le tue preferenze in termini di invio delle statistiche d'uso a Google e, se necessario, porta a termini eventuali aggiornamenti (quest'ultima operazione potrebbe richiedere il riavvio del programma).
Completata la procedura di prima configurazione, dovresti ritrovarti al cospetto della finestra Welcome to Android Studio: una volta lì, premi sulla voce More Actions, scegli l'opzione Device Manager e premi sul simbolo +, che si trova in alto a sinistra, per avviare la creazione di un nuovo device virtuale.
Ora, scegli il fattore di forma da emulare tramite le caselle situate a sinistra (ad es. Phone per il telefono, Tablet per il tablet e così via) e, a meno che tu non abbia uno specifico modello in mente, scegli l'opzione Medium [tipo dispositivo] e premi sul pulsante Next.
Giunto nella finestra successiva, assegna un nome al device, individua il menu a tendina API, impostalo sull'opzione API 30 “R”; Android 11.0 e clicca sulla voce Google Play Intel Atom x86 System Image.
Fatto ciò, imposta il menu a tendina Services su Google Play Store (oppure su Android Open Source, se vuoi emulare un device privo di servizi Google), apri la scheda Advanced Settings e, se lo desideri, personalizza il comportamento delle fotocamere, dei sensori e dei componenti hardware del device. Quando hai finito, clicca sul pulsante Finish.

A questo punto, attendi che il download dei componenti necessari venga portato a termine, riavvia Android Studio (se necessario) e clicca nuovamente sulle voci More Actions e Device Manager; giunto nella schermata di gestione dei dispositivi virtuali, individua quello che hai creato poco fa e premi sul simbolo ▶︎, che sta in sua corrispondenza.
Il gioco è fatto! Nel giro di una manciata di secondi, dovresti veder comparire sullo schermo una finestra contenente l'interfaccia del dispositivo scelto, il quale si occuperà di avviare Android 11 seguendo la solita routine di boot.
I device emulati ereditano le stesse funzionalità e gli stessi gesti di quelli reali: il tap corrisponde al clic del mouse, il doppio tap al doppio clic, lo swipe al clicca e trascina e così via.
Di default, l'interfaccia dei dispositivi emulati è in lingua inglese; per modificarla, apri il menu Settings > System > Language & input > Languages, premi sulla voce Add a language e, dopo aver scaricato la lingua Italiana, afferrala utilizzando il simbolo = e trascinala in cima all'elenco delle lingue installate, così da renderla operativa.
Come installare app Android su Windows 11 e Mac

Infine, se non hai la necessità di utilizzare le funzionalità del sistema operativo Android 11 ma di limitarti al download e all'esecuzione di app sul computer, puoi affidarti a un emulatore Android come BlueStacks: esso, infatti, consente di effettuare il download delle app sia dal Play Store, previa associazione di un account Google, sia dal market integrato now.gg.
Se sei interessato a questa possibilità, ti invito a prendere visione della mia guida su come scaricare e installare BlueStacks, nella quale trovi spiegato come scaricare, installare e configurare l'emulatore sia su Windows, che su macOS.
Di base, BlueStacks esegue le applicazioni all'interno dell'ambiente Android con il massimo livello di compatibilità che, attualmente, corrisponde ad Android 9.

Per modificare questo comportamento e configurare l'esecuzione in Android 11, avvia BlueStacks, clicca sul simbolo del gestore delle istanze residente sulla barra laterale di destra (i tre rombi sovrapposti) e premi sul pulsante Istanza/Instance, residente nella nuova finestra che va ad aprirsi.
Ora, premi sul pulsante Nuova istanza, imposta il menu a tendina che vedi sullo schermo su Android 11 e clicca sul pulsante Prossimo; a questo punto, definisci le tue preferenze in termini di processore, memoria e risoluzione, premi sul pulsante Scarica e attendi pazientemente che i file necessari a configurare l'ambiente vengano scaricati sul dispositivo.
A download completato, sposta in alto l'istanza appena creata, così da renderla selezionata per impostazione predefinita, e clicca sul pulsante Start, per avviarla: a seguito di questo passaggio, ti verrà chiesto di riconfigurare l'emulatore specificando lingua, fuso orario e account Google da utilizzare per il download delle applicazioni.

Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e ha curato la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.
