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Che cos’è il backup

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Ricordi quando i documenti e le foto venivano distribuiti soltanto su carta? Ti bastava andare in copisteria, in cartoleria o avere una fotocopiatrice per creare una copia da tenere al sicuro e conservare per il futuro. Con il digitale, invece, molte cose sono cambiate e ci sono dei metodi precisi per creare delle copie dei documenti da mettere al sicuro. Ovviamente mi riferisco al backup. Come dici? Ne hai sentito parlare spesso ma non sai bene di cosa si tratta? Non ti preoccupare, se vuoi ci sono qui io a darti una mano.

La creazione di una copia di sicurezza di file e cartelle si chiama, per l’appunto, backup e, come stiamo per vedere insieme, è un’operazione fondamentale per tenere al sicuro i propri dati dagli imprevisti di tutti i giorni; imprevisti che vanno dalla rottura del computer al furto dello smartphone.

Il consiglio che ti do, dunque, è quello di muoverti il prima possibile – prima che succeda qualche “disastro” – e di imparare tutto quanto necessario sui backup. Nelle righe che seguono troverai spiegato che cos’è il backup e cosa significa esattamente questa parola, quali sono i tipi di backup che si possono creare e, infine, i metodi più importanti per fare backup dei dati in modo semplice, sia in locale che sul cloud. Non preoccuparti, non c’è bisogno di conoscenze informatiche avanzate o di essere dei geni. Tutto ciò che devi fare è sederti, prenderti un po’ di tempo libero e leggere con attenzione quanto sto per proporti: così facendo saprai come tenere i tuoi dati sempre al sicuro e scongiurerai il rischio di perdere foto, documenti, video ecc. in seguito agli imprevisti di cui sopra. Buona lettura e in bocca al lupo per tutto!

Indice

Cosa significa backup

Cos'è il backup

Sono sicuro che, quando hai sentito parlare di backup, hai già intuito che l’elemento principale sono i file e le cartelle salvate sulla tua memoria. Hai indovinato, perché il backup ti aiuta a tenerli al sicuro il più possibile. Per essere più preciso, il backup è una copia di quello che c’è sulla memoria del computer, dello smartphone o del tablet, salvata però in un punto diverso della memoria del dispositivo stesso.

Supponi, per esempio, di avere tante foto sul tuo computer e di volerle copiare anche in un altro posto (es. su un disco, su uno spazio cloud o altrove) per essere sicuro di non perderle se il computer dovesse rompersi. In quel caso, puoi dire di aver fatto una copia di backup delle tue foto.

Il backup serve proprio ad avere una copia dei propri file sempre disponibile se, per un motivo o l’altro, dovessero esserci problemi sul dispositivo originale in cui sono stati salvati: non pensare soltanto a problemi di natura fisica (es. la vera rottura del disco o dell’intero dispositivo), perché le copie di backup possono essere utili in molte altre situazioni. Giusto per fare qualche esempio pratico, i backup possono essere utili anche se viene cancellato per errore un file importante o, ancora, se il dispositivo su cui si trovano i dati dovesse essere perso o rubato (i file salvati non andrebbero persi per sempre poiché sono al sicuro in una copia di backup).

Altra cosa molto importante da sapere è che il backup dei file deve essere memorizzato in un posto diverso dal dispositivo originale. Mi spiego meglio: se vuoi fare il backup dei file che hai sull’hard disk del PC, dovresti salvarlo su un disco diverso, magari su un disco esterno, su un dispositivo NAS (ti parlerò delle tecniche e delle modalità per salvare backup successivamente in questa guida) o su Internet, grazie ai servizi cloud.

Infine, un’altra buona norma da seguire quando si parla di backup è creare più backup degli stessi file su dispositivi diversi. Per esempio, puoi salvare i file importanti del tuo computer su un disco esterno che tieni collegato al PC, su un altro disco che invece conservi altrove dedicato esclusivamente al backup e sul cloud. Lo so, può essere seccante, ma dovresti farlo per tenere al sicuro i tuoi file anche dalle minacce più insidiose.

Giusto per citartene una, i virus di tipo ransomware (es. CryptoLocker) agiscono bloccando tutti i documenti del computer, dei dispositivi collegati ad esso e, a volte, anche degli altri PC della rete. Spesso è impossibile sbloccarli se non pagando il riscatto richiesto dal criminale informatico che ha diffuso il virus. Quando vieni infettato da un ransomware, potresti quindi perdere contemporaneamente i file salvati sul tuo computer e quelli salvati sul disco esterno dove hai creato la prima copia di backup. Se ne hai creata una seconda copia in un altro disco (scollegato dal PC e quindi immune dal ransomware) o sul cloud, potrai recuperare i tuoi dati da lì.

Tipi di backup

Tipi di backup

Se hai letto con attenzione il capitolo precedente, dovrebbe esserti chiaro che cos’è il backup. Lascia, dunque, che ora ti dia qualche informazione in più sui tipi di backup che è possibile effettuare. Non è infatti detto che quando si crea una copia di backup dei file questi debbano essere ricopiati completamente sul dispositivo scelto. Esistono anche programmi e app che, sfruttando delle tecniche di backup che ti esporrò tra poco, possono diminuire la grandezza del backup stesso e aumentare la velocità con cui questo viene eseguito. I tipi di backup più diffusi sono i seguenti.

  • Backup completo – è il tipo di backup più semplice. Come la parola stessa fa capire, un backup completo consiste in una copia dei file e delle cartelle così come sono. I file vengono presi e copiati sul dispositivo scelto, senza nessuna esclusione. E’ il backup più facile da creare e gestire.
  • Backup incrementale – è un particolare tipo di backup che memorizza i file creati e modificati dall’ultimo backup effettuato, lasciando intatti quelli che invece non sono stati modificati. Prima di salvare i backup in modo incrementale, deve essere creato almeno un backup completo. È molto più piccolo in dimensioni rispetto al backup completo, ma per recuperare i dati da un backup incrementale c’è bisogno dell’ultimo backup completo e di tutti i backup incrementali precedenti.
  • Backup completo sintetico – funziona esattamente come il backup incrementale e memorizza soltanto i cambiamenti dall’ultimo backup completo/incrementale, con la differenza che questi cambiamenti non vengono memorizzati in un file separato ma uniti al backup completo più recente. Unisce i vantaggi del backup completo e di quello incrementale, tuttavia impiega più tempo per essere creato rispetto a quest’ultimo.
  • Backup differenziale – è molto simile al backup incrementale, con la differenza che memorizza i file creati e modificati dall’ultimo backup completo effettuato, lasciando intatti quelli che non sono stati modificati. Anche in questo caso, prima di procedere al salvataggio tramite backup incrementale c’è bisogno di creare almeno un backup completo. È leggermente più grande rispetto al backup incrementale, ma per recuperare i dati c’è bisogno del backup completo più recente e soltanto dell’ultimo backup differenziale.

Come fare backup

Che cos'è il backup

Se sei arrivato a questo punto della guida, significa che hai ben capito che cos’è il backup, a cosa serve e che ti sei deciso a fare tutto quanto necessario per mettere al sicuro i tuoi dati. Come ti ho già accennato, ci sono molti modi per creare backup a seconda del sistema operativo e del dispositivo di memorizzazione utilizzato: vediamo, insieme, quelli più diffusi.

Windows

Che cos'è il backup

Il sistema operativo Windows ha già installato un programma che permette la creazione rapida di backup. Puoi salvare il tuo backup su un disco già presente nel PC, su un hard disk esterno o in un percorso di rete. Se hai Windows 10, puoi usare Cronologia File per eseguire il backup del PC. Per utilizzare questo strumento, clicca sul pulsante Start (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) e poi sul pulsante Impostazioni (quello a forma di ingranaggio). Seleziona quindi la voce Aggiornamento e sicurezza, poi la voce Backup. Clicca ora sul pulsante a fianco alla scritta Aggiungi un’unità e segui le semplici istruzioni a schermo per completare la procedura.

Se hai Windows 7Windows 8.1, puoi creare un backup dei tuoi dati cliccando sul pulsante Start e poi sulla voce Pannello di Controllo. Nella finestra che si apre, fai clic sulla voce Sistema e sicurezza e, infine, sulla voce Backup e ripristino. Clicca ora sul link Crea immagine di sistema che trovi a sinistra e segui le istruzioni a schermo.

Non ti piacciono gli strumenti offerti da Windows? Non preoccuparti, puoi contare anche su programmi di terze parti che ti permetteranno di creare backup in modo semplice. Tra questi posso menzionarti EaseUS Backup e Macrium Reflect Free, entrambi gratuiti e molto semplici da usare: te ne ho parlato in modo dettagliato nella mia guida ai migliori programmi per backup.

macOS

Cos'è un backup

Hai un Mac? Poco male, Apple ti mette a disposizione l’ottimo Time Machine: Si tratta di un programma già installato nel sistema operativo che, in pochi e semplici passi, ti permette di creare un backup completo del tuo Mac su un disco esterno (che devi aver già collegato), su un disco già montato nel tuo Mac o su un disco in rete.

Per accedere a Time Machine, recati in Preferenze di sistema (l’icona dell’ingranaggio presente nella barra Dock in basso a destra) e seleziona Time Machine dalla finestra che si apre. Clicca ora sul tasto Seleziona disco di backup, poi sul pulsante Aggiungi/Rimuovi disco dall’elenco, seleziona il disco che desideri utilizzare e pigia sul pulsante Utilizza il disco.

Fatto ciò, Time Machine creerà automaticamente dei backup orari delle ultime 24 ore, backup giornalieri dell’ultimo mese e backup settimanali dei mesi precedenti. Sarà necessario un po’ di tempo per creare il primo backup (che sarà completo), mentre per tutti gli altri verrà effettuato un backup di tipo incrementale. Ti ho parlato nel dettaglio del backup con Time Machine nel mio precedente tutorial specifico.

Se Time Machine non ti soddisfa oppure hai bisogno di fare backup avviabile del disco del Mac, puoi usare il software esterno Carbon Copy Cloner: te ne ho parlato in dettaglio nella mia precedente guida dedicata.

Android

Come effettuare un backup Android

Esistono molti modi per creare un backup di Android che puoi usare a seconda del tuo obiettivo. Per esempio il sistema operativo ti permette di creare un backup delle app installate e dei loro dati, delle sveglie salvate, di alcune impostazioni e di altri aspetti di Android (es. la cronologia delle chiamate e le password delle connessioni Wi-Fi salvate) sul cloud usando l’account Google. Per attivarla, sfiora l’icona Impostazioni dalla lista delle app, poi fai tap sulla voce Backup e Ripristino (che trovi scendendo un po’ più in basso nella lista) e ancora sulla voce Backup dei miei dati.

Sposta quindi l’interruttore su On con un tocco per attivare la funzionalità e, infine, seleziona l’account Google da usare per il backup (quello già configurato per il Play Store andrà benissimo). Per ripristinare il tutto dopo aver formattato Android o dopo aver comprato un nuovo dispositivo, dovrai semplicemente usare lo stesso account e attendere che tutto venga reimpostato.

Per salvare foto, video e musica, il metodo più rapido è quello di collegare il tuo Android al PC con il cavetto e copiare a mano i dati come faresti per qualsiasi altra cartella del tuo disco. Se hai Windows, dopo aver collegato lo smartphone o il tablet al PC dovrai semplicemente aprire Esplora File e fare doppio clic sull’icona che identifica il tuo dispositivo Android. Se invece hai un Mac puoi ottenere lo stesso risultato con Android File Transfer, che puoi scaricare da questa pagina.

Se hai altre esigenze (clone del sistema operativo, backup più dettagliati e altro) puoi usare app come Titanium BackupHelium o creare un Nandroid. Tutto questo ti interessa ma non ne hai mai sentito parlare? Non preoccuparti, ti ho spiegato in dettaglio come fare nei vari casi nella mia guida su come effettuare un backup Android.

iOS

Come creare backup iPhone

Hai un iPhone o un iPad e non hai idea di come creare un backup del tuo dispositivo? Poco male, perché iOS offre degli ottimi sistemi integrati per procedere. Il primo è quello di aiutarti con il PC e usare il programma iTunes, il secondo è quello di affidarti a iCloud.

Puoi creare un backup di iOS tramite computer usando iTunes. Tutto ciò che devi fare è scaricare iTunes,  poi installarlo e collegare il tuo iPhone al computer. Quando iTunes si aprirà (lo farà automaticamente), premi sull’iPhone o sull’iPad il pulsante Autorizza e poi sul computer il pulsante Continua. A questo punto, clicca sul menu File, fai scorrere il mouse su Dispositivi e poi seleziona la voce Trasferisci acquisti da iPhone/iPad. Fatto ciò, seleziona l’icona di iPhone o iPad che si trova in alto a sinistra nella finestra principale di iTunes, clicca sul pulsante Effettua backup adesso e attendi la fine del processo.

Il secondo metodo integrato per creare backup di iOS è usare iCloud, quindi lo spazio online offerto da Apple. Per attivare questa funzione, pigia sull’icona Impostazioni del tuo dispositivo, fai tap sul tuo nome e poi sulla voce iCloud. Sfiora ora la voce Backup iCloud e sposta su ON l’interruttore in corrispondenza della voce Backup iCloud. Se usi un sistema operativo precedente a iOS 10.3, per accedere alla sezione apposita devi fare tap sul pulsante Impostazioni, poi scendere fino alla voce iCloud e sfiorarla e, infine, pigiare sulla voce Backup.

Come dici? Hai bisogno di altri chiarimenti su iTunes e iCloud o vuoi trasferire in modo più “ordinato” le foto e i video del tuo device? Non preoccuparti, ho già pronta per te una guida molto dettagliata su come creare backup iPhone. Puoi usarla tranquillamente anche se possiedi un iPad, perché le procedure da seguire sono quasi identiche.

Backup su cloud

Finalmente hai capito pienamente cos’è il backup, ti sei reso conto che è estremamente importante averlo sempre a disposizione e ne hai creato almeno uno sul tuo disco esterno. Ora, però, ti è tornato in mente quando ti dicevo che per essere ancora più sicuri (soprattutto dai ransomware) è raccomandabile creare backup anche su qualcosa che non sia fisicamente collegato al tuo PC o al tuo smartphone o tablet. Quale soluzione migliore del cloud?

Oggi, infatti, grazie alla gran quantità di spazio online, offerto in alcuni casi gratuitamente dalle aziende che operano nel settore, hai la possibilità di trasferire i file più importanti su Internet, col vantaggio di poterli recuperare non soltanto in caso di guasto o danno, ma anche se ne hai bisogno quando non sei a casa o non hai con te il dispositivo su cui li hai salvati inizialmente.

I servizi cloud si possono suddividere in varie categorie: ci sono i servizi di cloud storage, come ad esempio Google Drive e Dropbox, che permettono di archiviare i propri dati sul cloud (come su un hard disk di rete) e di sincronizzarli su più dispositivi in maniera automatica, e ci sono soluzioni pensate in maniera specifica per il backup, come CrashPlan, che permette di creare backup dell’intero PC e di salvarli online in modo completamente automatico, senza che debba essere l’utente a spostare i file a mano.

Google Drive e Dropbox sono gratis nelle versioni di base, che offrono un quantitativo limitato di spazio sul cloud, e poi prevedono dei piani a pagamento. CrashPlan costa 4$/mese per 50 GB di spazio o 8$/mese per spazio illimitato. Se ti ho incuriosito e hai deciso di investire questa piccola somma nella sicurezza dei tuoi file, puoi trovare un tutorial dettagliato su CrashPlan nella mia guida al backup online.

Backup su NAS

Se sei arrivato fin qui, vuol dire che vuoi sapere proprio tutto sulle soluzioni di backup che la tecnologia può offrirti. Sono qui per accontentare il tuo desiderio e voglio presentarti il NAS, un buon compromesso tra la praticità e il prezzo. Non hai mai sentito parlare di questi dispositivi? Poco male. I NAS (che è l’abbreviazione di Network Attacked Storage) sono dei dispositivi pensati proprio per memorizzare dati in modo sicuro. Questi sono dotati di alloggiamenti interni che contengono i dischi su cui salvare i file con modalità particolari che ne aumentino la sicurezza e la durata nel tempo, e ne diminuiscono la possibilità di perdita per danno accidentale.

I NAS hanno dei sistemi operativi che permettono, tra le altre cose, di creare backup automatici dei dati presenti nelle varie cartelle del computer o dello smartphone/tablet e, addirittura, immagini di interi dischi. Come dici? Ho solleticato la tua inventiva e vuoi saperne di più sui NAS, scoprire come funzionano nel dettaglio e magari avere qualche dritta per acquistarne uno? Sentiti libero di consultare la mia guida su quale NAS comprare.

Bene, con i consigli e i suggerimenti che ti ho dato ora sei pronto ad immergerti nel mondo dei backup e a mettere in sicurezza i tuoi file più delicati. Come ti ho ripetuto più e più volte, non spaventarti se ti accorgi che creare backup ti porta via un po’ di tempo. Ricorda sempre che avere a disposizione una copia dei file digitali importanti è fondamentale perché, come per ogni cosa, non puoi prevedere cosa accadrà in futuro. Può bastare un piccolo imprevisto o un guasto per mandare a monte anni e anni di lavoro, di studi o di ricordi. E tu non vuoi che ciò accada, vero?