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Come togliere “Non sono un robot” da Google

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Da qualche giorno, ogni volta che cerchi di fare una ricerca su Google, finisci per incappare nel controllo di sicurezza del motore di ricerca: per proseguire ti viene infatti chiesto di selezionare precisi elementi all’interno di un’immagine oppure di cliccare all’interno di una casella di controllo. In teoria, questa verifica non dovrebbe impiegare più di una decina di secondi ma, a causa della scarsa velocità del tuo collegamento a Internet e di qualche problema collegato alla resa delle immagini, spesso non riesci a superarlo al primo colpo e finisci con il perdere, alle volte, diversi minuti.

Alla luce di quanto appena detto, avresti bisogno di sapere il prima possibile come togliere “Non sono un robot” da Google perché, in queste condizioni, usare il motore di ricerca di “Big G” è diventato quasi un incubo! A tal riguardo, ti dico fin da subito che la comparsa di questo messaggio è la diretta conseguenza di un indirizzo IP valutato da Google — a ragione o per errore — come appartenente a un bot o a un spammer noto: per poter rimediare al problema, dunque, bisogna cambiare l’IP o, meglio ancora, far sì che esso venga cancellato dalle blacklist del colosso delle ricerche online.

Tema di questa mia guida sarà, per l’appunto, spiegarti come fare a bypassare la conferma di sicurezza che viene visualizzata ogni volta in Google, applicando una serie di accorgimenti volti a far ritornare la situazione alla normalità e a consentirti di sfruttare nuovamente il celebre motore di ricerca com’eri solito fare fino a qualche tempo fa. Buona lettura e in bocca al lupo per tutto!

Indice

Verificare l’indirizzo IP

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L’indirizzo IP pubblico, se non ne avessi mai sentito parlare, è una sequenza di numeri (e lettere, se si parla di IPv6), mediante la quale ciascun router, smartphone, tablet e, in generale, qualsiasi dispositivo connesso viene identificato su Internet. In soldoni, l’indirizzo IP serve a identificare con precisione un dispositivo collegato a Internet e a far sì che i dati possano viaggiare con esattezza tra i vari device connessi alla grande rete.

In genere, l’indirizzo IP di un dispositivo cambia ad ogni disconnessione e successiva riconnessione (in queste situazioni si parla infatti di IP dinamico); in alcuni casi, però, esso può rimanere statico ed essere associato a un preciso router o apparecchio di rete (maggiori info qui).

Dopo questa piccola spiegazione teorica, torniamo a noi: alcuni server, ma anche alcuni PC su cui sono presenti determinati programmi, possono essere impiegati per eseguire delle operazioni poco “lecite”, come l’invio di spam o l’esecuzione automatica di operazioni sequenziali.

Quando questi dispositivi vengono stanati, i relativi indirizzi IP vengono segnalati come potenziai robot (o “bot”) e inseriti in una o più blacklist: queste ultime vengono utilizzate da vari servizi online, tra cui Google, per avere un’idea degli indirizzi innocui e di quelli potenzialmente nocivi e mettere a punto delle opportune strategie di difesa.

Se si visita una piattaforma da un indirizzo IP potenzialmente appartenente a un bot, essa può rispondere in modo differente: nel caso di Google, viene effettuato il famoso controllo di sicurezza “Non sono un robot”, che consiste nel selezionare una o più immagini contenenti elementi ben definiti da una serie di foto, oppure di centrare una casella di controllo posta solitamente in alto. In tal modo, il motore di ricerca riesce ad accertarsi che quell’indirizzo IP è al momento usato da un essere umano e che, almeno in linea teorica, non è nocivo.

Tuttavia, superare il controllo “Non sono un robot” non significa che l’indirizzo IP venga eliminato dalle blacklist, anzi: bastano davvero poche operazioni “strane” per finire nella lista nera degli indirizzi sospetti, ma uscirvi definitivamente è estremamente difficile, se non impossibile in alcuni casi.

Per verificare se la comparsa del controllo di sicurezza di Google è causata dalla presenza del tuo IP in una blacklist, puoi controllare su questo sito Web, premendo sul pulsante Check My IP Address.

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Dopo alcuni secondi, dovresti visualizzare il risultato dell’analisi: qualora il tuo IP fosse “pulito”, tutti i risultati saranno contrassegnati da una spunta verde; altrimenti vedrai comparire una X rossa in corrispondenza della blacklist in cui esso compare.

Qualora il controllo desse esito positivo, è molto difficile che Google smetta di mostrarti la richiesta di verifica anti-robot. Tuttavia, puoi prendere una serie di accorgimenti per tentare di migliorare la situazione ed evitare la comparsa del fastidioso messaggio.

  • Non usare VPN, Tor o altri sistemi di camuffamento IP, se non è strettamente necessario. Cerca, insomma, di navigare su Google usando il tuo IP “reale”. Gli indirizzi IP associati ai summenzionati servizi potrebbero essere stati impiegati per scopi non leciti e, di conseguenza, essere finiti in qualche lista nera.
  • Se hai un indirizzo IP di tipo dinamico, disconnettiti da Internet, disattivando la connessione dati del cellulare/tablet oppure spegnendo il router, e riconnettiti dopo circa dieci minuti: a seguito di questa operazione, il tuo indirizzo cambierà e non dovresti più visualizzare il controllo di sicurezza su Google.
  • Se hai un indirizzo IP di tipo statico, contatta il tuo provider di servizi Internet e, dopo aver spiegato il tuo problema, concorda con quest’ultimo una soluzione da applicare. Nella maggior parte dei casi, sarà il gestore ad accertarsi della presenza dell’indirizzo IP nelle varie blacklist e, se questa non è giustificata da effettive violazioni, richiederne l’eliminazione. A tal riguardo, potrebbero tornarti utili le mie guide su come parlare con un operatore TIM, come chiamare un operatore Vodafone, come parlare con un operatore WINDTRE, come contattare Fastweb, come parlare con un operatore Linkem e come parlare con un operatore Tiscali.

Verificare la presenza di estensioni sospette

Verificare la presenza di estensioni sospette

Dopo aver smesso di usare sistemi per mascherare l’indirizzo IP e aver cambiato il tuo, non sei riuscito a risolvere il problema perché, nel giro di qualche settimana, il controllo anti-robot è comparso anche sui nuovi indirizzi IP? In questo caso, potresti aver contratto un trojan ed essere finito in una botnet, ossia in un sistema di computer collegati che, all’oscuro dell’utente, svolgono operazioni illecite.

In altre parole, potresti essere stato usato inconsapevolmente come bot e Google, ahimè, potrebbe averti scoperto e contrassegnato come indirizzo potenzialmente dannoso.

In casi come questo, il primo step da compiere è verificare la presenza di eventuali estensioni sospette nel browser del computer e disattivarle immediatamente: per procedere, se impieghi Google Chrome o Microsoft Edge, clicca sul simbolo del puzzle che risiede in alto a destra (su Chrome) oppure sull’icona […] (su Edge) e poi sulla voce Gestisci estensioni, situata nel menu che compare. Ora, utilizza la nuova scheda visualizzata per cercare eventuali componenti aggiuntivi a te sconosciuti e, se li trovi, rimuovili subito cliccando sull’apposito pulsante o sulla voce dedicata (maggiori info qui).

Su Firefox, invece, devi cliccare sull’icona ☰ collocata in alto a destra e poi sulla voce Componenti aggiuntivi situata nel menu che compare: se noti qualche estensione che non dovrebbe essere lì, clicca prima sul pulsante […] corrispondente al suo riquadro e poi sulla voce Rimuovi, che compare nel menu visualizzato.

Se il tuo browser è Safari, invece, recati nel menu Safari > Preferenze (si trova in alto a sinistra), seleziona la scheda Estensioni nella finestra che si apre e, dopo aver individuato il componente aggiuntivo “sospetto”, selezionalo con un clic e premi il pulsante Rimuovi. Ti faccio comunque presente che l’eventualità di incappare in componenti aggiuntivi e/o toolbar nocivi, su Mac, è decisamente rara.

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Dopo aver provveduto a eliminare manualmente eventuali componenti aggiuntivi sgraditi, ti consiglio di effettuare una seconda scansione alla ricerca di eventuali residui, impiegando strumenti quali AdwCleaner o Anti-Malware di MalwareBytes, dei quali ti ho parlato, nel dettaglio, all’interno della mia guida su come eliminare le toolbar dal browser (validissima anche per tutte le altre estensioni nocive).

Come ulteriore misura di sicurezza, ti consiglio di effettuare un’analisi antivirus approfondita del computer, dello smartphone o del tablet, alla ricerca di malware che non coinvolgono direttamente il browser ma anche gli altri componenti del sistema operativo: se non sai come procedere, ti rimando alla lettura dei miei tutorial su come eliminare i virus dal computer senza formattare e su come togliere i virus dal cellulare, nei quali ti ho spiegato tutto con dovizia di particolari.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.