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Come gestire dispositivi Android

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Hai appena acquistato uno smartphone Android (o tablet) e vorresti dei consigli su come gestire il tuo nuovo dispositivo? Non c’è problema. Ormai Android è estremamente semplice da usare, rispetto a qualche anno fa ha fatto davvero tantissimi passi in avanti, ma se vuoi posso darti una mano a prendere confidenza con le sue funzioni più importanti e spiegarti come sfruttarle al meglio.

Se mi concederai qualche minuto del tuo tempo, ti spiegherò come collegare un device Android al computer, come gestire i file presenti sulla sua memoria, come ottimizzare i consumi energetici del sistema e molto altro ancora. Insomma: ti spiegherò come gestire dispositivi Android nella maniera più breve e semplice possibile.

Quando sei pronto a metterti all’opera, prendi il tuo smartphone o il tuo tablet Android, tieni un computer a portata di mano (Mac o PC non fa differenza, ci occuperemo di entrambi) e cerca di seguire le indicazioni che sto per darti. Ti assicuro che al termine della lettura, anche se non sei molto ferrato in ambito tecnologico, riuscirai a gestire il tuo dispositivo Android in maniera ottimale. Buona lettura e buon divertimento!

Indice

Collegare dispositivi Android al computer

Se sei d’accordo, direi di cominciare questo tutorial su come gestire dispositivi Android dalla procedura necessaria a collegare dispositivi Android al computer.

Collegando il tuo device Android al computer, avrai la possibilità di copiare dei file su di esso, potrai importare le foto e i video realizzati con lo smartphone (o con il tablet) sul PC e potrai eseguire un backup completo dei tuoi dati; tutto in maniera estremamente facile e veloce.

Collegamento standard (via cavo USB)

Collegamento standard

Per iniziare, vediamo la procedura di collegamento standard, ovvero quella che mette in comunicazione i due dispositivi tramite cavo USB. Con le più recenti versioni di Windows (ad esempio Windows 10 o Windows 11) un dispositivo Android viene rilevato automaticamente in pochi secondi, senza la necessità di installare driver aggiuntivi. Tuttavia, qualora utilizzassi una versione di Windows meno recente, potrebbe essere necessario procedere con l’installazione dei driver del tuo dispositivo che puoi reperire sul sito del produttore.

Per compiere quest’operazione, vai su Google e cerca qualcosa come driver USB [nome del tuo smartphone/tablet]. Collegati quindi al risultato della ricerca che ti sembra più convincente (possibilmente il sito ufficiale dell’azienda produttrice del tuo device o comunque un sito di comprovata affidabilità) e procedi con il download dei driver.

A scaricamento completato, apri il pacchetto .exe o .msi che hai scaricato sul PC e clicca sempre su Next o Avanti per completare l’installazione dei driver. Potrebbe essere necessario un riavvio del computer. Per alcuni device, ad esempio i terminali Samsung, potrebbe essere necessario il download di software completi per la gestione del telefono anziché di soli driver (es. Smart Switch per i terminali Samsung).

Come gestire dispositivi Android

Una volta collegato il dispositivo al PC, per abilitare la possibilità di trasferire i dati dovrai selezionare tale modalità sul tuo dispositivo Android. Per farlo, dunque, abbassa la tendina delle notifiche effettuando uno swipe dall’alto verso il basso, e pigia sulla notifica relativa al collegamento USB: nella schermata che si apre, seleziona la voce Trasferimento file/Android Auto.

Una volta stabilito il collegamento tra dispositivo Android e computer, apri l’Esplora File di Windows (l’icona della cartella gialla che si trova in basso a sinistra sulla barra delle applicazioni), seleziona la voce Computer/Questo PC dalla barra laterale di sinistra e fai doppio clic sull’icona relativa al tuo smartphone o tablet.

A questo punto, dovresti essere in grado di gestire i file presenti sulla memoria del tuo device Android (o sulla microSD inserita in esso, se hai un terminale dotato di memoria espandibile) come faresti con una comune chiavetta USB. Tra le cartelle più “interessanti” ti segnalo quella denominata Download, dove ci sono i file scaricati da Internet sul device Android, e quella denominata DCIM, dove invece ci sono le foto e i video realizzati con il dispositivo.

Se vuoi importare sul PC le foto e i video presenti sul tuo dispositivo Android, puoi anche procedere in altro modo: espandi il menu delle notifiche di Android effettuando uno swipe dalla cima dello schermo verso il basso, seleziona la voce relativa alla connessione USB (es. “USB per il trasferimento di file) e metti il segno di spunta accanto alla voce Trasferimento di foto (PTP).

A questo punto, apri nuovamente l’Esplora File di Windows, seleziona la voce Computer/Questo PC dalla barra laterale di sinistra, fai clic destro sull’icona del tuo smartphone o tablet e seleziona la voce Importa immagini e video dal menu che compare.

Adesso, attendi qualche istante affinché vengano scansionate le cartelle del device con foto e video e, nella finestra che si apre, metti il segno di spunta accanto alla voce Rivedi, organizza e raggruppa gli elementi da importare. Clicca quindi sul pulsante Avanti, organizza i gruppi di foto e video da importare sul PC utilizzando le apposite opzioni e clicca sul pulsante Importa per avviare il trasferimento dei file sul computer.

Le foto e i video importati dal dispositivo Android vengono salvati automaticamente nella cartella Immagini del PC. Se vuoi cambiare questo percorso, clicca sulla voce Altre opzioni che si trova in basso a sinistra.

Se qualche passaggio non ti è chiaro, consulta i miei tutorial su come collegare Android al PC, come collegare Samsung al PC, come collegare Xiaomi al PC e come collegare Huawei al PC in cui mi sono occupato della questione in maniera più approfondita.

Come gestire dispositivi Android

Utilizzi un Mac? Nessun problema, però sappi che non puoi accedere ai file del tuo device Android direttamente dal Finder. Per gestire i dispositivi Android su Mac bisogna installare una piccola applicazione gratuita denominata Android File Transfer (Trasferimento File Android): si tratta di un file manager che riconosce automaticamente tutti gli smartphone e i tablet equipaggiati con il sistema del robottino verde e permette di modificare i file presenti su questi ultimi.

Per installare Android File Transfer sul tuo Mac, un tempo era possibile agire dal sito ufficiale del programma. Al momento il programma non è più disponibile su quest’ultimo e, per riuscirci, bisogna agire da siti di terze parti (che però permettono di scaricare una copia non ottimizzata per SoC Apple Silicon). Quello che ti consiglio di usare io è accessibile da questa pagina: una volta aperta, fai clic sul numero della versione corrente del programma (in corrispondenza della dicitura Current version:) e apri il pacchetto androidfiletransfer.dmg.

Dopodiché trascina l’icona del software nella cartella Applicazioni di macOS e il gioco è fatto. Ricordati anche di recarti nella cartella Applicazioni, fare clic destro sull’icona del software e selezionare la voce Apri per due volte di seguito (operazione necessaria solo al primo avvio del programma per scavalcare le restrizioni di Apple verso i software non certificati).

A questo punto, collega il tuo smartphone o tablet Android al Mac (tramite cavo USB) e Android File Transfer dovrebbe avviarsi automaticamente consentendoti di gestire i file presenti sul device. Se vuoi saperne di più, consulta il mio tutorial su come trasferire file da Android a Mac.

Inoltre, se vuoi provare un’alternativa altrettanto valida, ti suggerisco di rivolgerti a MacDroid, un’applicazione ottenibile direttamente dal Mac App Store di Apple e di cui ti ho illustrato il suo utilizzo anche in quest’altra guida. Nell’eventualità in cui non ne avessi mai sentito parlare prima di questo momento, non preoccuparti: rimediamo sùbito.

In sostanza, MacDroid è un’applicazione che, come suggerisce il suo nome, fa da “ponte” tra il Mac e il proprio device Android, consentendo il trasferimento di file tra un device e l’altro in modo rapido e indolore. Di base è gratis ma, l’accesso a tutte le sue funzioni, richiede l’acquisto della versione completa da 39,99 euro oppure la sottoscrizione dell’abbonamento da 17,99 euro/anno (con 7 giorni di trial gratuita).

MacDroid

Per ottenere l’applicazione, visita questa pagina, premi sul pulsante Visualizza nel Mac App Store, acconsenti ad aprire il Mac App Store, fai clic sul bottone Ottieni/Installa e, quindi, conferma l’operazione tramite Touch ID, tasto laterale dell’Apple Watchpassword dell’ID Apple, in base alla tua disponibilità.

Provvedi, quindi, ad avviare l’applicazione e nella sua finestra di benvenuto fai clic sul pulsante Successivo per tre volte consecutive. Dopodiché clicca su Iniziamo. Adesso, rispondi all’avviso che è comparso a schermo. Dovrebbe aprirsi la finestra di Impostazioni di Sistema: spunta la casella Estensioni del Finder situata in quest’ultima (vicino alla voce MacDroid) e conferma il tutto cliccando su Fine.

Successivamente, fai clic su Continua gratuitamente per continuare a utilizzare la versione gratuita del software o, se vuoi usare quella a pagamento, fai clic su Annualmente o A vita, e segui le istruzioni su schermo per completare la transazione.

MacDroid

Adesso, collega il tuo dispositivo Android alla porta USB del Mac, conferma nel menu che dovrebbe essersi aperto su quest’ultimo la tua volontà di eseguire il trasferimento di file ed eventualmente apri MacDroid sul Mac se al momento l’applicazione non risulta aperta.

Dopodiché, fai clic sul bottone Connetti tramite MTP (nella finestra del programma), accertati che accanto al nome del dispositivo sia presente la dicitura Montato e il simbolo del pallino verde, fai clic sul pulsante Mostra nel Finder e, quindi, naviga tra le varie cartelle del device Android collegato per gestirlo in tutto e per tutto dal Mac.

Collegamento wireless

Collegamento wireless

Se vuoi, puoi gestire il tuo dispositivo Android e copiare file su quest’ultimo anche sfruttando il collegamento wireless. Se possiedi un PC dotato di sistema operativo Windows 10 o Windows 11 ti consiglio di sfruttare la funzionalità Collegamento al telefono (o Il tuo telefono su Windows 10) che è presente nativamente sul sistema operativo di Microsoft.

Per poterla sfruttare, però, devi scaricare l’app Collegamento a Windows sul tuo smartphone, che puoi ottenere gratuitamente dal Play Store o store alternativi. Una volta scaricata l’app sul tuo smartphone, non devi far altro che aprirla e seguire le indicazioni a schermo per configurarla. Maggiori info qui.

In alternativa, puoi utilizzare AirDroid, software disponibile al download su PC Windows o Mac, ma anche sotto forma di servizio Web (utilizzabile tramite il browser).

Anche in questo caso dovrai necessariamente scaricare l’apposita app anche sul tuo dispositivo, chiamata AirDroid, disponibile al download gratuito sul Play Store e store alternativi.

Per scoprire come funzionano nel dettaglio entrambi i software ti consiglio di dare un’occhiata al mio tutorial su come collegare Android al PC, dove te ne ho parlato nel dettaglio.

Gestire file su Android

Gestire file su Android

Per gestire file su Android ti basta utilizzare un file manager, ossia una sorta di Esplora File o di Finder che permette di navigare liberamente fra le cartelle del dispositivo.

Solitamente ogni dispositivo è già provvisto di un’app dedicata alla gestione dei file, ma io personalmente ti consiglio Files di Google che è completamente gratuito, è molto facile da usare e offre anche alcune funzioni interessanti.

Una volta scaricata e installata l’app, non devi far altro che avviarla, pigiare sul pulsante Continua e poi su Consenti: fai tap sul pulsante Consenti dal pop-up che compare a schermo. Giunto nella schermata principale dell’app, seleziona la scheda Sfoglia posta in basso e poi pigia sulla voce Memoria interna o Scheda SD, in base a dove si trovano i dati su cui desideri agire. Le cartelle principali sono DCIM (contiene foto e video), Download (contiene i file che scarichi dal web), Music (contiene i file musicali), Pictures (contiene le immagini scaricate dalle app e gli screenshot) e Recordings (contiene le registrazioni audio).

Inoltre, l’app in questione contiene anche alcune funzioni dedicate alla pulizia del dispositivo accessibili dalla scheda Pulisci che trovi in basso a sinistra. Maggiori info qui.

Backup dei dati

Backup dei dati

Quando acquisti un dispositivo Android devi prenderti cura dei dati che conservi in esso. In altre parole devi essere previdente e devi effettuare un backup dei dati completo, quindi comprendente foto, video, contatti, messaggi e quant’altro.

Ai fini del backup io ti consiglio di seguire due strade diverse: una locale con il backup dei dati sul computer e una online con il backup dei dati sul cloud.

Per quanto concerne il backup dei dati in locale, ti consiglio di seguire la procedura che ti ho illustrato in precedenza per l’importazione di foto e video sul PC; dopodiché ti consiglio di installare l’applicazione ufficiale del produttore del tuo device (es. Smart Switch se hai un dispositivo Samsung) sul computer e di usare quella per salvare contatti, musica e quant’altro.

Qui sotto trovi la lista dei link da cui scaricare i software di tutti i principali produttori di device Android.

Se desideri scoprire come funzionano nel dettaglio, ti consiglio di dare un’occhiata ai miei tutorial su come collegare cellulare Samsung al PC, come collegare cellulare Samsung a Mac o come collegare Huawei al PC.

Per quanto concerne il backup dei dati sul cloud, ti consiglio innanzitutto di recarti nell’app Impostazioni e recarti in Password e account > [tuo indirizzo Gmail] > Sincronizzazione account e di verificare che sia attiva la funzione di sincronizzazione online di Foto, Calendario, Contatti, Documenti ecc.

Ti segnalo, infine, che esistono tante valide app per il backup dei dati su Android che permettono di salvare app, dati e impostazioni in maniera semplicissima. Te ne ho parlato dettagliatamente nel mio tutorial su come effettuare un backup su Android.

Localizzare dispositivi Android da remoto

Localizzare dispositivi Android da remoto

Hai paura di smarrire il tuo smartphone o il tuo tablet e non poterlo più recuperare? Non disperare, devi sapere che è possibile localizzare dispositivi Android da remoto e anche di poter eseguire determinate azioni.

In questo caso basterà servirsi del servizio Trova il mio dispositivo di Google, che è già attivo di serie su tutti i device equipaggiati con il sistema operativo del robottino verde e dotati di servizi Google. Pertanto, se possiedi uno smartphone Huawei con HMS, dovrai necessariamente utilizzare il servizio messo a disposizione dall’azienda cinese. Te ne ho parlato nel dettaglio nel mio tutorial sull’argomento.

Per localizzare il tuo dispositivo Android, dunque, recati su questa pagina Web ed eseguire l’accesso al tuo account Google che deve essere lo stesso in uso sul dispositivo che desideri localizzare. In alternativa, puoi anche utilizzare l’app Trova il mio dispositivo che puoi scaricare gratuitamente dal Play Store.

Giunto nella schermata principale del servizio, dalla barra in alto fai clic sulla miniatura del dispositivo che desideri localizzare e attendi il caricamento della sua posizione sulla mappa. La posizione in tempo reale ti verrà mostrata solo se il dispositivo è connesso a Internet e ha la geolocalizzazione attiva. In caso contrario ti verrà mostrata solo l’ultima posizione nota.

Dal menu laterale che appare, inoltre, potrai decidere di far suonare il dispositivo, bloccarlo e persino resettarlo da remoto.

Per maggiori informazioni su questo tema, dai un’occhiata al mio tutorial su come ritrovare il cellulare Android.

Gestire lo spazio su Android

Gestire lo spazio su Android

Prima o poi capita a tutti di dover fare i conti con lo spazio disponibile, o meglio, non disponibile sulla memoria dei terminali Android. Ecco perché voglio darti qualche “dritta” su come gestire lo spazio su Android.

  • Disinstalla le app superflue – è un’operazione banale, ma estremizzante efficace. Se vuoi scoprire quali sono le app che occupano più spazio sul tuo device, recati nel menu Impostazioni > Spazio di archiviazione > App. L’elenco che compare ti mostrerà tutte le app presenti sul dispositivo, mettendo in cima quelle che occupano maggiore spazio. Maggiori info qui.
  • Cancella i file di cache – si tratta dei file temporanei accumulati dalle varie app. Per cancellarli in maniera facile e veloce rivolgiti a un’app per la pulizia del sistema. Io personalmente ti consiglio SD Maid 2/SE che è tra le più efficaci e le meno dannose in assoluto (è gratis, ma per cancellare i dati delle app di terze parti oltre ai dati delle app di sistema richiede l’acquisto di una licenza per 4,21 euro). Maggiori info qui.
  • Cancella foto, video e altri file multimediali superflui – dopo averli importati sul computer o caricati su un servizio cloud, come ti ho spiegato nei capitoli precedenti del tutorial, potrai procedere alla loro rimozione dal tuo dispositivo Android.

Se vuoi maggiori informazioni sull’argomento, dai un’occhiata al mio tutorial su come liberare spazio su Android.

Gestire la batteria su Android

Gestire la batteria su Android

Altro aspetto che bisogna imparare a gestire è quello relativo ai consumi energetici. Se vuoi aumentare l’autonomia del tuo device Android e vuoi arrivare a sera senza eccessivi patemi d’animo, metti in pratica i seguenti consigli per imparare a gestire la batteria su Android.

  • Recati nel menu Impostazioni > Batteria e regola le impostazioni relative al risparmio energetico in base a quelle che sono le tue esigenze (dovresti trovare le varie impostazioni nel menu () collocato in alto a destra).
  • Cancella le app superflue. Alcune di esse potrebbero restare in esecuzione e “prosciugare” inutilmente la batteria del tuo device.
  • Utilizza un launcher leggero senza sfondi animati e senza troppi widget. Personalmente ti consiglio Nova Launcher. Maggiori info qui.

Per approfondire e scoprire altre “dritte” su come risparmiare batteria Android, leggi il tutorial che ho dedicato all’argomento: lì troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.