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Come installare un sistema operativo

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Dopo aver letto la mia guida all’acquisto al miglior notebook, hai deciso di fare il grande passo e di regalarti un computer portatile nuovo di zecca. Per risparmiare qualche euro, hai optato per una macchina non dotata di una licenza di Windows e sai perfettamente che, per poterla sfruttare appieno, hai bisogno di procedere al setup del sistema operativo in modo indipendente. Il problema, però, è che non hai ancora acquisito le competenze tecniche per procedere in autonomia, per cui ora sei alla ricerca di una guida che ti insegni come installare un sistema operativo in modo semplice e veloce e hai aperto Google per ottenere informazioni in merito.

Ebbene, sono felice di comunicarti che ti trovi nel posto giusto, in un momento che non poteva essere migliore! Di seguito, infatti, avrò cura di spiegarti per filo e per segno come procedere con l’installazione di un nuovo sistema operativo Windows o Linux sul computer nella maniera più semplice possibile. Sarà poi mia cura darti qualche informazione riguardo macOS (il sistema operativo per computer di Apple) e i dispositivi mobili, quindi smartphone e tablet.

Dunque, senza esitare oltre, prenditi qualche minuto di tempo libero e procedi con la lettura di questa mia guida: sono sicuro che, al termine della stessa, sarai perfettamente in grado di procedere in totale autonomia e di installare sul tuo PC nuovo di zecca (ma non solo) il sistema che più si adatta alle tue esigenze. Buona lettura e buon divertimento!

Indice

Operazioni preliminari

La prima cosa da fare, a meno che tu non intenda installare un sistema operativo su un computer nuovo di zecca (dunque con il disco fisso praticamente vuoto) o su uno smartphone/tablet mai usato prima, è creare una copia dei dati importanti già presenti sul dispositivo, mettendola al sicuro su un supporto rimovibile quale potrebbe essere un disco fisso esterno, una chiavetta USB sufficientemente grande o, ancora una serie di DVD.

Tale passaggio, in gergo, viene definito backup e si tratta di un’operazione da compiere necessariamente poiché, optando per la sovrascrittura completa del sistema operativo già presente sul computer o sul dispositivo mobile, tutti i dati già presenti sul disco o sulla memoria vengono eliminati.

Per quanto riguarda il computer, puoi scegliere se copiare i dati dalle loro cartelle originali e incollarli sul supporto esterno, usare strumenti integrati come Cronologia File di Windows o, ancora, fare affidamento su un programma per backup che possa fare al caso tuo. Ad ogni modo, prima di procedere con l’installazione del sistema operativo, accertati della buona riuscita del salvataggio, verificando che le informazioni principali siano state perfettamente copiate.

Aspetta, mi stai dicendo di aver capito cos’è il backup, ma di aver bisogno di un aiuto aggiuntivo per realizzarne uno? Allora, senza indugio, dai un’occhiata alla mia guida generale su come eseguire un backup dei dati e, se necessario, alle mie guide tematiche su come fare backup PC Windows 10 e come effettuare un backup Android.

Installare un sistema operativo su PC

Fatte le dovute precisazioni in merito al salvataggio dei dati, è arrivato il momento di metterti all’opera e di iniziare subito a installare un sistema operativo sul PC. Di seguito ti indicherò tutti i passaggi necessari a installare sul computer una copia di Windows e una distribuzione di Linux, senza dimenticare di fornirti le doverose precisazioni per quanto riguarda macOS.

Windows

Il primo consiglio che mi sento di darti, se hai scelto di installare il sistema operativo Windows sul tuo nuovo computer, è quello di far riferimento alla più recente versione dello stesso, Windows 10: devi sapere, infatti, che il supporto “principale” per Windows 7 e Windows 8.1 è terminato qualche tempo fa. Pertanto, fino al termine del loro ciclo di vita (gennaio 2020 per Windows 7 SP1 e gennaio 2023 per Windows 8.1), tali sistemi operativi sono destinati a ottenere i soli aggiornamenti per la sicurezza, senza ricevere più nuove funzionalità.

Per poter installare Windows 10, devi innanzitutto assicurarti che il computer risponda ai requisiti minimi necessari per il suo funzionamento: sono necessari almeno 2 GB di RAM, 20 GB di spazio su disco, processore da almeno 1 GHZ (con supporto PAE, NX e SSE2) e una scheda video compatibile con DirectX 9 e WDDM.

Inoltre, è necessario avere a disposizione una licenza genuina del sistema operativo, che può essere acquistata dallo store ufficiale di Microsoft (al prezzo di 145€ per la versione Home259€ per la versione Pro, entrambi IVA inclusa), da Amazon e dai negozi fisici di elettronica. Se opterai per l’acquisto della sola licenza (e non dell’intero supporto USB d’installazione), assicurati di avere a disposizione una chiavetta USB vuoto o un DVD vuoto per la creazione del disco d’installazione.

Se disponi della licenza digitale e hai bisogno di procurarti una copia del sistema operativo, puoi usare un computer “di supporto” per procedere al download.

Per prima cosa, dunque, collegati al sito Internet di Microsoft dedicato a Windows 10, clicca sul pulsante Scarica ora lo strumento e, dopo aver terminato il download, lancia il file ottenuto (ad es. MediaCreationToolxxxx.exe), accetta le condizioni di licenza cliccando sul pulsante apposito, apponi il segno di spunta nella casella Crea supporti d’installazione per un altro PC e pigia ancora sul pulsante Avanti.

Giunto alla schermata successiva, seleziona la lingua e l’architettura del sistema operativo, clicca sul pulsante Avanti e indica se creare un’unità USB (ti sarà chiesto di inserire la chiavetta vuota, quando necessario), o se scaricare soltanto l’immagine ISO di Windows 10, da masterizzare in secondo momento su DVD tramite un apposito programma per masterizzare.

Una volta creato il supporto d’installazione, collegalo al computer su cui installare il sistema operativo, riavvialo e attendi che compaia una schermata che ti invita a premere un tasto per avviare da DVD USB se sul PC è già installato un sistema operativo, oppure la schermata d’installazione di Windows 10 se stai agendo su un computer dal disco vuoto.

Se ciò non dovesse succedere, dovrai entrare nel BIOS/UEFI del computer e impostare l’avvio da chiavetta USB o da DVD, così come ti ho spiegato nel mio tutorial specifico, che ho realizzato appositamente per te.

Ad ogni modo, giunto alla schermata d’installazione di Windows 10, scegli la lingua, il formato orario e la modalità di input da tastiera utilizzando i menu a tendina dedicati, clicca sui pulsanti Avanti e installa, digita il codice Product Key per attivare la licenza di Windows e premi sul pulsante Avanti per passare alla sezione successiva.

Nota: se non hai ancora provveduto ad acquistare una licenza, clicca sulla voce Non ho un codice Product Key e seleziona la versione del sistema operativo da installare, in modo concorde alla licenza che intendi acquistare. Potrai attivare Windows in un secondo momento seguendo una procedura specifica per lo scopo.

Giunto alla schermata successiva, apponi il segno di spunta accanto alla voce Accetto le condizioni di licenza, pigia nuovamente sul pulsante Avanti e seleziona la modalità più adatta al tuo caso: Aggiornamento, per aggiornare la copia già esistente di Windows alla versione più recente, o Personalizzata, per formattare l’intero contenuto del disco e reinstallare il sistema operativo da zero.

Superato questo step, attieniti scrupolosamente alle istruzioni mostrate a schermo per concludere l’installazione (potrebbe esserti chiesto di scegliere il disco su cui installare Windows e la modalità di gestione di eventuali file personali già esistenti) e avviare successivamente la fase di prima configurazione di Windows, in cui ti verrà chiesto di configurare Cortana, di collegarti a Internet e di creare almeno un account utente.

Se hai bisogno di istruzioni ancor più dettagliate sulla procedura d’installazione del summenzionato sistema operativo, puoi dare un’occhiata alla mia guida specifica su come installare Windows 10.

Boot Camp per Mac

Come sicuramente saprai già, le istruzioni che ti ho fornito in precedenza non sono valide per installare Windows su un Mac, poiché i computer di Apple, nativamente, non sono predisposti per la sostituzione del sistema operativo.

Ciò che puoi fare, però, è sfruttare l’assistente Boot Camp di Apple per raggiungere il tuo obiettivo: se non ne avessi mai sentito parlare, si tratta di un software in grado di creare un “livello di compatibilità” tra il Mac e Windows, con la possibilità di eseguire il sistema operativo di Microsoft da macchine targate Apple, in modo perfettamente legale e autorizzato.

Qualora volessi intraprendere questa strada, devi procurarti innanzitutto una chiavetta USB vuota da 16 GB (da usare come supporto per avviare l’installazione di Windows), un’immagine ISO del sistema operativo da installare e un codice Product Key valido. A tal proposito, puoi utilizzare le istruzioni fornite nei miei tutorial su come scaricare ISO Windows 10, come scaricare Windows 8.1 e come scaricare Windows 7.

Dopo aver ottenuto l’ISO di tuo interesse, accedi alla cartella Altro del Mac tramite il Launchpad (l’icona a forma di razzo annessa alla barra Dock), avvia l’Assistente Boot Camp e pigia sul pulsante Continua per lanciare il programma. Fatto ciò, imposta il segno di spunta accanto alle voci Crea un disco d’installazione di Windows, Scarica software di supporto Windows più recente da Apple Installa Windows e premi nuovamente sul pulsante Continua.

A questo punto, clicca sul pulsante Sfoglia, scegli l’immagine ISO scaricata in precedenza e, dal menu Disco di destinazione, seleziona la chiavetta USB che intendi usare per portare a termine il setup e premi ancora per due volte sul pulsante Continua per avviare la creazione del supporto (a seconda della velocità di connessione a Internet, il processo potrebbe durare anche diversi minuti).

Completata la creazione della chiavetta, digita la password del Mac e clicca sul pulsante Aggiungi assistente; successivamente, imposta lo spazio da dedicare alla partizione di Windows (facendo attenzione ai requisiti minimi del sistema da te scelto) utilizzando l’apposito cursore presente tra le partizioni e, per riavviare il sistema e inizializzare l’installazione di Windows, clicca sul pulsante Installa.

Se tutto è filato liscio, il Mac dovrebbe essere riavviato e dovrebbe partire in automatico la procedura d’installazione di Windows, che è la stessa che ti ho mostrato sia nella precedente sezione di questa guida (per Windows 10) che nelle mie guide su come installare Windows 8 e come installare Windows 7.

Tieni ben presente che, in fase di configurazione, devi selezionare la partizione BOOTCAMP come disco d’installazione di Windows: il programma di setup ti comunicherà che l’unità non è utilizzabile, pertanto clicca sulla voce Opzioni unità residente in basso a destra e poi sul pulsante Formatta.

Una volta portata a termine l’installazione di Windows, lascia ancora inserita la chiavetta USB nel Mac, accedi al suo contenuto tramite Esplora File/Esplora risorse e lancia il file setup.exe residenete al suo interno per installare i driver aggiuntivi necessari. Conclusa anche questa fase, riavvia il computer: potrai scegliere se avviare Windows o macOS tramite l’apposito menu di scelta, accessibile premendo il tasto alt della tastiera subito dopo il suono d’avvio del Mac.

Se hai bisogno di supporto aggiuntivo sulla procedura spiegata poc’anzi, ti invito a consultare la mia guida su come installare Windows su Mac, in cui ho avuto modo di spiegarti in modo ancor più dettagliato i passaggi necessari per portare a termine il tutto.

macOS

Se è tua intenzione installare una nuova copia di macOS sul computer, devi necessariamente essere al corrente di alcune informazioni fondamentali.

Tanto per cominciare, devi sapere che quest’operazione è ufficialmente possibile soltanto sui computer prodotti da Apple, dunque sui Mac (sia portatili che fissi), poiché il sistema operativo macOS è stato modellato appositamente sugli stessi e non può essere facilmente adattato a computer dotati di hardware differente. Inoltre, a differenza di quanto visto con Windows, non è necessario disporre di una “copia fisica” di macOS per procedere alla reinstallazione dello stesso, in quanto si tratta di una funzionalità naturalmente prevista dal sistema operativo.

Per procedere, dunque, crea innanzitutto una copia di backup dei dati già presenti sul Mac utilizzando, ad esempio, lo strumento integrato Time Machine. Quando hai finito, riavvia il Mac tenendo premuti i tasti cmd+r sulla tastiera del computer mentre questo si riaccende e rilasciali soltanto quando vedi comparire il logo della mela morsicata con una barra di caricamento subito sotto.

Giunto alla schermata principale della Recovery, cioè dello strumento che permette di effettuare operazioni “delicate” al di fuori del sistema operativo, clicca sulla voce relativa ad Utility disco e pigia sul pulsante Continua per avviarla e formattare il disco fisso del Mac: dopo averlo selezionato dalla barra di sinistra (ad es. Apple SSD XXX), pigia sul pulsante Inizializza che si trova in alto e, nella finestra che compare, indica un nome da assegnare al disco, imposta l’opzione APFS (oppure Mac OS Extended (Journaled), se vuoi usare il vecchio file system dei Mac) dal menu a tendina Formato e la voce Mappa partizione GUID dal menu a tendina Schema.

Per concludere e formattare subito il disco, tenendo ben presente che i dati già presenti verranno eliminati, clicca sui pulsanti Inizializza Fine.

Al termine della procedura, chiudi Utility Disco, premi sull’icona Reinstallazione macOS e poi sul pulsante Continua collocato in basso a destra per avviare la procedura di setup del sistema operativo: clicca per due volte di seguito sul pulsante ContinuaAccetta le condizioni d’uso di macOS, scegli il disco su cui copiare il sistema e clicca sul pulsante Sblocca per sbloccarlo subito, immettendo la password del tuo account macOS (quello che hai usato finora). Fatto ciò, pigia su Installa e attendi che il processo di setup venga portato a termine.

Ad installazione completata, il Mac si riavvierà automaticamente e tu dovrai eseguire la procedura di configurazione iniziale del sistema, indicando il tuo paese di residenza, la lingua e la mappatura della tastiera, tutte le informazioni relative al ripristino dei dati di backup precedenti (se hai usato Time Machine, devi rispondere di e seguire la procedura suggerita a schermo), indicare se attivare o meno i servizi di localizzazione e, infine, impostare il tuo account utente e indicare se attivare o meno la sincronizzazione di iCloud e l’invio delle statistiche d’uso ad Apple e sviluppatori terzi. Ti assicuro che è più semplice a farsi che a dirsi!

Ad ogni modo, se hai bisogno di una mano in merito alla procedura di reinstallazione di macOS, ti invito a consultare la mia guida su come inizializzare Mac, in cui ti ho spiegato tutto per filo e per segno.

Per quanto riguarda altri tipi di computer, come ti ho accennato all’inizio di questa sezione, la questione è completamente diversa: non è infatti possibile, almeno non senza ricorrere a procedure estremamente complesse, installare macOS su dispositivi non dotati di hardware Apple.

Linux

Non desideri sborsare un euro per acquistare la licenza del sistema operativo per il tuo nuovo computer, pertanto hai deciso di strizzare l’occhio a Linux? Ottima scelta! Se sei un neofita e non hai avuto a che fare con il mondo del “pinguino” prima d’ora, il mio consiglio è quello di iniziare da una distribuzione molto semplice come Ubuntu, dotata di un’interfaccia d’installazione estremamente intuitiva e pronta per essere usata anche da chi non è avvezzo ai sistemi operativi Linux.

Tanto per cominciare, hai bisogno di una chiavetta USB o di un DVD che possa funzionare da supporto d’installazione e di un computer tramite il quale procedere al download del materiale necessario. Successivamente, collegati alla pagina di download di Ubuntu, imposta la versione del sistema operativo che desideri scaricare e premi sul pulsante Avvia il download per procedere.

Una volta che l’ISO sarà stata completamente copiata sul computer, potrai masterizzarla sul disco utilizzando un programma dedicato (se non sai quale scegliere, puoi consultare la mia guida specifica in merito) oppure trasferirla su una chiavetta USB avvalendoti di software come Rufus o Unetbootin, esattamente come ti ho spiegato nella sezione specifica della mia guida su come installare Linux da USB.

A questo punto, sei pronto per iniziare: per prima cosa, inserisci la chiavetta USB o il DVD contenente Ubuntu nel computer, riavvialo e, se tutto è filato liscio, il PC dovrebbe caricare il sistema operativo contenuto nella chiavetta, mostrandoti la sua schermata di benvenuto dopo qualche minuto.

Se, invece, non dovesse succedere nulla di tutto ciò, devi entrare nel BIOS/UEFI del computer e impostare il drive USB o il lettore DVD come prima periferica d’avvio: ti ho insegnato come fare nella mia guida su come impostare il BIOS.

Una volta effettuato correttamente il boot e giunto nella schermata d’installazione di Ubuntu, scegli l’Italiano dalla barra laterale di sinistra e premi sul pulsante Installa Ubuntu per avviare la procedura di setup.

Fatto ciò, indica la disposizione della tastiera utilizzando le apposite caselle di selezione visualizzate, clicca sul pulsante Avanti, specifica di voler procedere con l’installazione normale, indica le opzioni relative all’installazione di software e driver proprietari e agli aggiornamenti e, per passare allo step successivo, premi sul pulsante Avanti.

A questo punto, indica se cancellare l’intero disco e installare Ubuntu oppure se installare Ubuntu accanto a Windows creando una partizione dedicata (quest’ultima opzione non compare se stai agendo su un computer inizialmente “vuoto”). Effettuata la scelta, clicca sul pulsante Avanti e, se previsto, indica al sistema lo spazio da dedicare a Ubuntu utilizzando il cursore mostrato a schermo.

Per concludere la configurazione iniziale e avviare l’installazione vera e propria, clicca sui pulsanti Installa Avanti per confermare la scrittura delle modifiche alle partizioni del disco. Nelle fasi successive, devi semplicemente impostare i dettagli relativi all’account utente da usare nel sistema operativo (che, nel frattempo, procederà a installarsi automaticamente): scegli, dunque, il fuso orario di appartenenza, indica nel modulo successivo il tuo nome completo, il nome del computer, un nome utente e una password amministrativa e specifica se accedere o meno tramite login automatico.

Una volta completata l’installazione del sistema operativo, concludi il tutto riavviando il computer e, se tutto è andato come previsto, al riavvio successivo Ubuntu dovrebbe avviarsi automaticamente (oppure chiederti di scegliere se avviare sé stesso o Windows). Tutto qua!

Un altro sistema operativo a cui potresti affidarti, se sei nuovo del mondo del pinguino, è Linux Mint: si tratta di una distribuzione altrettanto semplice, “derivata” da Ubuntu, ma dotata di un’interfaccia utente un po’ più simile a quella di Windows, e piena zeppa di software pronti per l’uso. Te ne ho parlato dettagliatamente nella mia guida su come installare Linux Mint, che ho realizzato apposta per te.

Virtualizzare un sistema operativo

Aspetta, mi stai dicendo che ritieni che le procedure che ti ho appena mostrato siano un po’ troppo “rischiose” e vorresti acquisire un po’ più di pratica con i vari processi d’installazione, prima di concretizzare il tutto e apportare le modifiche sul disco del tuo computer?

Allora credo proprio di avere la soluzione che fa per te: se disponi di un PC già funzionante, puoi creare una macchina virtuale e usarla per fare tutti gli esperimenti che desideri, inclusa l’installazione fantasma (in gergo, ghost) di un nuovo sistema operativo.

Il punto di forza delle macchine virtuali è la possibilità di lavorare su di esse senza intervenire sul disco fisso del computer “sottostante”: poiché i gestori di macchine virtuali sono essi stessi programmi, hai l’assoluta certezza che tutto ciò che accade al suo interno non verrà mai riportato sul disco, ma resterà “circoscritto” all’interno della macchina virtuale. In tal modo, puoi agire in totale libertà senza danneggiare il computer reale.

Se sei interessato a questo aspetto dell’installazione dei sistemi operativi, ti consiglio di iniziare da un gestore di macchine virtuali come VirtualBox di Oracle: si tratta di un software gratuito che, grazie a una semplice interfaccia gestionale, permette di creare e configurare interi ambienti virtuali nel giro di pochi clic. Per ottenere maggiori informazioni sul suo utilizzo, ti consiglio caldamente di leggere la mia guida su come usare VirtualBox, in cui ho avuto modo di spiegarti per filo e per segno le caratteristiche di quest’ottimo programma.

Installare un sistema operativo su smartphone e tablet

Non hai trovato utili le informazioni fornite fino a questo momento, poiché hai intenzione di installare un sistema operativo nuovo di zecca sul tuo smartphone o sul tuo tablet? Lascia che ti dica fin da subito che, in tal caso, il discorso diventa più complicato, poiché la maggior parte dei sistemi operativi installati sui vari device sono “costruiti” su misura dai vari produttori.

Tuttavia, se hai a disposizione un telefono o un tablet Android, esiste la possibilità di poter cambiare la versione del sistema operativo originale, sostituendola con una progettata da programmatori terzi o da intere comunità di sviluppo: tali sistemi operativi vengono chiamati custom ROM e, per effettuarne l’installazione (in gergo definita flash), è requisito fondamentale che sul dispositivo siano stati preventivamente attivati i permessi di root e che il bootloader sia stato bloccato.

Oltretutto, le custom ROM sono in genere disponibili per un numero piuttosto ristretto di dispositivi: tra i fortunati posso citarti la linea Nexus e gli smartphone Motorola di Google (dotati di hardware open source), alcuni tra i device più diffusi in commercio (come i Galaxy di Samsung e alcuni Huawei, per esempio) e diversi smartphone cinesi. Tra le custom ROM a oggi più quotate, meritano sicuramente menzione CarbonROMLineageOS e Paranoid Android.

Se l’argomento è di tuo interesse, ti consiglio di digitare su Google la chiave di ricerca [marca e modello dispositivo] custom ROM per ottenere informazioni in merito alle eventuali custom ROM disponibili e istruzioni dettagliate sulle relative procedure di flash.

Prima che tu possa compiere qualsiasi azione, però, è bene farti presente un dettaglio fondamentale: installare una custom ROM su un dispositivo Android ne invalida irrimediabilmente la garanzia e può rendere inutilizzabile il dispositivo (questo tipo di blocco, in gergo, viene detto brick). Valuta attentamente queste eventualità prima di metterti al lavoro su un aspetto così delicato del dispositivo in tuo possesso.

Come dici? Non vuoi “sostituire” Android ma vuoi installare iOS, il sistema operativo di iPhone e iPad, su un terminale dotato originariamente del sistema operativo di Google? Beh, quest’operazione è praticamente impossibile, poiché il codice di iOS non può essere adattato ai terminali Android. Ciò che puoi fare, però, è applicare una modifica più “leggera”, intervenendo sull’interfaccia grafica del tuo sistema operativo, per renderla più simile a iOS: te ne ho parlato dettagliatamente nella mia guida su come trasformare Android in iPhone.

Infine, per quanto riguarda iPhone iPad, mi trovo purtroppo costretto a deludere le tue aspettative: non è possibile, in alcun modo, installare un nuovo sistema operativo su questa tipologia di dispositivi. Per ottenere nuove funzionalità, devi “accontentarti” di effettuare gli aggiornamenti proposti, avanzando, dunque, la versione di iOS già a tua disposizione. Solo in alcuni casi particolari e per periodi di tempo molto ristretti è possibile effettuare il downgrade da una versione di iOS all’altra: te ne ho parlato nel mio tutorial su come annullare un aggiornamento su iPhone.