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Come funziona la TV

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Nonostante la TV sia uno strumento che utilizzi ogni giorno, non hai davvero idea di come faccia a funzionare. Come funzionano le trasmissioni? Che differenze ci sono, tecnicamente tra digitale terrestre e digitale satellitare? Niente paura, sono qui per aiutarti a chiarire le idee in merito. In questa guida, infatti, ti andrò a spiegare per filo e per segno come funziona la TV.

Oltre a spiegarti come funzionano all’atto pratico le trasmissioni TV, ti andrò a illustrare cosa si intende per Smart TV e quali sono le differenze fra questi dispositivi e le TV cosiddette normali (non Smart). Non preoccuparti, sono concetti davvero semplici e non è necessario aver studiato elettronica per capirli.

Sono sicuro che, alla fine della lettura di questa guida, sarai in grado di spiegare il funzionamento di questi dispositivi e dei principali sistemi di trasmissione dei canali anche ai tuoi parenti e amici. Quando sei pronto, dunque, direi di cominciare. Mettiti comodo e preparati a scoprire come funzionano le trasmissioni TV. A me non resta che augurarti buon proseguimento!

Indice

Come funzionano le trasmissioni TV

tv

La TV è un apparecchio di ricezione di segnali televisivi, che ha diverse applicazioni anche per quanto riguarda la visualizzazione di segnali provenienti da accessori come lettori multimediali (es. lettori Blu-Ray o TV Box) o console per videogiochi. Fin qui ci siamo, giusto?

Il televisore (l’apparecchio vero e proprio), è costituito principalmente dai seguenti componenti: un decodificatore del segnale, un display, che può avere diverse caratteristiche costruttive (attraverso pannelli LCD, LED, OLED), uno o più altoparlanti e un telecomando.

Al giorno d’oggi, dallo spegnimento del segnale analogico, i segnali televisivi più diffusi sono il digitale terrestre (abbreviato in DDT), il segnale satellitare, la TV via cavo, diffusa principalmente negli Stati Uniti, e le trasmissioni in streaming via Internet. Vediamo più da vicino come funziona ognuno di questi sistemi.

Come funziona la TV digitale

dvbt2

Il digitale terrestre o DDT è il tipo di segnale più utilizzato in Italia, il quale è andato progressivamente a sostituire il segnale analogico. Il sistema di trasmissione del segnale è simile a quello satellitare, ma non necessita di parabola in quanto il segnale proviene da antenne installate a terra.

Gli standard di connessione del digitale terrestre sono decisamente più vantaggiosi rispetto a quelli dell’analogico, in quanto permettono di assicurare una maggiore scelta di canali grazie alla minore larghezza di banda necessaria per trasmettere un singolo canale.

La qualità dell’immagine, inoltre, è più alta e consente di trasmettere video in formato 16:9 e in risoluzione Full HD. Inoltre, il digitale terrestre è in grado di veicolare più tracce audio allo stesso momento, permettendo allo spettatore di cambiare, per esempio, la lingua di un film in tempo reale.

Le interferenze minori vengono gestite senza problemi dal digitale terrestre, che non perde qualità. Quando però il segnale diventa troppo debole, a differenza di quanto avveniva per i segnali analogici, esso perde del tutto la leggibilità da parte del decoder.

Quasi tutte le TV in commercio al momento adottano decoder interni con tecnologia di decodifica del digitale terrestre, ma nell’ultimo periodo si sta passando a nuovi standard di trasmissione. In Italia, lo standard principale di trasmissione del digitale terrestre è il DVB-T, che utilizza un flusso di trasporto delle immagini definito MPEG-2.

Le TV che non hanno supporto al digitale terrestre, necessitano di un decoder apposito, in grado di decodificare questo tipo di segnale, da collegare esternamente tramite HDMI o SCART.

La tecnologia DVB-T, tuttavia, rappresenta in un certo senso già il passato. Da ottobre 2021, infatti, in Italia è previsto un processo di passaggio a un nuovo standard di trasmissione, definito DVB-T2.

Questo standard è necessario per trasmettere immagini attraverso la nuova tecnologia MPEG-4 con codec HEVC/H.265, e ciò porterà, entro il 2023, allo spegnimento dei canali non HD, rendendo obsolete le TV e decoder che non supportano questo tipo di tecnologia. Trovi la roadmap completa qui.

Il passaggio allo standard DVB-T2 è necessario per liberare le frequenze di trasmissioni dei 700 MHz, che verranno destinate alla tecnologia telefonica 5G. Anche in questo caso, per adeguare le proprie TV alla ricezione dei nuovi canali, sarà necessario acquistare dei decoder o delle TV apposite: ne ho parlato con più precisione nella guida, che ti invito a leggere, per capire se la tua TV è adatta alla visione delle trasmissioni DVB-T2.

Sappi che sono disponibili diversi bonus offerti dallo Stato per l’acquisto di dispositivi in grado di supportare il passaggio ai nuovi standard di trasmissione. Ti consiglio di dare un’occhiata a questa guida per capire come ottenere il Bonus TV.

Per maggiori informazioni sulle tecnologie DVB-T e DVB-T2, puoi consultare anche Wikipedia.

Come funziona la TV satellitare

parabola

La TV satellitare, come la TV digitale terrestre, utilizza uno standard di trasmissione dei canali DVB (Digital Video Broadcasting), definito DVB-S o DVB-S2. Il segnale satellitare viene diffuso attraverso, per l’appunto, dei satelliti, la cui ricezione viene garantita da apposite parabole.

Per ricevere il canale satellitare, infatti, hai bisogno di installare una parabola e un illuminatore (o LBN), oppure di agganciarti alla parabola comune del tuo condominio. La connessione del segnale avviene tramite cavo coassiale, che va collegato dietro la TV (qualora avesse sintonizzatore satellitare integrato) o a un apposito decoder satellitare.

La tecnologia di trasmissione satellitare è del tutto simile a quella digitale terrestre (MPEG-2) e consente di visualizzare immagini in HD o Ultra HD (fino al 4K, cioè 4096 x 2160 pixel), veicolando anche più tracce audio. Il “punto debole” della trasmissione satellitare, riguarda principalmente le interferenze che sorgono in caso di pioggia o maltempo.

La TV satellitare è utilizzata principalmente per la diffusione di canali a pagamento criptati, che è possibile visualizzare previo abbonamento (come avviene, ad esempio, per Sky) e inserimento di una tessera all’interno del decoder o del supporto CAM + smart card (o CI/Common Interface) della TV. In ogni caso, i decoder satellitari che trovi in commercio consentono anche di guardare i canali che trasmettono in chiaro (definiti Free to Air).

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Nel caso volessi approfondire, ti consiglio di leggere la mia guida su come funziona TV sat, nel quale ti illustro come ricevere anche i canali gratuiti offerti dal servizio tivùsat, che consente di accedere alle principali emittenti in chiaro italiane via satellite.

Per maggiori informazioni sulle tecnologie DVB-S e DVB-S2, puoi invece dare un’occhiata a Wikipedia.

Come funziona la TV via cavo

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La TV via cavo è uno standard di diffusione del segnale televisivo utilizzato prettamente negli Stati Uniti e in Svizzera. Quindi, nel caso avessi intenzione di scoprire come funziona la TV in America, ti consiglio di leggere le prossime righe.

Questo tipo di tecnologia utilizza come mezzo di trasporto del segnale i comuni cavi per telecomunicazioni elettrici (cavi coassiali). A monte del segnale c’è un’unica antenna ricevitrice, alla quale si collegano i cavi che arrivano all’interno delle singole abitazioni.

Il segnale captato dalle antenne viene rielaborato e convertito in determinate frequenze, che possono essere criptate, nel caso il possessore del canale abbia intenzione di renderlo disponibile a pagamento. Il segnale viene ricevuto dalla TV, qualora fosse in possesso di decodificatore di segnale via cavo, o da un apposito decoder.

Questo sistema viene utilizzato per fornire il segnale anche nelle cosiddette “zone d’ombra”, nelle quali il segnale satellitare o digitale terrestre non riesce a essere percepito. La qualità del segnale via cavo, dunque, è maggiore in quelle zone in cui si ha difficoltà a captarlo tramite le comuni antenne.

Lo standard di connessione via cavo europeo viene definito DVB-C, mentre quello americano si definisce ATSC e si caratterizza per un flusso video digitale MPEG-2 o MPEG-4, in grado di trasmettere in 16:9 fino a una risoluzione di 1920 x 1080 pixel. Per coprire tratti via cavo particolarmente lunghi, sono state sviluppate delle apposite scatole di redistribuzione.

Nell’ultimo periodo, soprattutto negli Stati Uniti, le infrastrutture per le trasmissioni via cavo stanno venendo potenziate attraverso l’impiego di cavi in fibra ottica, che aumentano la velocità, la qualità e la portata del segnale. Per approfondimenti, dai un’occhiata a Wikipedia.

Come funziona la TV con Internet

tv internet

Le trasmissioni TV via Internet si stanno sviluppando in maniera sempre più capillare, grazie al progresso tecnologico dato dalle nuove tipologie di connessione ultra veloce tramite la fibra ottica.

Il tipo di trasmissione diffusa attraverso la rete Internet viene definita streaming e garantisce ottima resa grafica in presenza di una connessione stabile. Questo tipo di servizio è entrato ormai nel lessico quotidiano, in quanto numerose piattaforme a pagamento utilizzano lo streaming per la trasmissione dei propri contenuti in diretta e on-demand.

Per quanto riguarda le trasmissioni on-demand, basta parlare di noti servizi come Netflix, Amazon Prime Video e Disney+, che garantiscono la fruizione di film, serie TV e tanto altro, anche in 4K, tramite abbonamenti dalla durata mensile, per capire bene di cosa si parla.

La qualità del servizio è garantita da un tipo di tecnologia definita “buffer”, che permette di fruire di contenuti salvati nei server delle emittenti senza il bisogno di scaricarli nella memoria interna della TV. Brevi porzioni di video vengono decompresse e riprodotte da un codec, pochi secondi dopo la ricezione, in modo da ovviare a micro interruzioni di connessione, garantendo la continuità di visione.

Lo streaming in diretta, invece, viene offerto da piattaforme come NOW, Sky Go o, per quanto riguarda gli eventi sportivi, DAZN. Questo tipo di trasmissione necessita di una connessione stabile e veloce per funzionare nel migliore dei modi.

Lo streaming live, infatti, è strettamente vincolato alla stabilità della rete, in quanto le trasmissioni vengono compresse e decodificate in tempo reale. Il buffer fra l’effettiva trasmissione e la decompressione su TV e altri dispositivi è di circa 10 secondi.

Vedere contenuti via Internet su TV è possibile attraverso l’acquisto di appositi dispositivi in grado di connettersi alla rete, come dongle, TV box o set-top box. Questi dispositivi possiedono un sistema operativo del tutto simile a quello degli smartphone e tablet e permettono il download delle app di streaming delle emittenti.

Tra i dongle più famosi, per esempio, c’è Chromecast, una “chiavetta” prodotta da Google in due versioni: quella base, in grado di riprodurre contenuti solamente da smartphone, tablet e PC tramite le app supportate con una risoluzione massima in Full HD, e quella con Google TV, venduta con telecomando, che consente l’installazione diretta delle app e permette di visualizzare contenuti anche in 4K. Dai un’occhiata alla mia guida su Chromecast nel caso fossi interessato ad approfondirne il funzionamento.

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Un altro dongle molto “quotato” è Amazon Fire TV Stick, che consente di visualizzare contenuti in streaming attraverso l’installazione delle app tramite telecomando fornito in dotazione e dotato di supporto ai comandi vocali di Alexa. Le versioni principali sono quella Lite che supporta una risoluzione fino a 1080p e quelle 4K/4K Max le quali permettono la visualizzazione di contenuti in Ultra HD/4K.

Nell’ambito dei box multimediali è invece da segnalare il Fire TV Cube, dispositivo dalla forma cubica che integra tutte le funzioni di Fire TV Stick 4K, oltre a quelle di uno speaker Amazon Echo.

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Apple TV è invece il box multimediale di casa Apple, con store per le app dedicato e telecomando. È disponibile in versione HD, con memoria interna da 32 GB, che consente la visione fino a una risoluzione massima di 1080p, e in versione 4K, in tagli da 32 GB e 64 GB, in grado di riprodurre contenuti in Ultra HD/4K. Grazie alla tecnologia AirPlay, consente anche il mirroring dello schermo di iPhone, iPad e Mac.

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Non sempre è necessario acquistare un dongle o un box multimediale a parte, dato che alcune TV permettono di scaricare applicazioni tramite store interni. Sto parlando delle Smart TV, che andrò ad approfondire a breve.

Come funziona la TV Smart

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Le Smart TV sono dei dispositivi che consentono la visione di trasmissioni satellitari, digitali terrestri, via cavo e, grazie alla possibilità di connessione Internet, anche in streaming e che si caratterizzano per la presenza di un sistema operativo e uno store interno per il download delle applicazioni.

La connessione a Internet può essere garantita da una scheda di rete Ethernet che consente il collegamento via cavo e, in molti casi, anche da una scheda di rete Wi-Fi per la connessione wireless. Le Smart TV presentano tutte le caratteristiche tipiche delle TV non Smart, con display LCD, LED oppure OLED, dimensioni del display espresse in pollici e varie risoluzioni (fino all’8K).

I sistemi operativi presenti sulle Smart TV possono essere sviluppati dagli stessi produttori (come Samsung Smart Hub o LG Web OS) o da terzi, come nel caso di Android TV di Google, che tramite il proprio Play Store consente di scaricare quasi tutte le applicazioni disponibili anche su smartphone e tablet animati dalla medesima piattaforma.

Il supporto alle applicazioni è il vero punto di forza delle Smart TV, che tramite questo tipo di servizi consente all’utente di visualizzare contenuti in streaming, ad esempio YouTube, Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e DAZN, ma esistono anche app con funzioni diverse, che permettono di visualizzare, ad esempio, aggiornamenti meteo o di notizie.

Nel caso volessi approfondire, ti consiglio di dare un’occhiata alle mie guide riguardo il funzionamento delle Smart TV e sulle migliori Smart TV in commercio a oggi.

In ogni caso, sappi che è possibile rendere Smart anche TV che non lo sono, attraverso l’acquisto di appositi dispositivi denominati dongle, di cui ti ho parlato nel capitolo precedente.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.