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Che cos’è un account

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Avrai sentito la parola account decine e decine di volte e scommetto che, almeno in un’occasione, tu ti sia chiesto cosa significa account e perché questo termine è così ricorrente. Non preoccuparti, non sei stato il primo né sarai l’ultimo a porti questa domanda. E io sono pronto a darti la risposta che cercavi!

In quest’articolo, infatti, ti spiegherò nel dettaglio cos’è un account, l’uso che se ne fa su Internet e tutto quanto c’è bisogno di sapere sugli account nei sistemi operativi. Inizio con il dirti che la quasi totalità dei servizi che puoi trovare in Rete (e non soltanto sul Web) basano il proprio funzionamento sugli account personali, che sono il punto di partenza per effettuare le operazioni che i servizi stessi mettono a disposizione. Inoltre, gli account utente dei sistemi operativi sono molto usati sui computer condivisi, in modo che ogni persona autorizzata a usarlo abbia a disposizione le sue impostazioni e i suoi dettagli personali.

Fatta questa piccola premessa, non ti resta che ritagliarti qualche minuto di tempo, sederti tranquillo e leggere attentamente quanto ho da dirti sugli account. Grazie ai miei consigli, sarai in grado di gestire i tuoi account e a di crearne di nuovi qualora ne avessi bisogno. Ti auguro una buona lettura.

Indice

Cosa significa account

Cosa significa account

Dunque ho stuzzicato la tua curiosità e ora vuoi capire di più sul mondo degli account. Perfetto, cominciamo subito! Ecco cosa significa account.

Account è una parola che deriva dall’inglese e che, in un contesto molto generico, significa conto. Inquadrando però questo termine nell’ambito tecnologico, puoi vedere un account come un insieme di aspetti digitali che ti riguardano, riferiti a un preciso servizio Internet, a un sistema operativo o a qualsiasi altro meccanismo richieda una personalizzazione esclusiva per chiunque ne faccia uso.

Te lo spiego meglio con un esempio. Immagina di navigare sul sito Web di un negozio che vende materiale su Internet e di voler accedere alla lista di ciò che hai acquistato dal negozio stesso durante i mesi precedenti. Poiché il negozio è visitato da tanti utenti diversi, c’è bisogno di un modo per far sì che ogni utente veda soltanto i suoi acquisti e non quelli effettuati anche dagli altri clienti: qui entra in gioco l’account. Consultando la sezione Iscriviti del negozio, è possibile inserire i propri dati personali (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e via discorrendo) e proteggere tutto con una combinazione di nome utente e password. Inoltre, nella fase di creazione dell’account, vengono spesso richiesti dei dettagli aggiuntivi — ad esempio un indirizzo di posta o un numero di telefono — che possono essere usati per il recupero della password qualora fosse dimenticata, oppure per l’invio di informazioni importanti riguardo il servizio in questione.

Tutto chiaro? Ricapitolando, dunque, l’account (che in alcuni casi viene chiamato anche profilo) è quello che permette di gestire i propri dati e di accedere a tutto ciò che riguarda l’utente in merito al sito Internet o al servizio online che si trova usando: nel nostro esempio, basta effettuare l’accesso (o login) al proprio account di un negozio online per avere lo storico di tutti gli acquisti effettuati.

Che cos’è un account e come si crea

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Fin qui ti ho illustrato a grandi linee che cos’è un account e cosa significa questa parola ma, per chiarirti ancor di più l’argomento, è bene che ti spieghi l’utilità degli account, così come che cos’è un account e come si crea.

Internet è pieno di siti e servizi che vengono usati, ogni giorno, da milioni e milioni di persone: prendi come esempio Facebook, uno dei social network più frequentati e usati di tutto il mondo. Ogni iscritto ha una sua *“pagina personale”* contenente i propri dati, le proprie condivisioni, i propri post, amici, applicazioni e quant’altro. Ciascuna pagina personale di Facebook viene creata tramite un account, che permette al proprietario di personalizzarla e gestirla come più gli aggrada. Se non esistessero gli account, Facebook avrebbe informazioni uguali per tutti e, semplicemente, non avrebbe motivo di esistere!

Ancora, posso portarti l’esempio di un sistema operativo. Possiedi un account privato se quando accendi il computer inserisci una password personale che conosci solo tu. In questo modo, puoi vedere sul tuo desktop le icone che hai scelto, la tua combinazione di colori preferita, il tuo sfondo e quant’altro. Se il tuo computer è condiviso con qualcun altro, per esempio con un tuo collega, quando questi inserirà la sua password vedrà i suoi collegamenti sul desktop, la sua combinazione di colori, il suo sfondo e tutto quanto ha personalizzato da sé. Ciò, con molta probabilità, sarà diverso da ciò che hai invece impostato tu (nonostante il computer sia lo stesso).

Ti ho posto questi due esempi per chiarirti che l’account è qualcosa che ti permette di usare, su un servizio solitamente comune anche ad altre persone, un ambiente unico, personalizzato con le tue preferenze, i tuoi dati, le tue impostazioni, abitudini, contenuti e tutto quanto riguardi te e te soltanto. Ed è questo il motivo per cui, per creare un account, devi usare credenziali d’accesso (solitamente nome utente e password) che sei l’unico a conoscere.

Tipi di account

Ora che la questione inizia a esserti più chiara, ti posso elencare e descrivere quali sono i diversi tipi di account, che ti potrebbe capitare di dover creare o, semplicemente, cui potresti dover accedere.

Che cos’è un account utente

Che cos'è un account utente

Per prima cosa, penso che sia il caso di definire che cos’è un account utente, cioè la tipologia di account da cui, in qualche modo, si dipanano tutte le altre.
Ebbene, un account utente è il classico profilo personale che spesso ti viene chiesto di registrare in un contesto digitale quale, ad esempio, un sito Web. E a cosa serve un account? In genere, tale profilo permette di accedere a dei precisi servizi o azioni, tra i più comuni si possono citare l’accesso a dei contenuti e l’acquisto di prodotti.

Un account utente, nella maggior parte dei casi, prevede il passaggio attraverso una procedura di login: durante la creazione del profilo, ti saranno richiesti dei dati personali, per esempio nome, cognome, indirizzo di posta elettronica e, secondo i casi, numero di telefono, indirizzo, data di nascita e così via, così come di creare una password. Un po’ come ti ho già accennato nel capitolo precedente.

Per fare degli esempi, tra gli account di questo tipo più sfruttati, ci sono pure quelli inerenti ai sistemi operativi, per cui ti invito a leggere le mie guide su come creare un nuovo utente su Windows 10 e su come cambiare nome utente Mac.

Dal lato di chi gestisce il sito, o il servizio digitale richiedente i suddetti dati, egli dovrà aver cura di conservarli nel rispetto della normativa della privacy, secondo i tempi stabiliti in quella che è una sezione ormai obbligatoria, presente su ogni pagina online, cioè la Privacy (e cookies) Policy.

Che cos’è un account amministratore

Che cos'è un account amministratore

Ti hanno chiesto di gestire un sito Web e, dunque, ti stai domandando che cos’è un account amministratore, in quanto ti sarà necessario per svolgere il tuo compito.

Allora, anche l’account amministratore, di fatto, è un account utente: la differenza sta nel tipo di azioni che permette di svolgere a chi accede o ne crea uno. Infatti, un profilo da amministratore all’interno di un sistema digitale, consente di gestirlo in tutte le sue parti e/o apportare modifiche di vario genere, anche sostanziali, a partire da quelle ai file presenti online, passando per l’installazione di componenti, fino alla variazione dei programmi di protezione dell’apparato e quant’altro.

Tra le altre cose, chi possiede un account amministratore, può anche modificare gli account utente “semplici”, che dipendono da lui.

Vanno citati anche i profili amministrativi dei CMS (Content Management System ̬ leggi la mia guida ai migliori CMS) per realizzare siti e pagine Web: per saperne di più, leggi il mio tutorial su come creare una pagina Web. Ad ogni modo, mi soffermerò su questo tipo di account e sulla sua differenza con uno standard, anche in un capitolo successivo di questa guida.

Che cos’è un account business

Che cos'è un account business

Probabilmente ti stai già rendendo conto di quanti tipi di account esistono: e allora, sai che cos’è un account business? Te lo spiego subito.

Un account utente generico spesso si riferisce a un profilo privato e personale, ma, l’esigenza sempre più diffusa di utilizzare strumenti digitali anche per lavoro, ha portato alla necessità di separare proprio i profili personali da quelli lavorativi. Ecco allora che molte piattaforme hanno implementato al loro interno la possibilità di registrare account business: questi possono essere dedicati alla gestione degli affari commerciali, alle promozioni e al contatto diretto con clienti e utenti di un’attività.

I cosiddetti profili aziendali sono molto diffusi a livello di social network: ti spiegherò meglio la questione nel capitolo successivo. Intanto, per avere un esempio pratico, puoi dare un’occhiata alla mia guida su come mettere il profilo aziendale su Instagram.

Che cos’è un account manager

Che cos'è un account manager

La possibilità di usare diversi strumenti digitali per lavoro, oltre a generare una differenziazione tra account personale e account business, come spiegato nel capitolo precedente, ha portato anche alla necessità di gestire i flussi commerciali (e non) al meglio: in questo contesto, ti sarà utile sapere che cos’è un account manager.

Un profilo di tipo manager, dunque, ti permetterà di tenere sotto controllo e di agire operativamente (se ti è stata assegnata anche tale facoltà) per ciò che concerne tutti i lati pratici di un’attività, di qualsiasi genere. Ad esempio, se ti occupi di gestire un e-commerce, dovrai aggiornare il catalogo dei prodotti in vendita, sistemare l’inventario, tenere sotto controllo gli ordini che devi spedire, quelli inviati, i rapporti con i clienti e la loro assistenza. A tal proposito, leggi la mia guida su come gestire un ecommerce. Più o meno allo stesso modo, potrebbe interessarti anche la mia guida su come gestire un sito Web, per scopi non prettamente commerciali.

Sappi che, ormai sempre più spesso, un account manager può essere anche affidato a una persona che si occupa proprio di questo, come professione. Si tratta di una soluzione ideale nel caso in cui il tuo sistema digitale sia particolarmente articolato e complesso da gestire. Ad esempio, un e-commerce che tratta la vendita di tanti prodotti: se vuoi approfondire questo particolare argomento, leggi la mia guida su come diventare ecommerce manager.

L’account manager, inteso come profilo utente su di una piattaforma in Rete, non è da confondere con chi per lavoro esercita la professione omonima: in questo caso si tratta di una figura che, all’interno di un’azienda, ha la responsabilità di gestire le vendite e i rapporti con i clienti, non solo in maniera virtuale.

Uso degli account

A questo punto vorrai sapere qual è l’uso degli account che si fa per la maggiore: ecco, quindi, una panoramica sui sistemi digitali più diffusi che richiedono la registrazione di un profilo utente.

Account social

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Hai compreso a fondo la definizione generale di account? Bene, è il momento di fare chiarezza tra le tipologie di account che puoi trovare lungo il tuo cammino. Partiamo proprio dagli account social, quali possono essere gli account Facebook, Twitter, Instagram e simili.

Questo tipo di account permette solitamente di creare una pagina personale contenente immagini caratteristiche (come un’immagine profilo, un’immagine di copertina o un avatar), informazioni di vario tipo (città di residenza, istruzione, lavoro, religione, orientamento politico eccetera) e contenuti di interesse quali post personali, foto, video, link Internet e altro ancora. Tramite l’account così creato è possibile contattare altri utenti e/o aggiungerli alle proprie liste di contatti. La creazione di un account sociale è spesso molto semplice: basta scegliere un nome utente e una password e, successivamente, inserire nei moduli preposti tutte le informazioni richieste.

Non possiedi ancora un account social? Stai tranquillo, sul mio sito puoi trovare guide su come creare account Facebook, come creare un account Instagram, come funziona Twitter e come funziona LinkedIn, che ti aiuteranno a muovere i primi passi nel mondo dei social.

Account email

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Anche la gestione della posta elettronica richiede la creazione di un account! Questo perché, altrimenti, tutti potrebbero leggere i messaggi di tutti. Come avrai già intuito, gli account email sono quelli che permettono l’invio, la ricezione e la memorizzazione della posta elettronica. Ciascun account deve essere protetto da nome utente e password e, per essere creato, richiede l’inserimento negli appositi moduli di alcune informazioni personali e dell’indirizzo di posta elettronica desiderato. Non hai ancora un account email? Non preoccuparti: nel mio sito puoi trovare guide su come creare account Gmail, account Outlook, account iCloud, email Libero, email Yahoo e molti altri indirizzi email.

La cosa particolare degli account email è che possono essere consultati in diversi modi. Quello più comune è di recarsi sul sito del servizio, inserire le proprie credenziali e gestire da lì i messaggi (in questo caso si parla di Web Mail); un altro modo, più *tradizionale*, è quello di installare un client di posta elettronica, consultando e gestendo la posta dal programma preposto (o dall’app preposta), senza usare il browser. Per far ciò, tuttavia, c’è bisogno di configurare il programma/app con i parametri IMAP (o POP, anche se ormai sconsigliati) specifici per il servizio email scelto.

Account di messaggistica

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Come la parola stessa ti fa capire, gli account di messaggistica sono quelli relativi ai servizi che permettono di inviare e ricevere messaggi. A tal proposito, posso citarti le app di messaggistica istantanea, i sistemi di chat e simili.

Anche per creare un account di messaggistica c’è bisogno di scegliere un nome utente e una password e a ogni account viene associato un *“indirizzo”* (che può essere di posta elettronica, di chat, un numero di telefono o altro) con il quale si può essere contattati da altri utenti. Ad esempio gli account di WhatsApp, Telegram e iMessage sono account di messaggistica.

Account nei sistemi operativi

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Ti ho accennato nell’introduzione che esistono anche account nei sistemi operativi, questo perché molto spesso i computer vengono usati da più persone con scopi ed esigenze diverse. Gli account dei sistemi operativi richiedono l’inserimento di un nome utente e di una password (o solo di quest’ultima, in alcuni casi) per essere usati. Alcuni, grazie a Internet, possono condividere le impostazioni personali (account online), così come operare sulle impostazioni più *delicate* del computer in questione (account amministratore).

Nelle righe di seguito ti spiegherò le differenze tra i principali tipi di account che puoi trovare o creare all’interno di un sistema operativo.

Un account offline, come la parola fa già comprendere, è un account che memorizza le impostazioni personali soltanto localmente, cioè nel computer su cui viene creato. Se su un secondo computer viene creato un account con lo stesso nome utente e la stessa password, ci sarà bisogno di riconfigurare tutto daccapo affinché le impostazioni siano identiche. In alcuni casi, gli account offline non sono dotati di password perché i computer sono configurati per essere usati da una sola persona. Questo è il tuo caso ma ora vorresti mettere una password al tuo computer? Scelta saggia: se vuoi, ti ho insegnato a farlo nel mio tutorial su come mettere la password al PC.

L’account online, invece, è un tipo di account che memorizza e sincronizza numerose informazioni e impostazioni personali su Internet, così da poter essere riprese e usate da altre postazioni. Se, ad esempio, utilizzi un account Microsoft per eseguire l’accesso a Windows 10 o un account Apple per accedere a macOS, configurando lo stesso account su un computer differente, verranno caricate automaticamente da Internet alcune impostazioni, come i colori e lo sfondo del desktop, i siti Web preferiti del browser, le password salvate, le reti Wi-Fi conosciute e molto altro. Se vuoi, puoi modificare gli account online con cui accedi al tuo computer: ti ho spiegato, in questo apposito tutorial, come farlo su Windows 10.

Ricorda che i sistemi operativi Linux, Windows Vista e Windows 7 usano esclusivamente account offline, mentre i sistemi operativi Windows 8.1, Windows 10 e macOS possono usare sia account offline che online.

Dopo aver visto le differenze tra *come* gli account online e offline possono gestire le configurazioni personali, è il momento di capire il funzionamento di altre due tipologie di account che invece definiscono *quali* modifiche il proprietario può fare al computer: l’account standard e l’account amministratore. Voglio iniziare proprio da quest’ultimo: un account amministratore (o *admin* o *administrator*) permette di effettuare qualsiasi tipo di modifica al computer. Si dice che questo tipo di account abbia *privilegi elevati*. Per esempio, un amministratore può modificare nei dettagli il comportamento del sistema operativo, installare o disinstallare programmi, operare sui file nelle cartelle protette, modificare parti delicate del sistema come il registro o il kernel, aggiungere e rimuovere utenti e in generale agire su tutte (o quasi) le impostazioni disponibili nel sistema. Ho fatto accenno a questo tipo di account anche in uno dei capitoli iniziali della presente guida, nello specifico, quello su che cos’è un account amministratore.

Solitamente, nelle installazioni *casalinghe* dei sistemi operativi l’account usato dall’utente principale è di tipo amministratore. Non è il tuo caso e vuoi sbloccare o loggarti come amministratore sul tuo computer? Ho le guide che fanno per te: impara come fare su Windows 10, su Windows 8.1, su Windows 7 e su Ubuntu. Per quanto riguarda invece le aziende o la scuola, questo tipo di account è solitamente riservato all’amministratore di sistema, al capo, ai docenti o a chi in generale ricopre un ruolo dirigenziale o strettamente tecnico.

Al contrario, un account standard è un account con permessi limitati e che non è libero di operare liberamente su tutti gli aspetti del sistema operativo. Per esempio un account standard può personalizzare il desktop, i colori, la combinazione di caratteri e altri aspetti strettamente personali del sistema ma non può effettuare modifiche nelle impostazioni generali, non può aggiungere altri utenti e non può in genere installare o disinstallare programmi, a meno che non sia stato autorizzato da un utente amministratore (per esempio tramite la gestione delle politiche di gruppo).

Account più diffusi

Adesso, ecco per te anche un *excursus* tra quelli che sono gli account più diffusi al momento, di sicuro conosci già molti di essi.

Che cos’è un account Google

Che cos'è un account Google

Con ogni probabilità, utilizzi Google quotidianamente per effettuare ricerche online: ma sai che cos’è un account Google? Sono qui per chiarirtelo.

Un account Google è un profilo utente che ha una doppia valenza: da un lato permette a qualsiasi privato di autenticarsi, accedere e utilizzare la vastissima gamma di servizi messi a disposizione dall’azienda californiana. Dall’altro, a livello professionale, consente a chi lavora di sfruttare il servizio Google Workspace, una piattaforma ideata per collaborare in Rete. Oltre a ciò, avere un account Google permette a sua volta l’esecuzione “veloce” del login anche presso altri servizi e piattaforme, secondo il metodo detto single sign-on.

Tra le opportunità offerte da Google, per cui è necessario avere un account, ci sono i seguenti servizi digitali: Gmail, Blogger, Google Earth, Google Drive, Google Hangouts, Google Meet, Google Foto e molti altri ancora (li trovi a questo link). Per saperne di più leggi le mie guide su come accedere Google e, più in generale, su che cos’è Google.

Che cos’è un account Facebook

Che cos'è un account Facebook

Oggi praticamente chiunque è iscritto a qualche social network, dunque saprai che cos’è un account Facebook: ma conosci tutte le opportunità che offre?

Avere un profilo personale su Facebook ti permette di metterti in contatto con tante persone, vecchi e nuovi amici, instaurando relazioni. Potrai condividere contenuti all’interno del tuo diario, così come consultare quelli “postati” dagli altri utenti presenti nella tua rete. Proprio come ti ho spiegato nel capitolo precedente.

Ma non è tutto: a partire dal tuo profilo personale, potrai collegare al tuo account anche una pagina Facebook, che, tra le altre cose, puoi utilizzare per promuovere i tuoi interessi e/o la tua attività, proprio come se si trattasse di un account aziendale. Se, poi, il tuo successo crescerà, oppure vuoi solo affidare a un professionista la gestione della pagina Facebook perchè non hai tempo per seguirla, questo account potrà dirsi anche un account manager.

Per maggiori dettagli sull’argomento, oltre a rimandarti nel capitolo in cui ti parlo degli account social su come amministrare una pagina Facebook e su come iscriversi a Facebook come azienda.

Che cos’è un account Microsoft

Che cos'è un account Microsoft

Sei un utilizzatore dei sistemi operativi Microsoft, così come delle varie applicazioni ad esso collegate e, appunto, ti stai chiedendo che cos’è un account Microsoft, dato che ne hai sentito parlare parecchio in giro.

Ebbene, l’account Microsoft ti offrirà il grande vantaggio di poter creare una chiave d’accesso unica per tutti i servizi proposti dal noto colosso informatico, tra di essi Windows, Outlook, Office (consulta, sul tema, il paragrafo precedente inerente gli account dei sistemi operativi). La procedura di creazione del profilo personale è del tutto gratuita e, se vuoi conoscerla nel dettaglio, leggi la mia guida su come creare un account Microsoft.

Che cos’è un account WhatsApp

Che cos'è un account WhatsApp

Forse lo usi già quotidianamente, ma sai che cos’è un account WhatsApp? Te lo spiego subito, anche perché, forse, non conosci tutte le sue potenzialità.

Registrare un account WhatsApp significa utilizzare il proprio numero di telefono mobile, in qualità di identificativo, per accedere al noto servizio di messaggistica istantanea multi-piattaforma (Android/iOS) che consente agli utenti di inviare messaggi, foto, video, documenti e registrazioni vocali verso altri utenti, via Internet. Se vuoi sapere tutto sull’argomento, oltre a far riferimento al precedente capitolo sugli account di messaggistica, ti suggerisco di leggere la mia guida su come funziona WhatsApp.

Ma non finisce qui: ti hanno mai detto che cos’è un account business di WhatsApp? Dunque, si tratta di una vera e propria app (Android/iOS) da scaricare, molto simile alla versione dedicata agli utenti privati del servizio di messaggistica, ma indipendente da essa e con funzioni aggiuntive, studiate per facilitare l’interazione con i clienti di un’attività o un’azienda. Per avere tutti i dettagli che ti servono in merito, leggi la mia guida su che cos’è e come funziona WhatsApp Business.

Proteggere un account

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Se sei arrivato fin qui vuol dire che hai compreso alla perfezione sia che cos’è un account sia le tipologie di account più diffuse a oggi. Converrai con me che ogni account ha uno scopo ben preciso e che, se lo usasse qualcuno diverso da te, potrebbe essere un problema. Ad esempio, se qualcuno si impossessasse di un tuo account sociale o di messaggistica potrebbe tranquillamente spacciarsi per te e rovinare rapporti di parentela, di amicizia o addirittura di lavoro. Allo stesso modo, se qualcuno si impossessasse di un tuo account sul computer potrebbe accedere ai tuoi file senza permesso o toccare parti fondamentali del sistema operativo, magari rendendolo inutilizzabile. Questo è il motivo per cui il mio suggerimento è di proteggere un account alla perfezione, usando un po’ di buon senso e una serie di linee guida di cui voglio parlarti nelle righe a seguire.

Indubbiamente, il primo modo di proteggere un account è quello di creare una password sicura. Esistono alcune linee guida che possono aiutarti in questo compito: in primo luogo la password deve essere abbastanza lunga, inoltre deve contenere caratteri di natura differente. Per esempio, una password ideale deve contenere lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli o caratteri speciali e, soprattutto, deve essere difficilmente intuibile da chi si conosce.

Non provare a usare come password la tua data di nascita, il nome del tuo cane, del tuo partner o, peggio ancora, una combinazione di *NomeCognomeAnnodinascita*, perché avresti perso in partenza. Basterebbe conoscerti un minimo per indovinarla! Se vuoi creare la tua password, ti consiglio di seguire le mie direttive su come fare una password sicura, altrimenti puoi dare a un programma il compito di generarne una per te — in tal caso, puoi scegliere quello più adatto a te consultando la mia guida sui programmi per generare password.

Come dici? Vuoi usare password più semplici perché non riesci a memorizzarle? Questa è la cosa più sbagliata che tu possa fare! Forse non ne hai ancora sentito parlare, ma esistono dei programmi che possono custodire tutte le tue password in un archivio protetto che puoi consultare ogni volta che vuoi. In questo caso, l’unica password che devi certamente ricordare (e che deve essere estremamente sicura) è quella che protegge l’archivio stesso! La cosa ti interessa? Ottimo: te ne ho parlato nella mia guida su come gestire password.

Ora che hai compreso come generare password sicure e difficili da indovinare è il momento di far tuo un altro concetto altrettanto importante: quello di differenziare le password. Sì, perché la cosa più ingenua e dannosa che potresti fare è proprio usare la stessa password per tutti i tuoi account: questo è sicuramente sbagliato e voglio spiegarti il perché.

Se parliamo di siti Internet, purtroppo può capitare che un servizio venga violato e le password degli account diffuse in Rete dai criminali informatici. Se la password usata per quel sito violato è uguale alla password usata anche per altri siti, è molto più probabile che questa venga usata per accessi non autorizzati ai siti stessi.

Dunque, il consiglio che ti do è quello di usare password diverse per ciascun account di siti Web, sistemi operativi, servizi Internet o qualsiasi altra cosa. In questo modo, anche se dovessero esserci problemi di sicurezza con un account (dovuti a una distrazione, una violazione o altro), ciò non andrà a compromettere l’integrità e l’affidabilità di tutti gli altri.

Un’altra pratica ottimale per proteggere i propri account è quella di modificare periodicamente le password che li proteggono. Ad esempio, puoi modificare la password dei tuoi indirizzi email ogni 60 giorni, quella del tuo profilo Facebook ogni mese e via dicendo. Questo è un modo di tutelarsi contro i crimini informatici: solitamente, dopo che gli hacker hanno violato i sistemi, passa del tempo prima che le password vengano raccolte e diffuse (o vendute) su Internet. Se cambi periodicamente password, scongiuri il rischio che la password rubata sia ancora valida e quindi allontani la possibilità di accessi indesiderati ai tuoi account.

Ciò è molto importante soprattutto per quanto riguarda account di home banking, di gestione di dati estremamente sensibili (ad es. il portale dell’INPS) o ancora di account di computer aziendali, tant’è vero che in alcuni casi la procedura di modifica password è obbligatoria e non può essere evitata. Questo significa che, a intervalli di tempo regolari, il portale o il sistema operativo ti obbligherà a modificare la password chiedendoti prima l’inserimento di quella vecchia e poi l’aggiornamento con una nuova.

Stai pensando che modificare periodicamente le password può confonderti e fartele dimenticare più facilmente? Non preoccuparti, ho le soluzioni che fanno per te e che possono fartele recuperare: nelle mie precedenti guide ti ho spiegato come recuperare password dei più famosi servizi Internet (Facebook, Hotmail, Apple, Gmail e Skype), come trovare una password coperta dagli asterischi (da usare se per esempio le hai memorizzate nel browser ma non le ricordi), come recuperare password dei più famosi account email e come trovare le password salvate nel sistema operativo. Infine, se malauguratamente hai dimenticato la password di Windows, ti ho spiegato nel dettaglio come bypassarla e crearne una nuova.

Infine, ma solo in ordine di elenco, voglio segnalarti un’altra ottima precauzione che puoi prendere per tutelare la sicurezza dei tuoi account: attivare l’autenticazione a due fattori. Cosa significa ciò? Te lo spiego immediatamente. L’autenticazione a due fattori (o a doppio step, o verifica in due passaggi, o two-factor authentication o 2FA) è la pratica che prevede l’accesso all’account previa inserimento prima della password personale (primo step) e poi di un codice generato in tempo reale (secondo step). Gmail, per esempio, supporta questo tipo di autenticazione: per accedere devi prima inserire la password che hai scelto, confermarla e poi devi inserire un secondo codice che ti viene recapitato via SMS o generato da un’app. Solo dopo aver inserito il codice puoi accedere a Gmail.

In questo modo puoi evitare la violazione del tuo account anche se qualcuno dovesse scoprirne la password, poiché il secondo codice viene recapitato in modo diverso e su un dispositivo che possiedi. Molti siti Web oggi permettono di attivare questo tipo di protezione: solitamente l’apposita voce può essere trovata nelle impostazioni di sicurezza della propria pagina personale. Vuoi seguire l’esempio precedente e attivare l’autenticazione a due fattori sul tuo account Google? Allora ti consiglio di consultare la mia guida su come autenticare l’account Google per essere guidato passo-passo. Per indicazioni più generiche, invece, ti invito a leggere il mio tutorial sulla 2FA.

Hai visto? Con le mie dritte e i miei consigli ora non soltanto sai alla perfezione che cos’è un account e a cosa serve, ma hai imparato anche a riconoscere i vari tipi di account e a proteggerli adeguatamente. L’aspetto protezione è importantissimo ma, troppo spesso, non se ne comprende l’importanza finché non capita qualche *imprevisto* che mette a rischio la sicurezza e l’integrità degli account: il consiglio che posso darti è di mettere in pratica quanto ti ho spiegato fino a ora per ritrovarti protetto e dormire sonni tranquilli.

Salvatore Aranzulla

Autore

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.