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Che cos’è un account

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Avrai sentito la parola account decine e decine di volte e scommetto che, almeno in un’occasione, tu ti sia chiesto cosa significa account e perché questo termine è così ricorrente. Non preoccuparti, non sei stato il primo né sarai l’ultimo a porti questa domanda. E io sono pronto a darti la risposta che cercavi!

In quest’articolo, infatti, ti spiegherò nel dettaglio cos’è un account, l’uso che se ne fa su Internet e tutto quanto c’è bisogno di sapere sugli account nei sistemi operativi. Inizio con il dirti che la quasi totalità dei servizi che puoi trovare in Rete (e non soltanto sul Web) basano il proprio funzionamento sugli account personali, che sono il punto di partenza per effettuare le operazioni che i servizi stessi mettono a disposizione. Inoltre, gli account utente dei sistemi operativi sono molto usati sui computer condivisi, in modo che ogni persona autorizzata a usarlo abbia a disposizione le sue impostazioni e i suoi dettagli personali.

Fatta questa piccola premessa, non ti resta che ritagliarti qualche minuto di tempo, sederti tranquillo e leggere attentamente quanto ho da dirti sugli account. Grazie ai miei consigli, sarai in grado di gestire i tuoi account e a di crearne di nuovi qualora ne avessi bisogno. Ti auguro una buona lettura.

Indice

Cosa significa account

Cos'è un account

Dunque ho stuzzicato la tua curiosità e ora vuoi capire di più sul mondo degli account. Perfetto, cominciamo subito! Account è una parola che deriva dall’inglese e che, in un contesto molto generico, significa conto. Inquadrando però questo termine nell’ambito tecnologico, puoi vedere un account come un insieme di aspetti digitali che ti riguardano, riferiti a un preciso servizio Internet, a un sistema operativo o a qualsiasi altro meccanismo richieda una personalizzazione esclusiva per chiunque ne faccia uso.

Te lo spiego meglio con un esempio. Immagina di navigare sul sito Web di un negozio che vende materiale su Internet, e di voler accedere alla lista di ciò che hai acquistato dal negozio stesso durante i mesi precedenti. Poiché il negozio è visitato da tanti utenti diversi, c’è bisogno di un modo per far sì che ogni utente veda soltanto i suoi acquisti e non quelli effettuati anche dagli altri clienti: qui entra in gioco l’account. Consultando la sezione Iscriviti del negozio, è possibile inserire i propri dati personali (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e via discorrendo) e proteggere tutto con una combinazione di nome utentepassword. Inoltre, nella fase di creazione dell’account, vengono spesso richiesti dei dettagli aggiuntivi – ad esempio un indirizzo di posta o un numero di telefono – che possono essere usati per il recupero della password qualora fosse dimenticata, oppure per l’invio di informazioni importanti riguardo il servizio in questione.

Tutto chiaro? Ricapitolando, dunque, l’account (che in alcuni casi viene chiamato anche profilo) è quello che permette di gestire i propri dati e di accedere a tutto ciò che riguarda l’utente in merito al sito Internet o al servizio online che sta usando: nel nostro esempio, basta effettuare l’accesso (o login) al proprio account di un negozio online per avere lo storico di tutti gli acquisti effettuati.

A cosa serve un account

Fin qui ti ho illustrato a grandi linee che cos’è un account e cosa significa questa parola ma, per chiarirti ancor di più l’argomento, è bene che ti spieghi l’utilità degli account.

Internet è pieno di siti e servizi che vengono usati, ogni giorno, da milioni e milioni di persone: prendi come esempio Facebook, uno dei social network più frequentati e usati di tutto il mondo. Ogni iscritto ha una sua “pagina personale” contenente i propri dati, le proprie condivisioni, i propri post, amici, applicazioni e quant’altro. Ciascuna pagina personale di Facebook viene creata tramite un account, che permette al proprietario di personalizzarla e gestirla come più gli aggrada. Se non esistessero gli account, Facebook avrebbe informazioni uguali per tutti e, semplicemente, non avrebbe motivo di esistere!

Ancora, posso portarti l’esempio di un sistema operativo. Possiedi un account privato se quando accendi il computer inserisci una password personale che conosci solo tu. In questo modo, puoi vedere sul tuo desktop le icone che hai scelto, la tua combinazione di colori preferita, il tuo sfondo e quant’altro. Se il tuo computer è condiviso con qualcun altro, per esempio con un tuo collega, quando questi inserirà la sua password vedrà i suoi collegamenti sul desktop, la sua combinazione di colori, il suo sfondo e tutto quanto ha personalizzato da sé. Ciò, con molta probabilità, sarà diverso da ciò che hai invece impostato tu (nonostante il computer sia lo stesso).

Ti ho posto questi due esempi per chiarirti che l’account è qualcosa che ti permette di usare, su un servizio solitamente comune anche ad altre persone, un ambiente unicopersonalizzato con le tue preferenze, i tuoi dati, le tue impostazioni, abitudini, contenuti e tutto quanto riguardi te e te soltanto. Ed è questo il motivo per cui, per creare un account, devi usare credenziali d’accesso (solitamente nome utente e password) che sei l’unico a conoscere.

Account social

Hai compreso a fondo la definizione generale di account? Bene, è il momento di fare chiarezza tra le tipologie di account che puoi trovare lungo il tuo cammino. Partiamo proprio dagli account social, quali possono essere gli account Facebook, Twitter, Instagram e simili.

Questo tipo di account permette solitamente di creare una pagina personale contenente immagini caratteristiche (come un’immagine profilo, un’immagine di copertina o un avatar), informazioni di vario tipo (città di residenza, istruzione, lavoro, religione, orientamento politico eccetera) e contenuti di interesse quali post personali, foto, video, link Internet e altro ancora. Tramite l’account così creato è possibile contattare altri utenti e/o aggiungerli alle proprie liste di contatti. La creazione di un account sociale è spesso molto semplice: basta scegliere un nome utente e una password e, successivamente, inserire nei moduli preposti tutte le informazioni richieste.

Non possiedi ancora un account social e n? Stai tranquillo, sul mio sito puoi trovare guide su come creare account Facebook, come funziona Twitter e come funziona LinkedIn, che ti aiuteranno a muovere i primi passi nel mondo dei social.

Account email

Anche la gestione della posta elettronica richiede la creazione di un account! Questo perché, altrimenti, tutti potrebbero leggere i messaggi di tutti. Come avrai già intuito, gli account email sono quelli che permettono l’invio, la ricezione e la memorizzazione della posta elettronica. Ciascun account deve essere protetto da nome utente e password e, per essere creato, richiede l’inserimento negli appositi moduli di alcune informazioni personali e dell’indirizzo di posta elettronica desiderato. Non hai ancora un account email? Non preoccuparti: nel mio sito puoi trovare guide su come creare account Outlook, account Gmail, email Libero, email Yahoomolti altri indirizzi email.

La cosa particolare degli account email è che possono essere consultati in diversi modi. Quello più comune è di recarsi sul sito del servizio, inserire le proprie credenziali e gestire da lì i messaggi (in questo caso si parla di Web Mail); un altro modo, più tradizionale, è quello di installare un client di posta elettronica, consultando e gestendo la posta dal programma preposto (o dall’app preposta), senza usare il browser. Per far ciò, tuttavia, c’è bisogno di configurare il programma/app con i parametri POP o IMAP specifici per il servizio email scelto.

Account di messaggistica

Come la parola stessa ti fa capire, gli account di messaggistica sono quelli relativi ai servizi che permettono di inviare e ricevere messaggi. A tal proposito, posso citarti le app di messaggistica istantanea, i sistemi di chat e simili.

Anche per creare un account di messaggistica c’è bisogno di scegliere un nome utente e una password, e a ogni account viene associato un “indirizzo” (che può essere di posta elettronica, di chat, un numero di telefono o altro) con il quale si può essere contattati da altri utenti. Ad esempio gli account WhatsApp, iMessage e WeChat sono account di messaggistica.

Account nei sistemi operativi

Ti ho accennato nell’introduzione che esistono account anche per i sistemi operativi, questo perché molto spesso i computer vengono usati da più persone con scopi ed esigenze diverse. Gli account dei sistemi operativi richiedono l’inserimento di un nome utente e di una password (o solo di quest’ultima, in alcuni casi) per essere usati. Alcuni, grazie a Internet, possono condividere le impostazioni personali (account online), così come operare sulle impostazioni più delicate del computer in questione (account amministratore).

Nelle righe di seguito ti spiegherò le differenze tra i principali tipi di account che puoi trovare o creare all’interno di un sistema operativo.

Account offline e online

Un account offline, come la parola fa già comprendere, è un account che memorizza le impostazioni personali soltanto localmente, cioè nel computer su cui viene creato. Se su un secondo computer viene creato un account con lo stesso nome utente e la stessa password, ci sarà bisogno di riconfigurare tutto daccapo affinché le impostazioni siano identiche. In alcuni casi, gli account offline non sono dotati di password perché i computer sono configurati per essere usati da una sola persona. Questo è il tuo caso ma ora vorresti mettere una password al tuo computer? Scelta saggia: se vuoi, ti ho insegnato a farlo nel mio tutorial su come mettere la password al PC.

L’account online, invece, è un tipo di account che memorizza e sincronizza numerose informazioni e impostazioni personali su Internet, così da poter essere riprese e usate da altre postazioni. Se, ad esempio, utilizzi un account Microsoft per eseguire l’accesso a Windows 10 o un account Apple per accedere a macOS, configurando lo stesso account su un computer differente, verranno caricate automaticamente  da Internet alcune impostazioni, come i colori e lo sfondo del desktop, i siti Web preferiti del browser, le password salvate, le reti Wi-Fi conosciute e molto altro. Se vuoi, puoi modificare gli account online con cui accedi al tuo computer: ti ho spiegato, in questo apposito tutorial, come farlo su Windows 10.

Ricorda che i sistemi operativi Linux, Windows Vista e Windows 7 usano esclusivamente account offline, mentre i sistemi operativi Windows 8.1, Windows 10 e macOS possono usare sia account offline che online.

Account standard e amministratore

Dopo aver visto le differenze tra come gli account online e offline possono gestire le configurazioni personali, è il momento di capire il funzionamento di altre due tipologie di account che invece definiscono quali modifiche il proprietario può fare al computer: l’account standard e l’account amministratore. Voglio iniziare proprio da quest’ultimo: un account amministratore (o adminadministrator) permette di effettuare qualsiasi tipo di modifica al computer. Si dice che questo tipo di account abbia privilegi elevati. Per esempio, un amministratore può modificare nei dettagli il comportamento del sistema operativo, installare o disinstallare programmi, operare sui file nelle cartelle protette, modificare parti delicate del sistema come il registro o il kernel, aggiungere e rimuovere utenti e in generale agire su tutte (o quasi) le impostazioni disponibili nel sistema.

Solitamente, nelle installazioni casalinghe dei sistemi operativi l’account usato dall’utente principale è di tipo amministratore. Non è il tuo caso e vuoi sbloccare o loggarti come amministratore sul tuo computer? Ho le guide che fanno per te: impara come fare sul sistema operativo Windows 7, su Windows 8.1. e su Ubuntu. Per quanto riguarda invece le aziende o la scuola, questo tipo di account è solitamente riservato all’amministratore di sistema, al capo, ai docenti o a chi in generale ricopre un ruolo dirigenziale o strettamente tecnico.

Al contrario, un account standard è un account con permessi limitati e che non è libero di operare liberamente su tutti gli aspetti del sistema operativo. Per esempio un account standard può personalizzare il desktop, i colori, la combinazione di caratteri e altri aspetti strettamente personali del sistema ma non può effettuare modifiche nelle impostazioni generali, non può aggiungere altri utenti e non può in genere installare o disinstallare programmi, a meno che non sia stato autorizzato da un utente amministratore (per esempio tramite la gestione delle politiche di gruppo).

Proteggere un account

Se sei arrivato fin qui vuol dire che hai compreso alla perfezione sia che cos’è un account sia le tipologie di account più diffuse ad oggi. Converrai con me che ogni account ha uno scopo ben preciso e che, se lo usasse qualcuno diverso da te, potrebbe essere un problema. Ad esempio, se qualcuno si impossessasse di un tuo account sociale o di messaggistica potrebbe tranquillamente spacciarsi per te e rovinare rapporti di parentela, di amicizia o addirittura di lavoro. Allo stesso modo, se qualcuno si impossessasse di un tuo account sul computer potrebbe accedere ai tuoi file senza permesso o toccare parti fondamentali del sistema operativo, magari rendendolo inutilizzabile.

Questo è il motivo per cui il mio suggerimento è di proteggere alla perfezione i tuoi account, usando un po’ di buon senso e una serie di linee guida di cui voglio parlarti nelle righe a seguire.

Creare password sicure

Indubbiamente, il primo modo di proteggere un account è quello di creare una password sicura. Esistono alcune linee guida che possono aiutarti in questo compito: in primo luogo la password deve essere abbastanza lunga, inoltre deve contenere caratteri di natura differente. Per esempio, una password ideale deve contenere lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli o caratteri speciali e, soprattutto, deve essere difficilmente intuibile da chi si conosce.

Non provare ad usare come password la tua data di nascita, il nome del tuo cane, del tuo partner o, peggio ancora, una combinazione di NomeCognomeAnnodinascita, perché avresti perso in partenza. Basterebbe conoscerti un minimo per indovinarla! Se vuoi creare la tua password, ti consiglio di seguire le mie direttive su come fare una password sicura, altrimenti puoi dare a un programma il compito di generarne una per te – in tal caso, puoi scegliere quello più adatto a te consultando la mia guida sui programmi per generare password.

Come dici? Vuoi usare password più semplici perché non riesci a memorizzarle? Questa è la cosa più sbagliata che tu possa fare! Forse non ne hai ancora sentito parlare, ma esistono dei programmi che possono custodire tutte le tue password in un archivio protetto che puoi consultare ogni volta che vuoi. In questo caso, l’unica password che devi certamente ricordare (e che deve essere estremamente sicura) è quella che protegge l’archivio stesso! La cosa ti interessa? Ottimo: te ne ho parlato nella mia guida su come gestire password.

Differenziare le password

Ora che hai compreso come generare password sicure e difficilmente indovinabili è il momento di far tuo un altro concetto altrettanto importante: quello di differenziare le password. Sì, perché la cosa più ingenua e dannosa che potresti fare è proprio usare la stessa password per tutti i tuoi account: questo è sicuramente sbagliato e voglio spiegarti il perché.

Se parliamo di siti Internet, purtroppo può capitare che un servizio venga violato e le password degli account diffuse in Rete dai criminali informatici. Se la password usata per quel sito violato è uguale alla password usata anche per altri siti, è molto più probabile che questa venga usata per accessi non autorizzati ai siti stessi.

Dunque, il consiglio che ti do è quello di usare password diverse per ciascun account di siti Web, sistemi operativi, servizi Internet o qualsiasi altra cosa. In questo modo, anche se dovessero esserci problemi di sicurezza con un account (dovuti a una distrazione, una violazione o altro), ciò non andrà a compromettere l’integrità e l’affidabilità di tutti gli altri.

Modificare periodicamente le password

Un’altra pratica ottimale per proteggere i propri account è quella di modificare a intervalli regolari di tempo le password che li proteggono. Ad esempio, puoi modificare la password dei tuoi indirizzi email ogni 60 giorni, quella del tuo profilo Facebook ogni mese e via dicendo. Questo è un modo di tutelarsi contro i crimini informatici: solitamente, dopo che gli hacker hanno violato i sistemi, passa del tempo prima che le password vengano raccolte e diffuse (o vendute) su Internet. Se cambi periodicamente password, scongiuri il rischio che la password rubata sia ancora valida e quindi allontani la possibilità di accessi indesiderati ai tuoi account.

Ciò è molto importante soprattutto per quanto riguarda account di home banking, di gestione di dati estremamente sensibili (ad es. il portale dell’INPS) o ancora di account di computer aziendali, tant’è vero che in alcuni casi la procedura di modifica password è obbligatoria e non può essere evitata. Questo significa che, a intervalli di tempo regolari, il portale o il sistema operativo ti obbligherà a modificare la password chiedendoti prima l’inserimento di quella vecchia e poi l’aggiornamento con una nuova.

Stai pensando che modificare periodicamente le password può confonderti e fartele dimenticare più facilmente? Non preoccuparti, ho le soluzioni che fanno per te e che possono fartele recuperare: nelle mie precedenti guide ti ho spiegato come recuperare password dei più famosi servizi Internet (Facebook, Hotmail, Apple, Gmail e Skype), come trovare una password coperta dagli asterischi (da usare se per esempio le hai memorizzate nel browser ma non le ricordi), come recuperare password dei più famosi account email e come trovare le password salvate nel sistema operativo. Infine, se malauguratamente hai dimenticato la password di Windows, ti ho spiegato nel dettaglio come bypassarla e crearne una nuova.

Autenticazione a due fattori

Infine, ma solo in ordine di elenco, voglio segnalarti un’altra ottima precauzione che puoi prendere per tutelare la sicurezza dei tuoi account: attivare l’autenticazione a due fattori. Cosa significa ciò? Te lo spiego immediatamente. L’autenticazione a due fattori (o a doppio step, o verifica in due passaggi, o two-factor authentication o 2FA) è la pratica che prevede l’accesso all’account previa inserimento prima della password personale (primo step) e poi di un codice generato in tempo reale (secondo step). Gmail, per esempio, supporta questo tipo di autenticazione: per accedere devi prima inserire la password che hai scelto, confermarla, e poi devi inserire un secondo codice che ti viene recapitato via SMS o generato da un’app. Solo dopo aver inserito il codice puoi accedere a Gmail.

In questo modo puoi evitare la violazione del tuo account anche se qualcuno dovesse scoprirne la password, poiché il secondo codice viene recapitato in modo diverso e su un dispositivo che possiedi. Molti siti Web oggi permettono di attivare questo tipo di protezione: solitamente l’apposita voce può essere trovata nelle impostazioni di sicurezza della propria pagina personale. Vuoi seguire l’esempio precedente e attivare l’autenticazione a due fattori sul tuo account Google? Allora ti consiglio di consultare la mia guida su come autenticare l’account Google per essere guidato passo-passo.

Hai visto? Con le mie dritte e i miei consigli ora non soltanto sai alla perfezione che cos’è un account e a cosa serve, ma hai imparato anche a riconoscere i vari tipi di account e a proteggerli adeguatamente. L’aspetto protezione è importantissimo ma, troppo spesso, non se ne comprende l’importanza finché non capita qualche imprevisto che mette a rischio la sicurezza e l’integrità degli account: il consiglio che posso darti è di mettere in pratica quanto ti ho spiegato fino ad ora per ritrovarti protetto e dormire sonni tranquilli.